CAPITOLO III:
L’AVVENTURA INIZIA

/ The new seeker - Clinic/
- Se fra cinque secondi non è qua partiamo senza di lei! - Borbottò seccato con voce cavernosa Akane. Le braccia conserte e un piede a battere impaziente per terra.
- Vedrai che arriva… avrà sicuramente una buona giustificazione! - Rispose calmo e positivo Parsifal accanto a lui con le mani sprofondate nelle tasche dei pantaloni morbidi.
- Lo spero proprio, detesto aspettare! - Disse allora con aria di sufficienza Mikako sistemandosi una ciocca riccia dietro l’orecchio, mentre si specchiava nella lama di uno dei suoi coltelli.
- Ma sì, dai, per un paio di minuti di ritardo… cosa vuoi che sia! - Aggiunse Hitonari sminuendo la situazione, le mani intrecciate dietro la nuca, l’aria rilassata.
Il cielo era ancora scuro ma andava via via schiarendosi a vista d’occhio.
Ormai la notte era superata e l’alba era vicina. All’orizzonte, proprio sul mare, si intravedeva il sole che spuntava regalando i primi raggi tenui al mondo assonnato. Il rosa pallido cominciò a lottare col blu scuro in uno spettacolo che toglieva il respiro.
I quattro, però, non ci facevano caso nonostante di norma piacesse a tutti quel momento della giornata.
In piedi nel porto, davanti al loro galeone, aspettavano quella che avrebbe dovuto essere la nuova navigatrice che per sua malaugurata sorte era in ritardo proprio per il primo viaggio di prova.
Tutti pronti, chi meglio sistemato chi meno, attendevano cercando di tenere buono il capitano che fremeva per partire e lasciare la ragazza a terra.
Ad istinto non le era piaciuta e difficilmente avrebbe cambiato idea, ne era certo.
- A te non piace mai nessuno per partito preso, non è una novità che anche con lei sia così! - Lo placò Hitonari azzardandosi a parlare così sfacciatamente a suo fratello appunto perché era tale!
Costui lo fissò male ma con un broncio infantile si limitò a grugnire qualcosa di incomprensibile.
- Ha ragione… devi imparare a dare almeno il beneficio del dubbio, la prima volta! - Parsifal, l’avvocato delle cause perse, non poteva fare a meno di difendere ancora una volta quelli che secondo lui partivano male: avere Akane contro era di certo un gran svantaggio!
- Ho i miei buoni motivi per dubitare di tutti! Di certo evito brutte sorprese! - Per l’appunto, una causa persa in partenza!
Akane non avrebbe mai cambiato modo di fare ma magari più avanti le idee avrebbero potuto mutare un po’…
- Bè, gente, io mi sono stufata! Voi fate quello che volete, io vado su! Non si fa aspettare il proprio futuro! - La voce soave e saccente di Mikako tagliò corto per tutti, mentre voltandosi cominciò a salire con grazia sul galeone gigantesco che li aspettava per rimettersi in moto.
Akane detestava aspettare, ma Mikako era solo una prima donna e quindi odiava non avere la giusta importanza!
- Io avvio la partenza, se per quando questa nave lascia il porto lei non è qua, ci rimane a vita! - La sua sentenza era giunta ed il capitano seguì la compagna in poche falcate, salendo in un attimo e cominciando a gridare ordini a destra e a manca che si sentivano fin da giù!
Parsifal e Hitonari si guardarono scuotendo la testa, le loro espressioni parlavano chiaro e sembravano proprio dire che quei due non sarebbero cambiati mai!
- Vai ad aiutare, rimango io qua ad aspettare Sike. - Disse poi l’uomo più grande dai capelli biondi tutti scarmigliati intorno al viso, fin sulle spalle.
Hitonari si sciolse i muscoli e con un’ammiccata divertita lasciò scorrere gli occhi dorati sul resto del porto, pensando di vederla da un momento all’altro.
Così non fu ma il suo ghigno non si spense mentre in silenzio cominciò a salire sul galeone come gli altri due.
