75. CHIARIMENTO MATTUTINO

lestappen

/Charles/

“La disperazione si manifesta nel viso di Max dove un po’ di barba spunta rendendolo fottutamente sexy e virile. 
La mia mano lascia la sua erezione che si sta già facendo dura e appena mollo, lui mi risponde sincero: - Il mio culo dice di sì! 
Inarco un sopracciglio scettico, sebbene sia davvero difficile attivare il cervello. 
- In che senso? - infatti forse poteva essere una risposta chiara se fossi stato più sveglio, ma la sua mano scende dalla mia schiena al mio sedere inarcato e lì inizia a giocare distrattamente come se fossi di sua proprietà, ormai, e potesse fare tutto ciò che vuole con me.
O ricorda qualcosa più di me, o sta ancora dormendo, o i gin tonic lo hanno rincoglionito. Sono tutte probabili in realtà ed una non esclude l’altra. 
Mio malgrado non lo fermo. 
- Le sensazioni post scopata le ho tutte. - dice con la sua voce roca e graffiante che aiuta la mia erezione a raggiungere lo stesso stato della sua. 
Già siamo di mattina, poi siamo nudi e lui è spettinato e maledettamente erotico. 
Non immaginavo potesse esserlo così tanto al mattino. 
- E sarebbero? - fatico a capire. Fatico a riprendermi. Fatico tutto specie perché adesso il suo dito si sta intrufolando fra le mie natiche alla ricerca di qualcosa che una volta ricordo ha fatto per farmi capire che provo le sensazioni, eccome se le provo. 
- Mi fa male il culo, Charles. Hai mai avuto un cazzo in culo o l’hai sempre messo tu a Pierre? 
La sua domanda seccata mi fa montare male, non che la mia Luna abbia bisogno di aiuto per storcersi appena sveglio, ma lui ovviamente ha sempre quel dono e mentre sto per tirargli il capezzolo con cui le mie dita si sono messe a giocare, mi fermo in tempo solo perché ora il suo dito trova la strada giusta e così invece di pizzicarlo, premo la faccia sul suo petto piegando meglio la gamba sotto di me per dargli tutto l’accesso che vuole. 
Nel frattempo la mia voce risponde in un misto di seccato e piacere. 
- Sì che l’ho preso in culo. Una volta. L’ultima che l’abbiamo fatto. È così che ha capito che non ne potevo più!
Solo quando toglie il dito che mi dava i brividi di piacere, capisco che non glielo avevo mai detto e che non deve essergli piaciuto il dettaglio. Infatti non mi tocca più, alza entrambe le braccia incrociandole dietro la nuca e mi fissa duro, aspettando che io alzi la testa e rimedi. 
- Bene, allora ti ricorderai che ti faceva male il giorno dopo! A meno che non ce l’abbia così piccolo da non sentirlo nemmeno entrare! 
Non saprei se definirlo acido o velenoso, quello che esce dalla sua splendida bocca, ma riemergo dal suo petto con un sorrisino malizioso e divertito. 
È incazzato, ovviamente, ma visto che a quanto pare in qualche modo abbiamo rotto il ghiaccio ieri sera, tanto vale approfittarne e prendere il volante come ho sempre saputo di voler fare. 
Mi arrampico su di lui alla volta del suo viso e quando sto per baciarlo, rispondo: - Pierre è adeguatamente dotato e sì, hai ragione, ricordo che il giorno dopo ero indolenzito... 
A questo Max gira la testa di lato impedendo alla mia bocca di posarsi sulla sua, è duro e scocciato. Duro quanto il suo cazzo poco fa prima che si smontasse per l’introduzione di Pierre che da parte mia non è stata volontaria.
- Certo, far entrare qualcosa di grande e duro in un buco piccolo e stretto non è di certo come cagare! 
A questa sparata scoppio a ridere. So che è arrabbiato e lo capisco, ha anche ragione di sicuro, ma ha messo lui in mezzo Pierre! 
Ma visto che ora fa l’arrabbiato, vediamo di sistemare le cose. Sono bravo in questo. 
Mentre scendo lentamente sul suo collo, lo bacio e gli parlo lieve a fior di labbra, scaturendogli brividi che sicuramente cerca di contrastare perché è testardo. 
- Ma fa male solo se non sei abituato a prenderlo. Se fai esercizio non dovresti avere problemi... 
Max mantiene le braccia dietro la nuca e resta dritto mentre io scendo giù prendendo possesso del suo corpo ben modellato grazie alla palestra. Non è muscoloso, ma rispetto a prima che era morbido e semplice è tutta un’altra cosa. 
