90. UN’IMPORTANZA SILENZIOSA
/Charles/
“‘Ho aperto una pagina su Instagram, se ti fa piacere seguimi’
Con questo messaggio, Seb mi fa alzare a sedere di scatto sul letto dove io e Max abbiamo appena scopato come saluto di ritrovo per l’ultima gara prima della pausa estiva.
È mercoledì e sarei nella pace dei sensi per le endorfine che scorrono ancora attivamente nel mio corpo sudato e nudo, Max che viene spinto via dal mio petto si lamenta del mio scatto impune, ma io lo ignoro e dopo un: ‘No, non dirmi che hai deciso!’ che non è riferito all’apertura di per sé shoccante di un profilo social, mi precipito su Instagram a cercare il suo profilo e vedo che c’è veramente e che ha attualmente un solo follower.
Lewis Hamilton.
Appena vedo che lui già lo segue, mi sembra di leggere una conferma all’intuizione sconvolgente che mi ha appena mandato a puttane la splendida scopata col mio ragazzo, che resta ancora steso sul letto a lamentarsi.
Io sono il secondo a seguirlo, ma visto che la pagina è vuota e non ha nemmeno un post, torno in chat e gli chiedo esplicitamente di rispondermi, visto che il signorino osa non farlo.
‘Allora? Hai deciso, vero?’
Dal momento che ancora mi ignora e quando qualcuno mi ignora mi manda in bestia, proseguo il mio tormento con altri messaggi tutti simili.
‘Seb, rispondi!’
‘Seb!’
‘SEB!’
Ma visto che ancora non mi caga, non mi lascia scelta che alzarmi e andare da lui. Così senza rifletterci né capire che sono con qualcuno a letto, mi alzo ed ignoro il suddetto.
- Charles? - la voce roca ed ancora piena di piacere di Max, mi arriva vagamente, ma non riesco a focalizzarmi su di lui, ora, perché il cuore mi batte un sacco e sto per andare alla porta così come sono, nudo e crudo.
Quando sto per farlo, la voce tonante di Max mi riporta alla realtà.
- INSOMMA CHARLES! CHE HAI!? GUARDA CHE SEI NUDO!
Grazie a questo realizzo che ha ragione e mi infilo i primi boxer che mi vengono sotto mano, i suoi, e naturalmente anche i primi vestiti che mi capitano. Sempre i suoi.
Non so perché, ma la mia fortuna è che era arrivato in borghese, perciò non ha niente della Red Bull o sarebbe stato un casino.
- CHARLES PORCA PUTTANA, MI RISPONDI?
Max continua a gridare e per farmi rispondere deve alzarsi dal letto, anche lui nudo, e prendermi per il polso. Mi blocco e solo quando mi giro a guardarlo perso e shoccato, ed il suo viso preoccupato mi fissa da vicino, il mio cervello si riconnette e non so che tono io debba avere, ma finalmente rispondo.
- Seb ha aperto una pagina Instagram!
Max mi fissa deluso e sconcertato, lasciandomi subito andare.
- E con questo? Pensavo fosse successo qualcosa di grave!
Max non è mai stato suo compagno di squadra né gli è particolarmente legato, anche se lui piace tanto a Seb, perciò non può sapere cosa significa.
Scuoto la testa seccato che non capisca.
- Seb non aprirebbe MAI una pagina social! Se lo fa è solo per dare un annuncio grosso. - silenzio. Max inarca le sopracciglia interrogativo, ancora senza capire, ed io sbuffo ed alzo gli occhi al cielo, stufo di avere a che fare con un ritardato. Credo che in questo momento la mia faccia sia paurosamente espressiva, ma come sempre è merito suo.
- Il ritiro, Max! Seb annuncerà il suo ritiro!
E con questo si mette la mano davanti alla bocca e finalmente ha una reazione alla notizia che stiamo tutti per ricevere.
Ma non sto qua a sentire o vedere altro.
Prendo la porta e mi precipito fuori; prima di sbattermela alle spalle, Max spunta rimanendo comunque nudo ed ignorando il pericolo di essere beccato in corridoio da chissà chi.
- Ma dove vai?
- A farmi rispondere! - sbotto secco. Se capisce, bene, altrimenti al diavolo!
Max non può capire, penso che potrebbe solo se ad annunciare il suo ritiro fosse Daniel. Non che Seb sia il mio ex, ma il legame è comunque molto significativo.