“Possono dire quello che vogliono, ma come quello sente che non è la volta buona, io invece sento che lo è! E poco conta che lo dico ogni volta e che puntualmente le mie profezie non si avverano!
Questa volta andrà bene, ne sono certo! “
Le sue riflessioni non erano mai state più ottimiste e convinte e rimasero tali anche quando Akane lo chiamò a gran voce, seccato della sua ostinazione.
Era ora di partire e di Sike nemmeno l’ombra, doveva salire, non c’era altro da fare… ma lui continuava a credere che l’avrebbe vista arrivare da un momento all’altro.
Sicurissimo.
Una volta sul ponte con gli altri, i suoi occhi azzurro ghiaccio continuarono a visionare il porto per lo più ancora deserto, la sua fede era incrollabile.
- E’ ammirevole che tu ci creda così fortemente, ma a volte bisogna rassegnarsi e guardare in faccia la realtà! Lei non verrà! - Disse Mikako affiancandolo, mentre continuava a sistemarsi questa volta un’altra ciocca ribelle color pece. I suoi occhi d’ebano magnetizzavano chiunque li guardasse, ma Parsifal rimase sereno ed imperturbabile.
- Se la fa sotto! - Sbottò sadicamente contento Akane, pronto per dare l’ordine definitivo di salpare. Era felice di aver vinto quella specie di battaglia mentale. Se lei non sarebbe venuta significava che il suo istinto ancora una volta non aveva fallito, anche se era ovvio che un po’ gli dispiacesse per Parsifal ancora intento a cercarla con lo sguardo.
- Vi sbagliate! Lei verrà. - Aggiunse convinto sempre con un gentile sorriso sulle labbra, il suo bel viso affilato si illuminò in un’espressione tutt’altro che fredda a contrastare il tipo di bellezza di cui era padrone.
- Come fai a dirlo? - Chiese amaro il capitano senza riuscire a capire il suo quasi padre che dimostrava intorno ai trent‘anni.
- Lo sento, è la volta buona. - Non un’ombra di esitazione nella sua voce chiara.
- Te lo ha detto il tuo Dio? - Chiese con una nota di scherno nella voce. Non è che Akane non credesse in Dio, aveva un rapporto strano con Lui, quasi conflittuale, a modo suo ci credeva ma non certo come Parsifal.
Del resto nessuno aveva la sua fede… lo chiamavano ‘prete’ spesso e volentieri proprio per questo suo aspetto.
- Certo. - E non faceva mistero dei suoi dialoghi con l’Altissimo, non si sarebbe mai vergognato della sua religione, nemmeno se fosse stato l’unico contro mille.
Il fervore con cui portava avanti la sua fede era qualcosa che nessuno sulla faccia della terra aveva e ad Akane piaceva proprio per questo. Il coraggio delle sue convinzioni qualunque esse fossero.
- Per me è meglio se non viene! - Asserì distinta la ragazza accanto a loro, poco interessata al porto e a quel discorso.
- Certo, ci godi ad essere una delle uniche donne di questo galeone! Un’altra del tuo sesso a bordo è un dramma, per te! Specie se è una bomba come quella! - Sbottò schietto Akane con un ghigno divertito addosso: doveva riconoscere che Sike non era per niente una brutta ragazza, specie considerando le curve che si ritrovava.
Non aveva torto, ma quel modo di parlare… Mikako lo fulminò con lo sguardo penetrante e la sua aria di sufficienza da principessa in piena regola, quindi non lo degnò nemmeno di una risposta.
In fondo ci aveva azzeccato!
- E mentre voi discutete se viene o no, lei è qua! - La voce acuta e corposa di Hitonari li raggiunse dalla sua alta postazione in cima all’albero maestro.
La sua agilità ed elasticità erano famose ed era più facile vederlo arrampicato o incastrato da qualche parte piuttosto che coi piedi ben saldi a terra come tutti i comuni mortali!
Gli occhi di tutti e tre corsero quasi frenetici sul porto e con gioia di Parsifal, sdegno di Mikako e stizza di Akane, videro la rossa con uno zaino ben pieno sulle spalle salire sul galeone.
