2. LANDO E CARLOS - pt 1

carlando


Poteva essere una sorta di imprinting. Carlos era stato il suo primo compagno di squadra in F1 e per questo gli era piaciuto sufficientemente da legarci. 
Ma era anche vero che era molto divertente, spiritoso e carismatico. 
Innanzitutto era spagnolo e gli spagnoli avevano una marcia in più. Sì, anche i sudamericani, ma gli spagnoli in particolare. 
Erano molto focosi e passionali, amanti del contatto fisico, degli scherzi, dei giochi ma soprattutto del godersi la vita in ogni sua forma ed accezione, senza limiti e freni. 
Alcune cose le avevano in comune, altre Lando le aveva assorbite da lui. 
Di natura era molto allegro e spiritoso, sicuramente socievole, ma non era particolarmente ‘fisico’ come persona, non poi così tanto affettuoso. Però con lui aveva imparato ad esserlo, perché Carlos l’aveva da sempre toccato, abbracciato, stretto, pizzicato, schiaffeggiato e riempito di scherzi di ogni genere. 
Non aveva mai avuto paura del contatto, gli aveva sempre fatto di tutto ridendo, e questo l’aveva contagiato facendogli apprezzare quell’approccio agli altri, fino ad adottarlo a sua volta. 
I contatti fisici erano belli, di ogni genere, con chiunque, anche e forse soprattutto quelli del proprio stesso sesso. 
Col senno di poi Lando capiva come mai gli fosse piaciuto proprio quel modo di essere, adottandolo con tanta facilità. 
Per lui non si trattava di ‘modo di essere’, come forse era per Carlos, ma di ‘essere gay’. 
Ma poteva tornargli utile, dopo che aveva imparato a farlo anche lui; usare spesso il contatto fisico come mezzo di espressione caratteriale, era una buona copertura per sfogare il proprio lato gay scoperto un po’ tardino, anche se non poi così tanto considerando la sua giovane età. 
Prima era stato troppo concentrato sulle corse e sull’arrivare in F1 per raggiungere il suo sogno, ora che c’era poteva rilassarsi ed iniziare a godersi i regali che la vita gli aveva dato. 
Scoprire che era gay non era stata una tragedia, una sorpresa forse, ma non una tragedia. 
La vera tragedia lo era stato scoprire di essere cotto perso per Charles, il quale era cotto perso—inconsapevolmente—di Max; probabilmente ricambiato. 
Anzi, senza il probabilmente. Ma anche lui inconsapevolmente. 
Ad ogni modo era off limits e non ci poteva fare nulla, solo trovare una soluzione al proprio dannato problema. 
Ossia, distrarsi. 
“Charles non sarà l’unico ragazzo sulla Terra che mi piacerà. Mi piace ora, ma se non cerco altro, non troverò nessuno in grado di sostituirlo. È solo una fissa, una passione passeggera. Mi eccita e me lo farei, ma posso benissimo cercare altri ragazzi che me lo mettono in tiro e che sono anche disposti a farmi sperimentare questo mio lato appena scoperto. Sono gay, voglio provare a scopare con un ragazzo e vedere com’è.”
Carlos era semplicemente stato la scelta più ovvia e scontata. 
Era attraente, eccitante, brillante, simpatico e lo metteva a suo agio. 
Non aveva mai riso tanto con qualcuno come con lui. 
“E comunque non dobbiamo innamorarci né metterci insieme, devo solo distrarmi e togliermi il pensiero che ora è fisso su Charles. Prima o poi lo vedrò come solo un amico, l’importante è distrarmi con altri e non continuare a struggermi per lui come un idiota. Non è da me.” 
Doveva solo capire se tutti quei contatti che creava sempre, potevano sfociare in qualcos’altro, ma via via che il tempo passava, lui se ne convinceva sempre di più. 
Non poteva non avere quel genere di mire quando gli toccava il culo—o meglio pizzicava. Per non parlare di tutte le volte che lo colpiva ‘scherzosamente’ sui coglioni e con quella scusa glieli toccava. A volte gli afferrava tutto il cazzo. 
