NON CONVENZIONALE

charlando

1. LANDO E CHARLES

Ultimamente gli sembrava di impazzire e non capiva perché. 
Era una sensazione troppo vaga per riuscire a focalizzarla e identificarla. Lando sapeva solo che aveva un problema che lo rendeva più irrequieto del solito—non che di solito fosse tranquillo, anzi—ma non sapeva bene di preciso di cosa si trattasse. 
Sapeva però che riguardava Charles: quando lo incontrava, il suo cuore batteva a folle velocità come in gara, ed ora che era nella massima categoria succedeva ancora di più.
Era incredibile esserci arrivato con George ed Alex con cui nell’ultima stagione in F2 fatta insieme aveva legato molto. 
Forse ad avergli dato la fissa per Charles erano stati loro in quanto suoi cari amici d’infanzia. 
Loro tre infatti erano sempre stati nelle stesse categorie sin da ragazzini, quasi inseparabili, ed era capitato spesso di vederli insieme nelle gare che la F2 condivideva con la F1, perché Charles era arrivato là l’anno prima. 
Lando forse aveva subito il mito di questo grande amico e futuro campione di cui tutti parlavano da quando era stato ingaggiato ufficialmente in F1, durante il 2017. 
Non si era mai fatto un’idea su di lui, ma si era riempito di curiosità per il modo epico e altisonante in cui tutti ne parlavano. 
I giornalisti dipingevano storie romantiche parlando di destino per via del padre morto proprio l’anno prima del suo approdo in F1, ma soprattutto per via di Jules Bianchi, il mentore morto in pista che aveva in qualche modo contribuito alla sua carriera che finalmente stava prendendo piede. 
Lando si era fatto impressionare da tutte le storie che giravano su di lui—alcune molto fantasiose ed esagerate, visto che c’era chi arrivava a definirlo ‘il principe triste’—ma naturalmente aveva finito per incuriosirsi molto al mito di questo ragazzo di cui tutti parlavano, ma che non sembrava minimamente intenzionato a mettersi in mostra. 
Così appena arrivato in F1 anche lui con George ed Alex, lieto di condividere il debutto con due amici che conosceva, si era ritrovato come per magia e quasi automaticamente nel loro gruppo d’amici. Gruppo che comprendeva, appunto, il famoso Charles. 
Lì era iniziato tutto. 
Dopo aver sentito tutte le storie possibili su di lui, Lando l’aveva incontrato di persona—l’aveva già incrociato di sfuggita qualche volta la stagione passata, oltre che al gala di chiusura della stagione precedente, quando erano stati premiati entrambi uno per la F2 e l’altro come esordiente in F1. Ma non si erano mai conosciuti sul serio. Salutati, scherzato un po’ velocemente, ma poi Charles era stato più con George ed Alex—che Charles chiamava scherzosamente Albono.
In quelle occasioni Lando era rimasto colpito, perché l’impressione che aveva avuto di lui era proprio che fosse triste nonostante sorridesse e scherzasse coi suoi due fedeli amici. Aveva capito perfettamente la definizione di ‘principe triste’, ma non tanto quella di ‘predestinato’ con cui in tanti, specie i media italiani, lo chiamavano. 
Così prima di diventare un suo collega in F1 e averci meglio a che fare, si era fatto raccontare meglio di lui da George ed Alex. 
Sapere la sua storia aveva contribuito a creare quest’immagine di eroe triste dal destino segnato. Come se il successo per lui avesse un caro prezzo. 
Anche se il primo anno di Charles in F1 era stato sottotono rispetto alle enormi aspettative che c’erano su di lui, non era trascurabile il fatto che comunque avesse corso con un team inferiore. 
Tuttavia quello che aveva colpito davvero era la firma con la Ferrari al suo secondo anno. Un contributo considerevole alla visione che Lando aveva di Charles, una visione epica e romantica insieme. Come il protagonista di uno di quei film drammatici. 
