5. LANDO ED OSCAR - Pt 2
Per Lando il 2023 fu un anno strano e complicato. Per colpa della relazione piena d’amore bellissimo e sfacciato fra Max e Charles, aveva sviluppato un bisogno ancor maggiore di avere altri partner con cui distrarsi, questo per riuscire a rimanere amico delle due persone a cui teneva di più.
L’off-limits che si era auto-imposto su Oscar—l’unico altro essere vivente perfetto per il ruolo di ‘nuovo anti-Charles’—non l’aiutava minimamente proprio nel periodo peggiore per lui. Certo, c’era sempre Carlos, ma aveva iniziato a non bastargli più. Era bello scopare con lui, ma non era sufficiente, visto che a stressarlo oltre a Max e Charles fidanzati, c’era il divieto su Oscar.
Sentendosi vicino al disastro atomico, Lando si era buttato su partners occasionali da una botta e via, ma con nessuno di loro era mai uscito insieme dal locale in cui se li era fatto, l’unico con cui eventualmente dormiva insieme era Carlos.
Quel sistema aveva funzionato per il resto della stagione; grazie alla ‘caccia’ il suo animo si era distratto abbastanza da non fare danni a nessuno.
Tuttavia ignorare un problema non lo risolveva davvero e lo capì quando vinse finalmente il suo primo gran premio, a Miami 2024. Lì Lando vide che quel dannato problema era rimasto esattamente com’era sempre stato. Quasi fosse eterno.
La felicità nel vincere la sua prima gara in F1 fu assoluta, nonostante la ‘botta di culo’ che l’aveva reso possibile, ma quella stonatura dovuta alla condivisione del podio proprio con Max e Charles che amoreggiavano spudoratamente accanto a lui, fu come una crepa nel suo bel castello di cristallo.
L’inizio di qualcosa che sarebbe finito in mille pezzi se non fosse subito corso ai ripari; l’unica cosa che gli venne in mente fu festeggiare fino a distruggersi, ma questa volta non da solo o con ‘vari amici’ o alla ricerca della scopata di una notte. Quella volta decise di trascinarsi nientemeno che Oscar, assolutamente scontento di andare per locali in mezzo a centinaia di persone—che probabilmente odiava per il semplice fatto che gli stavano troppo vicino.
Lando non aveva la più pallida idea del perché avesse insistito per avere proprio lui, ma quando l’australiano aveva fatto per svignarsela dopo la pioggia di champagne col team al completo, lui l’aveva costretto a seguirlo alla sua festa.
Un capriccio, solo un semplice sciocco capriccio. Come un bambino che punta i piedi senza ragione. Appena dopo averlo fatto, si era chiesto se fosse impazzito, considerando quanto avrebbe bevuto—anche per colpa di Max e Charles—ma non era stato capace di opporsi alla propria volontà troppo dominante in quel momento.
Ne aveva bisogno: per sentire davvero quella vittoria, Lando aveva bisogno di qualcosa di speciale e non potendo avere il primo nella sua classifica, aveva optato per il secondo, ma non con l’intenzione reale di saltargli addosso, non razionalmente ed intenzionalmente, per lo meno—sebbene una piccola parte di sé ci sperava. Magari non progettava di fare con lui chissà cosa, ma sperava che in un modo o nell’altro comunque succedesse. Voleva avere l’opportunità, e se Oscar non fosse venuto, quell’opportunità non sarebbe di certo accaduta.
Per quell’occasione Lando aveva chiesto espressamente un posto adatto per fare follie, aperto ad ogni genere sessuale e che permettesse di lasciarsi andare senza rischiare scandali, perché aveva deciso di volersi perdere senza freni.
Lando aveva proprio bisogno di quella nottata. Una senza doversi controllare perché gli era concesso tutto.