Max non mi insegue, non so se perché è nudo e non ha voglia di vestirsi, se perché pensa che io sia impazzito e che stia esagerando, o perché non gli interessa in generale del ritiro di Seb.
O meglio.
So che gli interessa, ma non quanto interessa a me.
Mentre raggiungo diretto la camera di Seb che conosco perché mi dice sempre qual è in caso io abbia bisogno di nascondere il cadavere di Max—il suo sostegno da padre adottivo è veramente particolare ma lo apprezzo molto—la domanda mi passa per il cervello ancora in crash.
Perché reagisco così male e in modo drammatico? Non sono mai stato così impetuoso, impulsivo ed agitato. Ho sempre vissuto le cose in modo contenuto, adesso Max mi ha contagiato e liberato fino a questo punto?
Ma non ho tempo per trovare risposta, perché arrivo alla sua porta che a momenti butto giù a manate.
Si apre prima che io possa buttarla davvero giù, e il suo viso trasandato in questo stile da barbone hippy che ha quest’anno, si rivela a me.
Seb è in boxer e rimane per un momento basito a guardarmi, non aspettandosi evidentemente che mi precipitassi qua.
Entro subito senza farmi invitare, e appena metto piede in camera sua, trovo Lewis spettacolarmente nudo, seduto sul letto matrimoniale disfatto come il nostro. Evidentemente anche loro come prima cosa appena arrivano in hotel, testano i letti. Probabilmente dipende da ciò che hanno fatto prima di venire in città, ma in linea di massima riesco a pensare che siamo proprio uguali e che è meglio Max sia rimasto di là; se vedeva Lewis nudo e così ben dotato, l’avrei ucciso.
Cazzo, se è dotato, comunque!
Si copre subito col lenzuolo e mi guarda shoccato dalla mia sfacciataggine, e solo a questo punto, con il suo viso fin troppo espressivo e seccato, mi ricordo perché mi sono precipitato e mi volto verso Seb ancora alla porta che ha chiuso prontamente.
Allargo le braccia polemico e spalanco gli occhi.
- Se mi rispondevi non vi rompevo le palle! - mi giustifico subito mettendo come prima cosa i puntini sulle i.
Seb sospira e alza gli occhi al cielo in modo straordinariamente paziente. Io al suo posto l’avrei cacciato.
- Sì Charles, è per quello. Volevo che lo sapessi come lo sapranno gli altri...
A questo torno a scattare partendo di nuovo stile Max.
- Io non sono come gli altri! Non ti sembrava il caso di dirmelo prima? - brontolo muovendomi di un passo verso di lui, mani ai fianchi.
Seb alza le mani annuendo in segno di scuse e subito mi calmo.
- Sì, scusa, hai ragione. È che ho registrato questo video qualche giorno fa per spiegare tutto e non sapevo come condividerlo e Lewis oggi mi ha dato l’idea del profilo Instagram, dicendo che tanto in un giorno avrei avuto così tanti follower da non aver bisogno di indire nessun evento speciale o conferenza...
Seb sta divagando apposta per distrarmi, ma io faccio un altro passo avanti, tornando indispettito a puntarlo col dito.
- Da quanto l’hai deciso? - lui pensa di rincoglionirmi con il suo vortice di parole ed i suoi occhioni blu tanto simili a quelli di Max solo meno cupi. Ma con chi crede di parlare?
Seb sbuffa e Lewis ride. Ci ho preso!
- Pensavi di fregarlo?
- Beh, ma scusa, se mi dici di seguire la tua pagina pensi che io non capisca il vero motivo? Ci sarà un motivo se mi hai detto di seguirti! O hai fatto la stessa cosa con tutti?
So che non è così, per esempio Max non ha ricevuto nessun messaggio.
Si deve prendere le sue responsabilità, dopotutto.
Ha fatto di tutto per prendersi un posto speciale nella mia vita, io non glielo volevo dare, specie dopo che ci siamo allontanati. Ma lui poi ha tanto fatto che è diventato una figura importante. Un familiare, oserei dire.
Non ho posti speciali per nessuno al di fuori di Max, ma Seb ce l’ha.
Non poteva pensare di non dirmi prima degli altri di questa decisione.
- Sì, scusa, non ci ho pensato che ci saresti rimasto male. Non era mia intenzione, ma da quando l’ho deciso sono stato assalito da tante cose che hanno preso il sopravvento, ed ero stordito e non capivo un cazzo. Non è che ti ho dimenticato o che non sei importante, come vedi lo sei...
