Capitolo
IV: Lo Sharodd
Genkai
aspirò preoccupata una generosa boccata di tabacco dalla sua
pipa, mentre Botan e Yukina stavano curando le ferite di Yusuke, Hiei e
Kurama. Quando li aveva visti ritornare al tempio sanguinanti e pesti
si era allarmata perché, per quanti avversari pericolosi
avessero affrontato, mai erano stati feriti in quel modo. Aveva
stentato a credere che una sola persona fosse riuscita a ridurre in
quello stato tre youkai del loro livello. Eppure aveva sentito anche
lei l’enorme aura che, per alcuni minuti, aveva coperto come
una spessa cappa tutta la città, scuotendola poi fin dalle
fondamenta. Agarwaen possedeva un potere terribile che atterriva. Forse
anche Toguro sarebbe stato schiacciato senza possibilità di
difesa.
- Non c’è altro che dovete raccontarmi?- chiese
per l’ennesima volta la maestra espirando ancora del fumo.
- Niente! Quella ci ha conciati per le feste, che
altro c’è da aggiungere?- rispose brusco Yusuke.
Genkai si trattenne dal colpirlo solo perché era ferito.
- Idiota! Ogni particolare può essere utile! Ti ricordo che quella
dovete arrestarla!- gli abbaiò contro.
- E come facciamo a trovare una che non sappiamo nemmeno che faccia
abbia? – protestò ancora il moro –
Potrebbe essere chiunque!- .
- Dobbiamo capire il motivo per cui ha ucciso quei signori della
guerra.- intervenne Kurama parlando soprapensiero.
Tutti nella stanza si voltarono a fissarlo incuriositi da
quell’affermazione, consapevoli che non le sue
capacità logiche aveva sicuramente intuito qualcosa che a
loro, invece, era sfuggito.
- Che vuoi dire?- gli chiese Hiei.
- Ho letto la lista degli youkai che Agarwaen ha assassinato e sembra
che non si sia mossa a caso, pescando nel mazzo, ma che abbia scelto
degli obbiettivi precisi. Come se avesse avuto una ragione
per uccidere proprio quei signori della guerra. Gli altri youkai credo
che siano morti solo perché si trovavano nel posto sbagliato
al momento sbagliato. Magari perché hanno combattuto per
difendere i propri padroni o perché erano diventati dei
testimoni scomodi…- spiegò il rosso.
- Però voi siete stati risparmiati…-
insinuò Genkai.
- Perché non siamo al suo livello!- Yusuke
scimmiottò Agarwaen.
- Ha ragione maestra, ma questo può solo avvalorare la mia
supposizione. Agarwaen non uccide senza un motivo. Infondo
più volte ha ripetuto a Hiei che se non l’avesse
inseguita avrebbe avuto salva la vita. E poi mentre combattevamo ho
avuto la sensazione che non mirasse ad alcun punto vitale, ma che
volesse solo metterci fuori combattimento per potersi allontanare
indisturbata. Noi non siamo macchiati di alcuna colpa per lei, quindi
la nostra morte non avrebbe significato nulla. È per questo
che dobbiamo comprendere cosa la spinga ad uccidere, solo
così potremo prevenire le sue mosse ed arrivare a lei.-
concluse convinta la volpe.
- E come pensi di fare?- gli chiese Yusuke.
Invece di rispondergli, Kurama si rivolse a Hiei.
- Hai ancora contatti con i criminali dei Bassifondi?- gli
domandò.
- Qualcuno!- rispose evasivo Hiei.
- Bene! Allora dovremo chiedere loro se sanno in quali traffici erano
coinvolti i signori della guerra morti!- disse Kurama con un sorriso
furbo.
- Lo sanno tutti: armi, schiavi, qualsiasi cosa producesse soldi per
loro!- sbuffò lo youkai di fuoco.
- Ma io non parlo dei traffici noti, mi riferisco a quelli che hanno
organizzato dopo il Torneo… Yukina prima ci ha parlato di
loschi giri!- spiegò con il suo fare saccente.