Aveva aperto l’invito a tutti i suoi amici—sia i privati presenti, che quelli della griglia e della squadra—ed in molti erano venuti, ma nemmeno sapeva chi alla fine; con qualcuno aveva bevuto e scambiato due chiacchiere, ma presto erano diventati ombre di passaggio quasi dimenticate.
Tutti tranne Oscar che dopo una prima lamentela sofferente sul fatto che non gli piacesse la gente e che se ne volesse andare, Lando l’aveva liquidato in fretta con un: - Ma ti piaccio io! - seguito da un cocktail che gli aveva rifilato, a cui Oscar si era attaccato subito con estremo bisogno, arrossendo violentemente.
Dopo di quello, per sopportare la gente, ma forse più Lando che ballava con trasporto usando chiunque avesse vicino come palo da lap dance, il caro australiano aveva continuato a bere, probabilmente ciò che solitamente faceva quando usciva quelle poche volte che lo faceva.
L’alcool era il solito alleato per sciogliere a sufficienza chi viveva sempre con i freni tirati, freni che impedivano alla gente timida e rigida di divertirsi. Tendenzialmente quel genere di persone usava quel trucco che poi ovviamente funzionava, permettendo loro di trasformarsi completamente fino a fargli fare tutto ciò che da sobri non si concedevano. E le cose che non si concedevano da sobri erano sempre molte, di solito. Nel caso di Oscar, una spiccava particolarmente fra tutte: flirtare col ragazzo che gli piaceva.
Lui, quella sera, non fece eccezione e dopo un paio di drink seccati in fretta proprio per accelerare il processo di scioglimento, si ritrovò presto a sostituirsi agli amici che Lando aveva intorno, diventando presto lui il volontario addetto a ‘palo da lap dance’ su cui si strusciava ballando.
Di tutto questo Lando non si accorse, limitandosi a bere e a far bere Oscar, tenendoselo sempre rigorosamente vicino lì nella zona riservata al DJ e ai vip della serata. Ufficialmente per impedirgli di andarsene a tradimento, ufficiosamente per approfittare dell’eventuale occasione di cui aveva bisogno. Un’occasione che ancora non si era verificata, ma nella quale ancora sperava.
Non erano gli unici lì ed il rialzo non era così elevato ed eccessivamente in mostra, ma gli permetteva di stare più tranquilli, in un certa maniera. E lì con lui sopra alla folla che si sballava e si divertiva senza freni, la musica ritmata a tutto volume, le luci basse intermittenti e stordenti, ma soprattutto col troppo alcool, Lando si dimenticò presto del proprio paletto di non fare niente con lui per evitargli traumi.
Se lo dimenticò anche per colpa di Oscar stesso che ad un certo punto iniziò ad appiccicarglisi addosso tutte le volte che lui partiva a saltellare per una canzone che gli piaceva in modo particolare, quasi lo istigasse a ballargli contro ed usarlo in qualsiasi modo volesse.
Forse era proprio così, ma nella nebbia sempre più intensa della sua mente, Lando era troppo confuso per capire bene cosa succedeva con il suo compagno di squadra. Sapeva solo che gli piaceva averlo su di sé in quel modo ed era contento che alla fine ridesse e si divertisse nonostante le premesse.
Forse quell’occasione alla fine sarebbe arrivata.
Lo vedeva sciolto, allegro e splendido. Non l’aveva mai visto così su di giri ed era coinvolgente e intossicante. Sembrava quasi che cercasse qualcosa da lui. Come volesse qualcosa che sapeva di poter ottenere o quella notte o mai.
Qualcosa che trovò quando ad un certo punto le luci si spensero del tutto insieme alla musica, nel culmine di una canzone particolarmente acclamata. L’effetto scenico del team del DJ che presiedeva la serata, fu ben gradito perché mentre la gente gridava cantando il pezzo mancante, eccitati per quel blackout improvviso, Lando si ritrovò le labbra di qualcuno sulle proprie e le sue mani sul culo, a stringere e palpeggiare senza ritegno. Senza nemmeno pensarci, Lando rispose subito aprendo le proprie e accettando quel bacio al buio.
