78. RICERCA DI EQUILIBRIO

lestappen

 /Max/

“Il sole riscalda e probabilmente mi ustionerò visto la pelle cadaverica da biondo che mi ritrovo, ma il gin tonic in mano mitiga il cazzo che me ne frega, visto che la musica selezionata dal mio amico è forte e copre le nostre chiacchiere che possiamo fare apertamente e senza la paura di essere sentiti o doverci preoccupare di Kelly, provvidenzialmente occupata con la piccola da qualche altra parte di questo enorme yacht gentilmente offerto da Martin qua con me. Il mio amico, appunto. 
Lui sorseggia un altro intruglio arancione di cui non ho capito il nome e siamo qua a galleggiare sul mare sotto il sole di Miami, col mio cervello annebbiato dall’alcool e probabilmente colpito da un’insolazione che non registra molte cose. 
Stiamo facendo alcuni giorni insieme al mare sul suo yacht perché mi ha invitato, e visto che siamo amici non avevo ragione di rifiutare. O meglio quando ho accettato ad Abu Dhabi non ne ho trovati, poi lo sguardo affilato di Charles quando gliel’ho detto mi ha fatto capire che una ragione ci sarebbe stata, ma ormai avevo già accettato e non sapevo più cosa inventarmi.  
Mentre parlo con lui proprio di Charles, la mente mi ripropone, fuori dal mio controllo, il flashback di quando gli ho parlato dei miei programmi per le vacanze. 

**

Glielo dico senza rifletterci, totalmente ad istinto. 
- Per queste vacanze abbiamo deciso per l’America, in particolare Miami. In realtà non avevamo le idee chiare finché Martin non mi ha invitato là da lui sul suo yacht. Alla piccola piace il mare, così abbiamo deciso di approfittare... 
Mentre parlo a ruota libera, sciolto come non mai sui cazzi personali che mi viene bene da condividere con Charles, la voce si spegne in gola e la lingua si annoda notando il suo sguardo affilato come la lama di un coltello.
Eh sì, Charles ha proprio superato il suo famoso vecchio blocco. Adesso esprime egregiamente quel che prova. Almeno con me, poi non so con gli altri. 
- Non ti sta bene? - chiedo cauto. 
Charles si stava rivestendo e preparando prima di andarcene definitivamente da questo yacht che per stanotte è stato il nostro nido d’amore. 
Poi andremo via e torneremo dagli altri, alle nostre vite che stavamo conducendo prima di ora, e mi chiedo come sarà. Ma un assaggio lo sto avendo proprio ora. 
- Perché mi chiedi se mi sta bene? Hai solo condiviso il tuo programma per le tue vacanze. 
L’acidità a momenti mi corrode fino alle ossa e spalanco gli occhi incredulo, Charles dopo questo sguardo terribile è tornato a guardarsi le scarpe che si sta allacciando seduto sulla poltroncina della cabina. 
Mi mordo il labbro in un misto fra il contento e lo stordito. 
Ora. So che Charles è geloso di me, lo è sempre stato e l’ha sempre teneramente dimostrato con sceneggiate più o meno adorabili che mi hanno sempre fatto impazzire, ma ora è diverso. Prima non stavamo insieme. 
Mi sa che devo trattare la cosa diversamente da come facevo prima. La consapevolezza mi colpisce adesso su due piedi, ma è troppo veloce ed io sono ancora troppo scombinato per poter ragionare lucidamente e con efficienza. 
Mi gratto la nuca perplesso. 
- Beh, hai fatto una faccia assassina. - alla fine non ho tirato fuori chissà quali strategie, non sarebbe comunque da me. 
Lui piega le labbra con amarezza, fingendo malissimo l’indifferenza. Si vede in realtà che si sta consumando dall’interno. 
- No, era la mia faccia normale. 
Ok sta succedendo. È la nostra prima quasi lite. O lo sarebbe se io fossi una testa di cazzo e la gestissi di merda. 
Dai Max, sii normale. Sii normale. Sii normale. Gestiscila bene! 
- Perciò non ti irrita che passo parte delle vacanze con Martin nel suo yacht? 
