CAPITOLO II:
IL NAVIGATORE

/ Woo hoo - Blur/
- Per oggi si prevede una giornata serena e soleggiata su tutta la regione con una temperatura costante di venti gradi che dovrebbero leggermente diminuire in serata. -
La voce monocorde del metereologo in televisione stava spiegando le previsioni del tempo come ogni giorno a quellora su quel canale. Pochi però gli davano retta, anzi la maggior parte delle persone nel locale erano troppo prese in varie conversazioni oppure a bere e mangiare. Solo una ragazza sembrava averle ascoltate.
- Imbecille! - Sbottò ad alta voce mettendosi una sigaretta fra le labbra pigramente. - Non sanno nemmeno fare delle previsioni come si deve altro che sole, oggi pioverà a dirotto! - Sembrava aver parlato da sola ma nonostante ciò un ragazzo chiaramente interessato a lei le disse:
- Come fai a dirlo? Il cielo è sereno e non cè una sola nube allorizzonte! - Non che contraddirla fosse il modo migliore per entrare nelle sue grazie
La ragazza lo fulminò con due occhi dello stesso colore di quel cielo, poi parlò come avesse a che fare con linetto più grosso che avesse mai visto. Era così ovvio come poteva dire cose talmente stupide credendosi intelligente?
- Nel giro di unora guarda lorizzonte e vedrai che bella sorpresa! Al largo cè stata una tempesta ed ora si è giusto alzato il vento - Avrebbe anche potuto fargli una lezione di tempo atmosferico ma sapeva che sarebbe stato uno spreco uno che la contraddiceva senza conoscere le sue competenze non meritava attenzione un attimo di più!
- Vedremo - Disse lui con aria di sfida. Questo decretò la fine della loro conoscenza morta in partenza!
Non era decisamente quello il modo di fare con lei!
Ignorandolo come se fosse una formica, uscì accendendosi la sigaretta, guardando il cielo che gareggiava con le sue iridi azzurre.
Era ovvio che fosse come diceva lei sul tempo e le maree non si sbagliava mai. Figlia di una metereologa degna di questo nome e di un marinaio, sin da piccola aveva conosciuto tutti i trucchi dei loro mestieri e crescendo aveva approfondito lei da sola con molti studi ed esperienze sul campo. Aveva navigato tanto nonostante la giovane età, il mare era sempre stata la sua grande ed unica passione.
Non per nulla detestava la montagna e la neve!
Si appoggiò al tavolino fuori dal bar fumando con un certo nervosismo di base, cosa che la caratterizzava sempre, quindi si perse ad osservare i ghirigori grigio azzurri che si perdevano nellaria.
Aveva circa una decina di minuti prima di cominciare a lavorare al porto, non era entusiasta di quel posto ma era meglio che stare in un ufficio. Era pur sempre qualcosa che aveva a che fare con le navi.
Naturalmente preferiva imbarcarsi e affrontare viaggi ma non era facile trovare posti come navigatore, specie perché era una ragazza di venti anni e nessuno le dava mezza tacca.
Tutti imbecilli naturalmente!
Lei era bravissima e sapeva di esserlo!
Però lavorare in porto era lideale per trovare imbarcazioni che necessitavano di un esperto di navigazione, di cartine, di correnti e di tempo atmosferico.
- Ehi, come ti chiami? - Di nuovo il ragazzo di prima tornò alla carica raggiungendola fuori.
Possibile che i più fastidiosi fossero quelli più insistenti?
Sbuffò chiaramente seccata dalla sua presenza, quindi tornando a fulminarlo coi suoi begli occhi chiari, grandi ed allungati verso le tempie, risaltati da un trucco nero, rispose decisa:
- Addio! - Laltro rimase un attimo inebetito a quel nome, quindi quando le chiese spiegazioni capì subito cosa intendesse vedendola lanciare il mozzicone con un gesto dellindice sul pollice e andarsene senza aggiungere altro.