Forse era stato un insieme di cose a fargli creare quell’immagine mentale di lui, e poi  vederlo di persona con la tuta della Ferrari, l’aveva colpito ancora di più. Il fascino esercitato su di lui era stato da subito schiacciante, al punto da spingerlo a diventare anche lui suo amico a tutti i costi. 
Aveva sfruttato il legame comune che avevano con George ed Alex e tutto era stato facilissimo, specie perché lui era bravo a legare con gli altri. Era socievole di natura e se voleva essere amico di qualcuno, non c’era scampo. 
Non aveva trovato barriere nella loro amicizia, non sembrava che Charles lo mettesse da parte perché non l’aveva conosciuto insieme agli altri due. Non c’era nulla che non andasse nel rapporto che avevano, se non la stonatura della sua mancata felicità nel vivere un’esperienza incredibile come pilota Ferrari, compagno di un grande come Sebastian Vettel. 
Per lui sembrava tutto normale, anzi. Era come se fosse solo l’inizio, che la parte più dura arrivasse ora. In altre parole Charles la vedeva come un dovere, la sua vita lì dentro, e non come un sogno che si stava realizzando, di cui godere spensierato e strabiliato. 
Aveva un carattere molto differente da chiunque altro, ma soprattutto da quello che aveva sentito dai racconti di George ed Alex che avevano sempre parlato di un ragazzo divertente, spensierato e a volte addirittura buffo in modo spontaneo.
Una delle cose che l’avevano colpito, era stata una frase di Charles rivolta proprio ai suoi due fedeli amici. 
- Sono arrivato qua prima di voi solo per la mia storia, ed è il motivo per cui sono in Ferrari di già. Ma non merito più di voi, anzi. 
Lando aveva capito grazie alle spiegazioni ricevute, ma ugualmente non condivideva. Sicuramente se era stato scelto era meritevole, ma a parte quello doveva comunque godere di ogni singolo istante perché stava vivendo un sogno. Poteva finire prima del previsto, come sosteneva lui; poteva andare male. Non era un motivo in più per divertirsi il più possibile finché poteva? 
Eppure lui era sempre concentrato su qualche fattore negativo, come se non fosse possibile semplicemente godersi il momento od essere contento delle varie conquiste. 
Lando non l’aveva mai visto veramente entusiasta, anche se l’aveva visto ridere e scherzare con loro, così come con l’altro suo amico del circuito, Pierre Gasly. 
Era sempre stato contenuto nei suoi momenti di socializzazione, come se avesse continuamente dei freni tirati. 
Via via che i giorni del 2019 scorrevano e che Charles mostrava le sue incredibili capacità alla guida della Ferrari, ottenendo da subito risultati incredibili—anche se privi di una meritata vittoria—si faceva sempre più strada un’immagine ancor più affascinante di quel bel ragazzo dai lineamenti eleganti. Anche se eleganti era riduttivo. 
Charles, ai suoi occhi, era proprio bello. 
A Lando non era mai piaciuto veramente qualcuno in quel senso e non sapeva distinguere bene ciò che provava, ma ad aiutarlo a capirlo arrivò Max, indirettamente.
A Charles, George ed Alex piaceva stare insieme nei weekend di gara; quando riuscivano si sedevano da qualche parte a scherzare, chiacchierare e bere, spesso anche mangiavano insieme se potevano. Lando ovviamente si univa volentieri a loro, felicissimo di passare del tempo con Charles. 
Una di quelle volte ebbe la malaugurata idea di invitare Max per quell’oretta di libertà. 
- Sei sicuro? - chiese quel giorno un titubante Max. 
Lando, che lo adorava perché era uno dei suoi idoli dai tempi delle categorie inferiori, non capendo perché non dovesse esserlo, rispose semplice: - Sì, perché? 
Non era loro coetaneo, fra l’altro? Gli pareva di ricordare che anche lui corresse coi kart insieme agli altri tre. In effetti era strano non facesse parte del loro gruppo; chiaramente non era così, ma perché? 