- Merda! - Borbottò seccato il capitano con una smorfia, le mani ai fianchi ed i muscoli tesi.
- Cosa ti avevo detto? - Per una volta Parsifal poteva finalmente dirlo e lasciare per questo fastidio nel suo amico che si affrettò a precisare:
- Questo non significa che sarà la volta buona come dici tu! Bisogna vedere se è all’altezza dell’incarico! - Dopo di questo voltò le spalle e se ne andò da lì, imitato da Mikako poco felice di avere un’altra donna a bordo.
- Lo sarà! - Si disse fra sé e sé preparandosi ad accogliere la quasi nuova navigatrice.
- Scusate il ritardo, ho avuto problemi con… - Ma la giustificazione le morì in gola vedendo che veniva calcolata solo da Parsifal e che il capitano nemmeno l’aveva aspettata. - Dov’è? - Chiese subito cambiando tono, il biondo capì al volo a chi si riferiva e gli indicò il posto di comando davanti al timone. Con un’espressione di pura convinzione, rimase in parte ad osservare la scena.
Sike, vestita comoda ma scollata e sgambata in modo da evidenziare le sue grazie, lasciò cadere il pesante zaino con le sue cose, quindi in poco fu dietro all’uomo dai capelli all’insù color biondo cenere, la katana questa volta ben in vista alla cintura e una varietà curiosa di armi che spuntavano da ogni tasca e laccio.
Lo toccò per la spalla dura per girarlo verso di lei, ma come lo fece le intenzioni le morirono in partenza poiché lui si voltò di scatto come una molla e prendendola per  le spalline della canottiera, la spinse contro il timone bloccandola col suo fisico possente, quindi premette poco gentilmente con l’avambraccio sul suo collo, avvicinò il viso al suo e quando i nasi si toccarono parlò con voce bassa e penetrante, quasi un ringhio:
- Se dico che la partenza è all’alba tu devi essere qua prima per i preparativi, non quando il sole è già alto! Nella mia ciurma non ci sono ritardatari! Il primo ordine che ti ho dato lo hai già disobbedito! - Aveva effettivamente sperato di potergliene dire quattro e quando gli aveva dato la scusa, non aveva esitato.
Gli occhi di molti lì intorno furono catapultati incuriositi su di loro, Parsifal però non arrivò in suo soccorso, rimase appostato ad osservare interessato convinto che quella ragazza l’avrebbe piacevolmente stupito.
Aveva carattere e doveva lasciarglielo tirare fuori.
I due si guardarono in cagnesco per un attimo ma nessuno dei due fece una piega nonostante il fascino e i modi di entrambi. Sike in special modo non mostrò l’ombra del timore e tentò di parlare ugualmente con sicurezza e coraggio:
- Ho avuto i miei buoni motivi per… - Certo non era un grande inizio… specie per Akane che l’interruppe più severo di prima, sibilando con voce roca più vicino e minaccioso:
- Non me ne frega niente dei tuoi motivi! Io dico una cosa e deve essere quella, qualunque cosa ti succeda! -
- Non siamo in un regime dittatoriale! - Le uscì spontaneo ma appena dopo che lo disse se ne pentì. Aveva inquadrato il tipo e nonostante il bell’aspetto lo detestava, purtroppo però era quello che sperava diventasse il suo capitano. Non poteva essere insolente al cento per cento anche con lui, non sempre per lo meno. A volte doveva riconoscere che c’erano i momenti di stare zitti, anche se le bruciava da matti!
- Questo non è un buon inizio! - Sussurrò a denti stretti ed uno strano ghigno sadico si formò sulle labbra, non arrivò agli occhi d’argento provocando uno strano effetto inquietante. Sembrava ci godesse ad infierire sugli altri e probabilmente era uno estremamente sadico, uno da cui stare alla larga, insomma… tuttavia lei non gli avrebbe mai dato nessuna soddisfazione, nemmeno sotto tortura!
Quando finalmente non aggiunse altro, lui la lasciò andare e senza scomporsi o sistemarsi nemmeno, Sike si alzò riprendendo il proprio zaino.
