NOTE: è la mia prima haalingham; scrivo solo ora anche se li ho notati da un po’ di tempo perché dopo il mondiale e la loro partita, non potevo esimermi. In realtà avevo la loro storia in testa da un po’, ma l’ho scritta solo ora. Ho un’idea particolare di Jude, infatti di lui ho già scritto qualche fic con Valverde e lì ho approfondito questa mia idea: un finto passivo, è un dominatore che spinge gli altri a fare gli attivi con lui. Le fic con Fede possono essere tranquillamente collegate a questa, anche perché in quelle già accennavo alla storia di Jude ed Erling. Su Erling invece non avevo mai scritto, però lo vedo come una sorta di grande gigante gentile timido che se stuzzicato nel modo giusto, mostra il suo vero carattere. La fic è interamente dal suo POV. Magari farò la versione di Jude, se mi viene. Alla prossima. Baci Akane
INCIPT: “Sento i suoi occhi puntati sulla mia schiena e sul mio culo. Dio mi ha dotato di un corpo possente da vichingo, come dicono tutti, e ne sono orgoglioso, ma adesso mi piacerebbe essere piccolo e maneggevole. Comunque Jude saprà montarmi a dovere, non avrà sicuramente problemi; non è poi tanto piccolo nemmeno lui. Lo è rispetto a me, ma tutti lo sono rispetto a me.”
Erling sta per affrontare Jude nei quarti del mondiale e rivive i momenti più importanti della sua relazione con lui.
Ogni volta che lo rivedo è così, è sempre la stessa cosa, ma non riesco mai ad evitarlo.
È come se tutte le volte che ci incontriamo per qualche partita dove siamo avversari, noi ci fossimo appena separati.
È come se fosse ieri, che eravamo insieme ad iniziare il sogno al Dortmund.
Invece sono già passati 6 anni. Eppure tutte le volte è come se fosse ieri, che è successo tutto.
**
‘Wow!’ penso guardando Jude per la prima volta. ‘Questo ragazzo è diverso!’
Non so che cazzo di pensiero sia. Diverso come?
È un ragazzo come gli altri, non ha niente di diverso. È alto quasi quanto me e non molti sono alti come me. È dotato, o così dicono.
È bello, ma come altri qua in squadra.
Il fatto che sia bello forse non è una cosa che dovrei notare nel descrivere qualcuno. È anche la prima volta che lo penso di qualcuno ed ecco perché ho pensato che lui fosse diverso.
Lo è perché per la prima volta in vita mia ho pensato di un ragazzo che fosse bello, sebbene ritengo che non sia il primo di bell’aspetto che io abbia incontrato.
Erling, che cazzo ti sta succedendo?
Hai gli ormoni incasinati, a vent’anni è anche ora che scopi come si deve. Sono riuscito ad andare a letto con qualche ragazza, ma non è mai stato particolarmente soddisfacente e non so se era lei, se ero io o se era presto, comunque il sesso non è mai stato il centro dei miei pensieri.
Fino ad ora, luglio 2020, un periodo di merda per avere improvvisamente voglia di scopare, vista la pandemia che ci impedisce contatti fisici ed avvicinamenti vari, figurati quelli sessuali.
Il fatto però che mi metta a pensare al sesso dopo aver incontrato il nuovo acquisto della squadra, è abbastanza ridicolo visto che È UN RAGAZZO!
Ripigliati Erling!
**
Adesso rido al primo pensiero che mi ha scatenato Jude quando l’ho incontrato quel lontano giorno di luglio. Sembra passata una vita.
Quell’anno c’era la pandemia e non si poteva avere contatti di nessun genere con anima viva, ma noi giocatori di prima divisione vivevamo in una sorta di bolla e potevamo avere contatti solo fra di noi.
Non so se sia stato quello a facilitare la cosa, ma Jude è stato la mia prima ed unica esperienza omosessuale.
Un’eccezione?
No, non direi visto che a distanza di tre anni dalla nostra separazione professionale non ho avuto altri.
Insomma, per me è stato l’unico in tanti sensi.
