Capitolo
III: Lo scontro
Appena si fu
ripreso Hiei partì in un furioso inseguimento di Agarwaen.
L’avrebbe seguita dappertutto, ovunque andasse a nascondersi,
non si sarebbe fermato fino a quando la lama della sua katana non si
fosse bagnata del suo sangue. Ancora non riusciva a credere al modo in
cui l’aveva messo fuori combattimento. Si era sentito debole
ed impotente come mai prima d’allora. Lei non aveva fatto
nulla, nemmeno il più piccolo movimento, era stato
sopraffatto dal solo spostamento d’aria della sua aura. Non
voleva pensare alla quantità di potere astrale che
possedeva. Era riuscito appena a scorgerne l’ampiezza, pur
senza essere capace di raggiungerne i limiti, e la cosa semplicemente
lo sconcertava. Nessuno dei racconti che circolavano sul suo conto le
rendeva giustizia. Era un mostro inconcepibile.
Eppure c’era qualcosa di stonato in lei…
… non riusciva ancora a capire cosa, ma lo
destabilizzava…
Percorse l’ultimo lembo di terra del Makai per poi
attraversare il varco e si ritrovò nel Ningenkai. Storse il
naso disgustato al pensiero di trovarsi nuovamente li. Detestava gli
esseri umani e tutto quello che era legato a loro!
Scosse la testa e tornò a concentrarsi sul suo compito.
Prima avrebbe trovato quell’assassina, prima avrebbe chiuso
quella storia e prima sarebbe ritornato nel Makai!
Girò un po’ a vuoto, prendendo varie direzioni ed
abbandonandole subito tutte. La scia lasciata dal suo odore era svanita
nel nulla, come se Agarwaen non fosse mai esistita, come un fantasma
evaporato alle prime luci dell’alba. Rabbioso, Hiei
ritornò nel parco in cui era sbucato dopo aver attraversato
il varco e colpì con un pugno il tronco
dell’albero che gli era alle spalle, frantumandolo
all’istante.
Era stato giocato come un dilettante!
Stava per ritornare nel Makai per sfogarsi sul primo youkai che avrebbe
incontrato, quando la brezza serale gli solleticò il naso
portando con sé il labile odore di Agarwaen. Hiei si
guardò immediatamente intorno, cercandola freneticamente tra
le ombre della notte incipiente, finché non scorse la sua
figura nera poggiata svogliatamente contro il tronco di un albero poco
distante da lui, con le braccia incrociate al petto, la testa inclinata
di lato ed illuminata dalla luce lattea di un lampione.
L’assassina era ritornata indietro quando aveva sentito che
il piccolo youkai l’aveva seguita fin li, ed era stata
incuriosita dalla sua caparbietà. Conosceva le voci che
circolavano su di lui e voleva scoprire se fosse davvero forte come si
diceva. E poi aveva voglia di divertirsi un po’, di
sgranchirsi i muscoli dopo la notte che aveva passato con Mukuro.
Per questo aveva deciso di concedergli una possibilità.
Anche se era coperto dalla maschera, Hiei poteva quasi vedere il
sorriso ironico che le stava schiudendo le labbra. Il sangue
iniziò a ruggirgli nelle vene per la voglia che aveva di
ucciderla.
- Ti credevo più furbo youkai… – rise
beffarda – Non credevo che fossi così folle da
venirmi a cercare nonostante ti abbia concesso di
vivere!- .
- Sta zitta e combatti!- ruggì il mezzo koorime liberandosi
del mantello nero, restando a torso nudo. (*w* nd. Tai)
- Credi sul serio di potermi battere?- esclamò Agarwaen con
finta incredulità.
Hiei non rispose, ma iniziò a richiamare il suo potere
astrale. Non gli interessava chi avesse davanti, lui voleva solo
combattere e lavare via con la sua morte la propria sconfitta.
Agarwaen sospirò scuotendo la testa: aveva davvero sperato
che quello youkai desistesse dal darle la caccia e tornasse indietro,
nel suo mondo. Lui era innocente, non aveva alcuna colpa, quindi la sua
morte sarebbe stata inutile, le dispiaceva ma ugualmente non si sarebbe
tirata indietro se era quello che l’altro voleva.
