WHITE SILENCE

 

 

Capitolo 1

Killing me softly

 

-Strimpella il suo dolore con le sue dita

Canta la mia vita con le sue parole

Mi uccide dolcemente con il suo canto-

 

Neve.

Solo quella.

Neve che scende candida dal cielo quasi fosse un'unica nuvola soffice sospesa nel tempo, quasi il suo cadere, lento e implacabile, segnasse l’inizio o la fine del mondo.

E non solo di questo mondo ma di tutti i mondi possibili, uccisi dall’assoluto silenzio che scandisce la mia condanna.

Mi ricompre e io vedo solo bianco.

Neve.

Dicono che non ci sia un fiocco di neve uguale all’altro… ma vorrei sapere come hanno fatto a saperlo…li hanno confrontati tutti? Forse è una pazzia, forse questo mondo è solo un ordinata follia e i fiocchi di neve SONO tutti uguali e nessuno si ostina ad ammetterlo…ma se resterò sotto la neve abbastanza a lungo lo scoprirò.

È come se cancellasse di colpo tutte le impurità, tutta la mia sporcizia, è come se gridasse al mondo che niente è davvero perduto finché lei continuerà a scendere. Ed è per questo che io mi sono affidato a quell’accecante biancore.

Cancellerà ogni traccia di me e di lui, cancellerà ogni traccia di oscenità dal mio cuore.

Cancellerà le sue parole, che la mia mente sadica continua a ripetermi a libitium, ha ragione.

Il peggio è che ha perfettamente ragione, io sono pazzo, anormale e non c’è niente che ormai potrà salvarmi, solo la neve.

Il freddo ormai è sparito da un po’, ora mi sento coccolato da lei, la mia unica amica, la mia unica compagna, sai…all’inizio credevo che anche tu potessi esserlo, mio amico. Mi sarei accontentato.

Ma mi illudevo…io nn sono il tipo che si accontenta, i miei me l’hanno sempre detto, “Robbie sei troppo assolutista, tu vedi il mondo solo in bianco e nero, nn è detto che tutto debba sempre rispondere a quei colori sai, qualche volta puoi anche accontentarti o uscire dagli schemi” e il li giudicavo pazzi. Ero convinto che il mio fosse il modo più giusto di vivere, volere il meglio dalla vita e pretenderlo subito.

Il meglio per me eri tu.

E non avrei mai potuto accontentarmi di niente di meno.

Così quando tu mi hai messo davanti la mia imperfezione, la mia oscenità sono impazzito.

Cerco in me il dolore consueto che mi accompagna quando ripenso alle tue parole, a te, ma non compare, la neve ha cancellato anche questo e io potrei piangere dalla gioia adesso.

Finalmente sarò in pace con me stesso, non dovrò più lottare per difendermi da un mondo intollerante, nn dovrò più spaccarmi il cuore per te, nn dovrò più mettere tutto in discussione.

Pace.

Solo questo.

Chiedo solo un angolo di pace nel mondo dove poter affondare da solo, con la mia pietra legata al collo. Chiedevo solo questo e nessuno mi ha ascoltato, solo lei, solo la neve.

Tu stupido burattino che ti fai manovrare dagli altri, tu che ti credi tanto superiore a me solo perché hai avuto successo dalla vita, tu che nn ammetti di poter essere diverso, tu ! io ti amo con tutto il cuore, perfino io, egoista e impulsivo, orgoglioso e permaloso, persino io sono riuscito ad ammetterlo, e tu ti ostini a chiuderti in un silenzio che sa di morte e di putrefazione.

Bene.

Lascia pure putrefare la tua anima, io la mia la salverò.

E questo è l’unico modo che conosco.

La neve rende tutto più chiaro adesso, pulito come lei. La neve ha restituito purezza al mio amore ormai sporcato dal mondo e da te, ed è in questa purezza che io mi immergerò fino a morirne.

Non esiste altro ora.

Tutto si fa più confuso, non riesco più a distinguere i rami degli alberi che con le dita scure afferrano il vento, nn sento più nemmeno la sensazione confortante della neve, vedo solo bianco.

Tutto è morto ormai nelle dimore dei defunti, e la loro anima grida al mondo la sua disfatta.

Ed è con questo grido nelle orecchie che mi addormento

 

+ VAI AL CAPITOLO II +