11. AMORE
*Charles*
- QATAR 2023 -
“Le mie congratulazioni arrivano in piedi contro un muro e la tuta che pende alla vita.
Max, impaziente, me l’abbassa ancora di più fino a farla arrivare sotto al culo, per scoprire la parte che gli serve; è veloce e più passionale del solito e la cosa mi piace da matti.
Lo sento che si apre la sua e se la fa scendere ai fianchi, tirandosi fuori solo ciò che gli serve davvero per questo momento fra noi. Lo sento sputarsi nella mano diverse volte e strofinarsi il cazzo mentre l’altra mano me l’infila in bocca senza la minima dolcezza, facendomi succhiare le sue dita che poco dopo sono dentro di me a lubrificare ed allargare il mio buco che fra poco sarà suo.
Mi inarco ulteriormente piegando le ginocchia per dargli il miglior accesso possibile, visto che siamo in piedi in uno dei non profumati bagni del garage FIA dove siamo entrati uno dietro l’altro.
Ci siamo solo stretti la mano al volo dopo la pesa ed al volo gli ho fatto i complimenti per il mondiale vinto in modo imbarazzante e schiacciante. Non ho detto e fatto altro, non ho accennato a nulla. Sono solo andato nel bagno che c’è qua perché era quello più vicino e alla portata per le mie finte necessità impellenti.
E lui, nonostante le mille incombenze da vincitore sia di gara che di mondiale, non ha esitato a venirmi dietro a ruota.
Ha solo bussato bruscamente una volta. Più che una bussata, era una manata che per poco non ha buttato giù tutto.
Ridendo gli ho aperto sapendo che era lui e subito senza dire nulla mi sono aperto e abbassato la tuta girandomi di schiena, appoggiandomi con le mani e la faccia alla parete.
Conosciamo alla perfezione tutte le location di qualsiasi bagno dei paddock vari, per quando non possiamo raggiungere una delle nostre stanze private e non ci bastano le camere d’albergo.
Il 2023 è stato un anno da assatanati di sesso. Dovevamo recuperare tutti gli anni persi e l’abbiamo fatto bene.
Max mi prende per i fianchi appena entra agevole con una spinta decisa, poco dopo affonda di più con della musica trionfale in suo onore che arriva fin qua da fuori.
È incredibile che sia qua con me a scoparmi e prendersi il premio speciale, piuttosto che festeggiare il terzo mondiale, quello in cui ha dominato di più.
Ben presto pensieri e considerazioni scivolano via insieme alle sue spinte che aumentano con foga e passione, la stessa che ha ancora addosso per la vittoria. Era questione di tempo, ma fa sicuramente piacere vincere.
Mi sta per partire un gemito quando tocca il mio punto di piacere interno e forse lui ormai mi conosce bene e sa come fottermi per farmi godere alla grande, perché mi mette subito la mano sulla bocca per impedirmi di gridare. A questo i brividi mi attraversano ancor più violentemente e corro con la mano a toccarmi per venire. So che non abbiamo molto tempo ed ormai siamo i re delle ‘sveltine’ in piedi contro qualsiasi superficie utile.
Max poco dopo viene a sua volta, direttamente dentro di me. Le sue mani stringono forte i miei fianchi facendomi impazzire, i brividi di cui sono già pieno si intensificano. Adoro quando mi tiene per lì.
- Congratulazioni, Maxie. - mormoro inarcandomi all’indietro e appoggiandomi contro di lui.
Max dai fianchi mi circonda la vita e mi abbraccia, accogliendo le mie labbra che gli porgo torcendomi verso il suo viso. Due dita sulla guancia accompagnano il movimento ed il bacio, fugace ma carico.
I sensi esplosi ci regalano la consueta pace post orgasmo.
Ci separiamo di poco e ci guardiamo così, la mia nuca sulla sua spalla. Gli carezzo la guancia come lui fa con me, ci sorridiamo sereni come non mai.
Sì, il tempo insieme lo stiamo recuperando, specie quello del sesso che sembra non sia mai abbastanza; è quasi come una droga, ormai.
