65. CALCIO IN CULO
/Max/
“Era incazzato nero.
Dopo di quello Charles non mi ha più risposto.
Mi sembrava di vederlo mentre mi rispondeva ‘bene, grazie’. Gelido. Di pietra.
Ma non gli sono andato dietro, forse sperava lo facessi, lo voleva anzi, ma non io. Non ero io a volerlo, perciò bene così.
Il giorno dopo circolano subito foto su Charles nel suo yacht privato che ha chiamato ‘Monza’ come, ufficialmente, la sua gara vinta a cui teneva di più poiché tecnicamente non è la prima. L’ha giustificato dicendo che è la più importante.
Solo io, però, so tutti i retroscena che ci riguardano legati proprio a quella gara. Monza 2019, quella a cui si riferisce.
Anche senza che si ricordi che gli ho sfiorato le labbra mentre dormiva, è comunque la settimana dove fra noi sono successe molte cose.
Ci siamo tirati su a vicenda, ci siamo confidati, mi ha abbracciato dopo la sua vittoria, abbiamo flirtato pesantemente durante la serata di festeggiamento in discoteca e poi ho approfittato della sua ubriachezza. Ma questo lo so solo io.
Sorrido ebete.
Le foto sono tutte con Charlotte ed i suoi amici. È una bella ragazza, ma a questo gioco non perdo.
Qualche giorno dopo organizzo anche io qualcosa con Kelly e faccio in modo che mi vedano felice e soprattutto al suo splendido fianco.
Non l’avevo scelta per questo, ma dato che ci siamo, perché non approfittare?
Charles, devi fare di meglio se vuoi stuzzicarmi e spingermi a baciarti.
La foto mia e di Kelly è di gran lunga migliore di quella che ha fatto girare Charles qualche giorno fa con Charlotte.
Lei è una bella ragazza ma è molto semplice, Kelly è obiettivamente una bomba di sensualità. Non ci sono paragoni.
Insomma, non era partita come una gara, cercavo davvero qualcuno con cui passare parte della mia vita e lei è bella e perfetta, è impossibile non starci bene insieme.
Certo, ha una figlia, ma non contavo di stare con lei per sempre e comunque la figlia era la sua, mica mia.
Tuttavia, devo dire che non è male la piccola Penelope. Non ho mai avuto molto a che fare coi bambini e non ho mai avuto un’opinione in merito.
Penso che ne vorrò, un giorno, ma non ho mai saputo come sono io in loro presenza. Non ci sono state occasioni.
Però Penelope è molto dolce, forse perché è piccola, ma in ogni caso la cosa con lei sta andando molto meglio di quel che immaginassi e tutto sommato anche se era partita per un motivo che nel tempo pare essere cambiato, questa relazione con Kelly potrebbe in ogni caso funzionare, alla fin fine.
Il tempo lo dirà, ma non vedo perché dovrei lasciarla.
Insomma, da un certo punto di vista avere una donna accanto è comunque utile per chi è sempre sotto l’occhio di tutti, specie per uno iper criticato come me. Da quando sto con lei hanno mollato un po’ la presa, anche se non so perché. Forse centra anche il fatto che in F1 sto andando meglio degli altri anni, non so.
Anche avere qualcuno con cui passare del tempo libero piacevole insieme è bello e lei non è asfissiante, non cerca sempre contatti continui, non vuole per forza scopare sempre, anche perché spesso c’è comunque sua figlia nei dintorni ed è un po’ la scusa ideale.
A volte succede, è normale. Era cominciata con lei perché me lo tirava e riuscivo a sfogarmi sessualmente, per cui è ovvio che se capita mi va bene ed è tutto ok.
Però se dovessi cercare un motivo per troncare, io onestamente non lo saprei trovare.
Mi lascia i miei spazi quando li voglio, non mi sta sempre addosso come molte ragazze fanno.
E quando mi serve di ‘esibirla’ lei è semplicemente perfetta.
Non posso dire altrettanto su Charlotte, perciò questa gara sono certo di averla vinta io.
