10. INSIEME
*Max*
“La consapevolezza che dovremmo parlare, non mi ferma dal prendergli il viso fra le mani e divorargli la bocca appena entra in camera mia.
Alla proposta di qualcuno di noi di andare a bere qualcosa insieme, abbiamo entrambi detto che non ci andava. Lando ha chiesto ridendo se fosse ancora il mal di pancia, Charles l’ha fulminato, mentre io gli ho piantato un dito sul fianco facendolo piangere non dal ridere.
Essendo ognuno con la propria macchina, ci siamo dati appuntamento in camera mia.
Arrivato leggermente prima di lui, ho aspettato vicino alla porta, impaziente, e appena ha bussato l’ho subito tirato dentro avventandomi sulla sua bocca.
Quando ho la sua lingua sulla mia, il sollievo mi coglie. Mi sembrava di impazzire dal nervoso, per un momento.
Poteva scappare, Charles è psicopatico–il bello che dice a me di esserlo–magari se ne era pentito.
Però vedermelo qua davanti, mi ha letteralmente inserito una spina trasmettendomi elettricità.
Charles mi circonda il collo con le braccia e mi segue mentre me lo porto in giro per la spaziosa camera d’albergo.
- Dovremmo parlare... - fa lui continuando a divorarmi la bocca come faccio anche io.
- Sì, dovremmo... - ed è vero, avremmo molto da dirci. Oh, sì, tanto.
Ma nonostante concordiamo su questo, mi slaccia frenetico la camicia.
- Ma possiamo farlo dopo. - aggiunge poi facendomi scivolare l’indumento dalle spalle.
Io annuisco afferrandogli la maglietta nera e sfilandogliela alla stessa maniera.
- Sì, dopo... - ripeto sbrigativo.
Charles ridacchia divertito mentre le nostre labbra tornano ad unirsi.
- Che c’è? - chiedo con le sue dita che mi aprono i jeans, noi che balliamo insieme per arrivare al letto alla cieca.
- Mi stai dicendo ‘sì’ a tutto... - commenta con questo sorrisino delizioso sulle labbra che lecco e succhio. Apro i suoi jeans che sono più larghi e comodi dei miei e scendono subito sulle cosce, i miei restano addosso aderenti.
- Approfitta per farmi la domanda che ti interessa, allora... - dico divertito, lasciandolo in boxer.
Le sue mani sui miei pettorali e poco prima di spingermi sul letto, mi chiede malizioso sulla mia bocca: - Mi vuoi scopare?
Apro gli occhi per godermi questa sua espressione sexy ed adorabile.
Io, chiaramente, annuisco.
- Sì. Certo!
E sulla sua risata liberatoria–meno isterica di prima, questa volta davvero bella–mi spinge facendomi cadere sul letto. Poi mi afferra immediatamente i pantaloni e strattona con cattiveria inaspettata.
Con enorme sorpresa lo guardo strapparmi via i jeans, con essi vengono via anche i boxer.
Oddio, mi sarebbe piaciuto farmi fare un pompino su di quelli come quella notte, ma penso che al momento Charles non lo fermerei nemmeno con una bandiera a scacchi!
Appena si libera dei miei vestiti, striscio all’indietro sul letto guardandolo sfilarsi anche i suoi boxer. Dopo di questo, sale a carponi sul letto e gattonando verso di me, mi apre subito le gambe e si infila nel mezzo.
Prima del mio cazzo, mordicchia il mio interno coscia facendomi ululare di piacere e sorpresa, lì la pelle è fottutamente sensibile, ma l’ho appena scoperto.
Dopo lì, mi succhia subito le palle ed è un altro squittio che mi parte. Altra parte sensibile. Mi alzo sui gomiti e lo guardo allucinato.
- Sei invasato?
Dopo avermi succhiato la parte sotto, passa a quella sopra, ma prima di prendermelo in bocca, lo afferra e strofina. Sono già abbastanza duro così, ma vedendo la sua espressione e lo sguardo eccitato che mi lancia, è tipo il colpo di grazia.
- È colpa tua. - sibila.
Inizia a leccarmi tutta la lunghezza, mi apre la cappella e ci gira intorno con la lingua. Già sono in delirio, ma ora penso che morirò.