- Gente, lei è il nuovo pretendente per il ruolo di navigatore! Farà questo viaggio di prova con noi. Si chiama Sike! - Non aggiunse altro, nemmeno un ‘aiutatela ad ambientarsi’, come se sperasse che in realtà facessero tutt’altro!
La guerra aveva inizio, si dissero entrambi voltandosi le spalle, non dopo essersi scambiati uno sguardo fiero e poco gentile.
- Parsy, falle sistemare le sue cose. Noi intanto salpiamo. Che mi raggiunga subito. - Borbottò poi al compagno che si era avvicinato con un sorriso sulle labbra che la diceva lunga.
Fischiettando contento, il biondo prese la ragazza sotto braccio e la condusse in coperta.
- Non è per niente un buon inizio… - Mugugnò Sike quando fu sola con Parsifal. L’aria scura di chi il buon umore l’aveva perso per strada.
- Non demoralizzarti di già! Hai un viaggio lungo per farlo! - Cercò di tirarla su l’uomo gentile. La rossa alzò lo sguardo su di lui che la guardava sorridendo gentile, quindi la nuvola nera cominciò lentamente a diradarsi:
- Non mi piace quel tipo, ma ha trovato pane per i suoi denti! - La fece suonare come una minaccia, più che una promessa, ma al biondo piacque comunque e le diede una pacca sulla spalla d’incoraggiamento.
Sentirono l’imbarcazione muoversi e Sike finalmente cancellò tutto ricordandosi del motivo principale per cui aveva fatto tanto per entrare nella ciurma, quindi fece correre gli occhi azzurro cielo come due palline da flipper per tutti i luoghi che la circondavano. Corridoi, scalini, stanze… qualunque cosa appartenesse al galeone e fosse parte di lui, lei se lo impresse a fuoco nella mente, come se avesse davanti il più grande dei tesori.
Lentamente l’euforia del giorno prima tornò ad invaderla e sentendosi di nuovo al settimo cielo, con un gran sorriso che l’illuminò cambiandola drasticamente, si impossessò della conversazione per cercare di catturare quante più informazioni utili su quel meraviglioso mondo galleggiante!
- Davvero non sapete di che epoca e da che luogo viene questo capolavoro? - Chiese disorientando Parsifal per il repentino cambiamento di luna. Suo malgrado rispose subito:
- E’ proprio così, non ti prendevamo in giro. -
- Ma da quanto ci state? Sembrate tutti giovani… non c’è nessuno che ne sappia qualcosa? - Sapeva perfettamente dove poteva spingersi e con chi azzardare, per questo insistette con furba noncuranza.
- Ci stiamo da molto più di quel che sembra ed io sono il più grande qui dentro. -
Sike si fermò tornando a guardarlo stupita, convinta che la prendesse in giro. Ad uno sguardo attento capì che non era tipo da scherzare così.
- Ma quanti anni avete? E perché è Akane il capitano e non tu? - Di domande in effetti ne aveva a bizzeffe e prima di rendersi conto che forse doveva darsi una calmata, aveva già cominciato con la sua solita spontaneità.
Parsifal si irrigidì impercettibilmente, quindi grattandosi a disagio la nuca cercò le parole giuste per rispondere senza destare sospetti. A Sike questo non sfuggì e lo fissò ancor più insistentemente.
- Akane è il figlio del precedente capitano, era un mio compagno. Suo padre gli ha lasciato espressamente a lui il comando e credimi che è il più adatto. Ognuno ha il proprio ruolo ed il proprio peso, io non saprei mai condurre tutto questo… - Si fermò in tempo prima di completare la frase e dare una definizione inappropriata al galeone. Sapeva che era presto per parlargliene, ma lui aveva il grande difetto di non saper raccontare bugie, quindi evitava di dirle proprio. Peccato che gli altri capissero subito quando cercava di non dire qualcosa di importante!
- Parsifal, quanti anni avete tutti voi? - La domanda era naturalmente rivolta a chi aveva già conosciuto direttamente. Sike lo chiese con circospezione fermandosi al di qua di una porta che il nuovo compagno stava per aprire. Si guardarono e lo vide mordersi la bocca in difficoltà, quindi distogliere lo sguardo e sospirare a disagio. Detestava non poter dire la verità.