Prima di capirlo, Charles lo trapassò con delle lame di ghiaccio al posto degli occhi, e a Lando fu chiaro d’aver sbagliato, ma mentre Alex e George ridacchiavano fingendo di farlo per altre ragioni, Charles fece comunque buon viso a cattivo gioco senza trattare nessuno male nonostante fosse chiaro volesse. 
Aveva ovviamente sbagliato, ma perché? Ormai era fatta e poteva solo sperare di non essersi scavato la fosse con Charles, tutto ciò che ormai gli importava. 
Una volta finita quell’inquietante riunione dove tutti avevano fatto finta di essere amici senza esserlo—non con Max per lo meno—Lando chiese ad Alex e George spiegazioni. 
- Ma che cazzo è successo? Non vi conoscete tutti da quando eravate marmocchi? E non siete quasi compagni di squadra tu e lui? Red Bull e Toro Rosso spesso fanno cose insieme... 
Alex rispose ridendo. 
- E non ti sei chiesto come mai non l’ho mai fatto unire a noi? 
- In effetti me lo sono chiesto e non lo capivo, ma... oh! - e lì venne improvvisamente colpito dal ricordo che aveva dimenticato, perché aveva un cervello che andava troppo veloce per permettergli di fissare le cose e ricordarle nei momenti giusti. Solo se si prendeva la briga di fermarsi a pensare, li ricordava. Ma doveva, appunto, fermarsi, e questo Lando non lo faceva spesso, da bravo iperattivo affetto da ADHD. 
- Ora ricordi? I test di inizio stagione, quando ci siamo incontrati con Charles per la prima volta quest’anno... - disse indulgente Alex. 
Lando cercò di riesumare quella conversazione che i due avevano avuto con Charles in quello che era stato il loro primo incontro di stagione e di categoria—più che altro faticò perché ricordava solo l’impressione avuta quella volta su Charles, bello e soprattutto triste come un principe. Il resto era confuso e di contorno.
- Parlavate di Max… - Lando non ricordava nel dettaglio, solo che a Charles non piaceva. 
George, sospirando spazientito, spiegò meglio. 
- Ti ricordi che gli abbiamo chiesto com’è essere di nuovo rivale di Verstappen? - Lando annuì mentre i ricordi si fecero più nitidi. 
- Lui aveva detto un ‘mah’ perplesso. 
- Ha detto che non credeva fosse cresciuto né cambiato! - si ricordò infine. Alex annuì più paziente di George. 
- Gliel’ho chiesto perché io e Max avremmo fatto parte della stessa diciamo famiglia, la Red Bull, anche se io nel team minore, la Toro Rosso. Spesso i piloti fanno pubblicità ed eventi insieme, poi succede anche che si scambino se Horner e soci sono insoddisfatti di uno dei due piloti. 
Mentre parlava, Lando ricordava meglio, anche se all’epoca non aveva capito bene, solo che Max Verstappen non era visto di buon occhio da loro. Questo non gli aveva impedito di legare con lui e di trovarlo incredibilmente divertente. 
Un errore fatale, ma solo lì capì quanto. 
- Ma che è successo fra Charles e Max? 
- Niente di particolare, si odiano e basta. 
- Beh, la storia famosa dell’inchident del... cos’era, una gara del 2012 forse? 
- Sì, sì, l’inchident! 
- Inchident? - Lando li fermò non capendo perché pronunciassero la parola in quel modo buffo e chiaramente consapevolmente sbagliato. 
I due allora risero spiegandogli la storia. Un incidente di gara che in realtà tale non era perché dopo essersi spinti a vicenda per tutta la corsa di kart, Charles, dopo il traguardo, aveva mandato di nuovo fuori pista Max che aveva appena vinto. A torto, a detta di Charles. 
- Perciò lui incazzato perché Max gli ha rubato la vittoria, si è vendicato spingendolo dopo il traguardo? 
- E sono stati entrambi penalizzati per questo, hanno tolto a Max la vittoria della gara e li hanno squalificati tutti e due. 