È dannatamente eccitante, ora, e le mie labbra glielo fanno sapere. 
- Che c’entra, non lo prendo da un sacco, sai? - il modo in cui lo dice è più un miagolio che tenta di essere un ringhio. La mia bocca sta facendo il suo dovere sul capezzolo di prima, con le dita gli stuzzico l’altro e mentre lo mordicchio e lo succhio, proseguo la mia opera di ammorbidimento. 
- Lieto di sapere che il tuo culo aspettava il mio cazzo, allora. 
A questo Max finisce per ridere. È più forte di lui, credo. 
- Che romantico che sei! - sapendo che gli è già passata, rido anche io scivolando sui suoi addominali che ora sono rilassati e più facili da mordicchiare mentre scendo nel mio paradiso personale. Paradiso che ora è proprietà privata. 
- E quindi abbiamo scopato ma nessuno se lo ricorda perché troppo sbronzi, eh? - dico languido una volta arrivato sul suo inguine che lecco. 
Max si tende e respira corto. Scioglie le braccia e infila le dita fra i miei capelli.
Giuro che se mi tiri di nuovo i capelli ti stacco le palle! 
Ricordo di averglielo detto. Anzi. è l’ultima cosa che ricordo di ieri sera. 
- Mmm... già... - oh, non gemere, ho un fottuto debole per la tua voce, se la usi così è terribile. - Che pensi di fare in merito? - aggiunge malizioso.
Gli mordicchio le linee dell’inguine prima di raggiungere il suo cazzo che ieri sera ho così ben volentieri succhiato. Un bel ricordo a cui ora si aggiungerà questo. 
- Avrei un’idea, senti se ti piace... 
Prima di dirglielo, glielo lecco tutto partendo dalla base fino alla punta, poi lo prendo in mano che si sta già rigonfiando come prima e mi carezzo il viso con questo. Mentre lo faccio sollevo lo sguardo furbo su di lui; Max alza la testa alienato ed eccitato, impaziente che gli dica l’idea e gli faccia il pompino. 
- E sarebbe? 
Sorridendo malizioso e divertito continuo a carezzarmi il viso col suo pene liscio e glielo bacio dolcemente, Max si lamenta, ma non capisco se di piacere o disperazione. 
- Pensavo di rifarlo di nuovo adesso che siamo sobri. Così entrambi lo ricorderemo.
Max capisce subito il riferimento e la sua risata mi riempie di brividi di piacere. 
- Finalmente puoi attuare il tuo piano geniale! Da quanto è che provi a scoparmi usando questo sistema? 
Mentre gli avvolgo il cazzo ed inizio a succhiare, entrambi ricordiamo le volte precedenti, quando prima ero io quello ubriaco che non ricordava cosa era successo la sera e poi è capitato a lui lo stesso, tempo dopo. 
In entrambi i casi il discorso era ‘e se avevamo scopato e non lo ricordavi?’ ‘Beh, ci toccava rifarlo così anche io potevo ricordarlo!’
Ma nessuno dei due idioti ha mai mentito dicendo che era successo davvero, siamo sempre stati stupidamente sinceri uno con l’altro, nessuno dei due ha approfittato delle condizioni pietose dell’altro. È la prima volta che siamo tutti e due ubriachi allo stesso modo, nessuno ha dato un freno all’altro e abbiamo fatto tutto ciò che volevamo. 
Non è un problema, a distanza di due anni ce l’abbiamo fatta. Adesso, però, è ora di attuare quel dannato piano. 
Max spinge il bacino mentre succhio il suo cazzo che è molto eccitato, accompagna i movimenti sempre più impetuosi con le mani sulla nuca e l’idea che mi stia scopando la bocca mi sta già facendo impazzire, ma non voglio finisca così. Non voglio sia così veloce. 
Perciò mi interrompo scendendo sulle sue cosce, lecco e mordicchio la parte interna così sensibile che lo fa gemere e lamentarsi, per poi risalire sul suo corpo, lasciando la scia umida con la lingua. Lo sguardo fisso sul suo, famelico e voglioso. 
Sei mio, adesso te lo farò capire meglio. Sei sobrio e non hai scuse. Dovrai ricordarlo per sempre. 
Adesso non si gioca più, il tempo dei riguardi è finito. 
Ora prendo io il comando e se un giorno vorrai ribellarti dovrai impegnarti parecchio. 
