3. LANDO E CARLOS - Pt 2
Alla prima occasione, Lando aveva seguito il consiglio comunque buono di Max, e approfittando dell’ottimo weekend McLaren in Brasile, dove Carlos aveva fatto finalmente un podio e Lando era comunque arrivato a punti, gli aveva rotto le palle per andare insieme a divertirsi perché voleva vedere come lo facevano gli spagnoli, visto che erano famosi per quello. Aveva anche usato la scusa del suo compleanno arrivato proprio quella settimana. Vent’anni andavano festeggiati almeno tutto il mese.
Ci era voluto poco, gli era quasi sembrato che Carlos non aspettasse altro.
Allo stesso modo, nel locale stracolmo di gente brasiliano, con luci basse e musica a tutto volume, era bastato ingurgitare qualche bicchiere e portarselo in un posto più appartato per evitare scandali.
Lando non era sicuro sul livello di lucidità di Carlos, ma contava che fosse lui a sembrare ubriaco. O meglio, doveva vedersi che lui lo era.
Dopo aver barcollato e rischiato di cadere senza alcuna finzione, Carlos l’aveva preso per il braccio ridendo, girandolo e tirandoselo contro.
- Sei ubriaco? - gli chiese appoggiandolo fra sé ed il muro. Un posto particolarmente buio dove compiette andavano a pomiciare per fare anche altro oltre che limoni duri.
Lando intravedeva vagamente la presenza di altre coppie e non era sicuro di che genere fossero, ma non gli importava molto. Aveva scelto apposta un locale promiscuo, dopo essersi informato su quali fossero lì in quella città. Ne aveva trovati molti e solo ora capiva quanto, andando totalmente a caso, aveva avuto fortuna. A quanto pareva lì in Brasile la gente sapeva decisamente divertirsi. E decisamente avevano un concetto di divertimento molto libero e a 360 gradi.
Ma trovandosi fra il corpo forte e caldo di Carlos ed una parete, lì in quel quasi buio, col caos a poca distanza da loro, Lando capì che la sua fortuna non consisteva solo nell’aver azzeccato il locale.
“Vuoi vedere che voleva la stessa cosa?”
Ebbe solamente il tempo di pensarlo, perché Carlos, al contrario delle intenzioni di Lando e del consiglio di Max, non chiese nulla.
Semplicemente gli prese il viso fra le mani, e dopo uno sguardo magnetico ravvicinato che gli aveva fatto avere un’impennata da record, si limitò a baciarlo.
Prima di capire cosa succedeva, Lando già rispondeva al bacio con trasporto, aggrappandosi alla sua vita e spingendosi sulle punte per raggiungere più comodamente la sua bocca.
Rimasero a baciarsi a lungo senza fermarsi e mentre lo facevano, Lando ebbe la sua giusta conferma. Era gay, gli piacevano i ragazzi e Carlos era incredibilmente hot, oltre che bravo con la lingua.
“Chissà con quante altre cose è bravo!”
Dopo avergli divorato la bocca a lungo, Carlos si separò tenendolo ancora per il viso come aveva fatto per tutto il tempo.
- Volevo darti un regalo per i tuoi vent’anni di qualche giorno fa, ma non sapevo cosa farti. Così mi è parso che questo potessi gradirlo. - sussurrò vicino e magnetico, posandogli un altro bacio lieve.
Lando tralasciò la frase egocentrica sul fatto che un suo bacio valesse quanto un regalo e commentò malizioso: - Lo gradisco.
Poi sorrise e gli succhiò di rimando il labbro inferiore più prominente ed invitante. L’eccitazione era alle stelle ed in un attimo aveva scaricato tutto l’alcool ingurgitato, non poi così tanto in realtà.
Ma non gli serviva per lanciarsi in qualcosa che voleva da matti e che finalmente aveva a portata di mano.
Non era famoso per riflettere prima di agire, non avrebbe di certo iniziato ora.
Così anche ora gli rispose senza connettere il cervello, strofinando il bacino gonfio contro il suo, mentre con le mani scivolò dentro le tasche posteriori dei suoi jeans.
- Ma non credere che un bacio sia sufficiente come regalo per uno che fa vent’anni!