Seb mi parla calmo ed indulgente, mentre io fatico a stare fermo; sento che dovrei fare qualcosa, ma non so cosa.
Le emozioni straripano come non hanno mai fatto e penso che si vedano nel mio panico; Seb ne è ovviamente sorpreso.
- Mi dispiace! Ne sei sicuro? - chiedo poi realizzando che sono stato il solito egoista a puntare la questione su di me, come se avesse fatto un torto a me che sono il più importante del mondo.
Si parla di qualcosa che riguarda lui, che è importante come pochi annunci nella F1 potrebbero esserlo in questo momento.
- Sì. - fa piano Seb. Ma a questo punto, uno sbuffo dal letto mi fa spalancare gli occhi che iniziavano a bruciarmi. Li roteo e cerco Lewis che vedo parzialmente scuotere la testa e guardare fuori dalla finestra.
- Non... non è d’accordo? - faccio perplesso, Seb fa una faccia buffa.
- Non esattamente...
- Non esattamente?! Non lo sono per niente! - il tono con cui Lewis sbotta è a dir poco polemico e schietto, come non l’ho mai sentito. È sempre controllato e a modo, un po’ come cerco di essere io in pubblico. Io e lui penso che siamo molto simili, in effetti.
E cazzo, anche Seb e Max hanno un qualcosa in comune, oltre agli inizi di carriera. Sono entrambi molto schietti, per esempio.
Ma mi concentro su Lewis e Seb che vedo per la prima volta senza veli. In tanti sensi. Tutti, in effetti.
- Non pensi che si ritirerà o che non ne sia sicuro?
Lewis ha una gamba piegata ed un braccio appoggiato sul ginocchio, la mano che pende è stretta in un pugno, poi il suo sguardo esasperato torna a voltarsi verso di noi, ma guarda me per rispondermi come una molla, spontaneo.
- No, certo che ne è sicuro. È sicuro e convinto di ritirarsi. In questo momento. Ma io so che non lo farà davvero. O meglio magari starà a casa un anno, due magari. Poi tornerà. Non è un vero addio, ne sono convinto! È presto, troppo presto per ritirarsi davvero!
È come aver inserito una spina che non pensavo esistesse; Lewis attacca e non si ferma più e mi rendo conto di quanto ci somigliamo una volta di più. Sembro io con Max quando litighiamo.
Faccio un sorrisino spontaneo. Questa sua reazione è così normale e dolce. È così coerente con il loro amore.
Sono molto dolci.
Seb sospira e si siede nel letto sul suo piede, nel farlo mette una mano sulla sua testa facendo un sorrisino divertito e accondiscendente.
- Va bene, lo vedremo chi ha ragione. - poi dopo averlo spento come per magia, si gira verso di me con aria più serena. - In questo momento ne sono sicuro. Ho bisogno di staccare dalla F1, non riesco più a trovare alcuna gioia e soddisfazione. Correre così non ha più senso. Ho bisogno di staccare e fare altro. Il video che caricherò domani spiegherà bene le mie ragioni.
Il broncio di Lewis mi distrae, è così teneramente infantile. Guardandolo distrattamente, mi rendo conto che li ho davvero interrotti con la mia solita prepotenza, così grattandomi la nuca spettinata, mortificato, chino il capo.
- Scusate l’invasione! Non ho riflettuto, io... sono rimasto sconvolto. Ne riparleremo quando non interromperò nulla.
Perché sento d’averne bisogno.
Non lo so, è come se questa cosa mi segnasse più di quanto io non mi renda conto ora.
Lui cerca di dirmi che non ci sono problemi, ma non lo faccio finire di parlare perché scappo imbarazzato.
Che imbecille che sono.
Loro stanno vivendo un momento delicatissimo ed io gli rompo le palle. Sono proprio un principino viziato, come dice Max.
Seb lascia la F1.
Cazzo, che shock.
Non ero pronto a questo, non so perché. Ma non lo ero.
Quando torno Max sta giocando alla play nudo, bello come mamma l’ha fatto, e non sembra minimamente turbato dalla notizia con cui l’ho lasciato.
A malapena nota il mio rientro, mi fa un cenno di quelli vuoti tipici di quando è perso a fare qualche stupido gioco, ma noto con piacere che almeno non si è messo a fare le sim race, cosa che fa praticamente in continuazione se non ci sono io e non ha impegni lavorativi di sorta.