- Non dire poi che non ti avevo avvisato!- e gettò il
mantello dietro le sue spalle.
Hiei raccolse il fuoco nero che aveva richiamato dal Makai nel palmo
della mano prima di lanciarlo in tutta la sua potenza contro la figura
ammantata in piedi di fronte a lui. L’ondata fendette
l’aria crepitando e sibilando inquietante, prima di
infrangersi contro la barriera spirituale che l’avversaria
aveva eretto attorno a sé. Lo youkai imprecò tra
i denti prima di richiamare una quantità maggiore di fuoco
nero e di scagliarla contro Agarwaen che continuava fissarlo immobile,
come se non fosse minimamente interessata a quello scontro.
Dopo l’ennesimo attacco andato a vuoto, l’assassina
staccò la schiena dal tronco e si mise dritta, il tutto con
estrema indolenza che fece inferocire maggiormente Hiei.
- Adesso tocca a me!- lo informò atona e calma.
Aprì le braccia ai lati del corpo, con i palmi delle mani
ben aperti e girati verso l’altro. Una scossa elettrica
schioccò nell’aria prima che iniziasse a liberare
tutto il proprio potere astrale. Le foglie iniziarono a stormire,
battendo violentemente le une contro le altre, sotto la spinta della
corrente che si stava addensando attorno a lei. Poi, con un bagliore
incandescente, il potere astrale che aveva accumulato esplose verso
l’esterno facendo tremare violentemente la terra fin nelle
sue viscere.
Hiei si guardò allarmato intorno, cercando un punto
d’appoggio solido, mentre gli alberi si inclinavano
l’uno verso l’altro e ovunque si sollevavano zolle
di cemento. Come poteva essere così potente?
Pian piano l’energia astrale che vorticava attorno ad
Agarwaen si ritirò fino a concentrarsi nelle sue sole mani.
Rialzò la testa di scatto e lanciò le due sfere
che si erano formate contro lo youkai. Grazie alla sua
velocità ed al jagan, Hiei riuscì a schivare i
colpi che esplosero a contatto con il terreno creando due piccoli
crateri. Se fosse riuscita a centrarlo per lui non ci sarebbe stato
nulla da fare.
Lo youkai del fuoco decise allora di fare sul serio. Strappò
la fasciatura al braccio, snudando il drago nero che vi si avvolgeva
minaccioso e che iniziò a brillare dell’energia
astrale che stava incanalando.
- Onda del Drago Nero!- urlò Hiei quando fu
all’apice.
Un enorme drago nero prese vita dalle sue mani, serpeggiando e ruggendo
attorno a lui per un attimo prima di slanciarsi contro Agarwaen. Con un
movimento istantaneo, l’assassina impugnò la
katana che portava legata sulla schiena, sfilandola dal fodero,
portandola davanti al volto e parando il colpo
dell’avversario con il filo della lama.
Hiei non riusciva a credere ai suoi occhi: solo Mukuro era stata in
grado di neutralizzare il suo colpo migliore con una simile
facilità. Ma chi era davvero quella li?
- Dato la tua fama credevo fossi molto più forte, youkai!
– osservò sprezzante Agarwaen abbassando la lama
– Ma ora non ha più importanza! Mi sono stancata
di giocare con te!- sputò in un tono duro e gelido, secco.
Caricò sulle ginocchia ed a velocità folle si
lanciò contro il mezzo koorime, che di puro istinto
sollevò la sua katana facendo cozzare le lame
l’una contro l’altra, producendo una doccia di
scintille incandescenti. Aveva una forza incredibile per un fisico
così sottile, considerò incoerentemente Hiei
mentre veniva quasi piegato dalla spinta dell’altra. Ed era
molto più veloce di lui. Poteva solo prevenire i colpi e
cercare di pararli, perché la rapidità e la
violenza dei suoi affondi gli impediva qualsiasi altro movimento,
costringendolo in una posizione di continua difesa.
Torcendo il polso l’assassina riuscì a disarmarlo
ed a puntargli la katana alla gola.
