NOTE: post Abu Dhabi 2025. La fic fa sempre parte della serie ‘Tu mi completi’, qua c’è la partecipazione speciale di Charles e Max e quindi abbiamo pure un pochino di lestappen. Questa shot è solo col pov di Lando e Charles, perché mi serviva un punto di vista esterno oggettivo ed ho approfittato del mio adorato Charlie che era presente alla festa di Lando. Per questa fic mi sono ispirata a qualche video che è girato online su quella serata (che figurati se posso ritrovarlo), che mi ha fatto venire un’idea per cui mi odierete, ma sappiate che ho già scritto la fic successiva. Alla prossima. Buona lettura. Baci Akane

INCIPT: “- Sì, ma fare una promessa quando stai bene è diverso, non è facile mantenerla quando stai male, dopotutto è umano.”
Oscar sparisce senza dire mezza parola nonostante la promessa e Lando, che ha tenuto duro fino a quel momento, non ce la fa più e scoppia regredendo tutto d’un colpo. Testimone della caduta, è Charles.

DOPOTUTTO È UMANO

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*Lando*

Nemmeno una parola?
Nemmeno un messaggio? 
Non merito proprio nulla? 
Sparisci così dalla mia vita e basta? Non mi dai un solo segno di vita? 
C’era una promessa, fra noi. Era una promessa specifica. Qualsiasi cosa sarebbe successa oggi fra noi, saremmo tornati insieme. 
Tutti quei segnali in queste ultime settimane, come mi guardava, come mi sorrideva, la sua dolcezza, il modo in cui mi desiderava da lontano. Quel guardare e non toccare. Ero convinto di vederci mille cose e forse c’erano, ma sono state tutte spazzate vie. Mi ha confuso il suo atteggiamento in questi giorni, ma forse è colpa mia, anzi. 
Ero un illuso, ho sbagliato io a crederci. Sono il solito idiota ingenuo che vede ciò che vuole perché è ottenebrato dai sentimenti. 
Era ovvio che non avrebbe potuto essere tutto come prima, uno dei due sarebbe stato troppo male per riprendere. Potevamo perdere tutti e due e sarebbe stato facile, ma alla fine ho vinto io e sicuramente non mi scuserò per questo. 
È solo che dovevo essere meno coglione, quando abbiamo fatto quel discorso. Dovevo impuntarmi di più o forse... non lo so, cosa potevo fare di diverso? Forse ora dovrei cercarlo e obbligarlo a parlarne, ma come posso costringerlo a guardare in faccia il motivo del suo dolore? 
Sono io il motivo per cui lui sta tanto male. 
Non merita di stare male come un normale essere umano? 
So cosa sta passando, me l’ha anche spiegato al meglio che poteva, quando ha chiesto questa dannata pausa; non era scontato che riuscisse a spiegarsi così bene, visto com’è abituato a parlare poco. 
So cos’ha. 
Pensava che isolandosi sarebbe riuscito a tornare indietro a quell’Oscar robotico che guida bene senza provare nulla, ma non funziona così. Quando sblocchi le emozioni non le puoi tornare a bloccare a piacimento. Non sei un computer, Oscar. Non sei un robot. È questo il punto. 
Dovevi capirlo, ma immagino che non essendo abituato a vivere certe cose, a provare certe cose, ti eri illuso che fosse come prima quando potevi controllare tutto. 
Ho sbagliato io a non impormi, a non farti capire che non è come pensi, che ciò che vivi ti colpisce e spesso di affonda e sicuramente ti cambia. Lo so bene, sono il re delle emozioni, convivo con i sentimenti da quando sono nato, sono stato schiacciato dai sentimenti. 
Avrei dovuto metterlo in guardia, ma forse non sarebbe servito. 
Ma c’era una promessa. 
Razionalmente capisco tutto, cosa sta passando, cosa prova, di cosa ha bisogno e so che gli devo dare il tempo che gli serve, ma profondamente nel mio cuore caotico, bombardato da mille emozioni potenti, io non riesco a non pensare che c’era una promessa, fra noi. 
Non eravamo solo due che trombavano; stavamo insieme, ci siamo detti d’amarci. Non era una vera pausa, ma evidentemente sono il solito coglione. 
Ma non mi farò rovinare da questo il mio momento magico. 
Sono al settimo cielo, ho vinto un mondiale, merito di essere felice. 
Se Oscar non mi degna nemmeno di mezza parola od un messaggio, peggio per lui, io ritengo infranta la promessa. Per me, in questo momento, non siamo più niente, non stiamo più insieme, non c’è nulla che mi freni e mi impedisca di fare ciò che mi pare. Perché una parola la meritavo, un ‘ti prego perdonami, aspettami ancora un po’’. No nulla. Nulla di nulla. 
Ed allora posso solo agire di conseguenza. 