- Come facevamo prima? - chiede lui sapendo quel che sto pensando. Lo guardo divertito, non molto sorpreso che ci sia riuscito così facilmente.
- Non ne ho idea! - lui ride e sta bene, glielo leggo negli occhi così belli.
Sta bene ed è felice ed io lo sono per lui, nonostante io abbia fatto uno degli anni peggiori in Ferrari.
Riesco ad essere felice e stare bene anche io solo grazie a lui.
L’attesa è valsa la pena, alla fine, ma non vedo l’ora che arrivi il resto.”
*Max*
- LAS VEGAS 2023 -
“Non so perché, ma mi sono messo in testa che dopo un anno di splendide scopate dove ero io a fottere lui, volevo essere quello fottuto.
In realtà è da un po’ che ci penso, che mi piacerebbe provare a prenderlo. Da come Charles viene quando lo faccio io, sicuramente è bello ed in ogni caso fa parte del pacchetto sesso gay, no?
Non si fa che parlare di come per gli uomini sia bello perché al contrario delle donne godono proprio prendendo ‘cose’ in culo.
Insomma, anatomicamente parlando siamo fatti diversi e per noi il sesso anale è più bello che per le donne, che semplicemente lo fanno per accontentarci, non perché hanno ci sono centri del piacere lì dietro/dentro.
Infatti molti etero che hanno difficoltà a venire, si fanno mettere un dito in culo per riuscirci. Io e Charles spesso lo facciamo, so che è bello, ma a questo punto voglio il resto. Ovvero, il suo bellissimo enorme cazzo perfetto dentro di me che spinge ripetutamente fino a farmi impazzire, mentre me ne sto comodamente a carponi o piegato davanti a lui a ricevere e godere.
Quando trovo il magico punto di Charles mentre lo scopo, lo vedi torcersi tutto ed impazzire di piacere. Addirittura grida e se non sono pronto a tappargli la bocca, ci farebbe beccare in pieno. Perde proprio il controllo.
Ed ormai so quando sta per venire, so come fotterlo, l’intensità, la postura ideale, l’inclinazione del mio cazzo dentro di lui. So come fare per farlo venire, perciò a seconda di quanto la voglio tirare lunga o corta, so anche come muovermi in lui.
Perciò sì, ci penso da un po’ che voglio provare, ma pensavo di chiederglielo quando avrei vinto il mondiale, solo che ho fatto male i conti ed alla fine mi sono trovato a vincere prima di quel che pensavo ed ormai lui mi aveva già dato il suo regalo col suo delizioso culetto tondo e sodo, di cui per inciso non mi lamento.
Però dopo ho provato a dirgli che volevo provare altre posizioni, solo che lui non ha mai capito cosa intendessi e mi proponeva effettivamente altre posizioni, ma non io avanti e lui dietro.
Forse devo essere più esplicito.
Decido di esserlo a Las Vegas, col freddo cane che fa qua perché siamo a fine novembre e la gara è per di più serale.
Quando ci intervistano il venerdì sera, ci beccano casualmente insieme, lui è poco dietro di me in attesa del suo turno di rispondere all’emittente televisiva e visto che il giornalista mi fa una domanda che riguarda anche lui, colgo al volo l’occasione.
Ci penso da un po’ a come cazzo fargli capire chiaramente che voglio essere trombato e non quello che tromba. Pensavo di essere chiaro, ma evidentemente non era così, ma qua ho la rivelazione del secolo e quando chiamo Charles divertito a subentrare nella mia intervista, lo faccio con un fottutamente esplicito e malizioso: - Charles entra! - a cui lui risponde ridendo altrettanto malizioso, ripetendo proprio la stessa parola.
- Entra?
Bravo, l’hai colto. Ora devi anche accontentarmi!
La domanda è sul fatto che col freddo che fa qua le gomme soffriranno, così parliamo di massaggi aggressivi con l’olio caldo. Poi quando ci chiede chi fra noi sarà più facilitato con queste temperature, sia in qualifica che in gara, lui cerca di essere serio ma si vede che è ilare e credo pensi al massaggio con l’olio caldo. Io pure. In particolare a lui che poi, con quell’olio caldo, entra in me.
