2. IL FLASHBACK

*Oscar*

Parlare ed esprimere quel che si prova e si pensa, non è poi così male. Non è nemmeno difficile come ho sempre pensato. 
L’avevo già sperimentato quando gli ho detto che l’amavo anche io. Non sono riuscito a dirglielo subito perché ero convinto di non esserne capace, ma poi quando l’ho fatto è stato così facile che mi sono reso conto di essere stato un idiota. 
Parlare, in effetti, è liberatorio. 
Lando mi ascolta dall’inizio alla fine e mentre blatero i suoi occhi sono sgranati e mi fissano, non batte ciglio. Diventano subito lucidi e poi si bagnano di lacrime che non superano la soglia delle ciglia. Non finché non concludo con il mio ‘tornare insieme’. 
Prima che iniziassi a parlare c’era il dubbio per via del caos di cui era chiaramente pervaso, ma dopo che ho iniziato a parlare, era così chiaro cosa voleva fare. 
Fremeva affinché smettessi di dire tutto ciò che dovevo, si è sforzato enormemente per non interrompermi. 
Appena smetto scuote la testa e libera una smorfia di dolore. All’inizio non so cosa significa, ma non mi lascia sospeso nemmeno per dieci secondi, perché lascia subito che grosse lacrime scendano giù sulle sue guance e mi si getta addosso stringendomi le braccia al collo. La sua bocca si preme impetuosa sulla mia, le sue gambe si sollevano intorno alla mia vita e non posso far altro che prenderlo per non farlo cadere. Indietreggio impreparato e mentre la bocca mi duole per l’impatto, mi ritrovo a rimbalzare sul letto con lui sopra. 
Dopo la bocca, inizia a ricoprirmi di baci tutta la faccia fino a che torna sulle labbra, me le succhia e infila passionale la lingua dentro. Lo assecondo ridendo e gli vado incontro con la mia. 
È un bacio che sa completamente di lui e sento anche le sue lacrime, che spero ora siano di gioia. 
Le mani vagano sul suo corpo così piccolo e compatto che è facile da possedere. 
Facile come non mai. 
Mi sento un verme, non lo merito: l’ho fatto soffrire così tanto. Ma non sprecherò questo dono che mi ha fatto. 
Ha accettato le mie scuse ed è disposto a tornare con me, il resto non conta, Per me noi ricominciamo da qua.
Ci sono mille altre cose che vorrei dirgli, ma Lando si solleva frenetico sedendosi su di me, si toglie la felpa e scivola accanto, sulla schiena, per sfilarsi anche i pantaloni ed i boxer. 
Brucia e scoppia, è come quei fuochi d’artificio che danno vita ad una reazione a catena. Scoppiano uno dietro l’altro creando meraviglia e spettacolo. 
Lui è il mio spettacolo. 
Una volta nudo, mi spoglia frettolosamente per poi salirmi addosso e strofinandosi su di me bisognoso di sentirmi. Ci succhiamo le lingue e poi le mani e le dita, così grandi le sue, così piccole le mie. Mentre gli stuzzico e gli allargo l’apertura che non aspettava altro che il mio indice e poi il mio medio, lui bagna e lubrifica la mia erezione che cresce sotto la sua mano.
Quando nessuno dei due ce la fa più, sentendo la necessità di quell’orgasmo che manca da troppo, Lando si sposta e si solleva rimanendomi addosso a cavalcioni, la prende e se la indirizza dentro sedendosi sopra. 
Si inarca e getta la testa all’indietro, in questo momento la sua espressione è così bella e sensuale che mi carica di un’ondata d’eccitazione potentissima. 
Iniziamo a gemere e muoverci insieme. Il suo piccolo corpo perfetto e sodo, si muove sopra di me come se mi cavalcasse; io accompagno i suoi movimenti con le mani sui suoi fianchi. 
Aumenta sempre più il ritmo e l’intensità scopandosi da solo con foga crescente. 
Lando è un fuoco inarrestabile, si china su di me continuando a muoversi come un matto, mi succhia il viso alla cieca, mi carezza frenetico, si fonde con me e mi trasporta nell’onda dell’eccitazione senza freni. 