Ero normale? L’ho gestita bene? Charles mi lancia un altro sguardo velenoso e gelido. Si alza in piedi sistemandosi i pantaloni e la maglietta mentre si guarda allo specchio del bagno dove entra tenendo la porta aperta. 
Io lo guardo perplesso. 
- No, per niente. - dice dopo un po’ che si è occupato anche dei capelli usando un po’ di acqua sulle dita. È maniacale nella sua preparazione, non avevo mai avuto il piacere di assistervi. 
- Charles, ieri sera mi ha invitato da lui a Miami, oltretutto ha esteso l’invito ad amici e famiglia, chiunque io voglia portare. Per quale ragione dovrei dirgli di no? 
- Infatti non devi. Vacci e divertiti. - replica secco e asciutto continuando a fissare con durezza la sua immagine assolutamente perfetta allo specchio. Non so come diavolo ha fatto a risorgere così dopo la notte che abbiamo avuto e non so nemmeno che razza di ora sia adesso, ma sembra un fiorellino primaverile. 
A parte quando smette di fissarsi e si gira per guardarmi come se fossi una nullità. 
- Solo non capisco perché me l’hai detto. Hai i tuoi programmi precedenti a noi. Anche io li ho, cosa credi? Ho organizzato già tutte le mie vacanze prima con la famiglia, poi con Charlotte e gli amici sulla neve. Perciò non so cosa vuoi. 
Oh mio Dio. È questo che mi aspetta?
Una rendicontazione completa costante? Cioè prima di progettare e stabilire cose con altri della mia vita, dovrò parlarne con lui e avere il suo benestare?
È questo che vuole da me? Non me lo sta dicendo a voce, ma so benissimo che è questo che pensa. 
Poi realizzo. 
OH MIO DIO! Guarda come lo leggo bene adesso! 
Ho passato anni ad interpretarlo male e ad impazzirci dietro, ed ora invece guarda che facile che è! 
Mi alzo con una calma che sorprende me per primo, e con un sorriso accondiscendente che spero non lo sia troppo altrimenti apriti cielo, mi approccio a lui che, recuperato il cellulare sul ripiano, stava per andare alla porta; qua lo intercetto prendendolo per la vita e girandolo verso di me. Io sono ancora scalzo e spettinato, sicuramente non perfetto e bellissimo come lui.
Che coppia strana che siamo. 
- Te l’ho detto perché anche se ormai avevo già programmato tutto perché non stavamo ancora insieme, comunque ora siamo una coppia e voglio che tu sappia tutto quel che faccio e perché. - Charles rimane in un ostinato e meravigliosamente infantile mutismo, mi fissa coi suoi occhi glaciali, la piega delle labbra ostinatamente dura e dritta, ben serrata e zitto. 
Mi appoggio a lui mentre continuo a tenerlo per la vita, avvicino il viso al suo come se dovessi baciarlo, ma lo guardo dolcemente. 
Mentre guardo il riflesso dei suoi occhi verdi ammorbidirsi, capisco che sono felice di questo suo atteggiamento. 
Sono uno psicopatico e sono felice della sua prima sceneggiata da fidanzato geloso e me ne rendo conto adesso, ma non sono il solo a quanto pare. 
- Sono io l’amante, Max. E tu sei il mio. Prima di noi ci sono altre fidanzate, famiglie e vite. Non devi rendere conto a me e fare i tuoi programmi su di me. Dovremo noi adattarci uno all’altro e a ciò che già c’è al di fuori di noi. 
Me lo ricorda, ma in realtà lo sta dicendo a sé stesso. 
È questo che ho appena capito e che mi ha riempito di una gioia infinita. So che sono un pazzo incosciente, ma sono così. Istinto e follia. 
- Lo so che siamo noi gli amanti e non la coppia ufficiale, ma mi sono appena accorto che per me sei tu il mio compagno ufficiale. Spontaneamente mi sento così. Non il compagno di Kelly, ma il tuo. Ecco perché sei geloso. 