*Charles* 

Precisamente mi sono auto invitato alla festa di Lando perché rimanendo qua per i test di martedì e non potendo andare da Max perché ha la sua serata privata speciale con team e famiglia, ero qua come un coglione e va bene tutto, ma sapere che il mio ragazzo è con la sua donna invece che con me, non mi fa di certo piacere. E non conta un cazzo che la donna ce l’ho pure io e che è anch’essa qua con me, stasera. 
Non avrei comunque potuto fare nulla con Max, ma avrei trovato il modo.
Tuttavia devo aspettare che la sua lunga splendida serata finisca e che vadano tutti fuori dalle palle. Così ho deciso di auto invitarmi alla festa di Lando, che mi ha accolto volentieri. 
Quando Max mi dirà che stanno andando, sparirò strategicamente fingendo di voler andare a dormire che sono stanco. 
Sgattaiolerò via o farò sgattaiolare Max da me. 
Comunque fino ad allora sono qua da Lando che festeggia il suo meritato mondiale. 
Siamo buoni amici, non da quanto lo sono con Georg ed Alex, con lui in realtà lo sono diventato quando è approdato in F1, però si è subito inserito nel nostro gruppetto e lo considero un mio amico. 
La serata è anche al locale privato dell’hotel dove dormiamo, perciò è facile partecipare e poi sparire. Per scaramanzia non si prepara prima alcuna festa, quando non sei sicuro di vincere, perciò è stato tutto un po’ improvvisato. Sono comunque venuti molti della sua squadra, i suoi amici che erano accorsi per l’ultima gara, la sua famiglia che ad un certo punto, saggiamente, decidono di lasciare al figlio la meritata ‘privacy’ che merita. Privacy da loro, si intende, visto che attualmente a circondare Lando che grida, salta, canta, beve e fa il matto sono un bel po’ di persone. 
Siamo stati un po’ insieme, abbiamo bevuto qualcosa in compagnia, poi si è presto perso. Di tanto in tanto lo incrocio e tutte le volte che lo rivedo è sempre più ubriaco perso, suppongo che non arriverà vivo al letto, domani mattina. 
Ma non è il fatto che beve un sacco, com’è giusto che faccia, a colpirmi. 
Forse è l’assenza di Oscar, ma non potevamo aspettarci diversamente, tutto sommato. 
Eppure qualcosa stona, mentre l’osservo più per noia che altro. Qua accanto ad Alex la serata mi passa poco, così finisco per concentrarmi su Lando trovandolo non dico interessante, ma degno di nota. 
Ha qualcosa, lo conosco bene ormai; è felice, ma è più una felicità forzata. O meglio, volutamente eccessiva. Una felicità provocata. Non dico dal bere, perché è normale bere, ma è come se cercasse di mostrarsi più felice di quel che in realtà non è. Sicuramente lo è tanto, non ho dubbi su questo. 
Però mi sembra appunto che qualcosa stoni. 
Ci sto ancora pensando quando, arrivato faticosamente al bagno, sento  dei rumori inequivocabili provenire da uno dei box qui dentro. Mi volto verso una delle tre porte di questo bagno maschile sufficientemente spazioso e fortunatamente vuoto, attualmente. 
Faccio un sorrisino divertito, mentre da fuori la musica da discoteca penetra le pareti poco spesse. Una musica ritmata e ovattata, un po’ onirica quasi, fa da sfondo, ma non copre i loro gemiti. 
Due ragazzi ci stanno dando dentro e quando tiro lo sciacquone del mio orinatoio a muro, loro realizzano di non essere soli e si fermano imprecando. 
Non so se sia io a fermarli, non ne ho idea. Vado ridacchiando divertito al lavandino per lavarmi le mani. 
Quante volte ho fatto cose simili con Max? L’avrei fatto pure stasera se lo scemo fosse venuto, ma doveva fare la serata con la sua squadra e la sua famiglia. 
‘Sarebbe strano partecipare alla festa del rivale che mi ha tolto la vittoria, no?’, ha detto polemico. Ha ragione chiaramente. 
Sospirando scontento, guardo distrattamente la porta del bagnetto che si apre facendo uscire prima un biondino dai capelli lunghi molto carino e molto imbarazzato. Si sistema i vestiti e se ne va evitando il mio sguardo. 
Non era quello che girava intorno a Lando, prima? 
Non faccio in tempo a finire la considerazione, che la porta torna ad aprirsi. Troppo presto, bello mio. Dovevi aspettare che me ne andas... ma non finisco la frase perché la faccia shoccata ed imbarazzata di Lando, si materializza quasi per magia. 