Le prima volta l’aveva preso di sorpresa e ci aveva riso sopra ricambiando il gesto; poi quando aveva realizzato tutta la questione di Charles e dell’omosessualità, aveva iniziato a pensarci seriamente, usando questo suo modo di giocare con lui per capire fino a che livello poteva arrivare con lui. Era un gioco e basta o ci sarebbe stato davvero? 
In poco tempo aveva iniziato ad eccitarsi in anticipo, prima di essere palpeggiato e simpaticamente molestato. Quando incontrava Carlos, ormai sapeva che ad un certo punto si sarebbero afferrati in qualche maniera sconcia ed aveva finito per essere eccitato tutto il tempo che stavano insieme. Anche la sola idea di vederlo, lo arrapava da matti. 
Lando era consapevole che Carlos era diventato un pensiero fisso; era così perché ora voleva scopare con un ragazzo e non c'entrava più tanto il togliersi dalla testa Charles, quanto lo sperimentare quel lato di sé che ormai era una certezza, visto quanto matto diventava all’idea di farsi mettere le mani addosso da un ragazzo. 
Il fatto che Carlos fosse bello, brillante, simpatico e che lo facesse morire dal ridere, era un aggiunta importante. 
“Magari potrei anche innamorarmi, se riuscissimo ad iniziare questa cosa. Come diavolo faccio il passo decisivo? Lui stuzzica tanto, ma non conclude mai. Non va mai oltre i giochi. Ho sbagliato io? Ho interpretato io male?” 
Poi realizzò che aveva bisogno di consiglio. 
“Che poi con chi ne parlo? Forse Alex e George possono aiutarmi, li conosco da tempo, ma mi sembra che Max per questo genere di problema sia più utile. So che non è un santo sessualmente, che si diverte con chi gli capita e che non ha generi preferiti. Mi ha detto che ogni tanto va a letto anche coi ragazzi, è molto aperto in questo senso. George ed Alex sono pure loro aperti, non stanno insieme ma ho sempre pensato che un giorno lo saranno, tuttavia li vedo più lenti in questo senso, anche se incitano Charles con Max.”
Alla fine aveva chiesto consiglio a Max sentendosi più a suo agio a parlarne con lui, anche se lo conosceva da meno tempo. Il modo fulmineo con cui avevano legato era stato molto spontaneo tanto da spingerlo a gettarsi in quell’amicizia e, successivamente, a rifiutarsi di tradirlo cercando di provarci con Charles. 
Non era ancora successo nulla, ma gli sembrava che ad un certo punto, nella seconda parte della stagione, avessero fatto ‘click’. Non era ancora così sfacciato da parlargliene apertamente come George ed Alex facevano con Charles—che tanto negava tutto perciò erano conversazioni brevi ed inutili—ma gli sembrava proprio che avessero iniziato ad imboccare la strada giusta. 
Con la scusa di volersi divertire, si era auto invitato ad una delle uscite di Max il quale andava a divertirsi quando vinceva delle gare, togliendo ogni freno. 
In una di quelle era stato facile chiedergli un parere spassionato su come secondo lui si poteva fare per provarci con un ragazzo senza rischiare di essere maltrattato né fare un casino. 
Era bastato bere un po’ e assicurarsi che anche Max lo facesse. 
Non erano così ubriachi da non sapere cosa dicevano, ma abbastanza sciolti da parlare di qualsiasi cosa.
- Semplice. - disse Max sotto le luci basse della discoteca e con la musica del DJ vicino cui erano, per stare nella zona più sicura e divertente del locale. 
Lando spalancò gli occhi con il secondo bicchiere di gin tonic in mano consumato a metà. 
- Ah sì? 
- Sì! Sono io quell’amico con cui ci vuoi provare? - appena lo sentì, Lando sgranò gli occhi con una tale spontaneità, carico di shock evidente, che Max scoppiando a ridere aveva capito che non lo era. 