Charles cerca un’ultimo barlume di contenimento, ma alla fine si scioglie con un sospiro roteando gli occhi mentre probabilmente si insulta nel capire che ho ragione. 
Torna a guardarmi e ricambia posando le mani sul mio culo. Appena lo sento che mi tocca e mi tira a sé possessivo, come a mettere in chiaro le cose—di chi sono, per esempio—mi rilasso e sorrido felice e sereno come un idiota, aspettando che si decida ad annullare la breve distanza rimasta fra le nostre labbra. 
- Però dobbiamo ricordarci che invece siamo noi gli amanti, non mandiamo le nostre vite a puttane, Maxie. 
Questo soprannome mi scioglie ed io annuisco sorridendo dolcemente, avvicinandomi ulteriormente. 
- Va bene Charlie, mi impegnerò al massimo. - ma non so cosa sto dicendo perché voglio solo baciarlo e lui si ammorbidisce ancora di più, sorride dolcemente e annulla la distanza rimasta posando delicatamente le labbra sulle mie; lascia che aderiscano e si fondano insieme per poi permettere alle lingue di venirsi incontro ed unirsi a metà strada. 
Sarà dura, dannatamente dura ricordarmi che per tutti io sono il ragazzo di Kelly e non quello di Charles. E penso che per lui sarà lo stesso. 
Ecco di cosa mi sono appena reso conto. 

**

Ed è su questo che ho ammorbato Martin tutto il tempo, finendo per dirgli praticamente subito di me e Charles. 
Figurati se potevo tenermelo per me. Avevo un disperatissimo bisogno di parlarne a qualcuno e lui è un mio caro amico, mi fido di lui, è uno dei pochi di cui mi fido a dirgli di me e Charlie. 
Non si è stupito molto, o meglio all’inizio sì ma gli è passata subito perché evidentemente devo avergli già parlato di lui così tanto, che forse anche lui come tutti quelli a cui l’ho detto, se lo aspettava. 
- Perciò il problema è che ora non mi entra più in testa che sono il compagno di Kelly e non di Charles. Che Charles è il mio amante. È assurdo sentirmi solennemente impegnato con Charles e non con Kelly? Giustificarmi con lui per quel che faccio nel mio quotidiano, programmare le cose in funzione sua... Insomma, lui è in realtà l’amante, no? Eventualmente dovremmo adattarci a quel che sono le nostre vite ufficiali e non il contrario. Siamo noi i clandestini, però per me è già ogni cosa in funzione sua, capisci? 
Martin sorride divertito e forse anche intenerito da come appaio. Credo di essere un idiota. 
- Sei sconvolgente così innamorato! Ti conosco da un po’, ormai. Abbastanza da andare in vacanza insieme. Ma non ti ho mai visto così. 
Non è una cosa che mi aiuta a schiarirmi le idee e sentirmi meglio. Sospiro e alzo gli occhi al cielo preferendo bere ancora il mio gin tonic. 
- È un casino, Marty! Perché ora più di prima mi serve di mantenere il controllo e soprattutto la donna che mi copra! A quanto pare tutti si erano accorti di me e Charles prima ancora di metterci insieme! Capisci quanto rischiamo ora che stiamo veramente insieme? Lei mi serve e comunque... - mi sospendo ricordandomi del discorso originale su Kelly, discorso che lui mi precede. 
- Puoi anche passare da una all’altra, è una copertura sufficientemente buona. - fa poi pratico leggendomi nel pensiero. Ed è qua che faccio una smorfia sgonfiandomi e fissando l’interno del bicchiere fresco; i cubetti di ghiaccio sono quasi sciolti, ormai, mentre noi rimaniamo fermi qua in piedi in quest’angolo tranquillo, isolato e sicuro del suo bel yacht, ben lontano da Kelly, P, mia madre, mia sorella e tutta la combriccola che mi sono portato dietro per assicurarmi che Charles non fosse troppo geloso. 
Originariamente dovevamo essere solo io, Kelly e la piccola, ma poi pensando che sarebbe stata troppo una cosa di famiglia che avrebbe fatto impazzire Charles, mi sono portato dietro madre e sorella. Era comunque in programma qualcosa insieme, ne ho approfittato. Anche a loro piace il mare e mia madre vede Penelope già come una nipote acquisita e ci va matta. 