Carlos rimase un istante stordito da quella frase intraprendente e coraggiosa, e l’assimilò meglio con la lingua di Lando che tornava ad infilarsi nella sua bocca, mentre con le mani constatava la tonicità delle sue natiche ben allenate.
Gli bastò poco per realizzare il messaggio non subliminale ma esplicito di Lando, e se aveva avuto riguardi fino a quel momento pensandolo troppo giovane per certe cose, si rimangiò la considerazione portandoselo nel primo bagno disponibile.
Fu come sventolare un drappo rosso davanti ad un toro, l’effetto fu proprio quello, e Lando ne beneficiò completamente senza ritegno.
Lo stesso che non ebbe nel gridare come un pazzo nell’essere preso da Carlos da dietro; lui, tutto piegato in avanti e appoggiato al lavandino, gemeva, ansimava e gridava il suo nome chiedendo senza freni di andare più veloce e non fermarsi. Carlos, tenendolo per i fianchi, lo fece suo da dietro con passione e ritmo crescente accontentandolo, sempre più fuori di sé anche lui.
Mentre gli chiedeva ansimante quanto gli ci voleva perché lui stava per venire, Lando dedusse che gli piacesse il suo modo di darsi con trasporto. Era una sorpresa anche per sé stesso, era la prima volta con un altro uomo, ma ovviamente non era vergine. Tuttavia con le ragazze era completamente diverso. L’aveva fatto più per provare, per farlo, perché sì, ma non era assolutamente stato come ora; prenderlo dentro era il suo mondo, la sua cosa, e non riusciva a frenarsi né a non godere senza ritegno.
Si rendeva conto che stava esagerando, ma la risposta al suo ‘quanto ti ci vuole?’ arrivò con il proprio schizzo appagante che andò per terra, nel sudicio pavimento di quel bagno.
Non era minimamente romantico fare sesso per la prima volta con un uomo in un posto simile, ma non lo era nemmeno sperimentare la penetrazione anale da solo a casa con il vibratore, perché troppo impaziente di aspettare un cazzo in carne ed ossa che lo fottesse da dietro.
“Probabilmente ho avuto una buona idea, gli ho aperto per bene la strada. La prima volta che me lo sono messo dentro non è stato bello come ora con lui, ma la pratica paga sempre.”
Stupito del proprio pensiero straordinariamente coerente, Lando si abbandonò alla sensazione dello sperma caldo di Carlos dentro di sé, lasciando che i brividi di piacere si espandessero ovunque, diventando un piacevole caos di cui voleva diventare presto dipendente.
E lo divenne. Dipendente del piacere. Del sesso con Carlos, ma forse più perché uomo e non perché Carlos in particolare.
Ma per capire che si trattava di quello e non nella fattispecie di lui, Lando dovette prima passare per una sceneggiata che a momenti gli costò cara.
Gli anni insieme in McLaren furono bellissimi e coinvolgenti, era riuscito a togliersi momentaneamente dalla testa Charles, anche se era sempre rimasto lì nell’angolino del suo cuore, in un posto ben nascosto che a volte poteva illudersi di riuscire ad ignorare.
Ci riuscì finché Carlos rimase nella sua stessa squadra; per due anni ci avevano dato dentro divertendosi un sacco, prendendosi e dandosi orgasmi senza riserve; era stato sempre più perfetto, una chimica magica a cui non rimproverare nulla, tanto meno da rimpiangere.
Finché Carlos passò in Ferrari, diventando il compagno di squadra di Charles.
Inizialmente Lando non aveva voluto focalizzarsi su quello, né pensare a quale significato avesse.
Nel frattempo, il rapporto fra Max e Charles era evoluto e da odiarsi apertamente, erano passati ad apprezzarsi apertamente. Ci stavano ancora girando intorno e lì, nel 2021, Carlos, diventando compagno di squadra di Charles, da bravo spagnolo socievole, riuscì a legare anche con lui, tanto per cambiare.
Troppo, per i suoi gusti e di Max, i quali condividevano la stessa gelosia e lo stesso fastidio per i modi asfissianti e troppo fisici dello spagnolo.