Il giovane sembrò rimanerci male ma accusò il colpo con sportività, visto che si limitò ad osservarla con rimpianto. Se ne era appena andata via unottima nottata a luci rosse !

- Sike, va da quella nave, guarda che non si è annunciata! Sai come funziona, no? - Il responsabile non si sprecò nemmeno a salutarla, quando arrivò, ma le diede subito un incarico con la sua solita supponenza e arroganza. Alla ragazza naturalmente non andavano giù quei modi da padrone, però in fondo era quello che era non poteva pretendere granché da un ignorantone simile. Inoltre la pagava, questo bastava per impegnarsi a trattenersi dal rispondergli male1
- Galeone! - Rispose solo a denti stretti.
- Come? -
- E un galeone e precisamente del - Ma ad unocchiata più attenta allimbarcazione enorme che aveva attraccato, si fermò subito capendo che non era per nulla recente e nemmeno comune. Sgranò gli occhi con stupore non credendo a quel che vedeva: - ma di che epoca è? Ed anche la provenienza non è chiara è antichissima ma in ottime condizioni, come può essere? - concludendo si diresse verso il galeone parlando più a sé stessa che a qualcuno.
Il fatto che non riuscisse ad identificare subito la provenienza di quella nave era di per sé sconcertante. Suo padre le aveva fatto lezioni e lezioni sulle imbarcazioni e sulle loro storie, aveva sempre saputo riconoscere epoche e appartenenze!
- Non ho mai visto nulla di simile - Borbottò estasiata mentre lo fissava ammirando tutti i dettagli possibili. Unaltra cosa che adorava erano le navi ed specialmente i galeoni. Quello era una cosa enorme e spropositata, oltre che antico e di nessuna specifica provenienza. Ma avrebbe come minimo dovuto essere malmesso invece sembrava che fosse stato appena costruito.
Eppure non poteva sbagliarsi.
Si incantò a guardare la polena rappresentata dalla testa di un drago.
Non era comune. Di solito si mettevano sirene o qualche figura sacra che proteggeva la nave, ma la testa di un drago
- Potenza, fierezza e onore - Mormorò a fior di labbra. Non era facile vederla così inebetita e senza parole davanti a qualcosa.
- So che non ci siamo annunciati e non abbiamo chiesto permessi per attraccare al vostro porto, ma non è obbligatorio. Paghiamo il noleggio del posto che occupiamo, penso ci fermeremo tutta la giornata. -
La voce corposa e profonda che le parlò la riscosse dalle sue fantasticherie, quindi si girò per vedere chi fosse il proprietario di una simile bellezza nautica.
- Oh buongiorno - Sembrava non lo vedesse davvero, che lo passasse da parte a parte. Stava ancora pensando al galeone misterioso.
- Buongiorno! - Rispose laltro uomo come se si ricordasse solo ora delle buone maniere. - Allora, ci sono problemi? - Chiese poi in tono difensivo notando quanto fosse strana.
Fu allora che Sike si riprese e portò la sua totale attenzione alla persona che aveva davanti, fiancheggiata da un altro uomo, un ragazzo ed una donna.
Per un momento fu spaesata. Le loro età non erano poi così certe erano giovani ma qualcosa li faceva sembrare più vecchi.
Il suo spirito di osservazione era in atto e finché non avrebbe soddisfatto la sua curiosità non si sarebbe messa in pace!
- No, nessun problema! - Tese la mano sorridendo radiosa mentre lo squadrò veloce. Era un bel tipo anche se letà era incerta. Alto, muscoloso al punto giusto, capelli biondo cenere per aria con qualche ciuffo che cadeva giù, occhi penetranti dargento, lineamenti decisi ed affascinanti. Inoltre quella sulla schiena non poteva che essere una spada, anche se era avvolta da un drappo.
Interessante…”
Notò al volo la somiglianza col più giovane lì accanto, capelli quasi bianchi però sistemati intorno al viso, occhi dorati e per il resto uguale allaltro!
Anche lui sotto il lungo cappotto borchiato di pelle rossa aveva una spada nascosta.