Non perché io abbia problemi o non mi ritenga gay o bisessuale, semplicemente mi è piaciuto solo lui e continua a piacermi solo lui, anche se non ci siamo mai realmente messi insieme e non siamo assolutamente impegnati uno con l’altro.
Del resto uno come lui non lo puoi tenere esclusivamente per te, anche se tenti non ci riusciresti mai.
Non me l’ha mai detto, ma lo so che ha avuto un sacco di altri partner; a lui piace divertirsi, ma non per questo è una brutta persona. Anzi. Non sono mai stato così bene con qualcuno, ma forse perché ne sono un po’ innamorato, diversamente avrei trovato altri ragazzi su cui buttarmi, anche solo per grattare via qualche bisogno impellente.
Ma lui mi è bastato e mi basta tutte le volte che lo rivedo. Per fortuna giochiamo entrambi in grandi club europei che si incrociano spesso, oltretutto Madrid-Londra non è una tratta proibitiva come potrebbe esserlo dover volare da un continente Europeo ad uno Americano od Asiatico.
Ma è stato facile, così facile lasciarsi andare con lui.
Non so cosa gli sia piaciuto di me, so di non essere un bel ragazzo, è anche per questo che non ho avuto una gran vita sessuale o sentimentale, eppure a lui per qualche ragione sono piaciuto subito e non ci ha messo molto a flirtare con me.
Le prime volte ho creduto di avere le allucinazioni e vedere cose che non esistevano solo perché avevo gli ormoni assurdamente esplosi—ed insistevo a non capire perché li avessi proprio in quel momento, non potevo associare Jude ai miei cazzo di ormoni.
Poi ho capito che davvero lui ci provava con me. Perché? Come poteva?
Ma alla fine non ho mai trovato nessuna risposta, semplicemente è successo.
**
È un ragazzo, un ragazzo per davvero, perciò smettila di eccitarti tutte le volte che ti salta addosso dopo un goal, smettila di guardare quanto è ben dotato fra le gambe e quanto è carnosa la sua bocca.
Che diavolo di problemi hai, Erling, si può sapere?
A vent’anni scopri di avere tendenze?
Ma quali tendenze, lui è l’unico che me lo fa venire duro quando mi abbraccia!
Che poi il vero problema è che sembra flirti con me, ma sarà vero? Insomma, mi abbraccia e mi bacia volentieri quando segno, ma è uno affettuoso, vedo che lo fa un po’ con tutti anche se non sempre. È che con me sembra vada un po’ oltre in realtà.
Tipo mi tocca spesso il culo e non so se lo fa scherzando, ma tutte le volte mi parte l’ormone. Il fottuto ormone del primo giorno. Quello che è rimasto lì anche quelli successivi.
Oggi però anche Jude è su di giri, sarà per la partita particolarmente bella dove entrambi abbiamo fatto follie e quando le fa a lui viene duro, comunque sotto la doccia ce l’ha ancora così.
È molto ben dotato, è difficile non guardarlo quando gli viene un’erezione, ma dovrei smetterla prima che la cosa mi si ritorca contro.
Nessuno lo fissa come sto facendo io e con la carnagione del cazzo che ho, si capisce subito quando sono imbarazzato ed adesso lo sono parecchio.
Adesso, per la verità, i miei occhi sono incollati al suo cazzo, anche se quando uno ti parla dovresti guardarlo in faccia.
IN FACCIA ERLING!
Quando ci provo è anche peggio, il suo viso è bellissimo.
Ok hai un problema!
E nel mezzo della chiacchierata, dopo che non ho fatto che guardargli prima il cazzo e poi la faccia e poi di nuovo il cazzo a ripetizione, rosso come un coglione, mi giro e gli do le spalle come se fosse normale.
Non lo è, ovviamente, perché così sembro un gran maleducato e lui forse ci rimane anche male, ma mi sbrigo a sciacquarmi con l’acqua fredda che per fortuna mi tiene a bada il giocattolo indisciplinato fra le gambe.
Non so cosa pensi, si è zittito di colpo quando gli ho dato le spalle, aspettando forse che mi girassi di nuovo per continuare, ma invece chiudo il rubinetto e scappo senza dirgli più niente.