Uniti dallo stesso dramma, Max non aveva idea che il loro fastidio non era rivolto a persone diverse anche se per lo stesso motivo.
Lando faceva finta di essere geloso di Carlos, ma aveva immediatamente capito di esserlo di Charles.
Ed era incomprensibile, perché finché si trattava di farsi da parte per Max, perché riconosceva che aveva una certa precedenza su Charles, era una cosa. Ma farlo anche per Carlos no.
Nel 2021 non era così ovvio che quei due idioti sarebbero comunque finiti insieme, visto che la trascinavano ancora così lunga dopo tutto quel tempo; era legittimo pensare che alla fine non avrebbero mai avuto il coraggio di concludere qualcosa insieme.
Ed era di conseguenza altrettanto legittimo per Lando credere che Carlos avrebbe potuto alla fine spuntarla su Charles surclassando lui e Max.
Possibilità che forse nel corso degli anni successivi venne vista come ridicola, ma che lì per lì fu estremamente plausibile e per questo scatenante.
Scatenante di una di quelle scenate di gelosia che per poco non mandarono tutto a puttane.
E con tutto, Lando intendeva il suo unico sfogo degno che aveva. Non poteva fare a meno di Carlos, non ancora. Gli serviva per rimanere calmo, con gli ormoni in pace e non fare qualche stronzata delle sue.
- Perciò adesso è questo il tuo schema? - chiese duramente una volta, esasperato dall’ennesimo video che la Ferrari aveva rilasciato sui C alla seconda, come li chiamava la loro pagina social.
Carlos era venuto nella sua stanza apposta per consumare quel che ultimamente non era frequente come quando erano compagni di squadra, e lì si fermò mentre si spogliava, realizzando che Lando non lo stava facendo a sua volta ma che aveva il broncio.
Lando si sentiva un bambino, non per questo si diede una regolata.
- Cosa? - chiese incredulo.
Lando proseguì dritto.
- Lo vedo bene che fai con lui quel che hai fatto con me per tutti quei due anni insieme in squadra. Adesso nuovo compagno, stessi sistemi? Ti sei stufato di me e passi ad un altro come cambi tuta?
Non voleva essere capriccioso ed infantile, si sentiva tale anche da dentro, figurarsi cosa dovesse essere da fuori, ma non riusciva assolutamente a frenare la propria lingua.
Mentre Carlos lo guardava rivestendosi, capendo veramente cosa stava facendo—o credendolo quantomeno—era veramente e sinceramente incredulo.
- Spero che stai scherzando. - disse cauto, sul filo della tensione.
Ma a Lando non gliene fregava più un cazzo.
- No, non scherzo. - aveva bisogno di chiarire e basta. Gli sembrava di impazzire.
Non era possibile che Charles alla fine non si fosse messo con Max ma che si mettesse con Carlos. Non poteva essersi sacrificato per nulla.
Era atroce il pensiero. Assolutamente inaccettabile. E a costo di venire allo scoperto ora, doveva chiarirlo.
- Lando, intanto non lo palpeggio come facevo con te. - come prima cosa ci tenne a chiarire questo, e appena lo fece fu come mostrare a Lando il quadro giusto, come quando si mettono a confronto le copie con l’originale e si capisce con attenzione qual è il falso.
Ma non era ancora abbastanza.
- Lo tocchi! Ti continuo! Sei sempre con le mani addosso a lui! Non pensi di doverti controllare se non te lo fai?
- Non me lo faccio, Lando!
- Ma vorresti!
- Non sono cazzi tuoi, ok? - quando lo disse Lando sentì i tuoni rombargli nella testa.
Nell’istante in cui gli rispose così, invece che continuare a tranquillizzarlo con riposte sensate, l’inglese si alzò di scatto gettando il telefono, per fortuna non in faccia a Carlos ma nel divano da cui si era tirato su.
Il volto livido, i muscoli tesi, gli occhi carichi di una rabbia evidente. E di una ferita. Una ferita profonda.
Lui doveva sapere.
Doveva assolutamente sapere senza ombra di dubbio se lui e Charles se la facevano. Ne aveva bisogno. Poteva anche smettere con Carlos, ma doveva saperlo.