Il resto della settimana scorre abbastanza in fretta, ma ad un certo punto da Lando mi arrivano delle foto in privato che per poco non mi fanno soffocare, visto che le guardo con Kelly vicino.
Tossisco l’anima e per un momento mi sembra di vedere la vita avvolgersi stile film nell’ultimo istante di vita.
Lei mi batte sulla schiena guardandomi in un misto fra il divertito e l’apprensivo mentre fa una battuta sul fatto che le sembra di avere a che fare con sua figlia.
Chiudo con prontezza lo schermo e ribalto il telefono a faccia in giù, per fortuna non ha notato niente di strano.
Quando sono tranquillo, più tardi, riapro la chat di quello squilibrato col messaggio introduttivo che fa: ‘Sua maestà in tutto il suo splendore!’
La foto è Charles in costume con il telefono in mano e l’altra che se la passa sui capelli. Si intravede accanto il suo adorato ‘Monza’, lo yacht ovviamente, ed ha un’espressione talmente da stronzo bastardo che non la so definire.
Ce ne sono altre, sempre con quel costume e che derivano da questi giorni che ha fatto in barca. Potrei ucciderlo.
Non ero pronto, le foto sono belle e si vede che si era messo in posa. Foto fatte proprio di proposito per colpire; conoscendo il signorino, presumo me.
Un sorrisino sornione si forma sulle mie labbra.
‘Ho di meglio sul mio telefono’, gli rispondo riferendomi alla foto che corro ad aprire e che ovviamente non gli manderò mai e poi mai o sì che il dolce Charlie mi ucciderebbe.
Il primo piano del suo bel cazzo appare nel mio display, mi lecco le labbra assetato e leggo l’ovvia risposta dell’altro scemo.
‘E sarebbe? Di Charles girano al massimo foto in costume o a torso nudo.’
Foto sempre belle e con qualche sorrisino malizioso, come se immaginasse chi poi le guarda, ma nessuna è al pari di quella che ha mandato a me in privato.
‘Ce l’ho solo io e non posso mostrarla a nessuno.’
Certo poi che anche io... dire una cosa simile a Lando è come sventolare un drappo rosso davanti al toro.
Come previsto attacca subito con le tiritere infinite perché vuole vedere di cosa si tratta e visto che non posso fargliela vedere, per farlo smettere sono costretto a dirgli di cosa si tratta.
‘Il suo cazzo, Lando. È il suo cazzo. Col quale ci ricattiamo a vicenda da quando stava ancora con Pierre.’
Gli ho anche detto troppo, ma speravo che la piantasse di rompere. Ovviamente lo accendo, perciò provo ad ignorarlo. Nel mentre vado nella chat di Charles e gli scrivo divertito, completamente intenzionato a flirtare per telefono col mio futuro ragazzo.
Gli mando la foto che mi ha girato Lando e scrivo sotto: ‘Cercavi di farmi gola? No perché nemmeno si avvicina a quella che ho io nel mio telefono.’
In realtà la gola me l’ha fatta, ci stavo morendo prima quando l’ho guardata e me la sono fissata nel cervello.
Charles si è sviluppato proprio bene rispetto all’ultima volta che l’ho visto nudo. Deve aver iniziato a fare palestra anche lui e sicuramente lui lavora più seriamente di me sul suo aspetto. Probabilmente seguirà una dieta adeguata, ma alla fin fine la sua base di partenza era migliore della mia.
‘Se volevo farti gola pubblicavo questa’, risponde lui poco dopo accompagnando al messaggio un’altra foto che posso supporre nessuno abbia.
La foto non mostra la sua faccia. È il classico selfie allo specchio dove al posto della faccia c’è il telefono nella sua mano mentre si fa lo scatto.
Il resto del corpo però è girato di profilo e lui è tutto storto per far vedere il fianco e un pezzo di schiena nuda. Ma non è solo la schiena ad essere nuda, perché i boxer sono abbassati nella parte posteriore fin sotto la curva del suo splendido e discretamente ben allenato culo.
Di davanti rimane su il giusto per non far vedere quello che comunque ho già in foto. Il soggetto di cui io e Lando parlavamo prima.