Alzo gli occhi al cielo e sbuffo scuotendo il capo, lui pensando che lo faccio perché mi ha quasi ignorato, finge di animarsi e, con entusiasmo fuori luogo visto per cosa sono scappato fuori, fa: - Ehi, allora com’è andata?
Ma la domanda è così generica che io so che non si ricorda per cosa me la sta facendo, perché il suo cervello ora è totalmente risucchiato dalle lotte che sta facendo ora nel videogioco. Brutto idiota.
Gli lancio lo sguardo peggiore della giornata, una lama affilata che il signorino non riceveva da molto, sguardo che ignora perché continua a giocare ovviamente.
Sei un idiota, Max Verstappen.
Ma non lo dico ad alta voce perché ho ancora lo shock della rivelazione di Seb che sta per trasformarsi in depressione.
La sento lì dietro l’angolo, così che vada al diavolo, se vuole stare lì io so da chi andare a consolarmi.
Dopo essere rientrato, grugnendo un seccato: - È come immaginavo! - prendo e me ne vado di nuovo, dopo aver recuperato il telefono.
Appena fuori scrivo subito a Pierre e gli chiedo cosa sta facendo e se possiamo vederci che ho una notizia shoccante da dargli.
Con lui condivido qualsiasi cosa, insomma, fino a quando gli ho dovuto nascondere di Max per delicatezza; poi però ho ripreso a raccontargli di nuovo tutto ed è normale che io corra da lui a dirglielo.
Pierre sarà l’unico a capirmi, il solo al mondo!
Max che si impicchi!
- Ehi! - la sua voce, però, mi sorprende mentre mi chiama da dietro. Spalanco gli occhi e mi giro di scatto come un posseduto.
- Siamo in corridoio! - sibilo a denti stretti mentre la priorità assoluta nella mia vita continua a rimanere istintivamente la nostra segretezza.
Razza di coglione, cosa ti urli? È questo che stanno chiaramente dicendo i miei occhi severi.
Max resta nudo mentre la sua testa e solo quella, fa capolino dalla porta aperta. Si capisce che è nudo, ma non si vede del tutto. Stringo come un forsennato le labbra e assottiglio gli occhi sperando di fargli capire che deve obbedirmi per una volta nella sua vita, e rientrare; ma lui allarga un braccio con fare polemico, insistendo.
- Che hai? Dove vai?
Così, per evitare che la mia buona stella si esaurisca, torno indietro spingendolo malamente all’interno in modo che la gente, eventualmente, veda me parlare con qualcuno senza sapere chi è l’idiota.
Rimango in piedi seccato, mani ai fianchi e l’aria da allucinato.
- Insomma, Max! E se ci vede qualcuno? Sei nudo e sei spuntato dalla mia camera!
- Ma se è la mia! - appena lo dice con la sua tipica vena polemica istintiva, mi viene voglia di dargli un pugno in faccia, ma siccome non sono un tipo violento, realizzo che ha ragione. Faccio una smorfia infantile e cambio discorso.
- Vado a parlarne con Pierre, lui sicuramente sarà l’unico a capirmi in questo momento!
Appena lo dico i suoi occhi si accendono di una luce selvaggia che a momenti mi fa eccitare e saltargli di nuovo addosso. Specie perché continua a rimanermi nudo davanti.
- Ed io cos’ho che non va? - sbotta chiaramente geloso; non lo nasconde mai, nemmeno ci prova.
Compiaciuto per questa piccola vendetta insperata, rispondo schietto e senza pietà.
- Il cuore! Non ti interessa un cazzo se Seb si ritira, mentre Pierre piangerà con me!
A questo Max riprende a polemizzare istintivamente.
- Ma perché devi fare così? Ti aspettavo giocando a qualcosa che mi prende di meno, non mi sono nemmeno messo le cuffie per non parlare con chi è online! Sai che quando gioco mi piace farlo, a meno che non stia con te e...
A questa patetica arringa, le palle tornano a girarmi e faccio per tirarmi la porta che si chiuderebbe sul suo piede se non lo ritirasse al volo con i suoi soliti ottimi riflessi.
Mi giro per andarmene più incazzato di prima, ma lui torna ad aprire la porta. Prima che possa sentire la sua stramaledetta voce sexy, mi giro di scatto e lo anticipo con un’altra delle cose che mi ha mandato in bestia.
