Capitolo I: L’incarico

George entrò piano nello studio portando in mano l’ennesimo rapporto dal Makai. Era una cosa normale anche in un periodo di pace come quello, ma il rapporto che teneva in mano era particolare. Era sicuro che non avrebbe fatto piacere al Piccolo Enma. Quella storia lo stava tormentando già da un bel po’.
- Mio signore!- lo chiamò.
Koenma sollevò lo sguardo dai documenti che stava firmando ed osservò perplesso il proprio servitore: non lo aveva mai visto così serio e preoccupato.
- Che succede?- gli chiese rimettendosi dritto ed abbandonando la penna sui fogli sparsi davanti a sé.
George si mordicchiò il labbro per alcuni instanti, indeciso su come affrontare la questione, prima di inspirare e fare un passo verso la scrivania.
- È arrivato un rapporto dal Makai. – attese ancora un attimo prima di tendergli la cartellina blu – Riguarda Agarwaen!- pronunciando quel nome la sua voce sfumò fino a diventare un tremulo sospiro appena udibile.
Koenma strappò i documenti dalle mani del segretario ed iniziò a leggerne il contenuto. Più i suoi occhi scorrevano sulle righe più le sue mani si serravano, facendo sbiancare le nocche, e tremavano. Era passato molto tempo dall’ultima volta che aveva avuto sue notizie ed aveva sinceramente sperato di non dover mai più sentir parlare di Agarwaen, che fosse sparita così come era arrivata, nel nulla. Ed invece era ritornata annunciata da un’altra infinita scia di sangue. Era come un fantasma, evanescente ed immateriale, letale. Aveva ucciso Ysug, un luogotenente di Rizen che dopo la sua morte aveva deciso di mettersi in proprio, e buona parte dei suoi uomini. Come aveva fatto? Come aveva potuto una sola persona massacrare un tale numero di persone? E proprio in un momento come quello, alle porte del Secondo Torneo del Makai. Stava rendendo quel mondo insicuro, dove chiunque poteva essere attaccato ed ucciso all’improvviso, e gli youkai aveva già iniziato a rumoreggiare, unendosi in gruppi armati pronti a tutto pur di difendersi. Agarwaen rischiava di compromettere tutto, di infrangere quel delicato equilibrio che si era venuto a creare grazie ad Yusuke e di far scoppiare una nuova guerra. Koenma, furente, batté il pugno sul ripiano della scrivania. Doveva essere fermata. A qualsiasi costo.
- Convoca Yusuke e gli altri!- ordinò gelido.
- Ma mio signore, Yusuke è stato licenziato, non è più un investigatore del…- provò a protestare George.
- Lo so benissimo questo. Ma loro sono gli unici che possano aiutarci! Non stiamo parlando di uno youkai scappato che sta seminando il panico fra gli esseri umani, ma di un’assassina che da sola ha ucciso venti fra gli youkai più potenti del Makai. Nessun altro può sperare di fermarla. – attese l’assenso del segretario – Manda Botan!- .
George osservò un istante il proprio signore che si teneva disperato la testa tra le mani, prima di uscire alla ricerca della traghettatrice delle anime.

Un pugno fendette sicuro l’aria portando con sé iridescenti scintille di sudore. Il pugno venne ritratto prima che l’altro compisse lo stesso movimento. Doveva allenarsi, migliorare per battere finalmente Yomi nel prossimo torneo. Doveva dimostrare a Raizen che era forte, che era un degno erede. Non gli interessava divenire Re del Makai, Yusuke voleva soltanto dimostrare che era il più forte.
Si fermò rilassando i muscoli e sollevò il volto verso il cielo, per permettere a quella fresca brezza primaverile di asciugare il sudore dal suo volto e rinfrescarne la pelle. Fu allora che lo vide, un puntino perso nell’azzurro del cielo che velocemente si avvicinava fino ad assumere i tratti di una figura femminile che ben conosceva.
- Ciao Yusuke!- lo salutò allegramente la ragazza che, seduta sul suo remo, fluttuava a mezz’aria.
- Botan! – rispose il ragazzo asciugandosi la fronte con il polsino – E’ da un po’ che non ci si vede, come mai sei venuta?- le chiese.
Lo sguardo della traghettatrice si oscurò.
- Sono qui per lavoro, ci sono grossi problemi nel Makai. Devo parlare con te e Kurama.- e scese dal suo remo.
- Koenma mi ha licenziato, ricordi Botan?- le sorrise schietto.
- Lo so, ma tu e gli altri siete gli unici che potete risolvere questo problema. In tutti e tre i mondi non esiste nessun altro di abbastanza forte da farlo.- la sua voce era stato un misto di preoccupazione e paura.
- Kuwabara però non c’è: è in gita scolastica!- disse il moro rimettendosi la maglia.
Botan sospirò sollevata.