Rido e mi lecco le labbra, l’eccitazione è un’impennata coi fiocchi e fanculo, ora ho un caldo assurdo.
Se l’avessi qua gli salterei addosso.
Per fortuna che è lontano o perderei la nostra fottuta sfida del cazzo!
‘Si vede il segno del costume’ commento invece come se quello fosse il massimo dell’attenzione che richiede una foto simile.
Si è un po’ scottato col sole, il signorino.
‘Sì, dovrò iniziare a prendere sole integrale, non mi piace che poi si veda il segno’ dice lui senza fare una piega, ma me lo immagino seduto sul suo letto con quella faccetta maliziosa a rispondermi mentre si mordicchia il dito.
‘E tu non mostrarlo, così nessuno lo vedrà!’
Purtroppo questa mi scappa prima di realizzare io stesso cosa stavo scrivendo.
Come mio solito ho agito senza riflettere.
Me ne pento subito perché gli ho appena dato quello che voleva, ma ormai è tardi perché sta già rispondendo. Faccio una smorfia scocciata e lui così risponde subito dopo.
‘Perché, ti dà fastidio se lo mostro?’
Altra smorfia, quanto sono idiota!
È proprio bravo a farmi fare ciò che vuole. Piccolo maledetto bastardo sexy.
‘No, tanto ho la tua foto migliore tutta per me, non penso la mostrerai a nessun altro’
‘Vuoi dire a parte Charlotte?’
‘Ah, perché gliel’hai fatto vedere? Pensavo che lei fosse lì solo per fare figura’ e nemmeno una gran figura, se devo essere onesto. Ma non voglio spostare l’attenzione sulle nostre donne. Che poi vincerei io, ma lo conosco e da questa cosa non uscirebbe niente di buono, perciò mi guardo bene dall’inserire Kelly.
‘Lei non lo sa, perciò devo fare tutto ciò che un fidanzato fa. Ne saprai qualcosa’
Ma se le cerca allora?
No, non cascherò nella tua trappola stavolta. Vuoi che metta in campo Kelly così tu puoi fare l’offeso e farti inseguire da me, perché ti piace che ti inseguo, no?
Ma questa volta no. Non sarò io a cascarci.
‘Non so a cosa alludi, forse ho bisogno che me lo mostri’
‘Cosa fanno i fidanzati insieme?’
‘Già.’
Non cito nemmeno lontanamente Kelly e lui non la nomina per primo, perciò alla fine penso che stiamo facendo la stessa espressione divertita e maliziosa.
Cazzo, se solo l’avessi qua davanti a me. Sei così sensuale, maledetto bastardo.
Spero che tu ti dia una mossa a saltarmi addosso o finirà che non risponderò di me.
‘Va bene, te lo farò vedere un giorno.’
Un giorno. Fanculo, se rispondo ora mi scavo la fossa.
‘Ci vediamo mercoledì’ concludo consapevole che questo stupido scambio l’ha vinto lui. Ma te la faccio sudare, la mia bocca. Ed anche il mio cazzo!
Sei un bravo provocatore, ma il volante ce l’ho in mano io, al momento.”
/Charles/
“Il calcio in culo. Quello stronzo ha proprio bisogno di un gran calcio in culo per spingerlo ad infilarmi la sua dannata lingua in bocca.
A Baku provo a darglielo.
In piscina, per la precisione. Quella interna dell’hotel, perché quella esterna è troppo gettonata col caldo ed il sole ed io volevo farmi un paio di vasche tranquillo prima che la settimana di gara iniziasse riempiendoci dei soliti impegni.
Mentre nuoto penso a lui, chissà se ha colto il mio messaggio e se verrà? Non gli ho dato proprio appuntamento e lo stronzo potrebbe fare finta di nulla, conoscendolo c’è questa possibilità.
Del resto gli ho solo detto che sono nella piscina interna, non è che gli ho detto di raggiungermi e muovere il suo culo.
Faccio un paio di vasche in semi apnea limitandomi ad uscire dall’acqua solo per inspirare, per il resto mi limito a nuotare finché non ne ho più.
Voglio dargli un calcio in culo, ma non ho in mente niente di preciso, però se non mi creo occasioni non succederà niente.