Sensazioni crescono ed esplodono fluendo nel mio corpo, facendomi sentire vivo e bene. Bene come non lo ero da molto tempo. 
Non posso fare a meno di lui. Non solo per gli orgasmi ed il piacere, ma perché con lui mi sento vivo da impazzire, e non ne ho paura. 
Il mondo sparisce definitivamente mentre i nostri piaceri esplodono e si mescolano. 
- Ti amo Lando. Adesso sono pronto per abbandonarmi completamente a noi. 
Il suo viso contro il mio da un lato, dall’altro la sua mano premuta per tenermi a sé prepotentemente. 
Siamo ancora ansimanti, sudati e fremiamo, i sensi impazziti ed amplificati ci lasciano nella pace totale dei sensi. 
- Ti amo anche io. Non sai quanto ho aspetto che tornassi. - mormora sfinito.
Sorrido dolcemente, gli prendo la mano dalla mia guancia e me la porto alle labbra baciandogli le dita. 
- Non hai mai pensato di non aprirmi la porta? 
Perché anche se lo amo per questo suo modo di vivere le cose con cuore ed impeto, non capisco come ci riesce. Come può non avere mai avuto la tentazione di non perdonarmi? 
- Beh... - fa a questo punto Lando come se si fermasse solo ora a pensarci davvero. Solleva la testa appoggiandosi sul gomito, i suoi occhi incrociano di nuovo i miei pensierosi e divertiti. - per la verità non ho mai pensato. 
A questa sparata scoppio a ridere spontaneo, non era una battuta la sua, ma poi ride per la mia reazione. I suoi occhi brillano vedendomi così sereno. 
- Sono stato così male che volevo vedere cosa avresti fatto quando ci saremmo rivisti, non sapevo cosa avrei fatto io. Ma sai che non sono uno che pensa troppo. Perché anche se ci provo, poi agisco impulsivamente e tanto è inutile decidere qualcosa prima, no? 
Già, è proprio inutile. 
Sorrido dolcemente ed annuisco sollevando il capo mentre con una mano sulla sua nuca attiro il suo viso a me. Le labbra si tornano ad incontrare dando vita ad un altro bacio. Questa volta più dolce e delicato. 
Un bacio che spero sia solo l’inizio di una nuova lunga serie. 
Sono pronto, sono davvero pronto, ora, e non ne ho paura. 

*Lando* 

Non riuscivo a farmi alcun scenario anche se ci provavo e alla fine ho solo aperto. Il resto è stato come un sogno ad occhi aperti, quando sei preda di azioni che non programmi e non decidi. Quasi che le faccia qualcun altro. 
Era impensabile, per me, non abbracciarlo e non perdonarlo. Non credo che in cuor mio sia mai stata realmente un’opzione. 
Perché so il motivo per cui è stato così male, anche se non lo giustifico per avermi piantato senza nemmeno scrivermi un messaggio. 
Ma poteva non tornare. 
L’Oscar di qualche tempo fa non sarebbe venuto. Non mi avrebbe chiesto scusa. Non avrebbe chiesto di tornare insieme. 
Perché è troppo logico e razionale, non fa mai qualcosa il cui esito non è sicuro ed in questo caso poteva essere sicuro solo della mia ira. 
Questo Oscar invece ha fatto l’impensabile. Mi ha chiesto scusa e di tornare con lui nonostante tutto. 
Ed io, nonostante tutto, lo amo ancora. 
Perciò voglio semplicemente risolvere tutto fra noi e tornare come prima e forse meglio. 
Non riesco a pensare ad altro, mentre mi accomodo su di lui con la mia tipica incoscienza. 
E se torna Magui? 
Quanto tempo sarà passato?
Che ora è?
Abbiamo impegni? Che dobbiamo fare? 
Ma non me ne frega niente. Adesso sto bene, non avrei mai potuto non aprire quella porta. Questo è tutto ciò che sapevo. 

Cammino ad un metro da terra; dal momento in cui esco dalla camera pronto per il gala, è come se finalmente iniziassi a godermi la mia serata. Normalmente i piloti odiano questo evento, infatti Max non è venuto anche se effettivamente so che è malato, dubito comunque sarebbe venuto lo stesso non avendo vinto per due punti. 