Un sorrisino si formò sulle labbra sottili truccate di scuro come i suoi occhi.
Però lui è proprio un pezzo di figo!
Convenne mangiandoselo brevemente con gli occhi.
Luomo che sembrava il capitano della nave nonostante non fosse chiaramente il più grande, le strinse la mano disorientato non abituato, evidentemente, a simili formalità!
- Ho bisogno che rispondete ad alcune domande per registrare il mezzo e assicurarmi che siate regolari anche nel vostro trasporto. -
Ovviamente era la prassi e nonostante Akane fosse abituato, storse istintivamente il naso.
- Il nostro trasporto? - Ripeté circospetto.
- Si, dovrò controllare - Così do unocchiata al capolavoro dallinterno! Pensò infatti la ragazza.
- E sicura? - Chiese allora lui cercando un modo per evitare che chicchessia ficcanasasse nella sua adorata casa galleggiante!
- Certo, il regolamento prevede un controllo del carico. È routine. -
- Allora faccia pure. Ma poi non si lamenti. - rispose il capitano con uno strano ghigno divertito sulle labbra ben disegnate.
- Di che? -
- Se poi non tornerà più indietro! -
Sike sgranò gli occhi stupita, convinta di aver capito male.
- Perché ha intenzione di imprigionarmi? - Lo disse per scherzare e schernirlo. Se la prendeva troppo per un piccolo controllo manco leggesse nel pensiero ed avesse capito che voleva curiosare dentro!
- Certo! - Era convinto. Lei si fermò, lo scrutò con attenzione e senza riuscire a capire se scherzasse o meno, chiese:
- Ma è serio? -
- Ovvio! Cosa crede, di vedere il nostro carico come niente fosse senza alcuna conseguenza? - Sembrava davvero che facesse delle battute, se così era aveva del talento come comico, quel tipo. Ma lei non era poi tanto sicura che scherzasse e quello sguardo enigmatico non rivelava assolutamente niente. Prima però che potesse decidere come reagire, intervenne quello che ad occhio e croce parve il più grande.
Era un uomo dai capelli biondi lunghi fino alle spalle, gli occhi azzurro ghiaccio ma gentili e laria matura. Era anche vestito in modo semplice.
- Non possiamo mica fare prigionieri proprio nel porto in cui dobbiamo cercare un navigatore! - Sembrò quasi rimproverarlo, come se non avesse paura o timore di colui che doveva essere il capitano. Egli sbuffò spazientito:
- Uff penso che hai ragione -
- Un momento! Cercate un navigatore? - Sike aveva appena sentito la parola magica, il resto si era subito cancellato e con occhi luccicanti ed unaria del tutto collaborativa e ruffiana, si interessò alle loro faccende.
- Si, perché, ne conosce uno? - Chiese luomo più grande evitando di far rispondere al compagno che sembrava contrariato per qualcosa.
- Certo! Io! Io sono un navigatore perfetto! - La sua autostima non aveva problemi!
- Viva la modestia! - Commentò ironico il capitano con un ghigno.
- Mettetemi alla prova, vi stupirò! - La ragazza non demordeva.
Fu allora che Akane si decise ad osservarla per la prima volta.
Era quella che si chiamava una tutta curve. Un seno ed un sedere prorompenti, un fisichetto niente male avvolto da abiti che lo evidenziavano, scollati ed attillati, capelli rosso ciliegia corti e sparati col gel, occhi di un bellissimo azzurro cielo e dei lineamenti femminili e decisi allo stesso tempo. Avrebbe potuto avere anche un viso orrendo, ma col fisico che si ritrovava nessuno lavrebbe notato, però nel complesso non era affatto male, anzi. Erano più i suoi modi di fare sicuri e in un certo modo provocanti che attiravano tanto.
Sapeva il fatto suo, lo si capiva allistante.