- Non sapevi nemmeno per cosa mi chiedevi com’è andata o cosa intendevo che è come immaginavo! L’hai chiesto automaticamente, ma non ricordavi più cos’era da tanto che eri preso da quella merda! Ti sarai chiesto ‘ma cos’è che immaginava?’
Dalla sua faccia capisco che ci ho preso in pieno e vorrei davvero scaraventarlo giù dalla finestra!
Che poi anche a me piace giocare, ma odio quando lo fa senza di me. Ci sono certe cose che dobbiamo fare insieme perché piacciono a tutti e due. Le sim race sono un discorso a parte perché entrambi abbiamo il nostro gruppo online con cui le facciamo, io spesso corro con George, Alex e Lando, per esempio, lui ha i suoi amici. In quello non c’è problema, ognuno ha i suoi spazi, ma altri generi di giochi che ci piace fare ad entrambi, mi irrita se li fa senza di me.
Max è impreparato e apre la bocca per rispondere per partito preso, ma si rende conto che ho ragione e siccome non sa mentire, richiude la bocca subito.
Io mi mordo la mia per non saltargli al collo, era meglio se tentava un’altra stupida difesa che tanto non sarebbe servito!
Faccio per andarmene sempre più incazzato, ma torno a fermarmi e girarmi col dito puntato e le ire funeste: - E comunque se venivi con me ti beccavi Lewis completamente nudo!
Mi volto di nuovo, ma torno a guardarlo male, sempre col dito puntato e l’aria davvero ma davvero infantile ed infuriata: - Ed è dannatamente ben dotato!
Con questo me ne vado senza fermarmi più.
Max sa che in questi casi deve lasciare che mi sbollisca e buon per lui che il metodo è sempre il buon caro Pierre. Ormai mi imbatto quasi sempre in lui quando sono incazzato con Max, a volte mi sorbisce Carlos o George ed Alex, ma in ogni caso Pierre resta il mio sfogo preferito.
Credo che in realtà si diverta e magari realizza d’aver sfiorato un proiettile a non essere rimasto lui il mio ragazzo.
Quando lo raggiungo in camera è in fermento perché è curioso come una scimmia; Pierre mi apre immediatamente facendomi subito sbollire, mi prende il polso, mi tira in camera e sta per chiedermi di cosa si tratta, ma il suo sguardo si focalizza sui miei vestiti, e sgranando gli occhi si ferma, apre le mani e con un gesto particolarmente teatrale ed idiota, fa: - Wow, Charlie! Spruzzi Max da ogni poro! - poi si avvicina annusandomi per poi allontanarsi schifato: - Avete anche scopato e non ti sei lavato!
Spalanco gli occhi e mi annuso terrorizzato dall’idea di puzzare di sesso, ma non mi sembra di sentire chissà che odori.
- Non dirmi che puzzo, sai che è una cosa che odio!
Pierre scuote la testa ed alza gli occhi al cielo esasperato.
- Ma no che non puzzi, ti avrei detto che puzzi, no?
Così lo fisso torvo senza capire, mentre lui cammina in camera sempre teatrale in ogni cosa che fa, anche camminare, appunto.
- E allora?
- Max ha un profumo molto specifico, Armani, per la precisione. So che l’hai usato anche tu per un periodo, perché riconosco tutti i profumi, lo sai, ma poi sei tornato ai tuoi soliti. Se non ricordo male te l’aveva regalato per un compleanno, no? Adesso sei pregno di Armani. E visto che indossi i suoi vestiti, chiaramente, non ci vuole un genio.
- Chiaramente i suoi vestiti in che senso? - mi guardo per un momento giudicandomi vestito in modo normale. - Mi sembra che sono vestito in modo normale!
Pierre spalanca gli occhi ovvio.
- Appunto! Tu non vesti più normale e sono contento che ti sei lasciato andare al tuo lato estroverso... ma questi vestiti sono normalissimi e visto che so con chi stai...
Sbuffo alzando gli occhi al cielo. Alla fine non ne uscirei mai se continuassi, perciò scuoto la testa e lo scaccio come si fa con le mosche. Poi sparo la bomba.
- Seb si ritira, lo annuncerà domani!
E con il suo urlo shoccato che supera di gran lunga il mio, finalmente mi sento a posto con l’universo.
Finalmente qualcuno che mi capisce!