Un bacio che al buio non era realmente, perché Lando, alzandosi sulle punto per arrivare meglio al viso del suo partner, sapeva perfettamente che era Oscar, e quando gli infilò la lingua in bocca iniziando a giocare con trasporto, l’eccitazione salì immediatamente con un’ondata di calore. Esattamente ciò che aveva cercato dall’inizio di quella serata.
Fu un istante, ma in quell’istante tutto quel che l’aveva innervosito e stressato fino a quel momento, venne spazzato via facendolo stare solo bene. Bene come voleva stare.
Lo spegnimento delle luci in realtà durò solo il tempo del ritornello gridato dalla gente in pista, contemporaneamente venne sparato anche il fumo di scena e appena le luci tornarono a lampeggiare basse e blu insieme alla musica che riprendeva forte, la situazione cambiò di poco perché rimasero avvinghiati uno all’altro, con gli inguini di entrambi gonfi e duri che si strofinavano fra di loro senza ritegno. Con soprattutto le loro lingue ancora intrecciate nelle bocche unite.
Stava pomiciando con Oscar!
Lando dovette ripeterselo un paio di volte, prima di realizzare cosa significava, e solo a scoppio ritardato, quando qualcuno gli tirò uno scappellotto sulla nuca come per avvertirli che non erano più al sicuro visto che oltre alle luci tornate, anche il fumo ormai si stava diradando, si staccò di scatto ed in un lampo realizzò cosa era successo.
- Cazzo! - esclamò spalancando gli occhi e tornando in sé tutto d’un colpo.
“Avevo promesso di non fare nulla con lui!” pensò Lando agitato e preso dal panico. Ma poi vedendo Oscar ridere, capì che era fottutamente ubriaco e che alla fine non era successo niente di esagerato. Solo un piccolo innocente bacio con un paio di palpatine e strofinamenti.
Di cosa si lamentava? Alla fine l’occasione era arrivata e lui l’aveva colta alla grande. Ma era andato tutto molto oltre le sue aspettative, visto che a prendere l’iniziativa era stato proprio Oscar!
“Spero solo che questo non rovini niente fra noi, Oscar è strano ed imprevedibile.”
Non riuscì ad avere altri pensieri lucidi, si limitò a sorridere a sua volta al suo viso illuminato di una felicità spensierata che forse stordiva più di qualsiasi cocktail ingurgitato quella sera.
Oscar così sciolto era uno spettacolo e sperava di rivederlo così di nuovo.
“E comunque è stato lui a baciare me, che potevo fare?” fu il primo pensiero razionale del mattino di Lando, appena aperti gli occhi.
Perché ovviamente ogni istante della sua bocca e della sua lingua sulla propria era ben vivido. Come la volontà di avere un’occasione con Oscar.
Tutto il resto era nebuloso, come per esempio non ricordava com’era finito in camera, quale camera fosse e soprattutto con chi. Doveva essere Carlos, l’unico con cui dormiva dopo le scopate, ma visto che ricordava bene il bacio con Oscar, a Lando venne un dubbio legittimo ed alzando di scatto la testa verso il corpo che percepiva accanto, per un momento si sentì sospeso con dolore e trauma.
Prima di focalizzare la schiena muscolosa e abbronzata ed i capelli neri sparsi sul cuscino, Lando si ritrovò a non sapere bene cosa sperare, con sua enorme solita tipica incoscienza; ma appena mise a fuoco la sagoma di Carlos, sospirò e tornò ad abbandonare la testa giù.
Alla fine era meglio così, lo sapeva. Anche se svegliarsi con Oscar nudo accanto avrebbe dato una svolta obbligata alla loro relazione. Una svolta che razionalmente sapeva di non dover avere, ma che istintivamente la voleva, era chiaro.
La mente poi tornò a volare alla versione coinvolgente e sciolta di Oscar una volta ubriaco. Era stato bello. Bello da impazzire.