- Sì lo so, ma c’è un’altra cosa. Inizialmente ero alla ricerca della normalità ed ho trovato Kelly. Stavo bene, mi piaceva un sacco, il sesso con lei era fantastico e lo è tutt’ora, ci sto sempre benissimo, lei mi capisce e sa come fare per non irritarmi, cosa non scontata visto il mio carattere di merda.
 Dio come parlo bene e fluido grazie al Gin Tonic numero non so, il sole caldo di Miami, il mare, una barca, della musica ed un buon amico fidato. 
Forse ne avevo bisogno. Martin annuisce capendo cosa dico. 
- Ma ora hai capito che questa cosa della famiglia non è poi così male e la vuoi davvero, eh? 
Alzo le spalle chinando il capo come se stessi ammettendo una grave colpa. 
- Sì, io... non so, non ci ho mai pensato tanto, ma ora con lei e P mi sto rendendo conto che mi piace questa cosa della famiglia. Forse perché la mia è sempre stata un disastro e da piccolo sono stato di merda e non l’ho mai vista come un rifugio, un qualcosa di bello, non ho mai avuto una base a cui tornare in tutta la mia vita, ma solo una da cui scappare. Adesso però credo che sarebbe bello avere una base a cui tornare, persone da cui tornare. Sai, magari anche dei figli da amare, con cui essere felice. 
Martin mi ascolta mentre parlo a ruota libera ed ha un’espressione comprensiva e anche dolce a modo suo, dolce perché credo veda e capisca meglio di me di cosa si tratta. 
- È normale, non devi vergognarti. È il bisogno più vecchio del mondo. Bisogno di appartenenza e di avere qualcosa di proprio, lasciare un’impronta nel mondo, no? E poi non credo sia Kelly di per sé, ma solo il bisogno di famiglia. Potrebbe esserci un’altra con cui starai sufficientemente bene e che ti farà volere le stesse cose, ma adesso c’è lei e ci pensi perché è comunque perfetta per quel ruolo. Ma non è lei di per sé, mi spiego?
Annuisco melodrammatico. 
Si vede che è un artista, solo un artista capirebbe una cosa simile. Ma qua sorge spontanea la domanda successiva, quella che mi rattrista spontaneamente. 
- Sì, lo so. Per questo mi chiedo... qual è il posto preciso di Charles in tutto questo? Perché è vero quel che ho detto prima. Per me è lui il mio vero compagno e Kelly è una necessità. Io... - la gola si chiude e devo bere il resto del gin tonic. Solo dopo che la gola brucia, riesco a concludere senza il coraggio di guardare niente e nessuno. 
Solo immaginandomi il suo viso bellissimo e perfetto che mi sorride come ha fatto quando ci siamo salutati ad Abu Dhabi. 
- Io lo amo e lo so già. E so anche che è l’unico in tutta la mia esistenza che sto amando da quando sono nato. Perciò adesso sono confuso. 
Martin mi sorride fraterno, il suo sguardo incoraggiante mi dà conforto mentre prova a darmi un punto di vista che mi fa riflettere. 
- Non credo che tu debba cercare soluzioni perché non ci sono reali problemi da affrontare, solo diverse situazioni da affrontare contemporaneamente. Devi cercare piuttosto di capire come far CONVIVERE questi due tuoi mondi diversi ed importantissimi dove in ognuno vivi un bisogno differente ma vitale. 
Amore e appartenenza? Amore e famiglia? Amore e affetto? Tutti scenari dove ‘amore’ è sempre Charles, ovviamente. Senza dubbio. 
Perché alla fine in questo momento nella mia vita è lui che conta più di tutti gli altri e non credo sia una cosa passeggera che un giorno passerà e quindi mi rimarrà il resto. Non voglio che passi. Non deve passare. Guai se lo facesse. Impazzirei. Non vorrei nient’altro, poi. Sicuramente. 