- La cosa davvero divertente è che poi quando hanno chiesto a Charles cosa fosse successo, lui ha candidamente detto ‘nothing, just an inchident’. 
- L’ha detto esattamente così! Perciò è entrata nella storia sia per la sua pronuncia che per la faccia tosta con cui l’ha detto. Insomma, l’ha fatto apposta, è ovvio! 
- Cazzo, è vendicativo! - fu il solo commento shoccato di Lando che vedendo i due amici ridere, non sapeva se unirsi a loro o sentirsi malissimo nel realizzare che si stava stupidamente scavando la fossa con Charles da solo. 
Lui ora era diventato amico proprio di Max—oltretutto gli piaceva da sempre come pilota ed ora lo trovava un sacco divertente, insomma ci stava bene. Questa sì che era una grave colpa agli occhi di Charles! Come rimediare? Era tardi? Ma poi tardi per cosa? Per piacere a sua volta a Charles? Non l’avrebbe mica cominciato ad odiare perché era vicino a Max, no? NO? 
Mentre l’ipotesi si faceva strada in lui, a Lando apparve ovvia la natura dei propri sentimenti per il bel principe triste. Triste, poi, era una falsa definizione. 
Charles, in realtà, era un demonio! Ma dove nascondeva quello splendido aspetto terribile del suo meraviglioso carattere per nulla scontato? Ora sì che voleva scoprire e conoscere tutto di lui. TUTTO! 

Quelle scoperte straordinarie lo entusiasmarono molto, ma nonostante tutto Lando iniziò a morire dal terrore di essersi giocato il suo rapporto con lui, ed il suo nervoso iniziò a salire esponenzialmente fino a raggiungere dei livelli impossibili da ignorare.
Specie con le due gare più iconiche fra Max e Charles di quell’anno. 
Spielberg e Silverstone. 
Lando ormai aveva capito che gli piaceva Charles come ragazzo e non come amico o pilota—anche se gli piaceva anche in quel senso—ma ne ebbe certezza assoluta quando il piccolo diavolo alla manovra sporca di Max a Spielberg, rispose con quella identica restituitagli nella gara successiva, a Silverstone. 
A quel punto, mentre tutti commentavano shoccati della faccia tosta del ragazzo da cui tutto ci si poteva aspettare tranne una mossa simile, chiaramente una ripicca, a Lando apparve la scritta al neon luminosa che diceva quanto gli piacesse Charles. 
“Cazzo, è fantastico! È fottutamente fantastico! Gli ha restituito la mossa sporca che di fatto gli ha tolto la vittoria la volta scorsa. E l’ha fatto apertamente e senza mascherarlo, giustificandosi candido che così Max ora se che non è solo in pista! Questo... questo è... è meraviglioso! Ha la faccia d’angelo, l’aria triste e il carattere di un demonio! Ora capisco perché non va d’accordo con Max. Anche quello è un demonio, ma nel suo caso lo spiattella senza filtri e non ha per nulla la faccia d’angelo!”
Ovviamente andò a vedersi il video di cui avevano parlato Alex e George ed in effetti il candore gelido con cui il piccolo Charles aveva commentato ‘Nothing, just an inchident’ era stato epico. 
Nel tempo quell’aspetto si era affinato. L’aspetto di uno che appariva in tutt’altro modo rispetto a ciò che era. O che meglio, nascondeva dei lati caratteriali inaspettati.  
“Nemmeno lo immagino a litigare apertamente con qualcuno. Se ha problemi con te ti sotterra senza farsi vedere né dire mezza parola. È fantastico!” 
Anche se l’adrenalina della gara era ormai scemata, dopo che Lando vide il video condiviso da Alex nella chat in comune che avevano con Charles—con accompagnato il commento ‘la smetterà mai di provocarti?’—si era eccitato in una maniera che non aveva assolutamente senso. 
Non era solo lui a piacergli nell’aspetto, ma soprattutto il suo carattere ed i suoi modi.  Era quello ad accenderlo sul serio. 