Così quando poi risponde–non ho idea di cosa–e mi chiede che ne penso, io rispondo spudoratamente perso nella scopata di fra poco–che, cazzo, sarà quella che voglio!
- Ah non so, non penso più ormai. - che poi è una sua citazione ad una delle interviste di quest’anno, che io ovviamente mi guardo tutte.
Lui, ridendo qua accanto a me, rilassato e bellissimo: - Solo corri?
- Solo corro! - annuisco non sapendo a cosa ho risposto di preciso, ma siamo tutti e due soddisfatti. Sicuramente ha detto qualcosa di sensato, mi fido di lui.
Adesso però finiamo le stronzate di F1 che devo correre a farmi inculare dal mio amore.
L’olio caldo cola lentamente sulla mia pelle nuda.
Sono steso in mezzo al letto a pancia in giù e Charles si sta occupando di me molto bene.
Non so se mi ha preso sul serio prima quando davanti alla telecamera ho detto di entrare, ma sicuramente ha colto l’allusione.
Forse dovevo ripeterglielo seriamente con più intenzione; quando gli dico le cose, pensa sempre che scherzo.
È forse colpa del nostro rapporto attuale. Abbiamo una relazione di sesso e questo è appurato, ma ci divertiamo comunque moltissimo insieme, parliamo un sacco, siamo simbiotici, non riusciamo a staccarci per nessuna ragione; non importa con chi siamo o che dobbiamo fare. Noi parliamo di qualsiasi cosa. Sempre. A lungo.
È quasi una dipendenza. Ci devono proprio staccare fisicamente, per farci smettere, perché se si limitano a chiamarci e basta noi non calcoliamo nessuno.
Ci chiamiamo anche Charlie e Maxie davanti agli altri, è questo il livello.
Sono felice, non sono mai stato più felice di quest’anno e credo che questo si veda da fuori, ma soprattutto da come corro in F1.
Però sento che stiamo arrivando ad un’altra fase della nostra relazione, per questo adesso sento il bisogno di cambiare le posizioni a letto e non parlo del kamasutra, ma di chi sta dentro a chi.
Non lo so, capisco che è una cosa strana di punto in bianco, visto che abbiamo sempre fatto le stesse; però sento di avere questo bisogno, di avere questa fottutissima voglia.
Non capisco cosa mi prenda, non sono bravo con le analisi, non mi piace pensare, preferisco agire.
Le mani fantastiche di Charles mi dimostrano che è bravo anche a massaggiare, oltre che ha suonare il piano.
È come se io fossi il suo piano.
Non c’è l’aggressività di cui parlavamo prima, è estremamente sensuale. Credo gli piaccia vedere come l’olio fa scivolare le sue mani sul mio corpo, sulla mia pelle.
Scivola. Scivola dolcemente e languido sulla mia schiena, sul mio collo, sulle mie spalle e sulle braccia per poi tornare sulla schiena e scendere ancora.
Mi sta seduto a cavalcioni addosso, è nudo anche lui e quando arriva al mio culo, si occupa bene anche di quello. Me lo allarga e va nella fessura.
- Prima, fuori... - fa finalmente dopo un silenzio fottutamente erotico. - Intendevi qualcosa di specifico, con quel ‘entra’?
Oh, alleluia!
- Del tipo?
Giro la testa verso di lui rimanendo a pancia in giù, faccio un sorrisino malizioso e lo guardo, lui guarda me a sua volta.
- Tipo questo? - fa entrando con un dito nel mio buco che lo accoglie volentieri. Con quest’olio è così fottutamente facile. Dio, com’è facile.
Roteo gli occhi e mi abbandono al piacere immediato che scaturisce. I brividi aumentano e sospiro con un - oh... Sì... - prolungato.
Charles insiste con le dita aggiungendone un altro per prepararmi a riceverlo.
Dio ti prego fa che abbia capito davvero.
Quando entra con il secondo dito, posso solo sognare il suo cazzo dentro. È come l’antipasto. So che è più grande di così, ma lo voglio avere dentro. Voglio sapere assolutamente com’è e non per provare ad avere ‘un cazzo dentro’; non è una questione di sperimentazione e curiosità.