- Oh cazzo... - mormoriamo in tandem presi di sorpresa. 
Di sicuro potevo aspettarmi di tutto tranne che fosse proprio lui che... che tradisce Oscar? 
Appena lo metto a fuoco, mi giro subito verso di lui che resta impalato davanti alla porta, con aria effettivamente colpevole. Colpevole perché gli basta guardarmi per sapere che ha sbagliato e che è nei guai. 
- Charles, eri tu... - ma la voce è strascicata e appena cerca di allontanarsi dall’appoggio della porta, barcolla per poi impallidire, girarsi di fretta e precipitarsi di nuovo dentro per vomitare. 
Lo sento e decido di non guardarlo, non gli darò il mio sostegno, non voglio finire nel suo stesso vomito: siamo amici ma c’è un limite. 
Però resto qua in attesa. Vorrei spiegargli come si esce dal cesso quando non ci si vuole far beccare a scopare con qualcuno, ma non credo capirebbe nulla, ora. 
Gli lascio il tempo che gli serve e sembra vomiti anche l’anima. Vomita proprio tanto. Questo in realtà è un bene per lui, l’aiuterà a stare meglio e presumo a ricominciare. 
Quando sento smette di vomitare, mi affaccio nel box e lo vedo accucciato davanti alla tazza del wc. Il rumore dell’acqua dello sciacquone si frappone per poi lasciare quel silenzio imbarazzante. 
Lando resta giù rivolto verso un water ormai vuoto, io gli resto in piedi dietro, un braccio appoggiato allo stipite, l’incertezza di come affrontare questo istante imbarazzante. 
E qua, senza nemmeno alzarsi e guardarmi, mi parla piano. Piano con voce roca, impastata e affaticato per lo sforzo e il bere eccessivo. 
- Non mi ha nemmeno scritto. Non si è fatto vivo. È semplicemente sparito. Mi ha abbracciato in pista facendomi i complimenti, mi ha fatto la doccia con lo champagne sul podio, ha fatto la foto con me e poi è sparito senza dirmi mezzo scusa, nemmeno un microscopico ‘ho bisogno di tempo’. Niente di niente. 
Sospiro dispiaciuto, ora mi tocca fare la parte del razionale adulto. Perché mi metto in queste situazioni del cazzo? 
- Ha fatto molto più di ciò che chiunque altro avrebbe fatto al suo posto. - chissà se capisce mezza parola di quel che gli dico. È veramente tanto ubriaco, penso che non si alza da lì perché non ne ha le forze. 
Lando appoggia la fronte alle braccia incrociate ed appoggiate sulla tazza del water, una scena che potresti vedere solo con un ubriaco. Arriccio il naso schifato rimanendo in piedi a guardarlo dall’alto, la sua nuca riccia, le sue spalle curve. 
- Mi aveva promesso che qualsiasi cosa sarebbe successo oggi, saremmo tornati insieme come prima. L’aspettavo. Sono andato avanti solo con questa promessa. Ho sopportato cose che non avrei mai potuto sopportare... 
Qua non finisce perché si mette a piangere. A questo sospiro alzando gli occhi al cielo. Maledizione, tutte le fasi del lutto, passa? Adesso è nella tristezza? 
Mi chino su di lui e gli metto una mano sulla schiena per confortarlo da amico quale poi alla fine sono. 
- Sì, ma fare una promessa quando stai bene è diverso, non è facile mantenerla quando stai male, dopotutto è umano. 
Lando si gira verso di me e lascia la tazza per abbracciare le mie ginocchia, a questo mi accuccio perché mi imbarazza troppo averlo avvinghiato alle mie gambe e così Lando si appende al mio collo e piange come un bambino. 
- Lo so ma poteva dirmelo, scrivermi. Non lo meritavo? Stiamo insieme! Ho capito tutto, gli ho lasciato fare tutto come voleva, gli ho dato tempi e spazi, sempre tutto ciò che voleva! Ora un ‘scusa dammi un po’ di tempo’ no? 
In realtà ha ragione, ma non voglio alimentare il suo fuoco che non so se sia rabbia o disperazione, in ogni caso è bruciante. Sospiro e mi limito a consolarlo finché non sento che mi si accascia lentamente fra le braccia, diventando un peso morto. 
- Ma porca puttana! - impreco a denti stretti alzando di nuovo gli occhi al cielo. Sta dormendo. 
- Ma davvero? Sei così ubriaco? Scommetto che nemmeno ti ricorderai d’aver tradito Oscar, domani. Ed io cosa dovrei fare? Te lo dovrò ricordare o mi farò i cazzi miei? 

