3. IN BILICO

*Oscar* 

Quando torna indietro dal saluto a Charles, Lando è strano. Mi fissa con una faccia grave e colpevole e deduco che sia qualcosa che riguarda il nostro collega di F1. Sono amici ed hanno un bel rapporto tanto che è andato alla sua festa, domenica notte, ma presumo che anche fra amici possano esserci problemi. Non che poi mi sembrassero due in lite, prima quando si salutavano. Charles lo stringeva come per rassicurarlo. 
Potevo farmi i cazzi miei e non incollare i miei occhi su di loro? 
Non è curiosità e nemmeno gelosia. È una sensazione. 
Lando come sempre comunica benissimo anche senza bisogno di usare parole, perciò so che è successo qualcosa, ma non me ne può parlare ora. Beh, pazienza. Tanto lo farà dopo. 
Nel corso della serata gli lancio ripetuti sguardi indagatori e preoccupati, ma alla fine vedo che si distrae grazie al suo ADHD che a volte è utile in quanto gli impedisce di rimanere concentrato sulla stessa cosa a lungo, gli basta poco per passare ad altro. A volte lo invidio, io se ho un pensiero fisso mi resta lì piantato nel cervello e non me lo levo nemmeno coi cannoni.

La serata prosegue comunque nel migliore dei modi ed anche se per me è difficile quando devo ricevere il premio di terzo classificato, perfettamente consapevole che sarebbe potuto essere il primo, riesco come mio solito a fare buon viso a cattivo gioco. 
Faccio esattamente ciò che devo, come sempre. Sorrido, accetto il trofeo e faccio il discorso di rito che mi ero preparato; niente di difficile e complicato. Ringrazio tutti quelli che hanno avuto un ruolo nella mia buona stagione e che in qualche modo mi hanno aiutato a raggiungere un traguardo di cui andare fieri. 
Poi faccio le mie congratulazioni al vincitore che mi guarda dal suo sedile sognante, orgoglioso e con quella luce di scuse nei suoi occhi brillanti. 
Si scusa per avermi preso il primo posto? 
Probabile. 
È un conflitto che nel suo caso è reale e non finto, giusto perché è doveroso e per tenere a bada la massa che ci guarda. 
Non è ipocrisia la sua. Lando è davvero mortificato per avermi superato. Avrebbe goduto di vincere sopra chiunque altro, infatti su Max infierisce di gusto, sebbene siano forse migliori amici qua nel circuito di F1. Però con me no. So che non è una posa. 
È davvero dispiaciuto d’avermi battuto e tolto il trofeo che per molti mesi era mio, ma non è colpa sua. Sono io che mi sono rincoglionito e ho rovinato tutto. 
Lui poi si è ripreso ed è tornato a correre benissimo, ma ci ho messo anche io del mio permettendogli di superarmi perché ad un certo punto non sono più stato in grado di correre da campione. Mi sono rovinato con le mie mani. Dovevo solo continuare a far bene in pista, ma non l’ho fatto ed ho perso. Lando ha solo saputo approfittarne, ma ha fatto ciò che tutti avrebbero fatto. 
Non lo colpevolizzo, solo che mi ha fatto stare più male di quel che pensavo, ma non è lui ad avermi ferito, anche se si sente colpevole e in qualche modo ne è responsabile. 
Cerco di rassicurarlo sul palco mentre ritira il suo meritato premio; quando ci troviamo uno davanti all’altro in questo breve lasso di tempo, ripresi da videocamere e guardati forse da tre quarti di mondo, applaudo cercando di dimostrare più che posso ciò che provo e che penso. 
Sono fiero di lui, non sono arrabbiato, deluso o ferito. Non ce la deve avere con sé stesso per la mia sconfitta. 
Vedendomi così, Lando sembra risollevato, anche se continuo a leggere un fondo di colpa nei suoi occhi sempre troppo espressivi. Però non c’è solo quello, leggo sentimento, amore e dolcezza nei miei confronti. 
Passerà e farà pace con sé stesso, appena smetteranno di premiarci e parlarne e farci continue interviste su questo mondiale. 
Prima o poi tutto si calmerà e troverà la giusta dimensione. 