“In effetti è normale, se non bevono come si divertono quelli rigidi come lui? Capace che da sobrio non ci provi mai e poi mai. Però è l’ideale, useremo tutti e due la stessa scusa e fingeremo di non ricordare nulla. Faremo come nulla fosse successo.”
Normalmente illeggibile con tutti tranne che con Lando, quando la volta successiva Oscar mantenne la sua maschera imperturbabile anche con lui, ne fu turbato ed infastidito, ma capendo che era meglio così decise di non scavare.
Che non ricordasse o fingesse di non ricordare a lui non faceva differenza, visto che gli andava bene in ogni caso. Avrebbero fatto finta di nulla e basta.
Lo fecero fino alla prima vittoria di Oscar in F1, in Ungheria, qualche mese dopo.
Lando capì subito di doverlo trascinare a festeggiare: fra il fatto che Oscar non l’aveva sentita realmente per via dell’ordine di scuderia finale, e il fatto che odiava andare per locali, non sarebbe stato facile.
Siccome Lando sapeva il motivo di quell’ordine, e sapeva anche come innescarlo e fargli fare tutto ciò che voleva, non intendeva mollare.
In ogni caso Oscar era stato in testa tutta la gara, ma a decretare la sua perdita di posizione era stato un pasticcio coi pit stop chiamati dal muretto, perciò l’ordine di scuderia finale era stato corretto.
Peccato che nonostante tutti quei ragionamenti razionali, Oscar non la sentisse comunque come sua, la vittoria.
- Festeggiamo come se avessimo vinto entrambi, allora, ok? - Lando sapeva come spuntarla, sapeva quale carta usare col caro Oscar, sempre rigido finché non si ritrovava con un suo sorriso ad occhioni imploranti od un alcolico in mano. Entrambi ottimi metodi per farlo sciogliere ed ottenere ciò che voleva. Se insieme od in sequenza successiva, ancora meglio.
Oscar tentennò e pensieroso, come se riflettesse sul tempo atmosferico, disse: - Ma io odio uscire e quando lo faccio lo sopporto solo bevendo. E se bevo, come ben sai, perdo totalmente la testa ed il controllo. Ed io non so se...
Quando Oscar lo disse come niente fosse, a Lando venne quasi un infarto al punto che la saliva gli andò di traverso e si mise a tossire l’anima.
Riduceva tutto a questo, quella splendida notte? Era stato solo un bacio, ma era la ciliegina di una bella serata di flirt continui fra loro. Era un bel ricordo per lui, la cosa speciale che gli aveva permesso di godere realmente della sua prima vittoria in F1. Cosa che non sarebbe successa senza di lui.
Oltretutto era anche un ricordo di cui non pensava avrebbero mai dovuto parlare.
Alla fine Oscar cedette e mentre si lavava e si preparava per uscire, la mente di Lando produsse la frase fatidica.
“Ma non dovevo evitare di fare cose con lui perché è preso per me ed io cerco solo amici con benefici, ovvero solo scopate? Perché diavolo sto facendo tutto questo?”
Ma non arrivò nessuna risposta perché i suoi ormoni avevano ormai iniziato a prendere di nuovo il sopravvento.
Appena messo piede nel locale prescelto, Lando iniziò subito a far bere Oscar e lo fece senza farsi mezza domanda sul perché e cosa volesse ottenere. Quello se l’era già chiesto, ma non aveva comunque trovato risposta perciò era inutile proseguire su quella strada. Tanto valeva fare comunque ciò che voleva, che a quel punto era chiaro.
Far ubriacare Oscar per vedere se ci avrebbe provato con lui di nuovo.
Poi il giorno dopo si sarebbe insultato, ma ormai voleva andare giù di testa senza paracadute. Come un autentico imbecille.
Ma del resto era proprio ciò che era.