Avrà visto che lo stavo guardando in quel modo, avrà sicuramente capito e se non l’aveva capito prima, ora alla mia fuga infantile l’avrà di sicuro capito!
Come immaginato Jude mi segue di là per asciugarsi e vestirsi, ma invece di farlo resta nudo, gocciolante, bello come un dio e, senza esitare, mi fa la domanda del secolo.
- Erling, che diavolo hai?
- Perché? - chiedo asciugandomi in fretta e sempre rigorosamente di spalle, rigorosamente rosso in viso e rigorosamente eccitato di nuovo. Adesso corro a bagnarmi di nuovo con l’acqua fredda!
- Come perché? Sei scappato nel mezzo di una conversazione! Ti scappa la cacca?
Bravo, è un’ottima scusa, peccato che invece di correre nel cesso sei corso a vestirti. O meglio, ci provi, se l’amico qua sotto collaborasse nel nascondersi nelle mutande!
Dannazione sta dritto come un albero, si vede che sono eccitato.
Non ce la posso fare, sto per morire e nel bel mezzo della mia lotta, Jude ha la splendida idea di prendermi il braccio e girarmi verso di lui. È seccato e allarga l’altro polemico, ma subito nota, perché è davvero impossibile diversamente.
Mentre scende con lo sguardo nella cosa di me che al momento si nota di più, io, rosso in faccia e con la sua mano sul mio braccio, sparo.
E non parole, ma sperma nelle mutande.
Mi ha solo toccato mentre cercavo di pigiarmi il cazzo nelle mutande senza successo ed è uscito tutto da sé proprio mentre lui mi guardava.
Sono fottuto. Sono fottutissimo.
Sono maledettamente fottuto.
Spalanco gli occhi nello shock più totale e, senza saper che cazzo fare, nel panico, scappo dalla sua mano e mi infilo nel primo bagno libero che trovo.
Non so cosa succeda di là, né se qualcuno ha visto. Spero di no. Però potrebbe ridere di me, prendermi in giro e cominciare a dire che sono venuto mentre mi toccava.
Sono finito, sono fottuto. Sarò umiliato, sai quanti giocatori finiscono la carriera prima di iniziarla perché vengono umiliati dopo episodi del cazzo di questo genere? I ragazzi sono delle merde, umiliano per divertimento, per non essere loro quelli umiliati, quando magari sono i primi a scopare segretamente con altri del loro stesso sesso.
Ma intanto demoliscono il povero sfigato che non riesce a nascondere il suo problema.
- No, gli scappava la cacca. Non è niente.
Quando lo dice, il respiro di sollievo mi fa tornare normale. Parzialmente è anche grazie alla sparata appena fatta.
Chiudo gli occhi ed appoggio la fronte alla porta che mi sono chiuso. Sospiro disperato scuotendo la testa.
Sono salvo, ma per quanto? Che gli dico, ora? Non è che siamo così amici da poter parlare di certe cose, che ne so di com’è fatto Jude? Beh, mi ha appena coperto, forse posso fidarmi.
Fra l’altro devo cambiarmi le mutande e ne avevo solo un paio pulito, ma non posso tenermi queste con lo sperma. Starò senza, non è il massimo, ma che devo fare?
Aspetterò che vadano via e appena solo uscirò fingendo d’aver avuto un attacco colossale di cagotto. Una volta solo sarà meglio, mi sarò anche calmato, a quel punto.
Cazzo, penseranno che ho il covid!
Una volta che le voci diminuiscono fino a che il silenzio regna sovrano, sospiro e sto per uscire esitante, ma la sua voce segue un lieve bussare.
- Sono andati via. Ho detto che hai un attacco di mal di pancia e che aspettavo io con te. Dai vieni.
Bene, ma il problema ora non è la squadra, che grazie a Jude è a posto.
Il problema è lui al di là della porta dietro cui sto tutto ricurvo e piegato, al di là di cui sta lui ad aspettare. Perché so che è ancora lì.
Avvampo di nuovo, mi mordo il labbro e guardo la porta su cui sono appoggiato, lo faccio come se fosse il nemico, ma è più facile affrontare il Bayern Monaco che Jude, in questo momento.
Che gli dico? Ha visto cos’è successo e non è stupido.