- Io sono Akane, il capitano. - Lei però invece di ragionare, cosa che evidentemente non faceva spesso, rispose impulsivamente:
- Akane?! E che nome è?! - Linteressato la guardò come per trucidarla, quindi impettito chiese:
- E tu come ti chiami? -
- Sike! -
- E che nome è?! - Le fece allora il verso con una smorfia schifata. Naturalmente non gli interessava nulla del suo nome, ma era stato punto sul vivo e permaloso comera non poteva certo fargliela passare liscia.
- Non è il mio vero nome! È un soprannome un nome di battaglia, diciamo! - Disse allora lei capendo di avere appena fatto una gaffe, ma non arrossendo per questo.
- Anche il mio lo è. Me lo sono scelto perché mi piaceva. - Sbottò allora sempre imitandola, offeso.
- Tutti noi abbiamo dei nomi scelti, non sono quelli veri ma nomi di battaglia! - Si affrettò a rispondere luomo più grande che poi aggiunse tendendo la mano: - Io sono Parsifal. Lui è Hitonari, il fratello del capitano, mentre lei è Mikako, una delle poche donne dellequipaggio. - Sike capì che se voleva ottenere qualche informazione, avrebbe dovuto far leva su di lui, lunico disposto a parlare volentieri!
- Piacere! - Fece allora sorridendo, cercando di mostrarsi più gentile che poteva.
- Allora, intanto concludiamo la registrazione, poi potremo parlare di affari! - Si intromise la donna dai lunghi ricci neri come i suoi begli occhi ammalianti. Al contrario della nuova arrivata, non era ben fornita di curve generose, ma aveva altri punti forti come lo sguardo.
- Con piacere! - La rossa si illuminò di nuovo. Era il turno delle sue di domande. Doveva approfittarne. - Allora lei è il capitano, ha detto - Akane annuì riservandosi di giudicarla in un secondo momento, anche se a pelle non gli piaceva molto: - Come si chiama la vostra imbarcazione? -
- Galeone dei folli! - Rispose con una certa fierezza il giovane dai capelli biondo cenere privi di gravità.
- Galeone dei? - Chiese stralunata Sike convinta di aver capito male.
- Folli! - Ma lui era più che contento di quel nome, come se non ci fosse nulla di strano, in effetti.
- Ma come mai si chiama così? - Non poteva non chiederlo.
- Fa parte del modulo? - Laltro però era circospetto.
- No, è una mia curiosità! -
- E stato costruito da dei fuori di testa! - La risposta nuda e cruda non pareva motivo di vergogna e per un momento laspirante navigatrice si chiese se la stesse ancora prendendo in giro, nonostante sostenesse di non averlo mai fatto!
Lo fissò seria, quindi Parsifal decise di andare in suo soccorso, il solito paciere:
- Detto così suona male, ma è la verità i creatori erano matti! - Anche a lui, però, parve di raccontare una barzelletta.
- Mi piacerebbe saperne di più su questo galeone! - Disse sincera pensando non ci fosse nulla di male. Akane però la guardò di nuovo male e tagliò corto bruscamente:
- Non si sa molto di più! Andiamo avanti! - Lei capì di non poter addentrarsi in certi campi, quindi riservandosi di tentare da sola con Parsifal, riprese:
- Allora di che anno è il galeone? - Nemmeno questa era parte del modulo, ma lei la fece passare come tale.
- E sicura che la domanda cè? - Akane era sempre meno convinto, ma lei con faccia tosta disse che era regolare. - Bah chi lo sa! È troppo vecchio perché si sappia lanno o lepoca! Tu lo sai, Parsy? -
- No, in effetti non si sa con precisione. -
- Luogo? - Non demorse.
- Nemmeno quello, mi spiace. -
Sike a quel punto cominciava a perdere la pazienza e di norma non ne aveva molta.
- Posso almeno sapere cosa trasportate o dovrò morire, dopo? - Lironia era troppo marcata per non notare che era seccata dallevasione di tutte le sue domande. Lei era curiosa, perché non volevano dirglielo?