Non ci mise molto, Oscar non era uno che reggeva particolarmente l’alcool e quando Lando se lo ritrovò addosso ubriaco, un sorriso malizioso e vittorioso accompagnò il caldo pulsare fra le gambe, preludio di tutto ciò che sarebbe arrivato dopo.
“Ma se me lo porto in un posticino più appartato magari posso approfittare meglio di lui!”
I due erano con alcuni amici che si erano trascinati dietro, non molti da parte di Oscar ovviamente, qualcuno in più per Lando che aveva coinvolto come sempre quelli dei loro team e del circuito con cui aveva legato di più.
Iniziarono a far serata con tutti, ma ben presto si staccarono ritrovandosi da soli a ballare. Proprio come l’altra volta, Oscar si propose come palo da lap dance per un Lando felicemente intenzionato ad usarlo in quel modo.
Strofinandosi su di lui, mimetizzati nella folla alterata da alcool e droghe varie, spinti dalla musica forte e le luci basse intermittenti, l’eccitazione ed il calore presto salirono insieme a quello che c’era al centro del suo inguine.
Lando era già duro e non vedeva l’ora di riprendere quel discorso con lui, ormai nemmeno perdeva tempo a cercare altri partner. Voleva Oscar e basta e appena le sue mani finirono sul proprio culo, proprio come l’altra volta, Lando sorrise felice e malizioso.
Lo guardò da vicino capendo che non lo baciava lì dov’erano solo per miracolo e senza pensarci un secondo di più, gli prese una delle due che stavano constatando la consistenza delle sue natiche sode, e se lo trascinò nel corridoio dei bagni, nella speranza di trovarne uno libero.
Proprio perché ubriaco, Lando aveva le idee chiare. Non intendeva limitarsi a baciarlo.
Appena dentro, Lando fece per prendere il sopravvento, ma Oscar lo stupì afferrandolo per il viso e avventandosi su di lui per primo, schiacciandolo contro la porta chiusa a chiave alle sue spalle. In un istante ebbe di nuovo la sua lingua in bocca e con essa i ricordi fluirono esplosivi, facendogli dimenticare che fra Miami e Budapest c’erano stati due mesi e mezzo di nulla.
Lasciando che Oscar lo tenesse fermo come l’aggradava, Lando approfittò per ricambiare il trattamento di prima e scendendo con le mani dai fianchi al sedere, glielo strinse tirandoselo addosso.
Era eccitato.
Oscar era fottutamente eccitato. E con fottutamente eccitato, intendeva che sentiva perfettamente la durezza del suo cazzo. Duro esattamente quanto il proprio.
Dalle bocche fuse si levarono dei gemiti mentre Oscar spingeva col bacino come se lo stesse già scopando.
“È dominante!” pensò sorpreso Lando mentre improvvisamente era lui il suo palo da lap dance.
Dopo aver giocato a lungo con le loro lingue, Oscar scivolò sul suo collo succhiando e mordicchiando sotto l’orecchio; mentre lo faceva gli aprì i pantaloni e quando lo fece, Lando spalancò gli occhi sorpreso.
“È completamente diverso dal solito Osc. Mi piace!” pensò limitandosi a sorridere beato.
- Sei sicuro? - chiese roco senza la reale intenzione di respingerlo o fermarlo. Mentre glielo chiese piegò la testa di lato, affondando le mani fra i suoi capelli lisci e morbidi, pronto ad accompagnarlo nella discesa al proprio paradiso.
Discesa che avvenne dopo una risposta decisa contro la pelle sensibile che gli stava mangiando facendolo morire.
- Voglio il mio regalo per la vittoria. - sussurrò Oscar deciso, facendolo rabbrividire.
“Mi piace da matti!” pensò eccitato.
Adesso la sentiva, la vittoria, eh? Voleva dirlo, voleva scherzare, la sua mente era pronta a sferrare battute, ma la bocca emise solo un lungo gemito perché Oscar non aspettò il suo consenso. Si accucciò e si prese direttamente il famoso premio senza paura.