Quando vide il montaggio che avevano già provveduto a fare della gara appena corsa, con tanto di pezzo di intervista dove Charles esprimeva col suo famoso gelido candore che adesso Max sapeva di non essere solo in pista, dove nemmeno nascondeva d’aver restituito la mossa di proposito per dargli una lezione, Lando era scoppiato a ridere, mentre invece le sue parti basse si erano fatte bollenti e pulsanti in modo inappropriato. 
‘Prima o poi lo capirà che con me certe cose non le deve fare perché rispondo alla stessa maniera!’ Fu la risposta di Charles. 
A quel punto, precisamente a quel punto, mentre vedeva le proprie dita scrivere in chat ‘Charles ti amo sei fantastico!’, Lando realizzò che il senso in cui ultimamente gli piaceva il predestinato non era solo platonico ma anche sentimentale e carnale. 
Era stato un attimo, un lampo chiaro. Qualcosa impossibile da non capire perché era semplicemente la verità. 
E mentre tutti ridevano, Charles compreso, lui realizzò di essere messo male. 
Lo capì leggendo lo scambio successivo fra loro tre. 
‘Lo sai, vero, che con questo hai appena conquistato Max e che sei diventato ufficialmente la sua ossessione?’ George. 
‘Ah sì sì da adesso sei suo!’ Alex. 
‘Non dite stronzate, al massimo è lui che è mio!’ Charles con annesso soffocamento di Lando. 
‘Lui è tuo? Lo ammetti?’
‘Non ammetto nulla, intendevo lui è la mia ossessione!’
‘È la stessa cosa, finalmente lo ammetti che lo odiavi tanto perché ti piaceva?’
‘Sì come come un calcio sui coglioni!’
- Chi disprezza compra, Charles! Te lo diciamo da sempre! Vedrai che in qualche mese, ti concedo al massimo un anno, saremo qui e riavremo questa stessa conversazione e tu dirai ‘cazzo ragazzi avevate ragione!’ - a quel punto George aveva fatto un audio con tono da saputello. 
‘Cambiate spacciatore.’ La risposta laconica di Charles. 
Uno scambio apparentemente scherzoso finito con la negazione dell’ovvia ed esplicita allusione di George ed Alex, a cui Lando contribuì solo ridendo invece di aggiungerci i suoi soliti deliri per peggiorare le cose. 
Eppure sapevano aveva in qualche modo un fondo di verità. In un modo incomprensibile a tutti, ma sacrosanto. 
Lando rise in chat, mentre l’erezione che gli era venuta improvvisamente rivelandogli il genere di sentimento che provava per Charles, si trasformava in una smorfia; come se qualcosa l’avesse prima lanciato sulle stelle, facendolo poi precipitare quattro secondi dopo alle stalle. 
E con quelle risate finte, su quell’espressione di sofferenza, Lando realizzò, rivivendo per l’ennesima volta nell’arco di qualche mese, quella prima parte di stagione in F1. 
Quella volta con la chiave giusta. 
Una chiave che sapeva non sarebbe più cambiata. 
Era sempre girato tutto intorno a Charles e Max e al loro strano rapporto teso. Ricordò tutte le allusioni continue di George ed Alex a cui Charles aveva sempre risposto scherzando, ma senza mai prenderli seriamente. Allusioni sul fatto che chi disprezzava poi comprava e cose del genere. 
O battute su cosa avesse osato fare ora Max per disturbare tanto Charles, perché se Charles aveva il muso invece della sua espressione levigata era sicuramente merito/colpa di Max. O interminabili trattati su quanto male guidasse Max e quanto irritante fosse quando scendeva in pista o quante stronzate dicesse al microfono. 
Era sempre girato tutto intorno a loro due, ma Lando non aveva mai saputo vederlo, troppo preso dall’amicizia con Max—che considerava un idolo sin da piccolo anche se avevano solo due anni di differenza—e da quello strano sentimento verso Charles—che si era trasformato in un principe destinato alla grandezza con la tristezza negli occhi, una persona che l’affascinava da almeno due anni. 