Ad ogni bracciata il suo volto si fissa sempre meglio nella mente; ultimamente mi sta sempre in testa, ho solo lui, sempre lui, specie se so che siamo nello stesso posto. È qua da qualche parte, questa consapevolezza mi rende carico di una frenesia che sfogo nuotando.
Sto per iniziare l’ultima vasca con quella poi di darmi tregua e pensare a qualcos’altro per farlo venire, magari una foto come si deve di quelle che gli ho già mandato la settimana scorsa, ma improvvisamente un tuffo mi distrae. Dopo di questo, una saetta si mette a nuotarmi accanto ed in un attimo mi supera.
Non ho bisogno di fermarmi e di guardare per sapere che è lui. Solo lui si tufferebbe per gareggiare con me, perché fra noi sarà sempre una sfida ed io non posso che raccoglierla.
Così eccoci qua, lo stronzo ha più fiato di me perché è appena arrivato, ma io ho una scarica d’adrenalina perché finalmente è qua con me, mi ha raggiunto e se sono fortunato gli altri saranno fuori dalle palle od in giro. Normalmente nei giorni liberi delle settimane di gara, i piloti vengono prima ed approfittano per andare un po’ in giro per la città o magari stanno al mare o dipende sempre da dove si è.
L’idea di averci azzeccato mi riempie di entusiasmo, ma quando torno indietro ho ormai perso il conto delle vasche che ho fatto, perciò sono stremato e rimango indietro. Alla fine arriva primo e nonostante io sappia che non era una vera gara, visto che non avevamo iniziato insieme e che lui era fresco, aver perso mi sta altamente sul cazzo, così invece di arrivare al bordo, mi inabisso e lo raggiungo da sotto, gli prendo il costume e lo tiro giù.
Per la verità non ci ho pensato molto, volevo annegarlo, ma poi ho visto il tuo costume chiaro ed ho capito che erano gli stessi che aveva la settimana scorsa con Kelly in barca e non ci ho visto più.
Non volevo denudarlo per saltargli addosso, è stato per la verità uno scatto di fastidio puro e semplice, ma il risultato è che rimane col ‘gioiello’ libero.
Dopo di questo risalgo in superficie percorrendolo con le mani e mentre si dimena per la sorpresa del mio attacco, lo affondo prendendo finalmente aria a pieni polmoni.
È stato un attacco di gelosia bello e buono, ma se sono fortunato penserà che volevo fare il maniaco o vendicarmi della sconfitta.
Mi afferro al bordo ansimando per la fatica, Max però non ci mette molto a farsi sentire e da sott’acqua mi afferra il costume e strattona con scarsa delicatezza.
Rimango a galla perché sono appeso, ma rido malizioso sentendo che come me approfitta del mio corpo per risalire. Mentre lo fa sembrando un anguilla sexy, i brividi sono già su tutto il corpo e la mia mente mi anticipa quella che spero sia la sua prossima mossa: la sua lingua in bocca!
C’ho già un principio d’erezione, peccato però che lo stronzo una volta a galla mi lascia, si fa in parte e si tira su il costume finito sotto il culo. Lo fa pure ridendo!
- Certo che sei permaloso! - commenta divertito.
Permaloso? Tutto qua? Perché diavolo non approfitti di me, maledetto idiota?
È l’occasione perfetta! Non c’è nessuno, cosa diavolo vuoi, un appuntamento ufficiale?
Lo fisso stizzito ancora qua in acqua, le braccia appoggiate fuori sul bordo della vasca a sfioro, ancora incredulo che non abbia approfittato per molestarmi.
- Certo che sei idiota! - brontolo a denti stretti e scuotendo la testa.
Max capisce che ho qualcosa–non che sia difficile intuirlo, ce l’ho scritto in faccia–ma appena inarca le sopracciglia senza capire, io, invece di alzarmi il costume che mi ha abbassato, me lo levo del tutto, glielo metto in testa e poi esco issandomi fuori.
- Charles! - mi chiama shoccato.