- Dai, esci che va tutto bene. - dice di nuovo con una dolcezza che mi sorprende.
Mi posso fidare. Lo capisco appena sento come mi parla.
Così sospiro e non avendo la più pallida idea di cosa dirgli, sperando che non mi chieda nulla e che io possa solo fingere indifferenza, come se fosse facile per me nascondere un disagio, sblocco la porta, la apro e spunto carico di una vergogna così evidente che non mi servono parole.
Mi piaci, ho fantasie erotiche su di te da mesi ed ora mentre tutti penseranno che ho il covid, semplicemente sono cotto di te.
Era più facile avere quella malattia del cazzo!
Appena vedo il suo viso, l’ansia che mi attanagliava si placa. Jude sorride dolcemente, esattamente come mi ha parlato, e almeno respiro.
Grande, grosso e timido come un coglione. Come si fa?
Jude mi guarda senza spostarsi con qualche centimetri in meno rispetto a me, rimaniamo sull’uscio aperto, io dentro al piccolo cubicolo di bagno dentro cui mi sono rifugiato; lui qua fuori, le mani appoggiate sugli stipiti come ad impedirmi di andarmene senza affrontarlo.
E cosa vuoi affrontare? Non lo capisci da solo cos’è successo? Lo sai che non è normale venire in quel modo.
La mia faccia era un libro aperto scritto a caratteri cubitali.
Lo sai cos’ho, non chiedermelo, non farmelo dire.
Ma in effetti lui non mi chiede nulla, non me lo dice.
Sposta una mano e mi prende il viso, si posa sulla guancia costringendomi a guardarmi. Per un momento trattengo il fiato e sicuramente il cuore non batte, credo d’avere un infarto.
Jude si avvicina di un passo e sposta anche l’altra mano che però non si mette sull’altra guancia.
Infila un dito nell’elastico delle dannate mutande macchiate di sperma e me l’abbassa liberando il cazzo che si era finalmente quietato. Resta quieto per poco, perché appena fa così torna a pompare.
Quanto cazzo di materiale posso avere nelle palle?
Avvampo di nuovo, spalanco ancora di più gli occhi, i polmoni pieni d’aria, la faccia a fuoco.
Lo guardo incredulo.
Che diavolo fa?
Ma lui ormai non mi guarda più in faccia, mi guarda proprio il cazzo che adesso esce completamente e ammira come lentamente si muove pompando via via che lui lo guarda, il suo dito scuro così vicino allo spettacolo che gli sto offrendo.
Nessuno dei due fiata né parla. Il silenzio è completo.
Poi, dopo un po’, le dita si chiudono sulla mia asta lunga e di nuovo dura. Appena lo fa, prendo un altro respiro per non svenire, apro la bocca e non so che sto per dire, ma non importa perché Jude me la chiude con la sua splendida e carnosa e mentre mi bacia, prendendo il sopravvento immediatamente, la mano si muove masturbandomi.
Jude mi sta baciando e mi sta facendo una sega.
Oh mio Dio.
OH MIO DIO!
È la cosa più bella che mi sia mai capitata. Dio, è così bello.
Lui, la sua lingua intrecciata alla mia, la sua bocca che mi succhia, la sua mano che mi masturba senza paura ed io finalmente rilassato ed abbandonato a lui e a tutto questo piacere che in poco tempo prende il sopravvento.
Questa volta, venendogli in mano, non mi vergogno più.
**
Non ho avuto il coraggio di ricambiare, ma ci siamo baciati ancora un po, poi lui ha sorriso dolcemente, ha strofinato il viso contro il mio allungandosi su di me e mi ha sussurrato all’orecchio: ‘la prossima volta tocca a me godere!’
Come fosse un normale scambio fra compagni di squadra, come se non ci fosse nulla che non andava.
Se fossi stato più sicuro di me ed intraprendente, avrei approfittato subito, ma non lo ero, non ancora.
Jude ci ha messo un po’ a sciogliermi in quel senso, ma poi sono andato avanti spedito come un treno.
Aveva 17 anni, poteva davvero avere tutta quell’esperienza? Eppure non aveva esitato un istante, né lì né dopo.
Era tutto così spontaneo, per lui.