Quello che ho detto a Pierre risuona nella mia mente, ora che sono seduto qua con Seb nel bar dell’hotel ad aspettare ognuno il proprio ragazzo.
Normalmente è Max quello che mi aspetta ore, ma in questo caso Seb mi aveva scritto ‘aperitivo in attesa della cena?’ E siccome sappiamo entrambi che io esco con Max i mercoledì mentre lui lo fa con Lewis, era ovvio che volesse parlarmi con calma e spiegarmi.
Prima a Pierre ho detto che non ho mai riflettuto realmente su cosa significa Seb per me, semplicemente ha significato senza che me ne rendessi conto. Pierre ha poi sdrammatizzato dicendo che non va a morire, ma si ritira solo dalle gare.
Questo mi ha aiutato, ma poi ho spiegato meglio, più a me stesso che a lui, che Seb alla fin fine in qualche modo è sempre stato una presenza costante nella mia vita da pilota; da quando ho iniziato a correre da piccolo si parlava tanto di lui e Lewis, uno perché era giovanissimo e l’altro perché era già troppo forte. Tutti sapevano cosa sarebbe diventato Lewis quando è approdato in F1, e Seb ha fatto tanti record per le cose ottenute grazie alla sua giovane età.
Poi quando è diventato campione per quattro volte in quel modo, ovviamente l’ho seguito di più e ammirato, sebbene preferivo lo stile di guida di Lewis. Quello di Seb, soprattutto all’inizio, mi ricordava quello di Max.
Infine quando siamo stati compagni in Ferrari è stato come completare un ciclo, in qualche modo.
Non ho mai pensato a Seb come ad una persona veramente speciale nella mia vita, ma se mi fermo adesso a pensarci, mi rendo conto che in realtà lo è diventato. Non si è mai fatto notare da me, si è sempre mosso in modalità trasparente, come un silenzioso angelo custode; ma mi ha sempre dato consigli, è sempre apparso a sostenermi, specie dopo che abbiamo fatto pace e mi ha perdonato per quel mio modo di fare egoista all’inizio della nostra collaborazione. Nessuno mi avrebbe ripreso sotto la sua ala come ha fatto lui, dopo di quello, ma Seb l’ha fatto e non ho mai capito perché.
Forse è il momento di chiederglielo.
Dopo che mi spiega le sue motivazioni, che sono la versione più approfondita di quella che mi ha detto stamattina in camera, sospiro e scuoto la testa stringendomi nelle spalle, mentre fra le dita c’è il bicchiere di acqua tonica con il lime ed il ghiaccio.
In settimana di gara guai se beviamo qualcosa di alcolico.
- E Lewis? - chiedo poi senza dover approfondire oltre la domanda. I suoi occhi hanno un guizzo divertito e poi intenerito, scuote la testa e si stringe nelle spalle come a giustificarlo.
- Ha bisogno di credere che non sarà definitiva, ma per me lo è. Mi conosco bene. Io mi diverto solo se corro bene e corro bene solo se sono competitivo. Ma per essere competitivo devo correre bene e per correre bene mi devo divertire. È un cane che si morde la coda. È difficile che qualcuno mi offra un pacchetto competitivo che mi aiuti a tornare ciò che ero. Ormai mi sono perso, ma va bene così. Ci sono miliardi di cose che mi piacciono e a cui voglio dedicarmi.
Seb ne parla tranquillo, sviando abilmente la questione Lewis. Credo che sia una situazione un po’ delicata, quella con lui. Sicuramente non imporrò una serata a quattro, è chiaro che hanno bisogno di stare da soli più che possono.
- Ci sei rimasto male? - fa poi al mio silenzio.
Alzo le spalle e faccio diversi movimenti con la testa che indicano prima sì, poi no, poi più o meno. Lui ride ed il suo sorriso è molto bello e sereno. Mentre lo guardo in questo momento, capisco che è totalmente in pace con sé stesso e questa scelta; non lo vedevo così da molto, per la verità.
- Un po’, ma è ovvio che hai avuto tante cose a cui pensare. È che mi hai fatto rendere improvvisamente conto che sei più rilevante di quel che mi rendessi conto.
Un pensiero contorto che esprimo goffamente, ma lui annuisce dolcemente capendo cosa significa. Penso gli faccia piacere sapere come mi sento e cosa penso di lui.
- Da un certo momento sei diventato come una sorta di guida: ti importava di me, ci tenevi e anche se non so perché visti i nostri trascorsi, ti sei ritrovato a darmi sostegno anche se non lo cercavo. Mi hai aiutato molto.