Perciò sì, Marty ha ragione. Devo solo capire come far convivere i miei due mondi.” 

*2022*
/Charles/

“Non ne avrei mai parlato con Pierre, gliel’ho voluta risparmiare, ma avevo comunque bisogno di farlo con qualcuno. 
Il designato sfortunato del caso è il mio fedele JoJo, come lo chiamo io, perché fra tutti quelli che sanno di me e Max, lui è l’unico con cui mi confiderei su certi argomenti e che mi conosce così bene. Perciò approfitto per le vacanze sulla neve con amici e rispettive ragazze, come al solito, per trovare un momento per esprimere ciò che in me si è macinato in queste settimane, precisamente da quando io e Max ci siamo salutati. 
Il nostro metterci insieme è stato improvviso, perciò non è che si poteva cambiare tutto all’ultimo, ormai. 
Non glielo avrei mai chiesto anche se mi rendo conto che lo pretendevo e lo volevo, però mi ha colpito che mi abbia detto quali erano i suoi piani, come se dovesse rendere conto a me di tutto, come se fossi io in cima a tutto. 
- Entrambi ci consideriamo la coppia principale, è come se Kelly e Charlotte siano le intruse fra di noi, capisci? Entrambi avevamo già altri piani, le vacanze ormai erano già organizzate, ma sapere che lui ne faceva una di famiglia senza di me, mi ha fatto impazzire per un momento. E poi quando ho visto le foto ed i video di lui con tutti loro senza di me, mi ha fatto stare davvero di merda tanto che mia madre si è pure preoccupata. Ho dovuto dirlo ai miei fratelli per farli stare tranquilli. 
Jo ride immaginandosi le loro reazioni. 
- Cosa hanno detto? 
- Ci sono rimasti un po’ di merda perché non gli avevo mai detto nemmeno di avere tendenze. Non hanno mai saputo niente di me di tanto personale ed è la prima volta che mi confido così. E lo faccio ora su Max. Capisci cosa intendo? 
Jo sospira mentre la sauna ci fa sudare come disgraziati, manco fossimo in uno di quei circuiti roventi che ci fanno morire. Abbiamo scelto apposta un momento in cui gli altri volevano fare altro, mentre io ho fatto i miei soliti capricci insistendo per la spa in hotel. Ovviamente l’ho costretto poco democraticamente a seguirmi, lui ha capito subito che avevo bisogno di parlare. 
Figurati, se non lo capisce lui non potrebbe nessuno. Al mondo non penso ci sia nessuno che mi conosce meglio e di cui mi fido di più, solo che nonostante questo aspetto di essere veramente al limite prima di dirgli qualcosa. 
- Max è diverso da tutti gli altri. - lo dice senza doverlo chiedere. È così. Io annuisco stendendomi nel gradino superiore della piccola sauna finlandese. Calda, accogliente e soprattutto isolata. 
Il calore ci fa crogiolare, ma sono totalmente concentrato sul discorso e su Max e su come mi sono sentito quando l’ho visto fare le vacanze senza di me. Anche ora sarà con gli amici ed io non ci sono. Ed io ho fatto le vacanze coi miei e lui non c’è.
- È stonato. Dovrebbe essere qua con me. Quando mi sono ritrovato a chiedergli se gli andava che parlassi a Pierre e lui mi ha detto che anche lui voleva farlo con Daniel, ho sentito come se... non so... - mi alzo sul gomito e mi sporgo a guardarlo, lui steso nel gradino inferiore. Un asciugamano mollo sulla vita come ce l’ho io. 
- Come se capissi finalmente cosa significa relazione. Stare con lui. Ecco! Fare qualcosa in funzione sua e non solo come ho sempre fatto, perché volevo punto e basta, seguendo i miei capricci e la mia volontà. Se mi avesse detto di no non l’avrei fatto, ci avrei litigato e gli avrei fatto capire che dovevo. Però anche ora, sento che stona la sua mancanza qua con me. Dovevamo riorganizzare le vacanze in modo da fare qualcosa insieme, mi irrita che sia con Kelly o i suoi amici o... 