Appena lo avvolge iniziando a succhiarlo, mi abbandono con la testa all’indietro, le braccia alte e gli occhi roteati.
- Oh mio Dio Charles.
E il mio Dio Charles mi fa il pompino più fottutamente bello della mia vita.
Questa volta senza stoffa né fottute interruzioni di coscienza.
Lo prendo per la nuda ed accompagno i suoi movimenti sempre più veloci, spingo contemporaneamente col bacino nella sua bocca stimolandogli a volte dei conati che mi indicano di dover evitare di soffocarlo.
Quando mi sento pulsare con frenesia ed il piacere è vicino all’esplosione, lo stacco a fatica.
- Charlie, sto per venire...
Appena lo dico, Charles smette subito e l’orgasmo rallenta. Suppongo abbia altri piani.
Sembra veramente esperto, sembra sapere come gestire una scopata, come non chiudere le danze troppo presto. Anche io so scopare, ma con una donna è diverso. Specie perché non ho mai desiderato tanto la persona con cui scopo.
Charles risale sul mio corpo, mi tira i capezzoli coi denti per poi succhiarli e tormentarmeli con le dita. Sembra che gli piacciano i miei pettorali, perché ci perde parecchio tempo ed è un altro gran momento di godimento.
Sospiro sempre più forte e Charles prosegue la risalita sul mio corpo dove la lingua precede la sua bocca sulla mia pelle.
Succhia e mordicchia tutto ciò che può: il collo dove mi lascia un segno che non so come coprirò, il mento, le labbra ed infine anche la lingua che tiro fuori ansimando. Questa non la mordicchia, la succhia e basta. E molto bene.
Non è steso su di me, mi sta addosso a carponi in modo da non toccarmi con nessun parte del suo copro a parte la bocca che ora mi bacia.
Quando mi sembra di essere più calmo, lo prendo per i fianchi e appena lo faccio, Charles spalanca gli occhi carico di desiderio trattenendo il fiato. Sorrido malizioso.
- Ti piace se ti prendo per qua? - sussurro roco. Annuisce veloce, bisognoso che non mi fermi.
E non mi fermerò.
Usando un po’ più di forza, lo spingo giù da me e mi metto sopra. Rifaccio la stessa cosa dell’anno scorso, solo stesi sul letto invece che appoggiati alla parete.
Le mie labbra arrivano sul suo orecchio che lecco e succhio, poi scendo sul collo facendo la stessa cosa, baciandolo e mordicchiandolo.
Charles geme.
Scivolo sul suo petto e ricambio il favore di prima sui capezzoli, ma sono meno fissato con questa parte del suo corpo e distribuisco equamente le mie attenzioni ovunque e con calma: ho bisogno di godermelo, forse sono addirittura dolce.
La sensazione della sua pelle, dei suoi muscoli che guizzano quando arriva la mia lingua in una determinata zona, mi manda in delirio.
Quando mi indirizza con la mano sul suo inguine, l’eccitazione si impenna di nuovo, ma mi concentro su di lui e sul suo cazzo duro e grande a cui sono finalmente giunto.
Lo lecco lentamente assaporando ogni sua parte. È assolutamente perfetto, così ben dotato—lungo e grosso nella misura più giusta—che quasi lo invidio.
Ritengo di avere un cazzo normale, non me ne vergogno, ma confronto al suo capisco perché indossa sempre pantaloni larghi.
Appena lo avvolgo con la bocca, Charles sospira e geme chiamandomi e supplicandomi di non smettere, continuando ad accompagnare la mia testa mentre mi muovo su e giù.
Io ovviamente vado avanti ben volentieri, finché non lo sento pulsare e gonfiarsi troppo, ma qua è lui stesso a fermarmi tirandomi via.
Mi sollevo, lui si gira a carponi in un chiaro messaggio, reso ancora più chiaro dalle gambe che piega sotto di sé.
Preferivo guardarlo in faccia mentre me lo scopavo la prima volta, ma andrà bene anche così. Se il mio Dio prepotente preferisce questa posizione, questa posizione avrà.
Scivolo sulla parte di sé che mi sta così generosamente consegnando. Passo la lingua sulle fossette sopra il suo culo, infine scendo nella fessura, gli prendo le natiche, gliele allargo bene e lecco il suo buco che ben presto sarà solo mio.