Seb sorride imbarazzato, questa volta i suoi occhi brillano di commozione e mi ritrovo a ricambiare ebete.
- È quasi come se col tuo ritiro ci dicessi ‘ehi ragazzi, adesso tocca a voi sul serio!’ Ed è sconvolgente. Ma capisco il tuo punto di vista, ed è giusto che tu faccia ciò che ti senti per stare bene.
Seb annuisce apprezzando la mia maturità.
- È così, ne ho bisogno. Non so cosa sarà il mio futuro, ma devo andare oltre questo. Sono demotivato nel correre, capisci? Non mi è mai capitato. - annuisco fissando il bicchiere mezzo vuoto dove il ghiaccio si è quasi del tutto sciolto; le mie dita giocano con la condensa, pensieroso.
- Adesso la scena passa a te e Max! - fa poi improvvisamente, cogliendomi di sorpresa. Mi basta sentir nominare Max, lui notandolo si mette a ridere e capiamo perfettamente entrambi il motivo.
- Come va con lui? - aggiunge infine senza dover specificare il senso con cui me lo chiede.
Io lo guardo dapprima imbarazzato, poi appena aggancio i suoi occhi paterni, mi rendo conto del reale profondo motivo per cui ci sono rimasto tanto male nel sapere che se ne andava.
In qualche modo ho visto un po’ di mio padre in lui, forse per il loro modo di essere positivi e corretti, per la visione delle cose così simile.
A volte parlare con lui anche di cose personali, mi è sembrato quasi di farlo con mio padre. Penso che i consigli che mi ha dato sarebbero i suoi.
Mi strofino le labbra e chino lo sguardo un po’ imbarazzato ed un po’ carico di vergogna.
Vergogna verso di me.
- Sai, alla fine è vero quello che si diceva su lui e suo padre. Ed anzi penso sia molto peggio. - il silenzio con cui mi accoglie mi fa capire che sa alla perfezione di cosa parlo, e non vuole interrompermi. Così proseguo conscio che certi momenti vanno catturati, che bisogna approfittare dei doni in cui incorriamo.
- Da quando stiamo insieme, lentamente sono riuscito a farmi raccontare un po’. Mi dice frammenti o magari mi spiega dei loro litigi, evade sempre, sminuisce e il grosso se lo tiene per sé, come se si vergognasse a dirmelo o se non volesse sfogarsi su di lui, accusarlo. Non capisco bene come sia possibile vivere quel che ha vissuto lui e trattenersi, giustificarlo, quasi...
Seb a questo punto mi interrompe sorprendendomi.
- È normale, in realtà. È un meccanismo di difesa. - mi spiega calmo. Alzo lo sguardo e incrocio di nuovo i suoi occhi blu sereni, anche se in questo momento carichi di dispiacere. Dispiacere e delicatezza.
- Lui è suo padre ed un figlio tenderà sempre a giustificare in qualche modo il proprio padre, non importa quel che patisce. Ci sarà sempre un parte di sé che ci proverà e che vorrà conciliarsi e che spera in un padre normale.
Quel che Seb dice mi penetra, lo capisco anche se non lo condivido. Però sono cose che si possono capire.
- Sì, però non so... è come se... - mi gratto la nuca guardando altrove mentre ripenso ai momenti insieme dove esce l’argomento e al modo in cui ha sempre cercato di evadere o sminuire le cose che gli sono capitate. - Sai, come se non si rendesse davvero conto di quanto è brutto e sbagliato ciò che ha patito. Ma quando mi racconta qualcosa mi vengono i brividi. È davvero orribile!
Non so se riesco a spiegarmi bene, probabilmente no, ma Seb mi viene subito in aiuto con la sua pacatezza e con un filo di voce paterno, facendosi sentire solo da me, risponde.
- Probabilmente quel che ha passato è così brutto che per sopravvivere da bambino l’ha sminuito lui stesso, deformava la realtà che viveva. Adesso vedere ciò che ha vissuto per quel che è davvero potrebbe essere più difficile dell’averlo subito.
A questa sua ipotesi rabbrividisco e sgrano gli occhi, capendo che non sono cose facili di cui potremo mai parlare, o meglio che non devo insistere troppo con leggerezza. Devo essere più consapevole di cosa sto cercando di fare, anche se forse non lo sono.