In risposta, mentre esco, gli metto la pianta del piede sulla faccia ricacciandolo sotto. Una volta in fuori e ancora gloriosamente nudo, me ne vado a zonzo lungo il perimetro dell’ampia vasca per raggiungere il lato dove avevo appoggiato l’asciugamano e le mie cose.
Giusto in questo momento le porte si aprono e si sente entrare qualcuno che non distinguo e nemmeno vedo, sono troppo incazzato. Sta perdendo solo tempo, non ne avremo per sempre. Rimpiangeremo tutte queste stronzate fatte al posto di metterci insieme e approfittare.
- Ehi! - mi chiama ancora, presumo che voglia farmi notare che sono nudo mentre non siamo più soli; a questo alzo il dito medio continuando a camminare come mamma mi ha fatto.
Dietro di me lo sento muoversi, ma non ho tempo di capire che faccia di preciso, poiché mi sento afferrare dalle sue braccia dannatamente forti, più di quel che avrei immaginato.
Max mi avvolge per la vita, mi tira di lato e finiamo giù.
Il rumore del tuffo, l’acqua che schizza fuori richiudendosi sopra di noi. Mentre affondiamo insieme, ci muoviamo al rallentatore; mi giro fra le sue braccia, i piedi toccano il fondo della piscina, le nostre mani aggrappate uno all’altro. Ci guardiamo e ci vediamo sfocati, ma non ha importanza perché finalmente è qua con me come si deve ed io non capisco più un cazzo. Finalmente ce l’ho. Finalmente è esattamente dove volevo che fosse e senza esitare avvolgo le gambe intorno alla sua vita. Sono consapevole di essere completamente nudo, ma sono anche sicuro che in qualche modo mi proteggerà e mi impedirà di essere visto da chissà chi.
Lo abbraccio nascondendo il viso contro il suo collo. Dio, è così bello lasciarsi andare del tutto per una volta, così splendido!
Voglio baciarti maledetto stronzo, ma me lo ricordo che devi essere tu. Quando diavolo ti decidi a farlo? Quanto vuoi torturarmi, ancora?
Non si capisce quanto ti voglio da come il mio cazzo preme contro la tua pancia? Quanto sono eccitato solo perché sei qua con me?
Baciami e basta!
Ma questo calcio in culo rappresentato in questo caso dalla mia erezione contro la sua pelle nuda, non sembra bastare. Non mi bacia e tenendomi a sé con una mano sulla mia nuca, riemerge con me avvinghiato a sé come un polipo.
Contro la schiena sento la superficie dura e liscia della parete della piscina dove mi preme, mentre rimango aggrappato a lui con le gambe e le braccia, il viso sempre affondato nel suo collo bagnato.
Max si regge ai bordi con una mano, l’altra ancora sulla nuca come dovesse nascondermi ed io, per niente intenzionato a mollare, gli bacio il collo proprio lì dove la mia faccia è ben nascosta.
Lo sento tendersi e piegare la testa, ma non fa molto per liberarsi.
La risata diventa un sospiro che si abbassa nel tentativo di non farsi sentire.
- Charles... - mugola piano strofinando la testa contro la mia. La mia bocca risale sul suo orecchio, mordicchio il lobo e lui sospira ancora di piacere. Col bacino mi muovo contro il suo, ma in acqua non è facile farlo bene, non ho un punto d’appoggio e forse non c’è l’effetto che volevo.
- Charlie, non siamo soli... - cerca anche di ragionare mentre gli lecco l’orecchio.
In risposta inizio a muovere avanti ed indietro il bacino contro di lui. Non sento molto, maledetta acqua, ma entrambi sappiamo cosa sto facendo e ne ho la conferma quando mi preme ancora di più contro la parete della piscina, sotto l’acqua. Presumo per sentirmi meglio.
Credo che funzioni, da come ora sento chiaramente il cazzo schiacciarsi contro il suo inguine ed il suo stramaledetto costume. Costume che mi premuro di abbassargli. Max fa un incrocio fra un mugolio ed una risatina di sorpresa, non aspettandosi questa cosa. In realtà non ho proprio idea di chi ci sia, né se stiamo dando spettacolo, ma spero che comunque da fuori non si veda che sto strofinando il mio cazzo contro il suo inguine finalmente libero. Sto andando ora con la mano dritta alla ricerca del suo cazzo fra i nostri corpi avvinghiati, ma questa volta mi afferra il polso e mi ferma. Da qui capisco che sì, c’è davvero qualcuno.