Adesso ci morirò qui dentro, già lo so.
Vagamente realizzo che è la mia prima scopata con un ragazzo, ma mi sembra sia una delle tante. Sono così sicuro che non ho la minima esitazione.
L’eccitazione cresce con lui che geme mano a mano che alla lingua aggiungo prima un dito e poi anche un altro. Lo preparo a dovere e penso di doverci mettere di più, quando lui si torce tutto e guardandomi mentre si succhia l’indice, mi implora lascivo.
- Ti prego, scopami che sto per venire...
E chi sono io per non accontentare il mio Dio Charles?
Così mi tiro su sulle ginocchia, mi lecco la mano abbondantemente e me la passo sul cazzo alto e duro, ancora ben pronto per lui; infine mi accosto e dopo un: - Pronto? - lui annuisce.
Entro con una spinta dolce e decisa, vado per gradi lasciandogli tempo. Quando lo sento rilassarsi, inizio ad uscire e rientrare e di volta in volta vado sempre più in dentro.
Cazzo, con un ragazzo è diverso. È fottutamene diverso.
Ho preso il culo di molte donne, ed era fottutamente bello, ma questo è un altra cosa e forse lo è perché è il suo.
Charles si inarca, la schiena fa uno splendido arco sensuale e si spinge contro di me accompagnando in modo languido ogni mia spinta, agevolando i miei movimenti.
Ben presto siamo in perfetta sincronia e quando mi incita con: - Vai più veloce... - e poi dopo: - più forte... - vado totalmente fuori di me.
Sono completamente in lui e su di lui, sento il mio corpo pieno di piacere che si carica ad ogni spinta sempre di più, ed il suo bisogno di avermi dentro più velocemente e più a fondo, diventa il mio.
Ad ogni spinta mi affretto affondando con forza e ad ognuna lui geme: - Max sì... così... - ed io ben presto perdo il controllo.
- Charlie sto per venire... - lo avverto sperando che ci sia anche lui, così appena lo dico, lui scivola con la mano sotto di sé e si tocca. Quando si tende tremando e smettendo di muoversi per godersi il suo orgasmo, io mi lascio andare senza alcun freno.
Gemiamo entrambi i nostri nomi, totalmente persi nel piacere più intenso che ci abbia mai colti.
E sono sicuro, sicurissimo, che anche per lui non è paragonabile alle altre volte.
Di solito si dice che l’attesa vale la pena, nel mio caso mi sento un coglione.
Ho aspettato tanto privandomi di una cosa così fottutamente meravigliosa.
È come se prima di ora io non avessi mai scopato.
La vista torna a focalizzarsi sulla forma di Charles che sensuale davanti a me è a carponi con il viso premuto sul cuscino, tutto storto e rivolto verso di me che mi guarda con mezzo sorriso. È nell’estasi più totale.
Ritrovandomi, esco da lui e continuando a tenerlo per i fianchi, mi chino su di lui, lo ricopro col mio corpo e gli bacio l’angolo della bocca, arrivando poi alle labbra.
Lui le piega di più, beato.
- È stato bellissimo. - sussurra. Le mani scivolano dai fianchi alla vita e lo circondo da dietro per poi lasciarmi cadere di fianco tirandomelo con me addosso. Lui ride e si abbandona appoggiandosi contro di me, poi si gira fra le mie braccia e cerca di nuovo la mia bocca.
Questa volta non mi divora con foga, anche lui si gode le mie labbra, me le succhia con cura e dolcezza, infine mi si accoccola addosso.
Non credo di essere mai stato meglio.”
*Charles*
“Il suo petto che si alza e si abbassa velocemente, mi fa capire quanto sia stato intenso quel che abbiamo fatto.
Sinceramente le scopate con Pierre sono sempre state belle, ma ci alternavamo nei ruoli e comunque non erano così frequenti.
Però di fatto mi hanno aiutato sia a sfogarmi sessualmente, che a fare esperienza.
Mi rendo conto solo ora che è sempre stato questo. Esperienza.
Perché il vero sesso è quello che ho fatto ora con lui.
Max era così virile, caldo e dolce. Dio, così dolce. Era come se dovesse farmi suo, ma non in modo osceno e prepotente. Lui voleva farmi suo. Farmi suo in modo dolce. Non lo so.