- Persone! - La risposta fu schietta ed immediata ma ancora una volta la rossa pensò di essere profondamente presa in giro. Di nuovo si fermò a guardarlo, di nuovo cercò di capire cosa gli passasse per la testa, di nuovo non ci riuscì.
- Schiavi? - Chiese guardinga sperando che scherzasse davvero, questa volta
- Ma no, cosa ha capito?! - Fu Parsifal a rispondere di nuovo e Sike decise che dora in poi avrebbe parlato solo con lui! - Siamo semplici viaggiatori la nostra merce è del tutto legale nulla di che, davvero - In realtà si trattava di tesori ed altro materiale particolare che però non sarebbe potuto essere reso noto così alla leggera.
La ragazza non era molto convinta ma si disse che se doveva fare la navigatrice per loro, prima o poi avrebbe scoperto tutti i segreti che chiaramente cerano!
- Va bene allora, Akane come? Devo avere i suoi dati per completare la registrazione. - Il capitano sbuffò visibilmente seccato. Non ne poteva più, era davvero una ficcanaso! Quante storie per tenere una nave in porto!
- Akane e basta, non lo ricordo il mio cognome! E nemmeno quando e dove sono nato, se è per questo, ma sono il capitano del galeone e le basta questo! Mi dia che firmo e la facciamo finita! - Questa volta non avrebbe ammesso repliche. Sike vide quanto esasperato era quindi per tenerselo buono decise di calmarsi e trattenersi dal saltargli al collo. Erano quelli i modi di fare?
Lo guardò però molto male mentre gli dava da firmare.
Conclusa la trattativa e pagato il noleggio per la giornata, la rossa tornò decisa e sorridente sullargomento che più le interessava:
- Allora, parliamo di affari? -
Prima che tutti gli altri potessero parlare, specie Parsifal, Akane prese la parola e con una severità che sfiorava la cattiveria, disse guardandola dritta negli occhi:
- Prima di tutto non cè nessun pagamento. Se passi lesame sei semplicemente dei nostri. In quel caso ti spiegheremo un paio di cose su di noi. Seconda cosa io sono il capitano, io comando, io prendo tutte le decisioni, io do gli ordini a tutti e tutti li eseguono. Se io dico che si va in quel posto si va in quel posto, qualunque motivo ci possa essere contro. Non ammetto repliche sulle mie decisioni. Il navigatore naviga sotto lordine del capitano, non fa il capitano! Sia chiaro! - lasciò del tempo alle sue ultime parole di fare effetto. Sembrava stesse dando un ultimatun di morte a qualcuno, si notava quanto fosse suscettibile sullargomento. Sike lascoltava alzando sempre più le sopracciglia a quella che sembrava una scenata esagerata. Cosa pensava che facesse, si ammutinasse? Non era nemmeno entrata - Inoltre il navigatore non prende iniziative, per ogni rotta che intraprende si consulta col capitano qualora egli non gli abbia dato ordini specifici su dove si intenda andare. I nostri viaggi non sono delle passeggiate, il navigatore deve essere in grado di difendersi fisicamente da solo, nessuno là sopra ha una guardia del corpo. Tutti vedono di loro stessi. Bisogna essere pronti a tutto e soprattutto credere ad una cosa principalmente. - Si interruppe, si avvicinò a lei sovrastandola in altezza senza subire minimamente il suo fascino sensuale, quindi concluse incisivo: - Il mondo che tutti conoscono non è quello che conosciamo e conosceremo noi. Non è una cosa per bambini. -
Sike assorbita da quelle parole rimase di sasso, non avrebbe mai immaginato una partenza simile insomma, prima di ogni discorso non bisognava appurare una cosa?
La donna lì con loro riuscì ad inserirsi, finalmente, e a dire con supponenza la cosa talmente ovvia da non essere ancora stata detta:
- Si ma per prima cosa dovremo assicurarci sulle sue capacità nautiche, direi! - Naturale, no?
- Ovvio! - Disse infatti la rossa dai capelli corti che non poté fare a meno di mostrare scetticismo.