Ritrovo la sua bocca mentre gli salgo sopra a cavalcioni ed inizio a carezzarlo col bacino, procurandomi piacere da solo col suo corpo morbido e caldo sotto di me. Gli succhio il labbro e mi struscio su di lui come fossi in calore. 
La voglia cresce e Max accompagna i miei movimenti con le mani sulle mie natiche, finché passo dalla bocca all’orecchio e dopo averglielo leccato, sussurro roco e sensuale: - Pensi di succhiarmelo anche tu o ti devo costringere infilandotelo in bocca prepotentemente? 
Max sorride malizioso e divertito e dal mio culo passa alla mia nuca, abbracciandomi. 
- Mm... che splendida tentazione... 
Al mio morso proprio nella porzione di pelle sotto all’orecchio, lui mugola e ride decidendosi a spingermi sulla schiena. Per fortuna non perde altro tempo e mentre commenta con un malizioso: - Ma come sei permaloso! - scende sul mio corpo con quella sua dannata bocca da pompino. 
Bocca che scoperò come poi farò col suo culo, perché adesso è mia e me la merito. La merito di possederla come mi va. 
Ma adesso scivola sulla mia pelle, mi bacia e mi lecca e si perde a godere di me e di quel che gli piace ed io lo lascio fare. Lo lascio prendermi, succhiarmi, carezzarmi e assaporarmi come vuole, perché adesso anche io sono suo e mi può avere come e quando desidera. 
Quanto cazzo ci abbiamo messo per arrivare a questo? Ma finalmente ci siamo e quando la sua bocca si chiude sulla mia erezione dura e pulsante, sospiro subito di piacere e sollievo. Max non perde molto tempo, non è nel suo stile. Non gioca più con me: mi vuole, mi desidera e non ne può più. Soprattutto vuole che io lo scopi, perché vuole di nuovo abbandonarsi a me e non vuole più lottare per ottenere ciò che vuole. Vuole riceverlo e basta. 
E poi gli devo ancora dare il premio speciale per il suo primo mondiale. 
Il mio cazzo cresce nella sua bocca che ci sa davvero fare coi pompini, le sue labbra morbide e bagnate percorrono tutta la mia lunghezza e mentre mi gonfio e gli arrivo fino in gola, inizio a spingere sentendomi di nuovo al limite. 
Poco prima di sparare e far finire tutto, scivolo via da lui e mi tiro su sulle ginocchia ordinandogli roco e carico di desiderio: - Girati... 
Lui non se lo fa ripetere, non discute, non combatte. È ben felice di farlo e vederlo così arrendevole è strano e bello insieme. 
Non avevo proprio capito niente di lui.
Non vedeva l’ora che prendessi il sopravvento. Ecco perché la tirava per le lunghe. 
Ebbene, caro Max, adesso ti accontento. 
Si gira rimanendo a carponi, preme il viso sul letto e mi dà la parte di sé che da adesso in poi sarà solo mia. 
Sparisco lì col viso, gli apro le natiche e gliele lecco infilandomi prima con le dita. Ci gioco un po’ e lascio che goda, perché so quanto è bello per noi uomini questo trattamento, perciò mi prendo cura di una delle sue parti migliori, mentre lo masturbo infilando la mano fra le sue gambe. 
Max è un’anima in pena, geme e si contorce sotto di me, non ce la fa più, così quando mi chiama carico di desiderio, quando sento il mio nome uscire dalla sua bocca con quella voce roca che mi fa impazzire, smetto con dita e bocca, mi raddrizzo e dopo essermi lubrificato di nuovo con la saliva, lo prendo per i fianchi, gli allargo le natiche e mi indirizzo in lui.
Dopo un paio di spinte delicate e pazienti, finalmente riesco ad entrare bene. 
Da come entro più facilmente di quel che mi aspettassi, devo essere andata meglio di ieri sera da sbronzo, anche se non lo ricordo. 
Piano e calmo affondo sempre di più fino a che, una volta che sono fino in fondo, inizio a muovermi più velocemente e fluido. 
Sono dentro di lui. 
Sollevo lo sguardo a guardare la sua schiena nuda e spaziosa, Max gira il capo e mi cerca con lo sguardo, mi succhio il labbro immaginando di farlo col suo finendo per sospirare e gemere con la sua voce che si unisce alla mia. 
Mi muovo più veloce e tutto cresce d’intensità e piacere. I brividi mi ricoprono dalla testa ai piedi e non vorrei essere in nessun altro posto, in questo momento, che dentro di lui.
Dentro il mio Max. 
Adesso mi prenderò io cura di te. Da adesso ci penserò io a te, baby. 