- Loschi giri?- ripeté perplesso Hiei.
- Si, loschi giri. Qualcosa di così redditizio da portarli
ad accantonare tutti gli altri traffici che avevano portato avanti fino
a quel momento.- .
- E cosa potrebbe essere secondo te?- domandò Botan curiosa.
- Non saprei, qualcosa però di molto, molto grosso! Tanto
che qualcuno è morto per esso!- .
Quando Kurama ebbe terminato rimasero un po’ in silenzio a
riflettere sulle sue parole. Nascosta tra le folte fronde delle querce
che circondavano il tempio, un’ombra ghignò
soddisfatta: aveva fatto bene a seguirli, quei tre erano davvero
interessanti…
- Aveva uno strano odore…- borbottò
all’improvviso Hiei.
- Che vuoi dire?- gli domandò Genkai perplessa.
- Non odorava né di ningen né di
youkai…- rispose il mezzo koorime.
Il ghigno sul volto dell’ombra si ampliò,
assumendo una sfumatura feroce.
- È impossibile, devi esserti sbagliato Hiei! –
protestò Botan – Deve pur appartenere ad una delle
razze…- .
- Io non sbaglio! – sbottò Hiei fissandola truce
– Il suo odore era strano!- ripeté.
- Questo può esservi utile! – disse con un tono
disinteressato la maestra – Se ha un odore così
particolare non dovrete fare così tanta fatica a
riconoscerla…- .
- Giusto! Non ci avevo pensato!- esclamò Yusuke battendo il
pugno sul palmo aperto dell’altra mano.
- Sai che novità!- lo prese in giro Genkai.
- Bene! Allora domani torneremo nei Makai e faremo qualche domanda in
giro! Qualcosa verrà fuori di sicuro!- disse convinto il
moro rimettendosi in piedi.
- Allora domani attraverseremo il varco!- annuì Kurama
alzandosi.
- Tu che fai Hiei? Vieni via o resti qui?- chiese il moro con un
sorriso malizioso.
Lo youkai sbuffò sdegnoso prima di uscire con uno scatto
dalla stanza, lasciando intravedere solo l’ombra scura della
sua figura. Avrebbe dormito su uno degli alberi del parco come sua
abitudine.
Ridacchiando Kurama e Yusuke salutarono la maestra e le ragazze ed
andarono via. Nessuno parlò mentre scendevano
l’ampia scalinata in pietra, ognuno perso dietro i propri
pensieri.
- Suuichi!- una voce preoccupata richiamò
l’attenzione di Kurama, dopo che ebbero fatto un breve tratto
di strada.
Questi si volse e vide Makoto corrergli incontro con
un’espressione angosciata sul viso.
- Finalmente ti ho trovato Suuichi!- esclamò fermandosi
davanti a lui e piegandosi con le mani sulle ginocchia per riprendere
fiato.
Era sudata, ansimante e le tremavano i muscoli, aveva il volto troppo
teso e bianco per una corsa.
- Perché mi stavi cercando?- chiese il rosso sorpreso.
La ragazza sollevò lo sguardo su di lui, fissandolo come se
fosse impazzito all’improvviso.
- Ma non hai sentito il terremoto che c’è stato
poco fa? Tua madre mi ha chiamato a casa preoccupata che ti fosse
accaduto qualcosa perché, stranamente, ancora non eri
rientrato. Così io sono uscita a cercarti.- gli
spiegò ansimando appena.
Il rosso scambiò uno sguardo eloquente con
l’amico: possibile che la scossa creata dal potere astrale di
Agarwaen avesse coinvolto completamente una città delle
dimensioni di Tokyo?
- Si, l’ho sentito, ma ero con Yusuke al tempio, li siamo
stati al sicuro!- spiegò con un sorriso gentile alla ragazza.
- Meno male!- e Makoto sorrise di cuore per la prima volta dopo tanto
tempo.