Akane sbuffò sminuendo il particolare, come se fosse una cosa non rilevante e trascurabile. Sembrava non contasse tanto se fosse in gamba quanto se avesse le altre caratteristiche richieste: obbedienza ed umiltà!
Al primo sguardo lui si era convinto che non ne avesse e difficilmente si sbagliava. Il suo istinto gli faceva inquadrare tutto subito, ecco perché quella volta era andato dritto al nodo della questione.
Se il dubbio fossero state le sue capacità avrebbe puntato i riflettori su quello, ma in dubbio lui aveva visto alcuni lati del suo carattere.
E solo un pallone gonfiato egocentrico, permaloso e narcisista! Quante storie per un navigatore! Conta che sappia portare la nave per mare, altro ché se obbedisce o no al capitano!
Il pensiero di Sike lo si lesse in faccia e Parsifal inquadrò immediatamente il problema.
- Dove possiamo andare a mangiare? Ci potresti accompagnare così discutiamo anche di te e delle tue capacità - Fece con calma e gentilezza volti a calmare gli animi prima che esplodessero.
- Giusto sta anche per piovere - Disse la ragazza costatando che le nuvole scure e basse erano arrivate dal mare come da lei previsto.
- E quella che abbiamo incontrato stanotte! - Finalmente il più giovane che probabilmente aveva letà della nuova arrivata, parlò. Hitonari non era né preoccupato né coinvolto nella situazione, però incuriosito sì conosceva suo fratello e sapeva di cosa era capace se si impuntava. Inoltre questa pretendente al ruolo di navigatrice sembrava sapere il fatto suo.
- Vuoi dire che arrivate da questa tempesta? - Chiese incredula tornando a guardare il galeone e poi loro. Quando annuirono non poté fare a meno di non notare quanto fosse impossibile a giudicare dalle condizioni del galeone: - Ma è perfetto, sembra non abbia subito alcun danno come è possibile dopo una tempesta simile? - Continuò a fissarlo senza capire. La prendevano ancora in giro?
- Ah, ne ha passate di peggio non è comune, il nostro galeone! - Hitonari le rispose fiero ma una gomitata di Akane gli impedì di aggiungere altro. Ovviamente fu notato anche questo.
- Se sarai dei nostri ti spieghiamo un paio di cose anche a questo proposito. - Liquidò laltro.
Detto questo si diressero verso la città portuale in cerca di un posto tranquillo dove parlare, mangiare e rilassarsi un po.
Naturalmente senza farsi vedere dal capo di Sike!
Era certa che quellAkane era un osso duro e che non laveva presa in simpatia, ma non poteva farsi sfuggire quelloccasione. Aveva capito subito che era uno di quei colpi che capitavano solo una volta nella vita!
Lei doveva farcela, se lo sentiva dentro con una chiarezza disarmante, quel galeone era ciò che aveva sempre aspettato!
Inoltre il mistero che aveva letto intorno ad esso era troppo succulento cera qualcosa qualcosa di anormale ed incredibile, qualcosa che non poteva avere spiegazioni razionali ma che era vero.
Non aveva mai provato una sensazione così forte e sconvolgente. Nonostante quel capitano non le piacesse per la sua arroganza, lei ce lavrebbe dovuta fare assolutamente.

La pioggia aveva iniziato a cadere scrosciante sulla città e sul mare con cui confinava. Più a largo si vedeva quanto il mare fosse agitato ed il faro in punta mandava la sua luce a tutte le imbarcazioni che cercavano rifugio da quella tempesta tremenda.
Il vento infuriava indicando che presto se ne sarebbe andata, ma nel frattempo i tuoni creavano dei roboanti frastuoni che facevano tremare case e terreno.
Al riparo da tutto quello, Akane coi suoi tre fedeli compagni di viaggio erano tranquillamente seduti in una calma locanda che aveva mantenuto il suo vecchio stile. Una delle prime costruite in quel porto antico.