- No, direi di no! - si ripose infatti. Lando avvampò succhiando tutto ciò che gli rimaneva del drink che lo stava aiutando a trovare il coraggio per parlare di persona di certe cose di cui non aveva mai parlato a nessuno. 
Alla fine del risucchio più lungo della sua vita, sbottò deciso prima di perdere coraggio: - È Carlos! 
E fosse lodato il Signore Iddio che non gli era uscito il nome giusto. 
“Grande Lando! Sei riuscito a non dire Charles! Penso sarebbe stato un fottuto casino! Ho rischiato grosso. Per fortuna Carlos me lo mette in tiro sufficientemente da essere un nuovo pensiero fisso. Non che Charles sia dimenticato, penso che l’avrò sempre nel mio cuore. Oddio come divento da ubriaco.” 
Max non si scompose, lo guardò annuendo e piegando le labbra all’ingiù come se fosse ovvio. 
- Comunque è semplice lo stesso. - fece poi Max finendo il suo gin tonic e chiedendone un altro da lontano al barman che faceva i suoi cocktail acrobatici annacquati per i clienti. 
- In che modo? - fece inarcando le sopracciglia senza capire. 
- Lo porti a bere come hai fatto con me e dopo qualche bicchiere, glielo chiedi direttamente. Ti posso baciare? Inizia piano senza esagerare. Dalla sua reazione capirai subito se puoi buttarti o no. Se rifiuta o ti schernisce, ridi anche tu e dai la colpa all’alcool, dì che quando bevi diventi un maniaco e di non farci caso. Non avrai perso nulla. 
Max non aveva fatto una piega nel sapere che gli piacevano i ragazzi e a Lando piaceva ancora più di prima, chiaramente come amico. Sapeva che non se lo sarebbe fatto, non come si sarebbe volentieri fatto Charles. 
“Non che lo butterei via, ma... “ e lì ci arrivò col secondo treno. Anche terzo, forse. 
- Aspetta, pensavi che ci provassi con te? E ci saresti stato? 
Max rise di gusto mettendogli una mano intorno alle spalle e stringendo la presa. 
- Per una cosa innocente fine a sé stessa di una sola notte senza assolutamente implicazioni né conseguenze, perché no. Sei un bel ragazzo, sono andato con gente peggiore. 
Non sapeva se considerarlo un complimento. Lando lo guardò perplesso e quando gli arrivò il terzo bicchiere di gin tonic, trovò confortevole bere subito. Finché la mente si offuscò ulteriormente rendendogli ancor più difficile capire. 
- Ma tu non hai una passione segreta per Charles? 
E niente, dalla sua faccia shoccata Lando aveva capito d’aver parlato troppo e sbagliato del tutto a dirlo. 
- Mi sa che non lo sapevi ancora. - ribatté ad alta voce convinto di pensarlo e basta. 
Di nuovo all’espressione ulteriormente sconvolta dell’amico, capì d’aver parlato e non pensato e si insultò mordendosi la bocca. In risposta bevve ancora, gettando benzina sul proprio fuoco che gli offuscò completamente la capacità di pensiero, ma soprattutto di filtraggio. 
Per la fine della serata aveva confessato a Max la teoria che c’era su di lui e Charles imputandola a lui, George ed Alex. 
Per qualche altro miracolo riuscì ad evitare di dire che gli piaceva Charles e che quindi Carlos era il suo egregio tentativo di distrarsi dal futuro ragazzo di un suo caro amico. 
“Se continuo a parlare non lo sarà mai, mio caro amico. Vattene a ballare e non parlare più!”
Con questo, scappò senza emettere più alcuna rivelazione—avendone già fatte abbastanza—lanciando di tanto in tanto occhiate ansiose a Max fermo lì con lui, il DJ e qualche altro amico a ballare. 
Era shoccato e preda di una rivelazione mistica in piena regola, si vedeva anche a quella luce scarsa ed in mezzo a quel caos, ma Lando si guardò bene dal fare ulteriori danni. Per quella volta aveva dato.