Lando lo guardò compiaciuto ed eccitato, in piedi con la schiena alla porta; da lì vedeva solo la sua testa chiara fra le proprie mani che lo accompagnavano sul proprio inguine, non vide altro perché appena la lingua di Oscar raggiunse il suo cazzo, Lando roteò gli occhi abbandonando la nuca all’indietro.
Il resto fu solo estasi pura. Estasi e grida di piacere crescenti.
Lui, la sua bocca che pompava sul proprio cazzo che cresceva e pulsava e tutto il piacere del mondo concentrato per bene lì.
“Cazzo, se fosse così anche da sobrio che spettacolo!”
Fu il solo pensiero coerente che ebbe prima di mugolare che stava per venire.
A quel punto Oscar si staccò e lo fece sparare per terra, spostandosi e continuando con la mano; sollevò solo lo sguardo predatore e allusivo sul suo.
Da quella posizione bassa gli parve ancor più eccitante e quando Lando si abbandonò al suo orgasmo, spalmato sulla superficie dura della porta alle spalle, lasciò che i propri gemiti vibrassero rumorosi per tutto il bagno, contrastati solamente dalla musica ovattata che veniva ancora da fuori, tuonante e ritmata.
Aveva di nuovo sovrapposto il viso di Charles a quello del partner di turno? Non ne aveva proprio idea, Oscar ad un certo punto era diventato un felino predatore, come un leopardo delle nevi, qualcosa del genere. Così bello ed unico.
I sensi esplosero e lo confusero lasciandolo nella beatitudine più assoluta; appena successe Lando smise di pensare, limitandosi solo a godere e a sentire. Sentire le mille sensazioni splendide che provava grazie a quello splendido pompino.
Tornato a fatica in un momento imprecisato, con Oscar di nuovo in piedi che lo baciava, Lando stava per invertire le posizioni del tutto intenzionato a ricambiare il meraviglioso favore, quando qualcuno tentò di buttare giù la porta da fuori, di fatto disturbandoli. Appena successe, i due saltarono uno fra le braccia dell’altro, ma con il proseguo dei pugni sulla porta, Oscar tornò bruscamente in sé staccandosi e scappando col cappuccio tirato su e la testa bassa, terrorizzato dall’essere riconosciuto nonostante il buio di quel corridoio e l’ora tarda dove presumibilmente ci si poteva imbattere solo in gente strafatta di chissà quale sostanza.
Rimasto solo inebetito con un individuo che entrava per pisciare, quello che probabilmente aveva quasi buttato giù la porta, Lando imprecò ed ignorando completamente lo sconosciuto, uscì di corsa dal bagno sperando invano di ritrovare un Oscar tornato forse troppo malamente in sé.
“Beh, non la passerà liscia questa volta.”
Di questo Lando ne era sicuro. Non sapeva come né perché, ma a quel punto c’era un discorso da fare. Da lucidi e sani, magari, ma c’era.
Notes: per Oscar mi sono ispirata a me stessa, nel senso che io, da rigida e chiusa nonché timida con il genere umano che non conosco bene, mi lascio andare solo bevendo, e appena lo faccio mi trasformo rispetto a come appaio normalmente in mezzo alla folla (pentendomi di tutto quel che ho fatto da ubriaca). Il fatto che reggo bene l’alcool non l’ho inserito, ho sperato che Oscar fosse più fortunato di me. È comunque una cosa abbastanza tipica di quelli che non si lasciano andare facilmente, se devono farlo per svariate ragioni, usano dei sistemi. L’alcool è il più gettonato.
Adesso bisogna vedere come gestirà ora la cosa Lando, perché prima non voleva fare nulla con lui pensando che Oscar fosse preso e volesse una relazione che lui non poteva dargli, ma il fatto che sia stato Oscar a saltargli addosso, di nuovo, cambia tutto. Alla prossima. Baci Akane