Ma soprattutto era incredibile come, nonostante fosse lui a condurre il gioco, mi abbia modellato a suo piacimento facendomi fare sempre tutto quel che voleva. E quello che voleva era me su di lui e, soprattutto, dentro.
**
Finora ci siamo limitati a regalarci orgasmi a vicenda, prima con le mani e poi con la bocca, ma ora Jude vuole passare a fatti più impegnativi ed intensi.
Insomma, vuole scopare.
Condividere la camera prima delle partite rende tutto più facile, in certe cose. Ma in questo caso per me c’è solo un mucchio di ansia perché aveva già gloriosamente annunciato che la prossima volta voleva il pacchetto completo e si dà il caso che la prossima volta è questa.
Fra l’altro ha pure chiesto espressamente una camera matrimoniale perché al signorino, ufficialmente, non piace dormire nei letti singoli, gli stanno stretti.
Se questo ha 17 anni io sono il re di Norvegia!
Da dove gli viene tutta questa sicurezza e questa esperienza?
Va bene, faremo il pacchetto completo, ma non è detto che debba essere io quello che dà, posso benissimo essere quello che prende. È lui quello sicuro fra noi e quello che, a quanto pare, sa fare tutto.
Lui poi è anche molto ben dotato, non che io sia da meno, ma lui ce l’ha più grosso.
Quando è ora di dormire, nonostante ci sia notoriamente il veto di stancarci ed esagerare prima delle partite—in altre parole, niente sesso!—Jude si spoglia di già e appena vedo che si prende i boxer, mi giro di scatto come una ragazzina vergine, per poco urlo.
Erling. Sei enorme. piantala di comportarti in modo così ridicolo!
Sii uomo!
Per tutto il tempo sto girato di spalle, sento che traffica e non so cosa fa, io cincischio senza fare nulla di particolare, sono in tuta e dovrei mettermi comodo. Lo faccio togliendomi la felpa, resto in maglietta e pantaloni. Al momento di togliere quelli, mi fermo e vado nel panico.
Non ce la faccio, cazzo.
E niente, rimango vestito e mi infilo nel letto, sotto il piumino dove ho sentito infilarsi Jude.
Guardo i suoi boxer insieme ai vestiti, è nudo nudo. Per fortuna è coperto dalla vita in giù, ma non aiuta molto perché la consapevolezza di com’è, mi traumatizza.
Oltretutto lo sguardo finisce sul comodino dove ha sistemato vaselina e preservativo in un chiarissimo ed esplicito messaggio.
MA PORCO DEMONIO È ESPERTISSIMO!
Quando mette giù il telefono vino alle altre cose, si gira e mi guarda nel letto con lui e appena nota che ho la maglietta, alza il piumino per guardare sotto e ancora più sconvolto nota che sono del tutto vestito. A questo gli parte uno stridulo e spontaneo: - CHE CAZZO FAI VESTITO?!
Ed io, altrettanto spontaneamente, rispondo: - Sono pronto per dormire!
- Tua sorella dorme, non noi! - ringhia furibondo cercando di spingermi giù dal letto con scarsi risultati.
Dopo un paio di tentativi falliti perché la mia stazza mi permette di decidere perfettamente dove stare, lui usa entrambi i piedi e puntandomeli contro il fianco, spinge con tutte le sue forze.
- SPOGLIATI! - ordina trionfante, facendomi cadere giù.
Con le ginocchia a terra, spunto sul letto e lo guardo sconvolto e sempre più nel panico, la faccia in fiamme e l’evidente dramma che sto vivendo.
È davvero convinto, non lo smuovo. Capace di violentarmi, se mi oppongo.
Che sarebbe una cosa da vedere, in effetti.
Appena ci penso, un’idea mi passa per la testa e mi tranquillizzo.
Va bene. Non sta detto da nessuna parte che devo fare io l’attivo. Avevo già pensato di fare il passivo e che preferivo prenderlo in culo invece che essere io quello che il culo lo prende.
Visto che è tanto esperto e che vuole assolutamente, può scoparmi lui.
Perciò sospiro e mi alzo in piedi, dandogli rigorosamente le spalle. Una volta qui, mi decido a spogliarmi.