Senza l’espressione arrabbiata con cui l’aveva
vista la prima volta e con quel sorriso che addolciva i tratti del suo
volto, Yusuke considerò che così era molto, molto
più bella.
Kurama comprendendo i timori dell’amica, quelli veri, di cui
non parlava a nessuno e che erano ben sepolti sul fondo della sua
anima, di essere abbandonata ancora, che un giorno anche lui sarebbe
scomparso nel nulla come suo fratello, sollevò la mano e le
accarezzò la guancia, mentre il suo sorriso assumeva una
sfumatura triste.
- Non vado via, tranquilla!- le sussurrò dolce e sereno,
nella speranza di calmarla.
Un lampo sorpreso sfrecciò nelle iridi nocciola di Makoto,
prima che riacquistasse la solita maschera dura con cui si difendeva
quotidianamente dal dolore.
- Andiamo a casa!- ordinò sorpassandolo.
Kurama sorrise ad un divertito Yusuke prima di seguire
l’amica, che lo precedeva barcollando appena.
Notoriamente i Bassifondi erano la zona più pericolosa
dell’intero Makai. Una vasta pianura desertica di un colore
grigio cenere si apriva a ventaglio, costellata qua e la da piccoli
centri, nei quali trovavano un rifugio sicuro ed a poco prezzo i
criminali ricercati dal Reikai. Uno di quei posti in cui per
sopravvivere bisogna essere molto svegli e svelti di mano.
Hiei guidò i suoi amici in una piccola cittadina polverosa
in cui le poche case costruite, malmesse e vecchie, si ammassavano
tutte sull’unica strada che tagliava il centro da un polo
all’altro. L’unico che avrebbe potuto aiutarli
nella caccia ad Agarwaen era lo Sharodd, un vecchio youkai che
praticava lo sciamanesimo. Si diceva che potesse vedere qualunque cosa
nonostante fosse cieco, anche a chilometri di distanza dal suo covo, e
che nessun segreto era abbastanza oscuro perché non
riuscisse a svelarlo. Il gruppetto camminava guardando avanti a
sé, cercando di ignorare le occhiate insistenti e curiose
che gli youkai scesi in strada stavano indirizzando loro.
- Sei sicuro che sia qui?- chiese Yusuke con un sussurro
nell’orecchio di Hiei.
- Certo!- sbuffò infastidito il mezzo koorime,
allontanandolo.
Era la decima volta che glielo chiedeva e lui non era mai stato un tipo
paziente, ma per fortuna erano arrivati. Fece un cenno con la testa
agli altri due per farsi seguire in un vicolo laterale, stretto e buio,
con diversi strati di sudiciume ammassati ai lati. Hiei
sollevò la mano e bussò ad una porta incassata
così tanto nel muro da risultare quasi invisibile. Dopo
qualche istante il battente si aprì con un cigolio stridulo,
rivelando la figura vagamente riconoscibile di uno youkai.
- Jaganshi! – lo salutò come se conoscesse Hiei
– Cosa ti porta dalle nostre parti? Ormai ti sei sistemato
con Mukuro, eh?!- ghignò malizioso.
- Voglio parlare con lo Sharodd!- disse deciso, facendo scattare
minacciosamente la katana dal fodero.
Lo youkai sussultò prima di scostarsi dalla soglia per
lasciarli passare. L’interno era costituito da
un’unica sala rettangolare, lunga e larga alcuni metri, alla
sinistra della porta d’ingresso una scala in legno conduceva
al piano superiore e la parete sul fondo era costituita da una vetrata
che dava sul panorama brullo della pianura. Seduto accanto alla vetrata
su una sedia a dondolo di legno, un vecchio guardava fuori.
- Ti stavo aspettando Jaganshi, te ed i tuoi amici!-
gracchiò con la sua voce rauca, senza voltarsi.
- Sai perché siamo qui?- si fece avanti Hiei.
