The Eileen’s adventures
Il sole era un’arancia insanguinata
adagiata sulla linea dell’orizzonte, che strappava riflessi vermigli ai
marmi del palazzo e ne illanguidiva i contorni, dando a ogni cosa un
sapore onirico. La luce ambrata del sole colava nello studio della
Regina Bianca, rivestendo i libri e le pergamene sugli scaffali di
un’impalpabile polvere d’oro, ma Alice sembrava non rendersene conto.
Osservava angosciata la sua immagine dipinta sul foglio ingiallito dell’Oraculum
completamente srotolato sul ripiano della scrivania e si ripeteva che
mai avrebbe affrontato il Ciciarampa e lo avrebbe ucciso. Non era nella
sua natura e non perché aveva perduto la sua moltezza: lei non aveva
mai ucciso nessuno, come potevano pretendere che facesse una cosa
simile? La spaventava a morte la sola idea di quel peso che era stato
gettato sulle sue spalle. Lei che si era introdotta nella Rocca Tetra
per salvare il Cappellaio, che aveva guardato in viso la Regina Rossa e
le aveva mentito senza pensarci due volte.
Guardava la se stessa disegnata sul foglio ingiallito che impugnava la
Spada Bigralace e, impavida, dava la morte al terribile Ciciarampa e si
chiedeva dove potesse trovare il coraggio per farlo. Si rendeva conto
che avrebbe dovuto farlo, che solo in quel modo
avrebbero potuto rovesciare il crudele dominio della Regina Rossa, che
dalla scelta che avrebbe fatto dipendeva la vita di molte persone, ma
davvero non riusciva nemmeno a concepire l’idea di sguainare la spada e
combattere come paladino della Regina Bianca.
Sospirò pesantemente, sentendosi mortalmente stanca. Tutto quello non
avrebbe dovuto essere un sogno che si sarebbe dileguato alle prime luci
dell’alba? E allora perché non riusciva a svegliarsi come tutte le
altre volte? Per quanti pizzicotti si fosse data, continuava a restare
lì, intrappolata in quel mondo.
Distolse lo sguardo, ma non lo sollevò sulla Regina, in piedi davanti a
lei. Sapeva che la stava guardando con quegli enormi occhi scuri,
tremendamente buoni e gentili, che sembravano implorarla di salvare
Sottomondo. Quello sguardo la faceva sentire mortalmente in colpa e la
portavano sul punto di rivedere la sua scelta. E vide qualcosa
disegnato sull’Oraculum che prima non aveva notato e
che la lasciò a bocca aperta per la sorpresa.
Non avrebbe saputo indicare la data precisa, perché il tempo lì era
scandito in modo differente rispetto al suo mondo, ma che si trovava
sicuramente prima delle raffigurazioni che narravano la sua venuta a
Sottomondo: vi era tracciato il disegno di una ragazza più o meno della
sua età sullo sfondo di un bellissimo castello costruito sulle rive di
un lago. Aveva lunghi capelli scuri legati in una coda sulla sommità
del capo, indossava l’armatura del Paladino della regina Bianca e
anch’ella brandiva la Spada Bigralace contro il Ciciarampa che avanzava
contro di lei, il lungo collo proteso minacciosamente in avanti, un’ala
infissa nel terreno e l’altra sollevata in aria perpendicolarmente al
corpo.
Alice batté un paio di volte le palpebre, stupita. Qualcuno aveva già
affrontato il drago prima di lei? Perché non gliene avevano mai parlato?
- Chi è?- domandò alla Regina Bianca indicando con l’indice destro il
disegno.
La Regina si sporse in avanti con un’espressione curiosa sul viso e
sorrise comprendendo cosa avesse suscitato l’interesse della ragazza.
- Si chiamava Eileen. Molto, molto tempo fa è stata una paladina di
Sottomondo.- rispose e la sua voce suonò musicale nel silenzio che
riempiva lo studio.
- Quindi io non sono stata la prima.- mormorò Alice soprapensiero.
- No. Molte altre ragazze sono state chiamate qua dal Sopramondo per
aiutarci. Vedi Alice, la storia di Sottomondo è un circolo che continua
a ripetersi: il Re e la Regina mettono al mondo due figli, a volte
riescono a trovare un equilibrio e regnano insieme, ma più spesso
entrano in conflitto fra loro e allora si scatena una guerra per la
successione. Iracebeth e io siamo solo le ultime di un lungo elenco, e
molte altre guerre succederanno alla nostra prima che Sottomondo
finisca. – si fermò un attimo come se stesse pensando a qualcosa – Se
vuoi posso narrarti la sua storia.- propose la Regina Bianca.
Sperava che raccontare le avventure di Eileen, avrebbe fatto capire ad
Alice quanto fosse importante che si assumesse la responsabilità del
suo ruolo e la portasse a fare la scelta giusta.
- Grazie.- annuì la ragazza.
La Regina si sedette davanti a lei un uno sbuffo di seta e veletti
bianchi, sorrise e, guardandola negli occhi, cominciò il suo racconto.