Con gli stomaci pieni e davanti a bicchieri di buon vino, tutti ad eccezione di Parsifal naturalmente che non reggeva per nulla lalcool, parlavano apparentemente sereni per conoscere meglio la pretendente al posto, la nuova arrivata di nome Sike.
Il capitano sembrava meno agguerrito nellostacolare la ragazza provocante seduta accanto a colui che al momento le interessava di più, Hitonari. Le avevano fatto una serie di domande sulle sue competenze e sulla sua storia, lei aveva risposto con maestria soddisfandoli abbastanza. Si capiva ad occhio e croce che sulla navigazione ne sapeva più di tutti loro messi insieme, cera però la questione pratica in una situazione demergenza quanto sarebbe stata utile?
Per non parlare delle sue abilità fisiche.
- Sai difenderti? - Le chiese Akane diretto senza troppi giri di parole. Tutti lavevano già inquadrata, era chiaro che sapesse il fatto suo anche in quel senso.
Sike sorrise sorniona:
- Si, me la cavo non sono un peso in quel senso! - Dimostrò di essere estremamente sicura di sé, notarono la sua espressione che sembrava dire molto più di quanto non avesse fatto a parole. Quella ragazza era un libro aperto.
- Ci puoi rendere partecipi più nel dettaglio o dobbiamo immaginare? - Chiese allora scettica e leggermente altera Mikako. Ecco la principessa si scrollò alcuni lunghi boccoli neri dietro la spalla, la posa aggraziata e dritta mentre anche i vestiti eleganti ma pratici parlavano di lei. Sike losservò con attenzione, per essere una delle poche donne dellequipaggio sapeva essere fastidiosa più di dieci uomini messi insieme!
- Una dimostrazione pratica parlerà per me! Andiamo un attimo sul retro. -
I quattro si guardarono un po scettici ed un po curiosi, quindi la seguirono in quello che era un portico deserto. Lo scroscio della pioggia fitta ed il vento ingigantivano.
- Tu Hitonari, giusto? Potresti metterti lì contro il muro? - Glielo chiese come se gli avesse fatto una proposta indecente, si capiva che le interessava il ragazzo, oltre al loro galeone, ma secondo Parsifal non cera niente di male, al contrario di Akane geloso sia del fratello che della propria casa galleggiante!
Suo malgrado non si oppose e rimase accanto alla ragazza ad osservare la scena.
Una volta che il giovane fu sistemato a braccia larghe contro la parete del portico senza la minima ombra di paura od esitazione, Sike tirò fuori dagli stivali in pelle nera pieni di fibbie che arrivavano sopra il ginocchio, una pistola. Con movimenti sicuri e misurati la puntò dritta davanti a sé, contro Hitonari immobile e sorridente.
Non sembrava essere insicuro nonostante la prova cui si sarebbe dovuto prestare e questo per un semplice motivo. Nessun sano di mente avrebbe tentato di fargli del male con un fratello come Akane a due centimetri di distanza che le stava addosso come una tigre pronta a sbranare la preda. Vide quanto serio fosse il fratello, come guardasse lei invece che lui. Vide cosa diceva il suo sguardo severo.
Sfioralo e sei morta, spaccona che non sei altro!
Ma il giovane dai capelli biondo platino tutti scompigliati sul viso per colpa del vento, accentuò il suo sorriso. Da lì lo spettacolo non era poi così male.
I metri che li separavano non erano pochi, il vento era alto ed anche i tuoni che distraevano non erano trascurabili.
Ma Sike si mantenne immobile, dritta e rigida con il braccio teso davanti a sé e la pistola impugnata. Il suo viso assunse unespressione più sicura di sé che mai che sfociò in un aria estremamente sensuale di natura.
I colpi non furono assordanti per il gran rumore della pioggia.
Sparò tutto il caricatore muovendo appena la mano per tracciare il percorso con le pallottole intorno a quel bellissimo ragazzo che non si mosse di un millimetro, era quasi divertito, al contrario degli altri molto seri e pronti a reagire.
Conclusa la prova niente sangue, niente ferite, niente dolore da nessuna delle parti.