Mi brucia vedere quel trofeo nelle sue mani e non nelle mie, ma è solo colpa mia, è un sentimento che volgo a me stesso su cui imparerò. Sicuramente se mi troverò di nuovo nelle stesse condizioni di quest’anno, non farò gli stessi errori. 

Il Gala finalmente volge al termine anche se con più lentezza di quel che mi auspicavo. Quando penso che sia finita, c’è sempre qualcosa che allunga la tortura. 
Non è che soffro nel stare qua, è solo che è la cosa più pallosa che io abbia mai fatto; fra il prima, il durante ed il dopo non finisce più ed io vorrei solo andarmene, sapere se Lando sta bene e andare finalmente in vacanza dove potrò staccare come si deve da tutto e tutti e resettare completamente. 
Peccato che dopo il Gala c’è l’ennesimo party, sebbene questo sembri meno impegnativo, ma comunque continua a girare gente da conoscere che si complimenta con noi. È tutto molto formale e lussuoso, nonché noioso. 
La fine non arriva letteralmente mai. 
Fra un bicchiere in mano ed una stretta a qualche volto illustre che si complimenta con noi, io e Lando ci lanciamo delle occhiate perplesse e significative, occhiate che parlano molto bene senza bisogno di parole. 
Ogni tanto Lando sembra ricordare quello che aveva ad inizio serata e l’ombra attraversa nuovamente i suoi occhi; inizio a preoccuparmi seriamente, che diavolo ha? 
Incrociando Charles che sembra nel suo ambiente naturale, un principe bellissimo ben vestito in mezzo a persone importanti del mondo del Motorsport, un’intuizione folle mi attraversa la mente. Folle ed impossibile, ma quanto può essere impossibile, qualcosa che riguarda Lando? Anzi, nel suo caso più lo è e più è probabile. 
Lui e Charles? Domenica notte erano insieme, le occasioni ci sarebbero state, bevendo ed esagerando. Magari entrambi arrabbiati coi rispettivi ragazzi. Lando sicuramente lo era con me, Charles non lo so con Max, ma era alla festa di Lando e non alla sua. Non so molte cose, ci sono tante probabili spiegazioni, però fra le varie è plausibile anche quella che si sta facendo prepotentemente strada nel mio cervello. 
Lando e Charles insieme per una di quelle cadute colossali da una notte e basta? 
Beh, perché no? 
Sarebbe tanto assurdo?
Lando è cambiato quando ha rivisto Charles ed anche se quest’ultimo sembra sereno, Lando continua ad avere questi evidenti sensi di colpa riflessi sul suo viso. 
Assurdo, sì, ma potrebbe. E se fosse? 
Improvvisamente la necessità di sapere mi assale. Mi farebbe male, ma una volta che lo so smetto di tormentarmi. È peggio rimuginarci su e restare nell’incertezza. 
Fissando intensamente Charles per cercare di leggere lui, visto che con Lando ho già dato abbastanza ed ho solo capito che ha combinato qualcosa, mi viene la tentazione di tirarlo in parte e chiedere direttamente a lui, ma in realtà è più difficile appartarsi con Charles che con Lando, per quanto sembri strano. 
Insomma, è Lando il vincitore della stagione, ma sembra sia Charles quello più gettonato. Io sono qua con loro, premiato a mia volta, ma sono quasi trasparente. 
Se sparissi e me ne andassi non se ne accorgerebbe nessuno e proprio mentre ci penso, fra un pensiero assurdo e l’altro, nonostante so perfettamente che non è una di quelle cose che si può, mi trovo a farlo. 
Perché è troppo, improvvisamente. È tutto troppo. 
L’idea che Lando se la sia fatta con uno che conosciamo, con un suo amico ed una persona con cui vado d’accordo, mi schiaccia. 
Forse lo fa perché con Charles non vincerei la competizione. È troppo perfetto per chiunque. È come un principe. È bello, elegante, brillante, non gli trovo alcun difetto. Piace a tutti, molto più di me. Non è il protagonista della serata, ma è lui al centro di stanotte. 
Con lui non vincerei, no. Perderei Lando inesorabilmente. 