- Dovrei lasciar perdere? Invece di insistere a parlarmene e aprirsi? Sai, io credo che lui debba solo sfogarsi e piangere per sé stesso, non penso che debba andare da lui e dirgli chissà cosa; lo deve fare con sé stesso, ma ogni volta che siamo lì per parlarne, una parte di lui vuole farlo, l’altra ne scappa. È una continua lotta.
Seb ascolta con cura tutto ciò che gli dico e alla fine si stringe nelle spalle con aria dispiaciuta.
- Non c’è un giusto od uno sbagliato. Al mondo nessuno lo conosce meglio di te, se senti che abbia bisogno di questo e che in fondo lui lo vuole, devi aspettare che ci riesca ed essere pronto per quando lo farà.
- Tu cosa faresti al mio posto? Se scoprissi un profondo disagio di Lewis, un grave problema con qualcuno che lo tormenta, non so...
Il bisogno di una risposta concreta prende il sopravvento e mi fa agire con insistenza; lui si stringe nelle spalle e sospira con un sorrisino divertito.
- Oh, io non sono un buon esempio. Io quello che lo tormentava e lo turbava creandogli disagi e complessi l’ho preso a pugni, perciò non è il caso che tu faccia come me!
A questa rivelazione mi distraggo spalanco gli occhi shoccato.
- Tu cosa? E chi hai preso a pugni? Non si è mai saputo niente! E poi tu che picchi qualcuno? - in realtà non stento a crederci perché ho visto che quando gli partono i 5 minuti, l’aria da hippy pacifico si trasforma in un Rambo fuori di testa, perciò è effettivamente credibile lui che prende a pugni qualcuno. Ma la sua risata mi distrae al punto che poi quando dagli ascensori arrivano Max e Lewis, io impreco per l’interruzione.
- Oh, dai, mi devi dire!
Seb scuote la testa e si fa il segno della bocca chiusa a chiave, recuperando le proprie cose appoggiate sul tavolino e alzandosi mentre io rimango ancora seduto shoccato.
- Io le cose so come farle senza farmi scoprire! Comunque non seguire il mio esempio, il succo del discorso è questo! Cerca sempre di agire per il suo bene e non per la tua soddisfazione.
Con questa perla finale, si gira verso Max e Lewis che ormai sono al nostro tavolo, sorride smagliante e radioso come se non avessimo appena parlato di cose shoccati e toccanti; Lewis ricambia il suo sorriso mentre Max mi guarda perplesso perché sono ancora seduto e sconvolto.
- Beh, che ti ha detto, ora? Che si fa prete?
La sua bestialità nell’affrontare le cose che sa mi toccano nel profondo, andrebbe studiata in laboratorio!
A questa sparata di merda mi giro verso di lui seccato ed offeso, e tornando immediatamente in me, mi alzo di scatto facendogli il dito medio.
- No, ma tu potresti fare un corso di sensibilità!
Max a questo ride, accompagnato anche dagli: Seb sa e ride, Lewis è perplesso.
- Non ti piacerei se fossi più sensibile!
Alzo gli occhi al cielo mandandolo a cagare con un gesto tipicamente italiano e con questo, saluto gentilmente Lewis e poi con una pacca amichevole Seb, a cui dico che per qualsiasi cosa ci sono. Poi, ignorando totalmente Max, mi avvio seccato come un principe offeso.
È vero che non mi piacerebbe se fosse più sensibile, ma ogni tanto potrebbe sforzarsi almeno un poco!
Razza di mentecatto!”
NOTE: Ogni tanto mi piace inserire quel che succede intorno a loro, specie su chi per loro è rilevante. Si sa che Seb e Lewis sono i miei punti deboli ed ogni tanto adoro metterli. In quel periodo l’annuncio dell’addio di Seb è una cosa che ho ritenuto importante, specie per Charles. In questo modo ho potuto mostrare anche il modo di stare insieme suo e di Max, che mi fa molto ridere nel loro contrasto poiché uno se la prende troppo a cuore ed è permaloso da morire, l’altro scherza su tutto e non riesce ad essere profondo nemmeno per sbaglio.
Ho usato Charles e Seb per spiegare la questione di Max e dei suoi meccanismi di difesa con suo padre. Sia chiaro, io ho esagerato parecchio la sua infanzia, poiché scrivendo una fic era troppo invitante l’idea di farlo.
Grazie a chi legge e commenta.
Alla prossima. Baci Akane