Sì sì, farà lui l’attivo, è quello più sicuro di noi ed anche quello che ne sa di più, è chiaro. Ognuno ha il suo carattere, questo è il mio.
Sento i suoi occhi puntati sulla mia schiena e sul mio culo. Dio mi ha dotato di un corpo possente da vichingo, come dicono tutti, e ne sono orgoglioso, ma adesso mi piacerebbe essere piccolo e maneggevole. Comunque Jude saprà montarmi a dovere, non avrà sicuramente problemi; non è poi tanto piccolo nemmeno lui. Lo è rispetto a me, ma tutti lo sono rispetto a me.
Una volta nudo, mi giro per salire sul letto totalmente convinto della mia scelta, ma appena lo vedo resto paralizzato.
Mentre ero di spalle, ha fatto volare via il piumone ed ora lui è lì sopra, al centro del letto in una posa aggraziata ed elegante e, soprattutto, gloriosamente nudo ad aspettarmi.
Ed è bello. Dio, è così bello.
Non credo d’aver visto niente di più bello in vita mia.
Jude mi aspetta e mi guarda malizioso, leccandosi quelle sue labbra carnose splendide che sono fatte per baciare e succhiare cazzi.
Non ho mai visto niente di più sublime ed è ora, bloccato in procinto di salire, che il desiderio divampa e non ho più un solo dubbio.
Lo voglio prendere io. Voglio farlo mio. Voglio inglobarlo nel mio corpo. Mi voglio perdere in lui.
Così monto sul letto gattonando e lo raggiungo subito consegnandogli le mie labbra che si intrecciano alle sue delicatamente. Altrettanto delicatamente si intrecciano e le lingue si uniscono alla festa.
Mentre ci baciamo perdendo tutto il tempo che vogliamo, Jude mi scioglie i capelli lasciandomeli scivolare morbidi sulle spalle, ci infila le dita dentro, li pettina e poi li prende con sicurezza come se dovesse farli suoi in qualche modo. La consapevolezza di piacergli, di piacergli davvero, anche se non so come sia possibile visto che non mi ritengo bello mentre lui è sublime, mi dà un’enorme spinta e dopo un bacio lunghissimo dato così, io a quattro zampe allungato verso di lui, mi metto sopra senza sedermi su Jude.
Lo carezzo con le mani che scendono sul suo corpo tonico e liscio, e quando arrivo ai fianchi, mi stacco dalla bocca, mi faccio indietro sulle ginocchia, lo afferro per le cosce e stringendo lo strattono stendendolo del tutto sulla schiena sotto di me.
Una volta qui, torno sul suo viso. A baciarlo dolcemente, a scendere sul suo collo, a leccarlo, e poi lentamente ed avido ad assaggiare e far mio il resto del suo corpo.
Lo desidero da morire e più lo lecco e lo bacio e lo succhio, più ne voglio.
Lentamente non mi basta e tutto cresce, specie con le sue mani che mi accompagnano sicure, affondate sulla mia nuca, fra i miei capelli. Specie quando a crescere è il suo cazzo nella mia bocca, col bacino che spinge, lui inarcato e abbandonato al piacere che gli sto dando.
Da sotto sollevo gli occhi cercando di intravedere il suo viso ed è bellissimo, con gli occhi chiusi ed il godimento che invade la sua espressione.
Lo desidero, lo desidero da matti.
La voglia di lui è ancora più intensa e sentendolo crescere nella mia bocca, prima di soffocarmi, scendo a succhiare e leccare il resto delle sue parti intime, gli succhio i testicoli gonfi e vado giù sulla pelle sensibile fino a raggiungere il suo ingresso che ottengo spingendogli le ginocchia larghe sul petto. Lui se le prende da solo e mi permette di usare le dita alternate alla lingua.
Jude continua a gemere e sospirare e a inarcarsi. Lo sento, LO SENTO, che mi vuole. Che vuole quel che gli sto facendo.
Che sta morendo sotto il mio trattamento.
L’idea di essere il responsabile di tale godimento, mi accende da matti e senza più paura mi sollevo sentendo il mio cazzo pulsare senza l’aiuto di mani o bocche.