Mentre lo penso, un peso mi schiaccia al suolo e mi ritrovo a sgusciare via silenzioso muovendomi come un fantasma invisibile. Chissà se qualcuno noterà che me ne sto andando, proprio come ho fatto alla doccia di champagne con la squadra al completo, domenica a fine gara. Nemmeno quella volta nessuno se ne è accorto. 
Mi sa che pure stasera andrà così, posso sparire che tanto nessuno me lo impedirà. 
Ma ho solo girato l’angolo puntando l’ascensore, che una voce familiare mi richiama.
- Wow, pianti così la tua ragazza per svignartela in modo così poco professionale? Ed i tuoi doveri di pilota premiato dove li metti? 
Lando mi canzona alleggerendo la situazione. 
No, lui se ne accorgerebbe se sparissi. Forse anche domenica se ne era accorto, ma aveva capito di dovermi lasciare andare. Stasera no, stasera è diverso. Mi ha beccato subito e mi ha rincorso. 
Un senso di leggerezza e sollievo mi tira immediatamente via quel peso e mi giro con un sorriso divertito e rilassato. Forse alla fine avrei comunque una speranza, se fossi veramente in competizione con Charles. 
Ma è vero che lo sono o sono mie folli idee infondate? 
Ci fermiamo davanti all’ascensore e schiaccio il pulsante cercando di capire in fretta come dovrei gestire questo momento. 
- Era lei ad aver piantato in asso me, in realtà è salita in camera per cambiarsi le scarpe e non è più scesa. Dice che non è abituata ai tacchi e che la stanno uccidendo. Odia questo genere di eventi mondani, non sono proprio per lei. La tua sta meglio là sotto. - parlo un sacco di proposito per prendere tempo intanto che decido che fare con lui. Adesso ce l’ho davanti e siamo finalmente soli. Prima fremevo per sapere, ma ora improvvisamente non so se voglio veramente. 
Lando ride di gusto mentre aspettiamo che l’ascensore raggiunga il nostro piano. È così strano stare in pace, finalmente, dopo una lunga serata di tormenti. 
- Ed i doveri di premiato? - mi ricorda lui. 
- Ed i tuoi? - gli ricordo io divertito rigirandogli la domanda. Lando ridacchia ironico con la sua tipica aria monella che adoro. 
- Io sono Lando Norris, sono famoso per andare contro a regole e doveri e fare esattamente l’opposto di quel che ci si aspetta. Tanto di là ci sono Andrea, Zack e Charles a tenere su la serata; Mag quando finisce di fare ciò che ama tanto, mi cercherà. Le ho detto che mi scappava la cacca e di fare le mie veci. - rido alla scusa che ha buttato per svignarsela. È tipico suo. 
La sua ragazza è un influencer, perciò penso le piaccia partecipare ad eventi simili, al contrario di Lily che non è nemmeno realmente la mia ragazza, ma solo una cara amica che fa quella parte per aiutarmi. 
Comunque non è sentendola nominare che scatto. Lo faccio quando parla di Charles e la voglia di sapere torna prepotente. Il bisogno, più che la voglia. Sto per chiedere quando le porte si aprono e ci distraggono per l’ennesima volta. 
Sospiro e mi fermo entrando per primo, Lando mi segue a ruota e appena varca la soglia blocca subito l’ascensore appena inizia a muoversi. Di fatto potrebbe essere l’unico posto e momento dove possiamo essere sicuri di non venire disturbati. 
L’abitacolo si arresta con un salto ed uno ne faccio pure io trattenendo il fiato. Non ho paura degli ascensori, ma non è mai piacevole rimanerci bloccati dentro, tuttavia appena guardo il suo viso espressivo più di prima, mi fa capire che è il momento della grande rivelazione. 
Il cuore si arresta come l’ascensore, ma è solo un’illusione. Al massimo si ferma il respiro per qualche secondo. Lo fisso preoccupato consapevole che non mi piacerà ciò che mi deve dire. Lo so, quasi non serve che mi spieghi. 
Potremmo passare direttamente alle scuse? Perché è questo che vuole fare Lando, ora non ho più dubbi. 
Ha fatto qualcosa di cui si deve scusare, e gli do il beneficio del dubbio su Charles, ma non c’entra un cazzo il primo premio che mi ha soffiato. 