Alla fine ho chiamato i suoi amici e gliel’ho scaricato addosso seguendo l’ottimo consiglio di Max, ovvero di farmi i cazzi miei tenere la bocca cucita. 
Se mai domani Lando si ricorderà qualcosa se la vedrà da solo, se non dovesse ricordarlo forse lui ed Oscar avranno possibilità di sistemare tutto. 
È vero che Oscar poteva almeno scrivergli che gli serviva tempo, ma è pur vero che anche se non sembra, è umano come tutti; la sua è una reazione comprensibile. 
Al di là di questo, quando finalmente riesco a riunirmi al mio Max, mi chiedo che diavolo sarà di quei due. 
Mi piacevano insieme, è un peccato che si lascino così. Ero convinto ce l’avrebbero fatta. 
- Pensi che siano finiti? - gli chiedo dopo che Max si infila nella mia camera. 
- Assolutamente sì. - ma che cazzo glielo chiedo a fare?  
Alla sua risposta di merda alzo gli occhi e scuoto il capo iniziando a spogliarmi come se non fosse appena entrato il mio ragazzo che, vedendomi così seccato, ride divertito. So anche perché ride. 
- Gli dirai a cosa hai assistito, se non lo ricorda? 
A questo piego le labbra e lo guardo. 
- Mah, non so. Se sarà necessario glielo dirò. Hanno entrambi molte attenuanti e non sono cazzi miei, ma Lando era veramente tanto ubriaco. Non credo che se fosse stato in sé l’avrebbe tradito. 
Max, gloriosamente a torso nudo, mi cinge la vita e mi attira a sé, subito le sue mani raggiungono prepotenti il mio culo di cui si appropria facendomi sorridere e rilassare. Ha ancora un sorrisino stampato in faccia che sparisce, facendo per un momento il serio mentre parla di un suo caro amico. 
- Lando quest’anno è cresciuto tanto, ma resta comunque lui. Un grandissimo combina-guai. Per una cosa giusta, ne deve fare un’altra sbagliata. Fa parte del suo essere. Comunque è possibile che sia finita a prescindere da questa serata. 
Il cinismo di Max mi fa fare una smorfia scontenta e scuoto il capo mettendo le braccia sulle sue spalle ed appoggiandomi a lui sereno: finalmente sono esattamente dove volevo essere dall’inizio. 
- Secondo me invece troveranno il modo di sistemare tutto. Oscar è diverso da noi, razionalizza su tutto. Anche se dovesse scoprire di stasera è capace di capire che ci sono solide attenuanti. Piantarlo così senza mezza parola dopo una promessa di tornare insieme qualsiasi cosa succede nel mondiale, non è una cosa trascurabile. 
Max piega il capo come a pensarci, ma lo fa quattro secondi. Poi liquida tutto con un: - Cazzi loro! - e finisce per baciarmi. 
Mi sa che dovremo aspettare per sapere l’esito di quella telenovela. Peccato, è pure interessante!”


NOTE: Originariamente quando scrissi questa, subito dopo la fine del mondiale, non avevo altro materiale e non sapevo come farla proseguire e c’era la possibilità che la serie rimanesse sospesa così chissà per quanto. Poi per fortuna c’è stata la serata di Gala con le premiazioni e mi è arrivata l’idea per la conclusione. Perciò dopo di questa ce n’è un’altra che chiuderà tutto (per lo meno relativa al 2025). Alla prossima. Baci Akane