Non parlo d’amore, è presto e non so se mai si arriverà a quel livello. Ma non mi stava spolpando come ho iniziato io con lui. Lui mi stava facendo suo.
È diverso.
Il modo in cui ha fatto sesso con me è fantastico e ascolto il suo respiro che lentamente si regolarizza, mentre con la mente volo all’ultimo orgasmo che ho avuto con lui, proprio un anno fa sempre qua.
- Eri diverso, l’anno scorso. - mormoro seguendo il pensiero come se lui sapesse a cosa mi riferisco.
- Ero mezzo ubriaco. - ma lui capisce alla perfezione a cosa pensavo. Forse ci pensava anche lui.
- Mezzo?
- Diciamo che per quanto lo volessi, da sobrio non l’avrei mai fatto senza un tuo segno. E tu un segno non me l’hai mai dato.
L’accusa non è velata, ma piuttosto chiara.
Mi aggrotto e mi tiro su sul gomito per guardarlo, lui mi accompagna con una mano che dalla schiena si posa sul lato della mia testa e poi scivola sull’orecchio e sulla guancia.
Eccolo che è di nuovo dolce e mi disinnesca.
Forse in realtà lui è il ‘sweet’ ed io il ‘psycho’?
- Perciò ti sei cercato una scusa per farmi un pompino? - riassumo brevemente per vedere se ho capito bene. Poi realizzo il resto. - Ma da quanto lo volevi?
- Da quella volta a Monza, alla tua festa...
Inarco le sopracciglia incredulo, facendo mente locale sulle tempistiche.
- E in tre anni non hai mai fatto niente, se non poi quella volta da mezzo ubriaco?
Max si aggrotta sentendosi accusato. In effetto forse lo sto facendo. Come diavolo ha potuto essere così rispettoso? Di cosa, poi?
- Beh, eri un muro, Charles! Dopo Monza nemmeno mi guardavi. Ho dovuto forzare io l’approccio ed ho capito che se ti avessi costretto a parlarne, avresti chiuso perché non volevi. Sbaglio?
Max si sta inalberando e quando succede attacca per difendersi, ma io non sono un Santo come sembro, infatti finisco per attaccare a mia volta per partito preso. Sia mai che uno mi attacca ed io non rispondo a tono. Qualsiasi motivo abbia per attaccare. Magari pure a ragione!
- Non ricordavo niente, solo di averci provato con te! Tu non mi parlavi, pensavo che ti avesse fatto schifo ma che comunque volessi mantenere dei buoni rapporti! Mi sono adattato a quel che volevi!
- Quel che volevo? Ma non me l’hai nemmeno chiesto, come facevi a sapere cosa volevo?
Non è che abbia tutti i torti, ma la mia bocca con lui non molla, non molla mai. Non riesco a starmene zitto e arrendermi, se c’è lui di mezzo.
- Era piuttosto ovvio, non mi hai mai dato altri segnali se non che volevi essermi amico! Io sono un muro, Max? E tu cosa credi di essere?
In un attimo finiamo per accusarci delle stesse cose guardandoci torvi, con gli effetti della scopata più bella delle nostre vite che va nel cesso.
Max sta per ribattere con foga, ma poi apre e chiude la bocca, sospira e scuote la testa alzando gli occhi in alto. In tutto questo ha continuato a carezzarmi il viso e la testa e non so se per calmare me o sé stesso.
Ma ti vedi quanto sei dolce?
Sì, penso proprio che lo psicopatico sono io, fra noi due.
- Va bene, dovevamo parlarci senza dare per scontato di sapere tutto. - ammette alla fine. Questo è vero, infatti annuisco.
- Eh, direi anch’io... - commento ancora un po’ sulla difensiva.
Max però ridacchia e mi rabbonisce subito.
- Mi dai un bacio, adesso, o devo aspettare altri tre anni? - e certo non poteva non dare l’ultima stoccata.
- Se tu non ti fossi ubriacato per trovare il coraggio di provarci con me, non sarei stato poi così confuso dopo.
- Ma ti era piaciuto il pompino, no?
- Certo che mi era piaciuto! Non l’hai capito quando ti sono schizzato in bocca?