È per avere Charles.
Devo averlo.
Ne ho bisogno.
Fra i gemiti del suo trattamento perfetto, lo sento poi sfilare la mano, prendere ancora l’olio caldo e farmelo scivolare sulla pelle, sulla schiena e abbondantemente sul mio culo. Infine si stende sopra di me e inizia a strofinarsi usando tutto il suo corpo per continuare il massaggio.
È come un serpente che prepara la sua preda per poterla divorare tutta intera.
Normalmente mi fanno schifo i serpenti, ma in questo momento lo trovo sensuale.
È meraviglioso il modo in cui si strofina su di me, come muove con cura e attenzione il suo inguine sulle mie cosce, risale sulle natiche e poi sulla schiena per poi scendere. Va su e giù sulla fessura, come se mi scopasse già. Ma si sta solo oleando meglio.
È il massaggio più fottutamente bello e sexy che abbia mai ricevuto.
- Se volevi che ti scopassi bastava che me lo dicessi esplicitamente. - fa al mio orecchio leccandomelo. Altri brividi, altro piacere. Altri sospiri.
- Pensavo d’averlo fatto. - rispondo vagamente.
- Tu pensi sempre di essere chiaro, ma non hai ancora capito che non lo sei.
E il momento di polemica arriverebbe a rovinare tutto se poi, poco prima di farmi replicare, lui non mi zittisse aprendomi sicuro e deciso la gamba di lato per ottenere più accesso. Io eseguo ed inarco come riesco, contento che mi stia sopra.
Subito dopo Charles mi prende letteralmente una natica e l’allarga, si fa prima strada col pollice e poi arriva la punta del suo cazzo oleato.
Tutta questa lubrificazione dovrebbe rendere tutto più facile ed è così in effetti. Nonostante sia il primo che prendo e lui sia molto ben dotato, non fatica ad entrare.
Si solleva il necessario, entra ed esce e ad ogni spinta affonda di più. Lentamente mi rilasso facilitandogli il lavoro e ben presto si muove sinuoso in me, tenendomi per i fianchi e stendendosi sopra di me come una seconda pelle.
Mi indossa come un guanto, aderisce il torace alla mia schiena, il cazzo nel mio culo, la gamba piegata contro la mia, l’altra dritta che fa perno.
Si muove, come un’onda perpetua che va sempre più aumentando. Mi porta con sé, ad ogni spinta io gli vado incontro prendendo presto il ritmo giusto.
Quando lo sento tutto dentro, è come se mi spegnessi. Vado in automatico, non so cosa faccio, faccio e basta, ma so che è perfetto. Siamo assolutamente connessi, i movimenti sincroni aumentano d’intensità, il ritmo cresce insieme alla forza fino a che lo sento.
Prima è un brivido più intenso che mi arriva dopo un colpo, poi un altro più forte, poi ancora e ancora e qua sono io che mi metto a gemere sempre più forte, completamente assorbito dal piacere più meraviglioso che abbia mai provato.
- Charlie... Charlie ti prego... oh Dio sì...
Charles capisce che ha trovato il punto giusto ed insiste lì senza assolutamente cambiare posizione, inclinazione né nulla. Aumenta solo l’affondo e la forza. Gli ansimi ed i gemiti si uniscono ai miei e quando sento che sto per impazzire, lui mi dice: - toccati adesso... - perché lo sa, questo lo sa meglio di me.
Ed io lo faccio e mi ci vuole poco, così poco.
Vengo praticamente subito, è un’esplosione intensa e diversa da quelle avute finora. Poco dopo sento lui che mi inonda. Lo sento.
Cazzo, lo sento il suo sperma che mi invade bollente come l’olio che mi ha versato prima sopra, solo che questo è dentro.
Oh Dio Charles.
Dio mio.
Ti amo.
Cazzo, ti amo. Ti amo da morire.
Oh Dio, Max tieni chiusa quella bocca, non dirglielo ora. Lui ha altri tempi, non rovinare tutto ora.
Sta zitto, tienitelo per te.
Ti amo, ti amo da matti Charles. Voglio passare la mia vita con te. Ti amo. Non dobbiamo mai lasciarci.