Intorno ad Hitonari i buchi delle pallottole che aveva sparato sul muro, la sua sagoma perfetta che tracciava anche le braccia e le gambe.
- Grandiosa! - Si complimentò la cavia raggiungendo i suoi compagni e rimettendosi il cappotto di pelle rossa con fibbie e borchie. Si rimise anche la spada dallimpugnatura a bocca di drago che si era tolto per la dimostrazione, ricoprendo quel suo meraviglioso fisico perfetto e muscoloso. Sike avrebbe di gran lunga preferito continuare a guardarlo comera prima!
- Allora? - Chiese poi ad Akane accanto a lei senza spostarsi. Erano ancora molto vicini, lui la metteva costantemente alla prova con ogni suo gesto e provocazione, lei di rimando non dimostrava soggezione nemmeno un istante.
- Non male. - Si limitò a questo dal momento che comunque non le piaceva molto e non voleva farle i complimenti che meritava.
- Altroché non male, è stata bravissima! - Intervenne Parsifal entusiasta, tutti i capelli scompigliati dal vento e il suo viso radioso e contento, sembrava dicesse hai visto che ne abbiamo trovata una in gamba? Hai visto che avevo ragione?, ma lui era troppo ottimista. Quello era appena linizio.
- Si, non male - Fece invece eco Mikako più in linea con la riluttanza di Akane. Ma lei lo faceva per partito preso Sike in fondo era una ragazza e lei una prima donna!
- Come si procede, ora? Dovrei darvi prova pratica anche delle mie capacità di navigazione, immagino - La rossa aveva capito quanto difficile sarebbe stato entrare nelle grazie di tutti, ma anche solo in quelle di Hitonari le andava bene!
Akane non si mosse, rimase a guardarla da vicino sovrastandola in altezza, ma questa volta finalmente tirò fuori quello che parve un ghigno sadico che la diceva lunga su ciò che pensava:
- Certo che ce la darai. -
- E come? - Chiese senza capire.
- Farai un viaggio con noi! - Leffetto di quelle parole rimbombò nelle loro menti come se avesse parlato in un ampio spazio con pareti altissime. Il significato di ciò che diceva era importante e solo i suoi tre compagni lo capirono.
Che Akane concedesse una prova a qualcuno che chiaramente non gli piaceva, era sorprendente di sé stesso.
Erano stati tutti sicuri che avrebbe rifiutato ma il fatto che si riservasse addirittura un viaggio intero per decidere, denotava quanto contrastante fosse il suo istinto.
Forse che quella ragazza fosse davvero diversa dagli altri navigatori, dopo tutto?
- Prepara le tue cose, salpiamo domani mattina! -
Gli occhi di Sike si illuminarono capendo che forse qualche possibilità ce laveva non aveva dubitato di sé stessa ma di quel tipo astioso nei suoi confronti!
Lidea che potesse stare dentro quello che le appariva come un enorme e meraviglioso mistero si aggiunse a quella di poter realizzare il suo sogno. Navigare quanto voleva senza preoccuparsi di obblighi e doveri da persona comune, completamente libera nel suo adorato mare.
Forse questa volta ce lavrebbe fatta davvero.
- Ed ora, se non vi dispiace, mi occupo dei miei bisogni primari! - Concluse ancora ghignante Akane tornando dentro. Solo chi lo conosceva sapeva cosa intendeva quando diceva così
Naturalmente i bisogni sessuali!
- Pronti domani allalba sulla nave! - Fu lultimo ordine.
- Ed io seguo il suo esempio! - Asserì allora Mikako sparendo dalla porta come aveva fatto il capitano un istante prima. La sua grazia anche in una semplice camminata. Gli altri due non si stupirono dei loro gesti, per ogni porto lattività preferita di quasi tutta la ciurma, in special modo di quei due, era la propria soddisfazione sessuale, cosa naturale in fondo. Ognuno per conto proprio trovavano il loro passatempo senza essere interrotti.
Per il resto della giornata e della notte, non sarebbero stati reperibili!