Max ridacchia divertito e decide di alzare la testa e attirare la mia nuca verso di sé, così posa le labbra sulle mie ancora ridendo. Labbra che accetto senza mordere, anche se ne sono tentato.
- Perché hai lasciato correre così tanto tempo? A Monza quest'anno eri sul punto di parlarmene, vero? - rimbrotto di nuovo.
- Pensavo di doverti dare tempo, che fossi confuso. Poi ho pensato che ti fosse piaciuto il pompino ma che non ti piacessi io. Poi ho pensato che non era possibile che per te quella sera ad Abu Dhabi non avesse significato niente...
- Insomma non sapevi che pensare. - riassumo io di nuovo. Lui sbuffa e alza gli occhi al cielo.
- Tu non ti guardi coi miei occhi. Non sei cristallino, Charles.
- Nemmeno tu! Quando a casa mia mi sono proteso per baciarti non ti sei mosso! - e qua parte l’accusa vera, quella che ha portato a bloccarmi per così tanto tempo e a costringermi a non vedere nulla anche quando forse avrei potuto vederlo. Quella cosa mi brucia da matti.
Max spalanca gli occhi shoccato, come se avessi detto chissà cosa.
- Ah quello era un bacio, alla fine? No perché fermarsi all’ultimo per me significa ripensarci e cambiare idea!
Adesso lo prendo a morsi, meglio che mi alzi. Sto per farlo, ma lui mi tiene ancora per la nuca costringendomi a star giù. A questo aggiunge l’altra mano sulla schiena, come per chiarire che da sopra di lui non mi muoverò.
- Perché diavolo... - faccio poi incazzato ed insofferente a denti stretti. Ma poi mi fermo perché non so nemmeno cosa dire e sospiro.
- Perché diavolo non abbiamo parlato subito chiaramente dando invece per scontato di sapere tutto? - completa lui cogliendo al volo ciò che cercavo di dire.
Quando lo dice con ironia, capisco che è stato proprio quello il problema e mi rilasso contro di lui sospirando. Annuisco e lascio andare la faccia sul suo petto; lui mi bacia la fronte dolcemente.
- E smettila di essere così dolce. - borbotto sentendomi un verme per qualche motivo a me ignoto.
Lui ride e mi circonda la testa con entrambe le braccia stringendomi forte a sé.
Ho sempre interpretato tutto a modo mio, sbagliando. E lui uguale.
- Quanto siamo stati idioti. - concludo poi. Max annuisce.
- Finalmente siamo d’accordo su qualcosa.
A questo rido rialzando la testa, quando torno a guardarlo lui è assolutamente sereno e felice. È in questo momento, guardandolo così, che capisco che finalmente abbiamo fatto entrambi la cosa giusta.
- Finalmente, sì.
- Facciamo che non daremo più niente per scontato? - dice lui a questo punto. Io annuisco riaccomodandomi sul suo petto.
La tranquillità mi ricopre insieme alle lenzuola che Max tira su sopra di noi. Dolci e lievi.
Un altro bacio sulla testa, ancora le sue carezze sulla schiena e sulla nuca.
Spero che questa notte sia eterna. La prima di molte altre.
In questo momento non voglio pensare a niente, né farmi un solo piano futuro.
Mi godrò il momento, qualsiasi cosa avverrà.
Sono sicuro che, in ogni caso, non ci pentiremo mai di oggi.”
NOTE: Queste foto sono dal Bahrein 2023 di inizio anno, dai test e dalla prima gara. C'era troppa chimica, alchimia, magia, mettetela come volete, ma c'era un'intesa nel modo di guardarsi ed una gioia nello stare lì insieme a parlarsi, che ho capito che fra la fine del 2022 e l'inizio del 2023 dovesse essersi rinforzato il loro legame già molto bello. È così spiegata la scelta del momento della loro effettiva unione.
Nella realtà non è così strano che due anche conoscendosi da ragazzini si trascinino così a lungo prima di mettersi insieme, perché non è facile cambiare modo di vedersi. Spesso cambia ma tu fatichi ad accorgertene o fai finta di nulla. È più facile quando conosci qualcuno da grande e ti piace al primo sguardo. Oltretutto sono entrambi testardi e non li vedo molto bravi ad aprirsi su certi argomenti personali.
Ormai la fic è agli sgoccioli. Alla prossima. Baci Akane