Mi allungo così sul comodino e prendo il preservativo e la vaselina. Jude socchiude gli occhi per guardarmi febbrile e vedere perché ho smesso sul più bello. Vedendo che mi preparo—e wow so come fare!—si succhia il labbro. Quel dannato labbro meraviglioso che spesso gli succhio io, il mio sogno erotico per sempre.
Quando lo fa, ho un’ulteriore impennata, mi sorride malizioso ed io arrossisco brevemente mordendomi a mia volta il labbro.
Finalmente riesco a prepararmi e dopo aver sparso vaselina ovunque, non sapendo bene quanto ne serve, mi accosto a lui, mi sistemo mezzo steso e mezzo sollevato e poi dopo un paio di tentativi pietosi, riesco finalmente ad entrare decentemente.
Ovviamente dovevo fare figure di merda non riuscendoci al primo colpo, ma una volta che è abbastanza dentro, mi fermo e lo guardo per controllare come sta.
Jude ha gli occhi chiusi ed il viso contratto, così preoccupato faccio per uscire, ma lui, forse capendolo, lascia andare le gambe che ancora si teneva al petto, le allarga e me le appoggia sulle braccia ai lati del suo corpo dove appoggio. Mi afferra la nuca ed i capelli con una mano, l’altra è alta sopra la testa, stringe il cuscino.
Jude si inarca e mi viene incontro, mentre mi tira giù su di sé con forza.
Comanda lui fra di noi, ma non avevo dubbi che fosse così.
- È la prima volta anche per te? - chiedo come un deficiente, ancora preoccupato ed insicuro su cosa fare.
Lui apre mezzo occhio stizzito.
- Ho 17 anni, con quanti cazzo posso aver scopato?
Avvampo e faccio per ritirarmi, ma lui affonda le unghie sul mio collo tenendomi giù: i brividi che sento non so se siano di piacere o dolore.
- Muoviti piano. Entra ed esci e di volta in volta vai sempre più dentro. Dolcemente. Sei ben lubrificato, sarà facile. Devo solo abituarmi all’inizio.
Ora vorrei chiedergli che cazzo ne sa, se è la prima volta, ma penso che mi strapperebbe i capelli che adesso tiene stretti in mano per evitare di scorticarmi, così mi guardo bene dal chiederglielo e faccio come dice.
Lentamente mi dimentico di tutto, di come sta, se gli faccio male, se va bene o male. Dimentico egoisticamente perché il piacere è tale e sempre più crescente, che mi sento pulsare. Ad ogni pulsazione che parte proprio dal mio cazzo, un’ondata si espande sempre più in me, sempre più ovunque, sempre più in profondità. Fino a che riesco ad entrare tutto e ad ogni spinta, lentamente, vado più agevolmente.
Lentamente è più facile e mi appoggio meglio sul suo corpo che mi accoglie caldo ed invitante.
Così come le sue labbra morbide sul mio orecchio, sul mio collo, sul mio mento, mentre spingo sempre più a fondo, sempre più velocemente, sempre più intensamente, lasciandomi trasportare dal piacere che è sempre più assoluto e splendido.
Non so quanto ci metto a non capire più niente, ma torno vagamente in me quando noto che Jude si tocca da solo, contorcendosi sotto di me come se fosse anche lui vicino all’estasi e forse è così, perché gemendo più forte, spingendo la nuca dietro di sé, inarcandosi di più, mi ordina: - Erling, lì, così, lì...
Capisco che ho trovato il punto giusto e l’intensità giusta, così per un attimo mi concentro su di lui, sul suo viso così vicino, così perso nel godimento e faccio solo quel che dice finché non lo sento schizzare fra i nostri corpi sudati che scivolano uno sull’altro; così diversi, così perfetti insieme.
Dopo che lui viene annuisce ansimante e soddisfatto, mi sorride e mi circonda il collo con entrambe le braccia.
- Vieni anche tu.
Non me lo faccio ripetere, aumento il ritmo perdendo di nuovo contatto con la realtà. Riprendo lì dove mi ero interrotto per permettergli di venire ed infine i colpi aumentano e tutto va a folle velocità ed intensità.