È ben altro, vero? 
- Non era con Charles che hai avuto problemi, vero? - mi stupisco mentre lo dico. Pensavo avrei detto l’opposto. Qualcosa tipo ‘Riguarda Charles, vero?’, invece mi stupisco da solo. 
La voce mi è uscita sottile, ma sono riuscito a parlare. 
È incredibile, mi sembra di bruciare e l’ansia è alle stelle. Ormai le emozioni scorrono libere e sono tutte qua dentro di me, insieme; non riesco più a fare come una volta, quando le bloccavo e le ignoravo. Riuscivo a fingere che non esistessero e andavo dritto per la mia strada senza fermarmi.
Ora no, ora non posso più. Specie con Lando. 
Provo tutto e so esattamente di cosa si tratta e no, non lo ignoro per niente. Vorrei, ma non ci riesco. 
Brucia e fa male. 
È la paura, questa che provo. Paura che sia finita. Che abbia ricordato qualcosa, rivedendo Charles. Qualcosa che non può ignorare nemmeno lui. Qualcosa che cambierà ogni cosa, o non verrebbe a dirmela con questa faccia colpevole e mortificata, quando prima siamo stati così bene insieme. Non fingeva, in camera. Era spontaneo. È dopo che è sorto un problema. 
È difficile anche per lui, ma alla fine Lando sospira e scuote il capo, gli occhi grandi da cucciolo carichi di scuse e dispiacere.
Come diavolo si gestiscono questi occhi? Non ci sono mai riuscito. 
Lando si guarda bene dal toccarmi, ma mi sta davanti e non distoglie mai lo sguardo dal mio, si fa coraggio ed alla fine con un sospiro si decide. Credo sia più una liberazione per sé, che una cosa buona nei miei confronti. Lui poi starà meglio, ma io no. È questa la lotta che leggo. Eppure non può proprio fare a meno di parlare. 
- Charles mi ha sbloccato un ricordo che avevo rimosso. Prima di rivederlo stasera non lo ricordavo, per questo non te ne ho parlato prima. 
Quindi è così? Hai scopato con Charles? 
Vorrei mettergli la mano sulla bocca ed impedirgli di dirlo, ma non posso perché tanto in un modo o nell’altro Lando me lo dirà comunque ed allora tanto vale farla finita e toglierci questo dannato pensiero. 
È così ovvio di cosa si tratta. Non servirebbe nemmeno dicesse altro. Vorrei sapere come lo diranno a Max, se ne avranno il coraggio. Li distruggerà. Wow, che casino! 
Ma me ne sto zitto e rigido davanti a lui, nemmeno mi appoggio alla parete dell’ascensore. Sto immobile. 
Lo guardo. La schiena dritta, lo sguardo serio, teso. Respiro a fatica. 
La prima prova da ‘ragazzo normale’. Come affronterò il momento? Non voglio, vorrei sbloccare l’ascensore e scappare, ma sono adulto, non sono un bambino. Si fa quel che si deve. Cerco di ripetermelo come un ossesso. So che se non glielo facessi dire questo segreto ci consumerebbe e ci rovinerebbe, perciò è meglio affrontarlo e cercare di sistemare tutto subito. Se dovesse comunque finire, l’avremo fatto come due adulti che hanno provato a fare quel che potevano. 
La bocca di Lando, tremante, torna ad aprirsi per parlare. Io la fisso per evitare i suoi occhi che mi tengono completamente in pugno. Potrebbe dirmi qualsiasi cosa, ma se lo fa con quello sguardo io non sarei in grado di reagire male. Perciò fisso la bocca. 
Non parlare, non farlo. Non voglio sentire, ti prego, non voglio. 


NOTE: Guardandola dal punto di vista di Oscar, è legittimo che pensi che Lando se l'è fatta con Charles e che l'ha ricordato solo dopo averlo visto, specie perché Lando è molto spontaneo nelle sue reazioni, ma se non si spiega bene uno può fraintendere. Così adesso il povero Oscar è preda di mille film terribili, ma come reagirà quando saprà definitivamente di cosa si tratta? Alla prossima con il capitolo conclusivo. Baci Akane