- Siete qui per Agarwaen. – affermò lo Sharodd,
poi un colpo di tosse lo piegò mozzandogli il respiro in
gola – Il suo è un mistero che nemmeno i miei
occhi possono svelare. Ogni volta che cerco di osservarla vedo solo una
nebbia cangiate. Troppe varianti, troppe varianti.- e scosse la testa
come se non riuscisse a capire bene.
- Non puoi dirci proprio niente vecchio?- intervenne Yusuke.
- Lei è tutto e niente. Lei esiste e non esiste. Lei
è viva eppure è morta.- sospirò.
- Ma non significa niente!- si lamentò il moro.
- È la sua essenza. Quando comprenderete questo capirete
anche il motivo della sua esistenza, quello che la spinge ad uccidere.-
disse lentamente.
- E dei signori della guerra che ha ucciso puoi dirci qualcosa? Quali
sono i traffici in cui si erano invischiati negli ultimi anni?- gli
chiese Kurama.
Lo Sharodd, dopo un lungo istante di silenzio, girò
lentamente la testa verso di loro, mostrando il suo volto segnato
pesantemente dal tempo e le orbite oculari vuote e secche. Il suo volto
li scrutava con attenzione, come se potesse vederli anche senza occhi.
- Yoko Kurama…- sospirò come se
l’avesse riconosciuto improvvisamente.
- Si, sono io!- confermò il rosso.
Loro due si conoscevano bene. Prima che venne costretto a fuggire dal
Makai ed a reincarnarsi nel corpo di Suuichi Minamino aveva chiesto
spesso consigli e dritte per i suoi colpi al vecchio veggente.
- Non so dirti perché Agarwaen abbia ucciso quei signori
della guerra… Dopo l’instaurazione della tregua
loro avevano iniziato a compiere esperimenti segreti usando come cavie
youkai.- svelò atono.
- Esperimenti su youkai? Che genere di esperimenti?- domandò
il moro inorridito.
Nonostante tutto quello che aveva visto da quando era diventato un
investigatore del Reikai, ancora non si era abituato ai livelli di
crudeltà cui potevano scadere gli essere viventi, youkai o
ningen che fossero, nei confronti dei propri simili… e forse
non sarebbe mai stato capace di abituarsi…
- Volevano trovare un metodo per accrescere la potenza e la
velocità degli youkai e rivenderlo ai vecchi Re del Makai
prima del prossimo torneo.- spiegò e ritornò ad
osservare il panorama al di la del vetro.
Il reale significato di quella rilevazione esplose tra i tre amici con
una tale violenza da lasciarli storditi. Nelle loro menti si
riaffacciò il ricordo della potenza schiacciante che aveva
mostrato Agarwaen quando si era scontrata con loro.
- Agarwaen potrebbe essere stata vittima di questi esperimenti,
quindi…- Kurama diede voce a quello che tutti stavano
pensando.
- … quindi ha ucciso tutti coloro che sono stati coinvolti!-
aggiunse Yusuke.
- Non tutti! Ne manca ancora uno!- disse lo Sharodd.
- Chi?- domando impaziente il moro.
- Tenebra!- rispose il vecchio youkai dopo un lungo istante di silenzio.
I tre amici sussultarono sorpresi. Conoscevano di fama quello youkai,
quanto potesse essere forte e temibile. Ma ora avevano assaggiato sulla
propria pelle l’estensione del potere astrale di Agarwaen e
sapevano quanto potesse essere letale… Cosa sarebbe stato
uno scontro diretto ed alla massima potenza tra due youkai del loro
livello? Probabilmente l’intero mondo del Makai sarebbe stato
sbriciolato dalla forza della loro energia, distruggendo
l’equilibrio esistente tra i loro tre mondi. Si scambiarono
un’occhiata significativa: la faccenda era più
pericolosa di quello che avevano pensato, avrebbero dovuto fermare
Agarwaen prima che riuscisse a trovare Tenebra, a qualunque costo.