Però quando devi essere premiato per la prima volta come primo classificato, è diverso. 
È che fino a prima non riuscivo a godermelo, era come un peso ed ora improvvisamente sono libero e leggero. Ora sono di nuovo me stesso. 
Sembra che Oscar tornando con me mi abbia restituito il vero ed autentico Lando che gode di ogni momento che vive e che lo vive al cento percento senza riserve. 
Una volta che raggiungo il teatro dove si tiene la serata, trovo i miei posti e di Oscar vicini, ovviamente. 
Poco dietro un viso noto attira la mia attenzione. 
Charles è qui, bello, sorridente che chiacchiera con qualche membro illustre della serata, ben vestito come sempre e tranquillo. 
Per un momento rido vedendo lui al posto di Max. È venuto a ritirare il suo premio in quanto moglie?
Senza esitare vado verso di lui per chiederglielo, ma guardando in basso per evitare di pestare piedi e farmi strada fra i sedili, arrivato alle ginocchia di Charles, una fitta alla testa mi spacca in due. 
Per un momento devo chiudere gli occhi per il dolore. 
Mi fermo in piedi quasi davanti a lui, le orecchie fischiano come quando in pista non riusciamo ad isolarci bene dai rombi dei motori. Mi premo le dita sulle palpebre e mentre mi massaggio sperando che il dolore ed i fischi cessino, la mano di Charles si posa inconfondibile sulla mia spalla. 
Quando apro gli occhi, al suo viso gentile e preoccupato si sovrappongono i flashback di quella notte ad Abu Dhabi, di pochi giorni fa. 
Io a terra abbracciato alle sue ginocchia e poi appeso al suo collo, lui che mi sosteneva e mi consolava mentre piangevo e prima ancora... prima ancora una scopata che non avrebbe dovuto esserci mai e poi mai. 
Il buio di quella notte viene sbaragliato in un istante da Charles che mi restituisce involontariamente quel che avevo dimenticato e che era meglio rimanesse tale. 
Appena torno in qua, con la testa che smette di spaccarsi e le orecchie smettono di fischiare, fisso sconvolto Charles afferrando a mia volta il suo fianco, stringendo come un ossesso, shoccato. 
- Cazzo, ma io ho tradito Oscar! 
Non ho nemmeno mezzo dubbio, mentre lo ricordo: è  esattamente un tradimento a tutti gli effetti. Non ci sono attenuanti di nessun genere, lo so che non ci sono. 
Perché stavo male ed ero deluso ed arrabbiato, ma mi consideravo ancora il suo ragazzo ed anche se aveva infranto una promessa importante, finché non ne avremmo parlato eravamo ancora una coppia. 
Ed io l’ho tradito. 
Ho bevuto, mi sono perso e l’ho tradito. 
Sono andato a letto con un altro e l’ho dimenticato. 
Cazzo. 
Il panico mi prende in un attimo ed è così immediato e spontaneo e soprattutto evidente, che Charles probabilmente immaginando al volo cosa mi succede, con una prontezza che sinceramente gli invidio, mi si appiccica come se dovesse rivelarmi un segreto. 
Mi circonda le spalle con un braccio e mi parla vicino assicurandomi che io lo guardi. I suoi occhi verdi mi inchiodano con una specie di potere sovrannaturale ed è come se mi bloccasse l’ondata di terrore che mi stava per far impazzire. 
La mano intorno alle mie spalle stringe la presa con decisione e con altrettanta sicurezza, mi parla piano.
- Lando, non ora. 
- Sì, certo, ora. Non posso tenermi i segreti, lo sai che non ne sono capace! - sbotto istintivo. 
Charles si fa serio e prepotente, continuando a stringermi come due grandi amici che parlano di chissà cosa. 
- No invece. Perché adesso inizia la serata e sarai il protagonista. 
- Non me ne importa, sono appena tornato con lui dopo che si è scusato, devo dirgli che non deve scusarsi lui e che sono io in caso a dover... - le parole tornano a fluire piene d’ansia dalla mia bocca, ma Charles torna a stringere la presa sulle mie spalle e mi scuote. 