- Meglio, lui deve restare fuori da questa storia: è troppo pericoloso! Kuwabara è solo umano, non ha poteri demoniaci a potenziarlo come te e Kurama e contro quello che dovrete affrontare non avrebbe scampo!- spiegò tetra.
Un lampo di eccitazione sfrecciò nelle iridi nere di Yusuke: una sfida mortale era giusto quello che ci voleva per prepararsi al Torneo del Makai!
- Va bene. Facciamo così: tra poco le lezioni finiranno, che ne dici di andare a prendere Kurama e poi di andare dalla Maestra Genkai? Li potrai spiegarci tutto. – attese che la ragazza annuisse – Adesso vado ad avvertire Keiko.- e sparì all’interno della costruzione.
Botan sospirò pesantemente mentre si guardava intorno. Stava per trascinare i suoi amici in una faccenda pericolosa, molto, e si sentiva un po’ in colpa. Sperò davvero che sarebbe andato tutto bene.
Mezz’ora dopo erano davanti il cancello d’ingresso del liceo che frequentava Kurama. Yusuke osservava incuriosito i ragazzi che, in divisa e con le cartelle in mano, lasciavano l’istituto. Non gli mancavano le noiose giornate trascorse a sedere composti tra i banchi, i professori e le loro interminabili lezioni, i compiti né le interrogazioni. Quello che gli mancava forse era lo stare con i propri amici, le chiacchierate in terrazza durante l’intervallo e quel senso di libertà che lo coglieva quando la campanella suonava la fine delle lezioni. Era la quotidianità della vita scolastica a mancargli, ma ora aveva trovato qualcosa di molto più importante.
- Eccolo!- esclamò Botan al suo fianco indicando un punto davanti a sé.
Yusuke spostò la propria attenzione su di esso e scorse un ragazzo dai lunghi capelli rossi e grandi occhi verdi che sorrideva gentile alle ragazze che lo circondavano adoranti. Non poté trattenersi dal ridere mentre gli ritornava alla mente la faccia indignata che faceva Kuwabara ogni volta che assisteva quella scena.
Un lampo di sorpresa attraversò il volto di Kurama quando li scorse e corrugò la fronte davanti l’espressione inquieta che la ragazza cercava di nascondere: qualche volta Yusuke e Kuwabara venivano a trovarlo, ma era passato molto tempo dall’ultima volta che aveva visto Botan. Si liberò del suo fan club e si avvicinò loro.
- Come mai qui?- chiese lanciando un’occhiata sospettosa a Botan.
- Ci sono problemi nel Makai ed a quanto pare Koenma vuole affidarci un incarico!- rispose Yusuke.
- Pensavo che dopo l’istituzione del Torneo ci fosse finalmente un po’ di pace…- replicò inarcando elegantemente un sopracciglio.
- Non si tratta di questo. La faccenda è più complicata e delicata.- cercò di spiegarsi mentre si mordeva le labbra.
- Avevamo pensato di andare dalla Maestra, tu che dici?- intervenne Yusuke.
- Per me va bene. Andiamo pure.- rispose Kurama.
Stava per muovere il primo passo quando una voce lo gelò sul posto. Lentamente si volse, mentre Yusuke e Botan sbirciavano curiosi da sopra le sue spalle. Una ragazza fasciata nella divisa del liceo stava marciando con piglio prussiano verso di loro. Era decisamente carina, pensò Yusuke, aveva i capelli lunghi che le ricadevano lisci fino a metà schiena, castani ed animati da riflessi rossi, che le incorniciavano un viso dai tratti dolci e sormontato da un paio di occhiali da vista che nascondevano il colore dei suoi occhi, le labbra erano piene, piegate in una linea arrabbiata, come tutto nel suo volto in quel momento. La ragazza si fermò davanti il rosso, sollevò lo sguardo su di lui e gli puntò l’indice al petto pronta a caricare.
- Di’ a quelle matte delle tue ammiratrici che se provano ad importunarmi un’altra volta le mando tutte all’ospedale! – sibilò minacciosa tra i denti – E dato che ci sei spiega loro che io non sono la tua fidanzata! La prossima volta non rispondo delle conseguenze delle mie azioni, sono stata chiara?!- .
- Cristallina!- rispose Kurama con un sorrisetto tirato.
- Che fai, mi prendi in giro ora?!- e digrignò i denti fino a farli stridere.
- Non mi permetterei mai! – e sollevò le mani in segno di resa – Cerca di calmarti, dai! Lo sai come sono fatte, no?! Prima o poi ti lasceranno in pace!- provò a rabbonirla.
- Ricorda quello che ti ho detto, Suuichi.- lo minacciò un’ultima volta con uno sguardo di fuoco prima di voltargli le spalle ed andarsene.
Kurama sospirò sollevato che la tempesta fosse già terminata. Non sapeva perché, ma Kasumi era l’unica persona che riusciva a mettergli ansia in quel modo, e dire che di esseri spaventosi lui ne aveva incontrati! - Accidenti! Ed io che credevo che fosse Keiko quella violenta! – ridacchiò Yusuke – Ma chi era quella furia?- .