- Invece lo sono. Ho diritto di sapere se ti fai un altro.
Ma Carlos non si mosse.
- No invece, perché non siamo una coppia e non ci dobbiamo niente. Se vogliamo andare con altri, possiamo farlo. Non sarò mai consacrato a te e nemmeno tu voglio che lo sia. E non voglio nemmeno sapere se e quando andrai con qualcuno. Noi ci divertiamo e scopiamo, ma è tutto qua. Perciò rifletti su cosa vuoi fare con me, la prossima volta che mi chiederai di venire da te!
Dopo di questo Carlos se ne andò. Lui e la sua durezza di marmo. Per la prima volta non era stato il classico vulcano spagnolo, era stato molto freddo e duro. Ed efficace, se lo scopo fosse stato frenare la gelosia rivolta nei suoi confronti.
Peccato che non era come sembrava.
Stringendo la mascella fino a farsi scricchiolare i denti, Lando si voltò lentamente ancora teso fino a tremare di rabbia. Si sentiva in procinto d’esplodere. Aveva bisogno di saperlo.
Doveva saperlo.
Non poteva certo chiederlo a Max, che cazzo poteva saperne lui? Al massimo poteva chiedergli perché cazzo non se l’era ancora preso, visto tutta la fatica fatta per lasciarglielo.
No, il solo che poteva dargli una risposta sincera era Charles.
Guardò il telefono gettato sul divano, per poco non era caduto a terra.
Nessuno sapeva di loro, tranne Max. Agli altri non l’aveva detto.
Bene, stava per farlo. Tanto non c’era niente di male.
Così, decidendo di rischiare il tutto per tutto—e comunque non potendo minimamente trattenersi—prese il telefono e scrisse direttamente a Charles, non trovando il coraggio di chiamarlo e sentire la sua voce.
‘Tu e Carlos scopate?’
Il tempo che Charles ci mise a leggere e rispondere gli parve un’eternità, anche se sapeva che non era così.
Tuttavia al suo ‘Cosa? No!’ Lando non si sentì meglio.
‘C’è qualcosa fra voi?’
‘Assolutamente no, solo amicizia.’
Questa volta Charles aveva risposto subito. Ma ancora l’ansia che non fosse vero per un momento gli fece fare l’irreparabile.
‘Devi essere onesto, Charles.’
A quello era arrivata la chiamata di Charles. Lando se l’era aspettata anche prima; nonostante l’avesse temuta, non si era fermato.
Alla fine dopo un bel po’ di squilli si era deciso a rispondere, tremando e dandosi del coglione.
- Ma scherzi? - chiese come prima cosa Charles sconcertato.
- Voglio solo saperlo. - rispose duramente, l’ansia ancora palpabile nella propria voce tremante. Dio che patetico che era. Ormai che si era buttato, tanto valeva andare fino in fondo.
- No Lando, non sto con lui, non è mai successo niente e non succederà mai. Siamo solo amici, quello è il suo modo di essere, sei stato anche tu suo compagno, dovresti saperlo.
- Già, proprio per questo lo so. - la risposta gli scappò, ma era comunque l’unica valida.
Appena la diede, Charles capì. Non l’aveva davanti, ma lui sapeva che aveva capito.
- Oh. Tu e lui... e sei geloso... ma no, Lando, non ti devi preoccupare. Non c’è mai stato nulla né mai ci sarà. A maggior ragione ora che so di voi. Non... non avevo idea... mi dispiace che l’hai pensato. Ma perché non hai chiesto a lui? - Charles nello shock parlava ancora più del solito ed era delizioso. Lando si ammorbidì.
- L’ho fatto e mi ha detto che scopiamo e basta e di non fare il geloso, che non siamo consacrati e che non mi deve dire con chi va, se va con qualcuno.
Silenzio.
- Ma... ma ha negato che abbiamo fatto qualcosa vero? Perché non è mai successo. Lando, è spagnolo, io non...
- Sì, ma io non gli credevo, ho fatto il geloso ed è sbottato male. Io avevo solo bisogno di saperlo e potevo chiedere solo a te. Mi dispiace. Dio che figura di merda.