Quando lo penso il piacere è acuto ed assoluto e non posso far altro che aumentare le spinte e la forza perché non riesco a resistere. 
Ne voglio di più, proprio come mi sta implorando lui, e solo quando ci chiamiamo a vicenda, quando lui geme il mio nome ed io il suo, tutto sparisce, la stanza sfuma e rimaniamo solo noi due intrecciati e fusi insieme. Qua finalmente vengo inarcandomi all’indietro e roteando gli occhi. Tutto esplode e per un istante mi sento vivo e carico di emozioni che straripano insieme, la felicità sta addirittura per uscirmi dagli occhi. 
Sono così normale. Così meravigliosamente normale. 
Grazie Max. Grazie per avermi trasformato in un umano così normale. Grazie.”

/Max/

“Il suo corpo è fatto per scopare. In particolare per scopare me. 
La mia lingua che percorre il suo corpo sinuoso e perfetto concorda con questa mia scoperta. Non riesco a smettere di toccarlo e succhiarlo. Adesso che posso favorire di qualsiasi sua parte, non farei altro dalla mattina alla sera. Non mi sembra di averne abbastanza. Ne voglio di più. Ne ho più bisogno. 
Prendo in bocca il suo cazzo che cresce subito, mi aiuto con la mano mentre spinge col bacino scopandomi la faccia ed io non voglio altro che questo. Che mi scopi. 
Mi fa impazzire, vuole prevalere ma al tempo stesso sta bene qua sotto di me, sotto la mia bocca, con le mie mani che lo toccano ovunque. 
Ne ho bisogno. Ho bisogno di toccarlo. Ho bisogno di sentire che questo tutto ciò che desidero da molto, ora è finalmente mio. 
Lo sento ingrandirsi nella mia bocca, sta per venire e appena lo penso mi stacca e con la sua tipica prepotenza che mi fa impazzire, mi ordina di girarmi. 
I brividi mi percorrono dalla testa ai piedi. Non oserei mai oppormi. Finalmente l’hai capito che devi prevaricare e che ti adoro nella tua versione più vera e istintiva. 
Questo sei tu al cento percento e nessuno ti vedrà mai così come ti vedo io, nessuno conoscerà mai la parte più vera e profonda di te. Quel tuo essere un demonio invece che l'angelo che tutti vedono. 
Perché sei bravo, dannatamente bravo a far credere a tutti ciò che vuoi e so che lo fai perché vuoi rendere orgoglioso tuo padre, ma sicuramente lo sarà anche se mi trombi con prepotenza perché vuoi possedermi tu, perché ti piace dannatamente comandare, perché stare sopra tutti è la tua ragione più reale di vita ed io te la voglio dare; perché anche a me piace vincere, ma più di questo mi piace sentirti carico di trasporto che mi fa capire quanto cazzo mi vuoi.
Fammi sentire tuo. Tuo fino in fondo, irrimediabilmente tuo. 
Dopo una preparazione che non saprei quanto è lunga e adeguata nella realtà, perché sapendo cosa sta per fare son già in delirio, penso di implorarlo ad un certo punto e finalmente dopo lingua e dita arriva il suo cazzo.
Charles mi penetra e questa volta mi resterà in mente; qualche flash di ieri sera torna, è vago ed indistinto. Abbiamo fatto la stessa posizione, credo. 
Sta un po’ fermo per permettermi di abituarmi per poi muoversi piano e con pazienza, andando via via sempre più a fondo e veloce. 
I brividi mi ricoprono dalla nuca lungo tutto il corpo diventando sempre più elettrici. 
I nostri gemiti riempiono la stanza, le sue dita affondano nei miei fianchi possessivo ed impetuoso.
È così fottutamente prepotente e prevaricatore. 
Sei splendido. Qua c’è la tua vera essenza ed io sono così fottutamente perso per te. Mi vuoi da matti e finalmente mi hai preso proprio come hai sempre voluto fare e finalmente sono tuo. Proprio come volevo da anni. Non poteva essere in un altro modo.
Charles è Charles. Ha un’aura speciale. È la persona che mette tutti d’accordo, al contrario di me che divido le masse fra chi mi ama o chi mi odia. Lui in qualche modo riesce a piacere sempre, eppure dentro di sé è così fottutamente imperfetto e prepotente. 
Il suo cazzo affonda ripetutamente mentre il suo inguine sbatte contro il mio culo, i colpi si susseguono frenetici e potenti finché sento che tocca quella parte dentro di me che mi sconnette totalmente. Le scariche sono ancor più forti ed incontrollate e corrono lungo la spina dorsale, in un istante sono ovunque nel mio corpo che rimane stordito e profondamente scosso. 