- Si chiama Makoto Kiba e siamo amici d’infanzia, praticamente siamo cresciuti insieme! – gli rispose il rosso con un sorriso dolcissimo sulle labbra – Non giudicatela male. È sempre stata una ragazza molto dolce e gentile, timida ed introversa, ma ultimamente è cambiata, è diventata più ombrosa ed irritabile, quasi aggressiva. Forse è dovuto alla scomparsa del fratello…- e scosse la testa come per scacciare brutti pensieri.
- Andiamo dalla Maestra.- esclamò Yusuke battendogli una mano sulla spalla.
Aveva compreso che quello non era un argomento che piacesse all’amico. Kurama lo guardò un istante prima di seguirlo. Yusuke aveva un carattere grezzo e spiccio, completamente assorbito dal mondo della lotta, ma quando voleva sapeva essere molto gentile.

Il tempio in cui viveva Genkai si innalzava silenzioso contro il cielo insanguinato del tramonto. La Maestra, come se fosse stata avvertita del loro arrivo, li attendeva nello spiazzo antistante. Lanciò loro un’occhiata severa, mentre fumava dalla sua pipa, prima di fargli segno di seguirla. Li condusse in un’ampia stanza rettangolare con gli shoji aperti sul giardino interno. Il vento profumava di fiori ed erba, e portava con sé il suono argentino del chioccolio dell’acqua. L’enorme corpo piumato di Pu era disteso sull’erba con il lungo collo arcuato nascosto sotto l’ala.
- Allora Botan – esordì Genkai – Cosa sta succedendo?- chiese aspirando una boccata di fumo dalla sua pipa.
- Koenma vuole che arrestiate un’assassina.- rispose la traghettatrice stringendo la stoffa della gonna forte nel pugno.
- Un’assassina? Tutto qua? Tante storie solo per un’assassina?- sbottò Yusuke annoiato.
- Razza di zuccone! Pensi davvero che sia così semplice se Koenma ha chiesto espressamente di te e Kurama?- lo riprese aspramente l’anziana maestra.
Il moro borbottò qualcosa di intellegibile che fece irritare ancora di più Genkai.
- Ti prego, Botan, vai avanti!- si intromise Kurama sperando così di sedare l’ennesima lite tra la maestra ed il suo turbolento allievo.
- Non è un’assassina come tutte le altre. – riprese lei accorata – È comparsa dal nulla quasi due anni fa ed ha subito iniziato a lasciarsi alle spalle cataste di cadaveri e fiumi di sangue, gettando il Makai nel terrore. Sui cadaveri delle sue vittime lascia sempre una piuma di astore con scritto sulla punta della cartilagine il suo nome ‘Agarwaen’.- .
Qualcosa nella mente di Kurama si agitò sentendo quel nome. - Cosa c’è?- gli chiese Genkai notando il suo turbamento.
- Ho già sentito quella parola, ma non riesco a ricordare dove… – e scosse la testa infastidito da quel vuoto di memoria – Non sapete altro di lei?- .
- Nessuno è mai sopravvissuto dopo averla incontrata. Dalle voci che circolano su di lei, sappiamo che veste completamente di nero, indossa un lungo mantello con cappuccio, e che è abilissima nell’uso della spada, tanto che alcuni ipotizzando che sia un maestro di katana.- .
- Ma perché tanto interesse per questa Aga… Agar… questa qui?- chiese Yusuke.
- Ha ucciso almeno un centinaio di youkai da quando è entrata in azione, e tra di essi figurano almeno venti signori della guerra…- iniziò a spiegare Botan.
- Signori della guerra?- la interruppe Yusuke.
- Sono degli youkai che, quando i Tre Re del Makai combattevano tra loro, si sono arricchiti con il commercio di tutto quanto era utile per portare avanti la guerra. Dopo la tregua stipulata in seguito al Torneo alcuni di essi si sono ritirati, altri hanno iniziato ad invischiarsi in loschi giri!- spiegò gentilmente Yukina.
- Capisco!- annuì il moro con un’espressione che fece dubitare tutti.
- Quali loschi giri?- chiese Botan.
- Nessuno lo sa, sono quei generi di segreti che non si rivelano facilmente e che si pagano con la vita!- rispose la koorime scuotendo la testa.
- Ad ogni modo avremo bisogno anche di Hiei, credo che sia l’unico che possa fronteggiarla se è davvero così in gamba con la spada come si dice.- propose il rosso interrompendo l’istante di silenzio che si era creato.
- Già, ma chi riuscirà a convincerlo? Quello ha una testa più dura del cemento!- esclamò Yusuke.
- Detto da te…- borbottò Genkai prima di bere un altro sorso di the, facendo ridere Yukina e Botan.
Yusuke e Kurama si scambiarono uno sguardo d’intesa: per prima cosa avrebbero cercato Hiei, insieme poi avrebbero iniziato le indagini.