Ti amo. Cazzo, sono fottuto.”
*Charles*
“- Perciò quando dicevi di cambiare posizioni intendevi questo? Pensavo volessi qualcosa di più fantasioso... non... - sorrido divertito e lui fa altrettanto. - non pensavo volessi provare a farmi entrare!
Lo dico citando il modo in cui me l’ha fatto capire davanti ai media.
- Pensavo non lo volessi, che facessi finta di non capire perché non lo volevi e non sapevi come dirmelo. Ci sono quelli che sono fissati coi ruoli e non vogliono cambiare.
Sorrido divertito.
- Come al solito io e te diamo per scontato le cose.
Max ride e alza la spalla.
- L’importante è che alla fine troviamo il modo per capirci.
- Sì, alla fine lo troviamo.
Qua sembra sul punto di dirmi qualcosa, piega la testa e mi fissa intensamente, come se mi leggesse nella mente o se ci provasse. Ma poi invece di chiedermelo e parlare, sorride, mi bacia e torna ad accoccolarsi su di me.
Non so cos’ha, suppongo che prima o poi me lo dirà. Forse è solo felice come lo sono io e non sa come dirmelo perché è scemo. Ma in questo ci somigliamo.
- MONACO 2024 -
Non so quale collegamento faccia il mio cervello, ma nell’esatto istante in cui il suo viso mi compare dolcissimo e felice davanti a me, ogni cosa viene totalmente cancellata e resta una. Una sola.
Mentre passavo il traguardo di Monaco come primo, piangevo come un matto, ero in confusione, non capivo niente e ho solo parlato con mio padre, dicendogli che alla fine avevo adempiuto alla mia promessa, l’avevo mantenuta. Dopo anni, ce l’avevo fatta.
Poi è stato tutto stordente e caotico, continuavo a finire trasportato dalle emozioni e dagli eventi. Abbracciavo persone, esultavo come un matto. Non sono mai stato così felice di vincere una gara, ma sapevo che sarebbe stato così.
Eppure mentre facevo tutto, pensavo solo ad una cosa.
Max aveva ragione. Quella volta quando mi ha detto che dovevo continuare ad insistere finché non ci sarei riuscito, che prima o poi ce l’avrei fatta.
E l’ho fatto, ho insistito anno dopo anno, e alla fine ci sono riuscito.
È catartico in qualche modo.
Qua davanti a lui, quando la sua mano fa la sua tipica doppia stretta alla mia spalla e la sua voce roca e graffiante inconfondibile mi dice: - Finalmente, amico! Ce l’hai fatta! - il mio cervello va totalmente in tilt.
Non come prima che ero preda del caos e delle emozioni.
Io vado in tilt. Mi spengo. Muoio e rinasco. Non so come dire quel che provo nel trovarmi proprio lui, finalmente, davanti a me.
Perciò non so che collegamento faccia il mio cervello mentre lo abbraccio di slancio qua dove sono tuffandomi letteralmente fra le sue braccia come se al mondo non ci fosse un altro posto migliore di questo.
Cazzo, siamo davanti al mondo e stiamo sempre attenti alle dimostrazioni d’affetto pubbliche di un certo tipo, per paura che trapeli troppo cosa siamo. Nonostante questo si capisce quanto ci adoriamo.
Ma mentre ci abbracciamo in questo breve ma fottutamente intenso momento, lo sento limpido e cristallino. Come quella volta che ho realizzato che Max mi piaceva come ragazzo e non come amico o pilota.
Improvviso, limpido e cristallino.
Amo Max.
Il momento è troppo breve, ci separiamo, mi tiene per le spalle ancora un istante, io per la vita. Ci guardiamo al colmo della gioia; è scosso e felice quanto me. Si capisce che lo è per me. Così tanto.
Ed io ti amo Max.
Dopo la press, dopo la foto di gruppo in garage e l’ennesimo bagno di champagne, dopo il tuffo nel mare con Fred, ho solo un pensiero fisso in testa. Lo stesso che ho avuto per tutto il tempo e che per miracolo sono riuscito a tenermi per me per così tanto da quando l’ho realizzato col mio solito scoppio ritardato.
