NOTE: non è collocata in una serie precisa, i due stanno già insieme ed è solo un breve spaccato sulla loro vita di coppia. Ho immaginato che potessero mangiare insieme agevolmente durante la settimana di gara e che i loro team ormai fossero abituati a vederli insieme. Così ricordando che la squadra di Charles lo chiama ‘principessa’ e che lui nemmeno se la prende, ho pensato che qualcun altro avrebbe potuto, ma non per il motivo che si potrebbe pensare. Buona lettura. Baci Akane
INCIPT: Nessuno può chiamare Charles ‘principessa’ a parte Max ed è bene che la sua squadra la smetta se non vuole finire male.

PRINCIPESSA

lestappen

La prima volta che sento lo chiamano ‘principessa’, mi viene un colpo. 
L’ho subito guardato meravigliato e shoccato insieme, pensando che si sarebbe arrabbiato a scoppio ritardato, perché il mio adorabile Charlie è così, gli ci vogliono un paio di secondi per registrare e comprendere le cose e lo amo tanto anche per questo, però poi quando ho visto che non aveva reazione e che si comportava in modo assolutamente normale—come se non solo non gli seccasse, ma ‘principessa' fosse pure il suo secondo nome—ci sono rimasto di merda. 
Non ho comunque fatto nulla, era la prima volta che sentivo i suoi meccanici ed il suo team in generale chiamarlo così, perciò non ho fatto scene. Potevo essermi sbagliato, dopotutto. 
Magari gli seccava ma lo nascondeva bene. O, più probabile, non aveva sentito. Perché Charlie mio vive su un altro pianeta e non sempre sente o capisce o percepisce. 
Così ho finto indifferenza come lui. 
Tuttavia la seconda volta che sento lo chiamano ‘principessa’, lui ricambia tutti i saluti che riceve, anche quelli con tale appellativo, e lo fa pure sorridendo. 
A questo punto mi vengono i peli dritti e l’irritazione parte stile istinto omicida che trattengo a stento. 
Ci sediamo al tavolo per mangiare insieme, cosa a cui ormai le nostre due squadre sono abituate, e lo guardo apertamente ed enormemente scocciato finché lui—comunque a scoppio ritardato perché figurati—si accorge che sono scocciato per qualcosa. 
- Beh? - chiede senza capire che ho. 
A questo mi parte la vena, tanto per cambiare, e piazzo le mani sul tavolino dell’hospitality Ferrari dove quest’oggi siamo a mangiare insieme. 
- Come ‘beh’! - grugnisco, - che cazzo significa quel soprannome? - sbotto infervorato.
Charlie mio sgrana i suoi splendidi occhi verdi luccicosi e senza fare per finta, cade dalle nuvole. 
- Principessa? - lo pronuncia in italiano, ma è una delle poche parole comprensibili in ogni fottuta lingua. 
Annuisco ora con le braccia incrociate e la minima intenzione di mangiare fino a chiarimento. 
Lui alza le spalle e azzanna il pranzo come niente fosse. 
- Mi chiamano così. 
- L’ho sentito! Perché? - continuo col piede di guerra. 
- Perché mi piacciono i gioielli, le cose agiate e comode e belle, i vestiti eleganti, le macchine lussuose, fare ingressi trionfali come in passerella, stare al centro dell’attenzione, essere viziato, coccolato e riempito di complimenti. - l’elenco è completo e perfetto, non posso dissentire perché in effetti è la sua fotografia. 
- E non ti dà fastidio che ti chiamino ‘principessa’? - sibilo sconvolto. 
- Assolutamente no! Lo sono, dopotutto! È divertente. - poi, sempre col suo cazzo di treno ritardato, nota che sono scocciato. - A te no? 
Quanto cazzo vorrei arrabbiarmi davvero con sto scemo. Ma non ci riesco. Non lo fa apposta, è così. 
- Sì che mi piace! - commento spontaneo, abbassando il tono ma cercando di mantenere un contegno sostenuto. 
- E allora? - Charlie mio non capisce proprio. 
- E allora solo io posso chiamarti così! - esclamo totalmente sincero e senza l’ombra dello scherzo. Il mio amore si aggrotta perplesso.
- Ma non mi hai mai chiamato così! - inarca un sopracciglio
- Pensavo ti seccasse. - non mi sto arrampicando sugli specchi, sto solo dicendo la verità. 
Inarca anche l’altro sopracciglio.
- Scherzi? Non è forse vero che sono una principessa? - annuisco energicamente e con aria ovvia. - E allora che problema c’è? 
Continua a non capire ed ora la vena torna a pulsarmi nella tempia, così sbattendo il pugno sul tavolo, facendo tintinnare le cose che ci sono sopra, mi protendo verso di lui tutto infervorato e sibilo ancora: - C’è che solo io posso chiamarti così. Se non la smettono gli buco tutte le gomme! Digli che la piantino o finisce male e sai che sono abbastanza pazzo da non minacciare a vuoto! 
Charlie mio per un attimo resta a bocca aperta, convinto di vedermi scoppiare a ridere da un momento all’atro facendogli capire che scherzavo, ma poi visto che resto serio e che accentuo la smorfia, lui sospira, alza gli occhi in alto paziente e scuote la testa. 
- E va bene, sei proprio un bambino! Cercherò di dirgli di smettere. Non me la sono mai presa, come faccio ora a dirgli che non mi piace? 
- Che ne so, sei un genio coi sotterfugi! Inventati qualcosa| - esclamo io tutto contento e gongolante, iniziando a mangiare. 
- Gli dirò la verità, che solo tu vuoi chiamarmi ‘principessa’ e che gli altri non si devono azzardare! Almeno non li prendo in giro. 
La cosa non mi preoccupa perché tanto ci vedono sempre in giro insieme nei posti sicuri e protetti. Nessuno sa che stiamo insieme e non ci siamo mai comportati da coppia, ma solo da amici, però penso che non si stupirebbero di vederci mano nella mano, un giorno. 
- Fa come vuoi, ma se qualcun altro ti chiama ‘principessa’, lo eviro! - concludo secco. 
Charlie mio sospira ancora riprendendo a mangiare.
- Ma guarda tu se il mio ragazzo se la deve prendere perché altri usano il soprannome che voleva usare solo lui ma che non ha mai usato pensando non mi piacesse. Sarai mica normale! 
- Disse il ragazzo che non si seccava di essere chiamato ‘principessa’! - replico acido. 
Alla fine andiamo avanti a battibeccare come due idioti finché non finiamo il pranzo e ci separiamo con un bacio di nascosto ed un: - Ci vediamo dopo, mia principessa! - che lo fa sorridere dolcemente. 
Il mio amore è solo mio. Ed anche i suoi soprannomi bellissimi!