- E’ una domanda a cui non sarò io a rispondere e non adesso comunque. - Frase più curiosa non avrebbe potuto dirle.
Da lì, conoscere le loro età sarebbe diventata una specie di missione!
“Mi nascondono qualcosa di grosso e non riesco proprio ad immaginare che diavolo sia!”

- Eccomi qua! Quali ordini, capitano? - Chiese allegra la nuova ragazza dai capelli rossi e corti, spettinati e pratici come l’abbigliamento composto da una canottiera nera e da jeans corti e sgambati.
Nella cintura aveva due pistole, mentre altre, una per gamba, erano negli appositi sostegni intorno alle caviglie, sopra gli scarponi spessi. Dietro la schiena ne teneva a sua volta due incrociate.
Che era ben equipaggiata lo si vedeva subito.
L’entusiasmo con cui raggiunse Akane sul ponte di comando, davanti al timone, lo rese ulteriormente sospettoso: un essere umano che riesce a cambiare così facilmente umore deve comunque essere tenuto d’occhio!
Il giovane uomo si girò verso di lei e squadrandola malamente da capo a piedi come fosse un esemplare raro, si sfilò una mappa nautica, quindi gliela consegnò e trattenendo ogni tipo di commento, con aria severa e critica, disse laconico la destinazione a cui intendeva arrivare.
Un isola che aveva già sentito nominare, non molto lontano da lì.
Sike aprì la mappa e l’osservò assorta e professionale per un attimo, poi senza sentirsi per nulla sotto pressione per l’inizio di quella specie di esame, disse sicura di sé, continuando a guardare la cartina:
- Ci impiegheremmo tre giorni al massimo. - Poi tirò fuori una bussola ed alcuni altri oggetti del mestiere e aggiunse distratta: - Un attimo che mi oriento e poi sono pronta. - Non commentò il fatto che avrebbe dovuto aspettare a salpare, probabilmente aveva già preso la direzione giusta prima ancora di chiederglielo, inoltre era evidente che quel tipo le avrebbe messo i bastoni fra le ruote. Non le importava gran ché!
Senza aggiungere altro si accucciò a terra per un paio di secondi studiandosi la cartina per orientarla e memorizzare il tragitto che avrebbe dovuto far compiere al galeone.
Akane la tenne d’occhio con attenzione e criticità, ma stranamente non la disturbò e non si intromise. Calcolò il tempo che ci mise a fare il suo lavoro, quindi quando la vide rialzarsi saltando allegra più decisa che mai con un espressione di chi sapeva il fatto suo, chiese supponente:
- Ci sei? - Al suo ‘sì’ convinto, lui le lasciò il timone, seppure con una certa riluttanza. Lasciarle quel posto era come darle una parte di comando. Sapeva che non era così e che si limitava a guidare l’imbarcazione sotto i suoi ordini, ma non poteva farci nulla. Era come mettersi da parte, cosa che non era per niente vera.
Doveva imparare a distinguere i due ruoli, capitano e navigatore. Però quel che gli premeva non era riuscirci, bensì che l’altra parte capisse la differenza.
Capitano e navigatore erano due cose ben distinte e sarebbe stato meglio che quella Sike troppo spaccona se ne ricordasse davvero.
- Le starai col fiato sul collo? - Gli chiese poco dopo Parsifal che non si era perso un istante della scena.
- Come le mosche sulla merda! - Rispose schietto Akane.
- Che paragone sporco! - Fece allora spontaneamente il biondo che non diceva mai le parolacce, cercando così di alleggerire la situazione. Ci riuscì, ma solo per un millesimo di secondo, il tempo di notare un breve ghigno divertito che così come era arrivato, era sparito subito incupendo il suo viso affascinante e corrucciato.
Non l’avrebbe lasciata in pace nemmeno un secondo!
“Povera ragazza!” Pensò Parsifal scuotendo la testa.
Sarebbe stata una lunga ed estenuante prova!