Adesso però lo vedeva, specie perché George ed Alex erano stati espliciti nelle loro allusioni che non erano più velate. 
E vedeva benissimo tutto ciò che vedevano loro, specie perché al contrario di loro, lui era amico anche di Max—anche se di nascosto per non giocarsi l’amicizia non tanto di George ed Alex che sapeva non gli importava molto di Max, quanto chiaramente di Charles—e sapeva che aveva la stessa fissa per il bel principe triste. Una fissa che Max aveva sempre girato in chiave ironica, visto che scherzava di continuo su tutto per evitare si capisse qualcosa di vero di sé, e che per questo lui non era stato in grado di vedere per quel che era. 
Mentre la macchina lo portava a casa dopo la gara di Silverstone che aveva tanto destato rivelazioni e tempeste e scalpori, Lando ripercorreva col cuore a mille anche la versione di Max di quei mesi d’amicizia con lui. Tutto ciò che gli aveva detto su Charles, come l’aveva guardato, tutte le cattiverie che gli aveva rivolto incentivando l’idea evidente che i due davvero si odiassero reciprocamente. 
“Sono praticamente come i bambini che si odiano perché si piacciono e si fanno dispetti a vicenda per attirare l’attenzione. Solo che loro sono in teoria adulti. Giovani, ma adulti. Sicuramente non bambini.”
Capendo cos’era in realtà il loro rapporto, si diede dell’idiota per non averlo saputo vedere come George ed Alex, avvantaggiati sicuramente dal fatto che li conoscevano da più tempo. 
“Peccato che mi sono attaccato tanto a Max proprio per sapere qualcosa su Charles anche da lui, meno legato ma comunque suo conoscente ‘storico’. Peccato anche che piacendomi già dalle categorie precedenti, io poi ci sia diventato sinceramente amico. E peccato che adesso io lo sia di entrambi. Ma porca puttana, quanto posso essere un idiota ritardato mentale senza speranza? Possibile che io prima faccio i casini e poi me ne accorgo tardi, quando sono irrisolvibili? 
“Adesso che so in che senso mi piace Charles e che comunque lui e Max si piacciono e che è solo questione di tempo che si metteranno insieme, che faccio? Non fossi amico loro, sarebbe più facile; potrei fare lo stronzo egoista e provarci comunque, ma ormai non posso. Specie perché è inutile visto che a Charles piace Max. 
“Sono un perfetto imbecille. Ho approfondito fino a perdere completamente la testa per Charles, ed ora che lo so e ne sono consapevole, che ci faccio con questa rivelazione di merda? Mi impicco ecco cosa ci faccio! 
“Sei proprio un coglione Lando Norris. Adesso che l’ho capito, mi tocca anche trovare un modo per dimenticarlo e cambiare mira, altrimenti mi conosco e finirò per fare una delle mie solite stronzate da cui non si torna indietro. 
“Un ripiego, mi serve un ripiego. Sì sì, proprio questo! Sono gay, ho scoperto di esserlo scoprendo il modo in cui mi piaceva Charles. Non è un problema essere gay perché lo è di più che mi piace Charles. Ma essere gay sarà un aiuto, nel paddock è pieno di bei ragazzi, ce ne sarà almeno uno disposto a farmi dimenticare chi dico io. Sono anche bravo a socializzare. Ce la farò, no?”
Mentre pensava a chi potesse aiutarlo, facendosi l’elenco di tutti i colleghi e meccanici e vari addetti ai lavori che giravano nel paddock in generale, Carlos, il suo compagno di squadra, gli scrisse un messaggio. 
Leggendolo, Lando prima rise—come faceva sempre con lui visto che aveva quel dono—poi si illuminò capendo chi sarebbe stato veramente perfetto. 
Doveva solo capire se era disponibile in quel senso. Se lo fosse stato, sarebbe stato perfetto.