Jo si mette a ridere ed io lo fisso male; vedendomi così mentre mi sporgo dal gradino, si mette le mani sulla faccia e ride ancora più forte e sfacciato tanto che gli tiro il mio asciugamano addosso rimanendo del tutto nudo. 
- Non ho capito cosa ti fa ridere ora! - brontolo.
- Sei possessivo da far schifo! Non so se Max ha capito in cosa si è cacciato! 
- Oh, andiamo, non è solo questo! Sì, lo sono, ma non è questo! Il punto è che... 
Mi fermo e mi sospendo rendendomi conto di non saperlo bene nemmeno io. 
Ma Jo a quanto pare lo sa, per questo ho voluto parlare con lui. 
- Il punto è che tu stai cambiando per lui. Max adesso viene prima di tante cose nelle tua vita, è fra le tue priorità. Vorresti stare sempre con lui, ed è normale in una coppia che si è appena creata, ma tu ne sei sconvolto perché niente mai è stato prioritario in vita tua al di fuori della F1 e delle vittorie.
- Se mi avesse detto di cancellare le vacanze e riorganizzarle con lui, avrei detto assolutamente no! Anzi, gli ho ricordato che noi siamo gli amanti e che il mondo non deve sapere di noi! 
- Ma è quello che avresti voluto fare con tutto te stesso. - ribatte lui deciso senza chiedere pareri. Lui sa ed ha ragione. 
A questo mi limito a sospirare e stendermi di nuovo sul gradino in legno bollente; JoJo mi rilancia il mio asciugamano che lascio ricada sul mio inguine. Guardo drammaticamente il soffitto come se fossi da uno psicoterapeuta ed avessi appena avuto la realizzazione del secolo e non sapessi che farmene.
- Ovviamente resti razionale, hai sempre una lista di priorità che sai sono importanti e vanno rispettate e sai fare ciò che va fatto, ma il tuo impulso reale, il tuo IO profondo, è quello che mostri con lui. 
Qua capisco dove vuole arrivare ed è assolutamente vero. 
- Non mi staccherei mai da lui! - lo dico con aria tragica e rassegnata, come se fosse una cosa grave e brutta, ma lui ride e appena lo fa mi sento un idiota. Forse non è grave come penso?  
- Credo che devi solo trovare un equilibrio, Charles. - la sua conclusione sembra tanto ovvia quanto complessa. Equilibrio, dice lui. Come fosse facile. 


- Perché per una volta hai fatto quel che ti avevo detto e non come al solito di testa tua? - la voce mi esce in un misto fra il miagolio e l’accusatorio, una cosa che non saprei definire nemmeno io. È solo che ero allucinato, tanto per cambiare, e la chiacchierata con Jo non mi ha aiutato come speravo, perché mi sento solo un grosso imbecille pieno di rimorsi. 
Equilibrio, mi ha detto poi alla fine di tutto. Cerca il tuo equilibrio fra Max ed il resto della tua vita. Ma io e Max siamo perfetti insieme proprio perché ci equilibriamo a vicenda. Io la ragione e lui l’istinto. Da quando si mette ad accontentarmi? 
Max rimane un attimo interdetto alla mia sparata e prima di rispondermi prende tempo con un ‘eh?’ Che mi fa sbuffare mentre mi rigiro nel letto nervoso. 
Dovevo riposare dopo il massacrante allenamento di Andrea sui ghiacci, ma mi sono messo a pensare a Max e alla fine non ho potuto che chiamarlo non facendocela più. Dovevo sentire la sua voce bassa e graffiante. Normalmente mi aiuta a stare meglio, ma adesso forse è peggio. 
- Mi stai davvero chiedendo perché ti ho accontentato? 
Sbuffo e spingo la faccia sul cuscino soffocando un urlo di frustrazione che credo gli arrivi come un lamento strano. 
- Sì, dai, fai sempre quel cazzo che ti pare specie con me, perché adesso che stiamo insieme non l’hai fatto? 