- Non lo ricordavi, non gli hai mentito. Non eri in te quella notte e poi eravate in pausa, no? Ti aveva piantato senza dirti nulla con una promessa in ballo... 
Non credo sappia i dettagli ma mentre gli piangevo addosso devo avergli detto io qualcosa ed il resto l’avrà dedotto lui. 
Mi mordo il labbro fin quasi a farmelo sanguinare e lui mi dà un colpetto sul petto con la mano libera. 
- Ehi! - fa lui richiamandomi al presente per non farmi viaggiare di nuovo a domenica notte. 
- Ma io ora ricordo e glielo devo dire, non posso fingere non sia successo. 
- Lo farai dopo. - sentenzia come se fosse un ordine. Lo guardo di nuovo, i suoi occhi ancora vicinissimi, severi. 
- Dopo? 
- Sì, anche lui sarà premiato ed è già umiliante avere il terzo premio invece del primo dopo che per mesi è stato lui là davanti. 
Mi rendo conto che ha ragione, non posso rovinargli una serata che gli ho praticamente già rovinato. Non ancora di più. 
- Dopo parlerete, ma facciamo una scommessa. - fa Charles improvvisamente. 
Lo guardo meravigliato senza capire che cazzo dice. Scommessa ora? 
Lui si illumina di divertimento e certezza. 
- Scommetto che capirà. - quando lo dice, non sta scherzando. Ci crede sul serio e per un momento mi aggrappo a questa sua fede; ho bisogno di crederci anche io, disperatamente. Non posso perderlo davvero. 
- Oscar è diverso dagli altri ed è questa la sua forza. Lascia che lui ti dimostri quanto è diverso, speciale e bello. Capirà la situazione, vedrai. Anche se Max sostiene che non glielo dovresti dire. 
Quando cita Max lo guardo corrucciato, poi mi giro intorno per vedere se è qua e se per caso me lo sono perso. 
- Non è malato? 
Charles ride allentando un po’ la mia tensione alle stelle. 
- Sì, ma ne abbiamo parlato. Diceva che nel caso in cui te ne fossi ricordato, non avresti dovuto dire nulla perché non eravate più insieme e ti aveva mollato senza dire nemmeno mezza parola e non meritava la tua fedeltà. Per lui dovreste solo ricominciare da qui da zero, ma non serve dirgli nulla. Questa era la sua tesi. 
Credo sia vero, sono due che parlano di tutto un sacco, perciò ci credo che abbiano parlato anche di questo. 
Sospiro e scuoto la testa confuso. 
- Non lo so. Non credo di riuscire a tenere la bocca chiusa. Spero che tu abbia ragione e che lui possa capire. 
Charles sorride e si scioglie da me lasciandomi andare, mi dà un’ultima pacca sul braccio incoraggiandomi. 
- Vedrai che andrà bene, sta tranquillo. Non pensarci ora, gliene parlerai dopo. 
Perché figurati se posso starmene zitto, non ci riuscirei mai. Max ha ragione, sarebbe la cosa più sensata specie perché non è che glielo dico per aiutare Oscar, ma per scaricarmi la mia coscienza. Però non posso evitarlo; è un’ombra fra noi. 
Oscar deve sapere. Vero è che non posso dirglielo ora. 
Come se mi leggessero nella mente, veniamo richiamati ed invitati a raggiungere i rispettivi posti perché la cerimonia sta per iniziare. 
Sospiro e a malincuore saluto Charles con la coda fra le gambe, come se fossi colpevole di qualcosa anche con lui. 
È una bomba che sarebbe esplosa prima o poi. Meglio prima che poi. 
Se deve essere la nostra fine, che sia subito. 
Lo farò dopo la premiazione. 
In effetti nemmeno volendo ormai ho tempo per farlo. 
Spero abbia ragione e che Oscar sia così strano da capire, ma sarà vero? Non è ormai diverso da prima? Non è in una fase evidente di cambiamento? 
E se non dovesse capirmi né perdonarmi?