Ed io vengo in lui, scaricandomi completamente. Non resta un goccio in me, o così mi pare. Il fiatone, i corpi madidi e noi ancora avvinghiati uno all’altro, schiacciati insieme, fusi. Le sue mani sulla mia testa, il viso premuto contro il mio, il respiro a solleticarmi la pelle, io che ancora un po’ voglio stare qua a catturare questa splendida sensazione. Ancora un po’.
Non so dopo quanto torniamo, quanto ci metto ad uscire e gettarmi sulla schiena. Ma riprendo reale coscienza di me quando mi si stende sopra, mi si arrampica e mi consegna un dolcissimo bacio sulle labbra.
Delicatamente torniamo in noi. Jude ed Erling.
Abbracciati. Stesi insieme. Felici.
**
È stato traumatico solo la prima volta. Le altre sono state così facili. Così scorrevoli. Così naturali.
Sempre di più, ogni volta, senza freni né vergogna.
Tutte le volte.
Ogni suo desiderio io lo potevo solo accontentare, totalmente assuefatto da lui, incapace di frenarmi. Mi chiedeva di farlo con forza, lo facevo con forza; mi chiedeva di tenergli i polsi sopra la testa, lo facevo; mi chiedeva di leccargli qualsiasi parte del corpo, la leccavo. Non riuscivo a negargli nulla, l’accontentavo sempre.
Era il dominante, fra noi, ma mi faceva dominare.
È il rapporto più incredibile della mia vita, sebbene non ne abbia avuti altri.
Del resto chi reggerebbe il confronto con lui?
Non stiamo insieme, non ci diamo appuntamenti né ci organizziamo, quando siamo in città per motivi calcistici, ci incontriamo ed è esattamente come se fossimo ancora al Dortmund. È perfetto e lui mi accende sempre alla stessa maniera.
So che io non sono l’unico, per lui, e che si diverte con altri, giustamente.
Va bene così, non gli chiedo nulla, è una mia scelta non andare con altri. Semplicemente lui mi basta.
Non è solo passione, sesso e divertimento, c’è anche quella dolcezza e delicatezza che mi intossica. Forse sono io quello romantico, protettivo e affettuoso, ma lui non mi allontana e non mi frena. Accetta questo mio lato. Questi abbracci, questi baci, questo mio modo di tenerlo a me, la testa sul mio collo, il viso sulla mia pelle.
So che è troppo, ma non me ne vergogno più. Mi ha insegnato a non farlo. Che qualsiasi cosa sia ciò che provo e voglio, va bene comunque e che nessuno può giudicarmi.
Così oggi, quando ci incrociamo nel tunnel prima della partita del mondiale, quando mi saluta con un calcio amichevole ed un abbraccio, in questo scambio breve e vigoroso, sappiamo tutti e due che a prescindere da come finirà la partita, chi sarà il vincente e chi il perdente, avremo il nostro momento insieme e tutto andrà di nuovo meglio.
Io potrò di nuovo aspettare il prossimo incontro.
No, Jude non è solo mio, ma io sono solo suo e mi va bene così.
NOTE FINALI: Le cose che ho in comune con Erling e che mi hanno aiutato a scrivere di lui: l’altezza che ci rende goffi nei movimenti, la timidezza con chi ci piace, la gentilezza di base, il fatto che solo quando ci troviamo a nostro agio con qualcuno ci sciogliamo e viene fuori il nostro vero carattere, che è diverso da quello che mostriamo di primo acchito.
Oltre a tutto questo abbiamo in comune la carnagione lattea che quando ci imbarazziamo si vede subito: una vera e propria croce specie quando cerchi di mascherare i tumulti interiori!
Ah sì, un’altra cosa è che tutti e due difendiamo a spada tratta chiunque riteniamo più fragile: a noi le ingiustizie stanno proprio sul culo! Ah dimenticavo il nome norvegese (anche se io sono italiana!) (Astrid).
Che poi magari lui non è per niente così come l’ho immaginato io! XD
Spero la fic vi sia piaciuta e spero di scrivere la versione di Jude. Per sapere quando e cosa scrivo, seguite la mia pagina su FB o Tumblr. Baci Akane