Riemergo dal suo collo con un lamento che sembra un ringhio; seccato oltre i massimi storici guardo torvo sopra di noi per vedere chi diavolo osa rompere le palle e solo quando metto a fuoco le 4 figure in piedi immobili a fissarci con aria interessata e poco shoccata, tutta la libido svanisce e li mando a cagare apertamente.
- Ma andate a fanculo, potevate levarvi dalle palle vedendo che eravamo noi! Cazzo!
George, Alex, Lando e Carlos si stanno facendo una discreta cultura, anche se in effetti sono lontani e in teoria non si dovrebbe essere visto molto. Non che io sia realmente riuscito a fare qualcosa, porca puttana. E non che mi preoccuperei di essere visto da loro. Da Pierre sì, ma da loro onestamente...
E comunque alla fine mi sono solo strofinato e fra l’altro con l’acqua non c’è stato molto effetto. È tutto attutito e il piacere era completamente mentale. L’idea di essere avvinghiato a lui, che si schiacciava contro di me e che stavo leccando il suo collo ed il suo orecchio.
- No scusa, è che era istruttivo... - replica Lando.
- Avevi visto che erano loro? - chiedo a Max. Il signorino ha un sorriso plastico ed è anche piuttosto rosso in viso. Li guarda ed evita di ricambiare il mio sguardo ravvicinato, rimane qua premuto su di me a schiacciarmi alla piscina.
- Max? - lo chiamo senza capire che diavolo abbia e perché non mi risponde.
- Non sai dove arriva la punta del mio cazzo ed in che condizioni è! - sibila a denti stretti, apparentemente ancora sorridendo.
Spalanco gli occhi e cerco il suo sguardo che continua ad eludermi, solo da questo capisco che deve davvero essere in condizioni terribili.
- Sei serio? - replico ignorando gli altri quattro che naturalmente non pensano di andarsene.
- Sì sai, siamo amici e sanno tutto, ma c’è un limite a ciò che voglio fargli vedere. Specie perché anche tu ce l’hai ancora duro e sei più nudo di me!
In effetti il mio costume galleggia nell’acqua e solo ora che lo dice me lo ricordo e li noto. Avvampo realizzando realmente cosa significa e un’ondata di gioia vittoriosa mi assale.
È protettivo nei miei confronti!
Non so perché ma questo mi lascia profondamente soddisfatto. Volevo solo spingerlo a baciarmi e penso che se non ci fossero stati loro l’avrebbe fatto, ma se non ci fossero stati non mi avrebbe assalito in questo modo per coprire la mia nudità.
La reazione conseguente involontaria, poi, è il massimo!
Al settimo cielo lo circondo con le braccia come prima, stringendomi di più contro di lui. Aderisco a lui con ogni superficie possibile, ma non c’è più quell’eccitazione né quel fastidio per l’acqua che attenua le sensazioni fisiche. C’è solo felicità ed entusiasmo. Stupido, infantile entusiasmo.
È tutto qua quello che voglio ora. Le sue braccia intorno a me e nient’altro. Il resto può aspettare.”
NOTE: avevo bisogno di chiarire un po’ la questione Kelly, perché per me è chiaro il motivo per cui si sono messi insieme all’inizio, doveva sopportare l’allontanamento con Charles, ma ora che sta per mettersi con lui perché ci resta? Sono subentrati altri fattori, molto comuni per certe categorie di persone, e così mi sembrava necessario chiarire anche ‘la questione Kelly’.
La scena della piscina mi sono divertita troppo a scriverla e spero sia venuta come la immaginavo. Per loro è sempre tutta una sfida, ma è anche vero che stanno girando intorno all’ovvio e che entrambi hanno dei caratteri estremamente competitivi. Tutti e due vogliono comandare, ma prima o poi dovranno cedere. Alla prossima. Baci Akane