- Avresti dovuto lasciarmi perdere.- sussurrò più
a se stessa che all’altro youkai.
Ma proprio mentre stava per affondare la lama nella gola di Hiei, i
suoi sensi sfrigolarono furiosamente, avvertendola di un pericolo
vicino.
- Cannone spirituale!- urlò una voce maschile da qualche
parte alle sue spalle.
Con una rapida piroetta Agarwaen si girò nella direzione da
cui stava giungendo l’onda di energia spirituale e la
parò usando semplicemente il palmo della mano, senza
procurarsi alcun danno. Kurama simultaneamente imprigionò il
polso dell’assassina che impugnava la katana, nella sua
frusta di rosa. Grazie a quell’intervento inaspettato Hiei
riuscì ad allontanarsi ed a mettersi ad una distanza di
sicurezza. Quando erano ancora dalla maestra, Yusuke e Kurama avevano
sentito quell’aura esplodere e ricoprire la città,
scontrandosi, poi, con quella generata da Hiei, ed erano immediatamente
accorsi in aiuto dell’amico.
- Non è possibile!- esclamò Yusuke incredulo.
- Tutto qui figlio di Rizen?- lo schernì ritirando la mano.
- Questo è solo un assaggio di quello che so fare! Ti
batterò vedrai!- sbottò Yusuke indignato agitando
il pugno davanti il volto.
Agarwaen scosse la testa mentre stringeva a sua volta il palmo attorno
alla frusta di Kurama, incurante delle grosse spine che le penetravano
la pelle, e le diede fuoco, liberandosi. L’ultima cosa che
avrebbe voluto era lasciarsi coinvolgere in uno scontro. Avrebbe potuto
abbandonare tutto ed andarsene, ma era certa che quei tre
l’avrebbero inseguita per tutta la città e non
poteva permetterselo. L’unica soluzione era metterli fuori
combattimento. Ruotando l’elsa tra le dita
rinfoderò la katana, abbandonando per un attimo la posizione
di guardia.
- Non siete al mio livello!- li derise intrecciando le mani davanti al
volto.
L’energia spirituale che aveva evocato poco prima era niente
in confronto a quella che stava accumulando in quel momento. Il potere
astrale mulinava attorno al suo corpo, infiltrandosi tra le pieghe del
mantello che ondeggiava e schioccava a mezz’aria. Sembrava un
tornato iridescente che squassava l’aria e la terra, che si
allargava sempre di più ad ogni secondo che scivolava,
strappando e trascinando via tutto ciò che incontrava sul
proprio cammino. Era una visione terribile ed affascinante insieme che
aveva irretito i sensi di Yusuke, Kurama ed Hiei. Poi Agarwaen, con uno
scatto fulmineo, si inginocchiò ponendo i palmi aperti sul
terreno, rilasciando tutta l’energia che aveva raccolto, che
serpeggiò sotto il piano di calpestio prima esplodere verso
l’esterno in una maglia elettrica che attraversò i
corpi dei suoi avversari, facendoli di urlare di folle dolore.
Yusuke e gli altri caddero a terra con il corpo che tremava
violentemente in preda alle convulsioni, gli occhi appannati e vacui,
ed un rivolo di saliva che scorreva lungo il mento dalla bocca schiusa,
vicini al limite dello svenimento. A passi pesanti Agarwaen si
avvicinò fermandosi davanti loro e guardandoli
dall’alto verso il basso. Nonostante la fama che li
precedeva, erano stati così deboli da farle venire il
voltastomaco. Yusuke ebbe ancora la forza necessaria di sollevare la
testa e strisciare di qualche millimetro verso di lei.
- Ricordate che non avrete un’altra possibilità se
mai voleste incrociare nuovamente la mia strada!- li
minacciò calciando violentemente il moro al volto,
facendogli perdere i sensi.
Quindi l’assassina li scavalcò con noncuranza,
mescolandosi rapidamente alle ombre della notte. Prima di svenire
Kurama considerò confusamente che conosceva
quell’odore che gli aveva impregnato la gola quando il
mantello di Agarwean gli aveva sfiorato accidentalmente il volto mentre
si allontanava.