Mi rendo conto che ha poco senso quel che gli dico e che sto letteralmente facendo i capricci come un principino viziato, cosa che odio essere, ma da quando sto con lui sta uscendo questo lato di me, un lato primordiale e onesto. Insomma, con lui sono me stesso, non posso che essere vero al cento percento. È colpa sua. Mi fa questo strano effetto. 
Mi sembra di impazzire qua senza di lui! 
- Cos’è che non ho fatto e che invece avrei dovuto? - la sua voce è divertita e sospettosamente chiara, di solito andava e veniva perché dall’altra cazzo di parte del mondo, ma ora sono così fuori di me che lo noto solo con un decimo del mio cervello. 
Mi prende in giro, lo stronzo. Ma ha ragione. 
- Non sei venuto da me, non hai rivisto i tuoi programmi e non hai preteso lo facessi io! Com’è possibile che due che si mettono insieme non fanno di tutto per vedersi? Siamo così idioti... io non intendo aspettare il campionato per vederti, la nostra storia non sarà solo dentro i circuiti, eh? 
Mi sembra di essere matto, era quello che grossomodo intendevo fosse la nostra storia, mentre ora pretendo esattamente l’opposto. 
- Volevi che venissi da te? Ma mi avresti detto di tutto! 
- Certo, ma mi sarebbe piaciuto da matti averti qua comunque... io... - sospiro rendendomi conto che sono fuori di testa e mi rivolto per l’ennesima volta a pancia in su guardando un soffitto scuro, il cellulare all’orecchio tenuto su con due dita. Non ne posso più. Sono un idiota. Ho pensato troppo. Sono stato troppo razionale, ma mi aspettavo che lui fosse... beh, LUI!
Perché mi ha accontentato? Perché? 
- Charlie? - mi chiama preoccupato non sentendomi più. Io emetto un lamento esasperato e depresso. 
- Mi manchi, Maxie. Perché non abbiamo rivisitato i nostri piani per le vacanze per vederci? Abbiamo qualcosa che non va? Io non riesco a smettere di pensare che abbiamo sbagliato. Cioè razionalmente so che era la cosa giusta, ma non volevo ed ora... non so, sono un idiota, ecco. 
Penso che se non la pianto di parlare me ne pentirò da morire, ma d’altro canto so che mi lascio totalmente andare alla parte più infantile e stupida di me solo perché sono al telefono con lui. Che, per inciso, credo se la stia godendo. Non posso esserne sicuro perché non lo sto guardando, ma credo che stia ridacchiando, cercando di non farsi sentire.
Ma cosa mi hai fatto, Max? In cosa mi hai trasformato?”


NOTE: Vediamo come se la cavano da coppia appena formata e distanti. 
Innanzitutto all’inizio c’è sempre la fase delle fisime mentali che viene puntualmente eseguita separati ed ognuno con i rispettivi amici fidati. 
Siccome ci sono diverse foto di Max e Martin Garrix in vacanza insieme, ho voluto approfittare di una di quelle volte. So invece che Charles e Andrea vanno da un po’ a fare le scalate notturne sui ghiacciai come allenamento speciale nella pausa invernale, perciò è un’altra cosa della realtà che ho voluto sfruttare. So anche che lui e Jo sono amici di vecchia data e che escono insieme allo stesso gruppo di amici. Altra cosa che ho usato. 
Ho pensato che Charles sia uno un po’ contraddittorio nel senso che razionalizza tanto, è un gran pensatore, ma è al tempo stesso adorabilmente capriccioso e tende a farsi viziare da chi ha intorno, mentre è Max l’impulsivo che di solito non riflette, ma in un caso del genere finirebbe annegato in una miriade di pensieri che lo torturerebbero. 
Siccome poi Kelly ha sempre avuto un ruolo importante, come poi ce l’avrà Alexandra quando arriverà nella vita di Charles, ho voluto approfondire il senso che ha nella vita di Max. (Chiaramente è solo una fic, io manipolo la realtà per adattarla alle mie visioni inventate)
Ora che sono entrambi giunti alla stessa conclusione provando alla fin fine le stesse cose, vediamo se Max farà ‘il solito Max’ o se deluderà uno splendido capriccioso Charles. Alla prossima. Baci Akane