Era vero, ma si sentiva comunque meglio ora che sapeva. Adesso Charles sapeva di lui e Carlos. Sempre che ci sarebbe ancora stato un loro.
Se c’era una qualche vaga flebile speranza, sarebbe venuto fuori ora. Se Charles avesse fatto lui il geloso in qualche modo...
- Ne hai mica parlato con Max? Anche lui la pensa così? Per questo ultimamente è così strano?
Ed eccola lì, la sua risposta. O conferma.
Lando sorrise amaro e rassegnato, chiudendo gli occhi e arricciando il naso in una smorfia sofferente.
Sospirò.
- No, non ne abbiamo parlato. È strano in che senso? - doveva fingere di non sapere nulla anche di loro? Per un momento non ricordava più a chi dei due aveva detto cosa. Poi si ricordò che per evitare di fare figure di merda aveva detto ad entrambi la stessa cosa, fingendo di tifare per la loro unione.
- Non lo so, è più sulle sue. Ultimamente stava andando bene fra noi, mi sembrava stessimo diventando amici, ma mi sa che ho travisato...
Lando capì che Charles non si stava solo sfogando a ruota libera, ma stava cercando indizi e conferme da lui. Sul fatto che Max provava o meno qualcosa per lui.
Per un momento valutò l’idea di mettere zizzania, ma sapeva di non poterli poi più guardare in faccia. Né loro né sé stesso.
- Beh, forse non è l’amicizia che vuole da te, ma altro. Se io ho pensato a te e a Carlos insieme, potrebbe anche lui. Magari è geloso. Prova a parlargli e tranquillizzarlo.
- Ma non stiamo insieme, che dovrei dirgli?
- Tu digli che sei solo amico di Carlos, vedrai che torna ad essere uno zuccherino!
La buttò sul ridere perché non sapeva che altro fare. Del resto non aveva scelta. Non poteva chiudere con lui. Non poteva e non voleva.
- Basta che ti scusi con Carlos, vedrai che risolverete. Mi dispiace, Lando.
- Sì... adesso gli scrivo...
E faceva male, anche se sapeva d’aver fatto la cosa giusta, anche se era più tranquillo.
Ma lì fermo da solo in silenzio per un istante, prima di scrivere a Carlos, si rese conto che non avrebbe comunque potuto reggere da solo e senza un aiuto. Non doveva per forza essere Carlos, ma in quel momento era comunque l’unico.
Sperava solo di non aver fatto una delle sue stronzate.
Aveva ancora bisogno di lui.
Era riuscito a ricucire con Carlos, ma qualcosa era cambiato. Lui, forse.
Anzi, sicuramente.
Scopavano ancora, ma con meno assiduità. Non era nemmeno più coinvolgente come prima. Sempre bello e divertente, ma non come l’inizio.
“Suppongo che i rapporti cambino, prima o poi. O nel bene o nel male.” pensò Lando vedendo Charles e Max allontanarsi insieme fra la folla, nello yacht affittato per festeggiare il primo mondiale vinto dall’olandese. Erano venuti tutti quelli con cui era in rapporti, fra cui lui, Carlos e Charles, oltre che ovviamente George, Alex, Daniel e Checo.
Era stata una festa un po’ improvvisata, visto che non si era aspettato davvero di vincere, avendolo fatto letteralmente all’ultimo secondo dell’ultima gara. Era stata una vittoria di mondiale memorabile, era appena entrato nella storia per averlo appena tolto a Lewis ed era contento per lui. Lo era sinceramente.
Vedendolo poi andarsene attaccato alle chiappe sode di Charles, entrambi troppo ubriachi per non approfittare di quest’occasione, supponeva di doverlo essere anche per loro, ma non ne era sicuro.
NOTE: Ho una visione particolare di loro, nel senso che riconosco il loro rapporto che va oltre quel che hanno con gli altri, ma non riesco a vederci niente più che divertimento e sesso. Fra l'altro per me Carlos è molto egocentrico (ma ha anche difetti, eh?!) perciò sarebbe da lui non capire che Lando è geloso di Charles perché lo crede geloso di sé! Grazie e alla prossima. Baci Akane