Devo dirglielo.
Gli ho chiesto di aspettarmi nella mia stanza nel motorhome Ferrari che tanto erano tutti giù da me in garage. Spero l’abbia fatto. Ho affidato il telefono a Joris, perciò non so cosa mi abbia risposto. Già che sono riuscito a pensare lucidamente come fare per dirglielo.
La frenesia cresce ed esplode. Adesso è il momento.
È ora di dirglielo.
Adesso posso.
È stato come una seconda corsa.
Non andartene prima che io te lo dica, Max. Non posso passare la notte più intensa della mia vita senza fartelo sapere. Ti prego.
Tutto bagnato fradicio di mare, corro verso il motorhome per farmi una doccia e cambiarmi prima di andarmene e cominciare con la vera serata.
È assurdo. È ridicolo.
Tremo. Sto tremando.
Di cosa? Di gioia? Ansia? Felicità?
Cos’è questa sensazione splendida e terribile insieme? Devo solo dirgli che lo amo. Non so come la prenderà, magari non lo pensa o magari lo sa già da tempo e non me l’ha detto perché è idiota. Potrebbe essere.
Tuttavia correndo finalmente vado nella mia stanza. Dietro di me Antoine mi rincorre come ha fatto per tutto il weekend, quasi sentissi che sarebbe stata la volta giusta, quest’anno.
Appena arrivo nella mia stanza, mi giro verso di lui e la sua videocamera e ridendo gli dico di aspettare che mi devo lavare.
Appena dentro, chiudo la porta e mi giro ed immediatamente un asciugamano enorme mi assale. Dopo di quello, ci sono due braccia ed una risata silenziosa.
Non serve che mette a fuoco chi è, lo so bene.
Lo abbraccio forte gettandogli le braccia al collo, superando l’asciugamano con cui pensava di risparmiarsi dall’acqua di cui grondo.
Spalmo la faccia ed i capelli gocciolanti su di lui e con la bocca sul suo orecchio che bacio con foga, sussurro con enorme sollievo, gioia e soddisfazione: - Max ti amo! Avevo bisogno di dirtelo!
Appena lo dico, mi stringe di rimando. Forte. Fortissimo. Per un momento mi sembra mi soffochi ed io accentuo il sorriso, capendo.
Max mi bacia il collo.
Non parla, mi stringe e basta.
Provo a staccarmi per guardarlo, ma lui in risposta mi solleva aumentando la stretta.
- Maxie? - chiamo temendo che invece di dirmi che mi ama anche lui, mi uccida per sbaglio.
- Ti amo anche io. - ma finalmente lo dice.
Appena lo fa faccio come lui ed aumento la stretta delle braccia; striscio con la bocca sul suo viso, baciando ogni porzione di pelle che conquisto. Fino a che mi concede l’onore delle sue labbra che divoro con lo stesso bisogno di prima, quando lo cercavo per dirgli che lo amavo.
Si è infilato nella mia stanza come gli avevo detto, rischiando di essere beccato, ma l’ha fatto per me.
Ora è qua che mi abbraccia, mi bacia e mi ama.
Lo sapevo. Lo sapevo che mi amava anche lui.
Non era sorpreso, quando gliel’ho detto, solo emozionato, perché sapeva già da un sacco di amarmi.
Razza di idiota, poteva aspettare ancora a dirmelo!
Come sempre aspetta troppo, chissà cosa, poi? Che ci arrivi anche io? Ma se io ho tempi biblici che diavolo aspetti? Perdiamo solo tempo!
Dio, non cambierà mai. Ma di questo ne sono felice. Alla fine lo amo anche per questo. Per le sue attenzioni speciali che ha con me e solo con me.
Sono speciale per lui e non potrei sentirmi meglio. ”
*Max*
“I brividi mi percorrono dalla testa ai piedi in modo anche piuttosto violento e sconvolgente.
Nonostante sperassi che volesse dirmi questo, che ci tenesse tanto a vedermi prima di andare a festeggiare per dirmi che mi ama, non volevo sperarci.
Non so perché.