Scariche di un piacere assoluto, bollente, impetuoso. 
Sei il mio meraviglioso demonio nel corpo di un angelo. Sei così fottutamente sexy e caldo e sei mio. Assolutamente mio. 
Gemo il suo nome e mentre veniamo anche lui geme il mio e tutto sfuma, tutto esplode. Tutto diventa bianco. 
Meravigliosamente bianco e non nero, non rosso. Bianco e basta. 
Charles mi prende e mi fa suo ed è come se si prendesse cura di me; mi abbandono totalmente a lui, posso rilassarmi, finalmente, perché non ci sono più lotte e guerre, tutto ciò che voglio finalmente ce l’ho dentro di me.
Mentre Charles sfinito e ansimante mi si abbandona addosso cingendomi per la vita, il suo sperma caldo scivola giù fra le cosce mentre il mio probabilmente è spalmato sul letto sotto di me. 
Mi bacia la schiena raggiungendo la spalla ed il collo. Giro il capo alla ricerca di lui e quando arriva al viso, mi bacia lieve e sfinito. Intrecciamo le labbra senza fare altro. Solo così. 
Ci sentiamo, ci respiriamo e ci godiamo questo momento perfetto. 
Sto bene. Sto così bene. Non credo di essere mai stato così felice. 
Prima di ora ho vinto un mondiale ed ho fatto sesso un sacco di volte, spesso è stato splendido, sono stato con una persona meravigliosa come Daniel, mi sono successe tante cose belle oltre a quelle di merda legate a mio padre e all’infanzia del cazzo che mi ha regalato. 
Ma niente è paragonabile a questo. 
Alla sua bocca sulla mia, il suo corpo snello e bollente che mi ricopre, le sue braccia che mi circondano possessive e decise. 
- Sei mio, Max? - chiede ricordandosi solo alla fine che siamo in due. Sorrido al suo tentativo di sembrare meno egoista e prepotente. 
- Io lo sono, e tu? - chiedo sfinito a mia volta, il cuore galoppa velocissimo ed ora penso che non camminerò più dritto per diversi giorni, ma sono dannatamente felice. 
Charles sorride e strofina il viso contro il mio raggiungendo la guancia dove posa un tenero bacio. 
- Sì, lo sono. - a questo non serve aggiungere altro. Finalmente inizia un altro settore della nostra pista, un settore che percorreremo insieme.
Questa volta è vero, è reale ed è completo. Non ci sono ripensamenti, parentesi, postille. 
Siamo solo noi due che stiamo veramente fottutamente insieme. Punto e basta. 
- Non te lo farò mai rimangiare, lo sai? - Charles ride e mi stringe ancora di più, e nonostante ora stiamo dannatamente scomodi rimaniamo così per catturare la sensazione splendida, per non scioglierla, per non farla passare. 
Se ora suonassi al piano, Charles, cosa uscirebbero dalle tue dita sempre malinconiche? Sarebbe una melodia più felice di quella che mi hai fatto sentire quel giorno a casa tua? Spero di sì. Spero di averti reso almeno un po’ più sereno, spero che ora, grazie a me, il tuo sorriso sarà più luminoso e che tu sia un po’ più felice. Lo spero davvero, perché io lo sono grazie a te. Felice.” 


NOTE: Qua finisce la seconda parte e col prossimo capitolo inizierà la terza e ultima. 
Mi piace tirare i fili che avevo messo precedentemente, fare riferimenti a cose dette o fatte, come che alla fine hanno davvero fatto sesso per la prima volta da ubriachi dimenticandolo, finendo poi per rifarlo da sobri per ricordarlo. 
Io vedo un Charles che con Max è molto differente da quello che il mondo conosce, la prova lo è il modo in cui si intestardisce con lui restituendogli tutti i torti che subisce in pista. Si parla dei primi anni, ma non ha più dovuto dargli lezioni perché poi di fatto Max si è fatto addomesticare da Charles. E questa è la prova della mia teoria. E cioè che Charles con Max è dominante. 
PERÒ, c'è un però. Sono anche molto convinta che i loro ruoli a letto non siano così fissi e nel corso della fic cambieranno in base a ciò che vivono. Lo dico perché magari qualcuno invece preferisce altri ruoli. Per un po' c'è CharlesXMax, ma poi, per amor di chiarezza, diventerà MaxXCharles. Alla prossima. Baci Akane