Sono cose importanti e delicate, più di come le nuove generazioni lo vivano. Io e lui siamo vecchia guardia, viviamo le cose come un tempo, quando i sentimenti erano complicati e delicati e parlarne non era per niente facile e tutto si poteva rovinare facilmente.
Era troppo importante, ed ho avuto paura di rovinare tutto dicendoglielo presto.
Charles ha i suoi tempi.
A quanto pare io lo capisco prima, ma lui lo dice prima. Ci completiamo a vicenda.
Lo vedi? Siamo proprio perfetti insieme.
La stretta soffocante, reazione spontanea dell’emozione che mi ha assalito appena me l’ha detto, scema leggermente ed il bacio diventa dolce e profondo, invece che forte e passionale.
Abbiamo tempo di respirarci a vicenda, assaporarci, accarezzarci delicatamente con le labbra che si fondono alla perfezione, con le lingue che si intrecciano teneramente.
Le mani salgono sui rispettivi capelli, come per catturare il più possibile quello che proviamo ora.
Dirselo per la prima volta è splendido, le altre non saranno lo stesso.
Appena mi stacco da lui e lo guardo piegando la testa di lato, mi bruciano gli occhi e realizzo che è nelle mie stesse condizioni.
Abbiamo delle stupide ridicole lacrime di gioia lì sulle ciglia. Lacrime che restano lì, ma che ci sono.
Siamo entrambi felici.
- Ti amo, volevo dirtelo da un po’, ma aspettavo fossi pronto. Sai, tu lo dici a me, ma anche tu sei un po’ Sweet but psycho! - mi giustifico. Charles ride e scuote la testa. Adoro il suo viso illuminato dalla risata. È così limpido, finalmente.
- Ma come sei tu Sweet but psycho, nessuno lo è! - dice ridendo.
Le braccia cingono la mia testa ed il mio collo, si appoggia alle mie spalle. Ancora l’asciugamano a separarci, ma nemmeno ce ne accorgiamo. È bagnato e lo sono un po’ anche io. E puzza di mare di porto, ma va bene. È il mio amore e lo amo così.
- Sapevo che ce l’avresti fatta. - faccio poi cambiando totalmente argomento e facendomi serio e dolce. Ok sì forse ha ragione, sono più Sweet but psycho di lui.
- Ho tentato finché non ci sono riuscito, come avevi detto tu. - ma lui mi capisce al volo ed è la sola cosa che conta.
Un dolce sorriso, un altro tenero bacio.
Da qui in poi parte una nuova tappa, nella nostra relazione, dove dovremo essere più comunicativi per evitare fraintendimenti continui come nostro solito; ma non vedo l’ora di percorrerla e vedere come sarà.
Sono pronto. Lo siamo tutti e due. Perciò credo che andrà bene.”
FINE
NOTE:
così finisce la fic, la versione breve più ‘realistica’ e meno drammatica della loro storia (perché quella meno realistica e più drammatica è in ‘Per il tuo sorriso’ che vi invito a seguire nonostante alcune somiglianze in determinati momenti importanti che non riuscivo ad immaginare altrimenti che così, o che dovevo in qualche modo comunque inserire).
Las Vegas 23 era doveroso inserirla, il modo in cui hanno palesemente flirtato davanti alle telecamere parlando di massaggi con l’olio caldo, come Max ha chiamato Charles dicendo ‘entra’, come Charles ha sottolineato proprio quella parola con ironia.
Poi Monaco 24: sicuramente è stata una gara estremamente importante per Charles e vederlo abbracciare Max di slancio è stato molto significativo, poiché loro due per quanto si stringano mani, braccia e spalle non si sono mai abbracciati del tutto in quel modo. Mezzi abbracci, magari, ma spesso col casco in mezzo. È stato molto bello ed è lì che non ho avuto dubbi sul fatto che il loro rapporto, di qualunque natura sia, è reale e molto bello e stretto.
Sempre tenendo in considerazione che è tutta una fantasia mia, spero che la fic sia piaciuta e che abbia allietato.
Per sapere cosa scrivo e quando pubblico, seguite le mie pagine FB e Tumblr.
Grazie di avermi seguito. Alla prossima. Baci Akane