NOTE: Questa short è collegata alla fic ‘Nel mio giorno più importante’, è corta ed è ambientata il giorno del matrimonio di Charles. Dopo che si sono incontrati fuori casa, Max finge di non sapere che si è sposato e Charles non riesce a dirglielo, capendo in quel momento che prova dei sentimenti per Max. Ora vediamo quell’esatto momento dal suo POV.
Ci sarà una terza fic (per ora ho scritto solo queste). Alla prossima e buona lettura. Baci Akane
INCIPT: Max sa che quella era la cerimonia di Charles e che si è sposato quel giorno. Sa quindi anche che non ha voluto dirglielo. E, ovviamente, ci rimane malissimo. 

LA TUA DANNATA CERIMONIA 

max

Lo so che si è sposato. 
Lo so che non è una cerimonia qualunque ma la sua. 
Prima girava questa notizia ovunque, anche se non mi interessano i gossip, tutti ne sono venuti a conoscenza. 
Avvistati il signor e la signora Leclerc in giro per Monaco con una splendida Ferrari vintage.
Perché non gliel’ho direttamente chiesto? Ho voluto metterlo alla prova come uno stupido pensando chissà cosa. Una delle mie fottute intuizioni di merda che arrivano prima che la mia stessa ragione me ne renda partecipe. 
Non so cosa credevo, cosa volevo ottenere. 
Forse se me l’avesse semplicemente detto, avrei pensato ‘me lo dici solo ora perché ti becco per caso? Conto meno di zero per te?’ E poi non sarei più riuscito a guardarlo negli occhi, ridere e scherzare con lui come niente.
Ma non me l’ha detto, né prima né in quel momento. 
Il tormento mi ha ucciso per tutta la giornata, dal momento in cui la notizia si è sparsa in giro. 
Perché Charles non mi ha detto che si sposava oggi? Non volevo di certo essere invitato, non mi interessava, non sarei mai voluto venire, ma perché non me l’ha detto? 
Pensavo fossimo qualcosa, non so cosa, ma almeno meritevole di sapere quando si sposa. 
Invece non solo non me l’ha detto prima, ma nemmeno una volta beccato in pieno e adesso sto di merda 
Lo sapevo comunque che non ero nulla per lui, solo che vedere che sono ancora di meno di ciò che credevo, è atroce. È molto peggio di quel che pensavo. 
Ha diritto di non dirmelo in anticipo, ma perché non dirmelo una volta che lo scopro in pieno? 
Resto fermo all’ingresso di casa mia con l’impulso di uscire di nuovo in bomba e chiederglielo furiosamente. Mi sembra di impazzire, per un istante. Respiro a fondo, stringo i pugni e sento le vene del collo gonfiarsi pericolosamente. I tratti del viso induriti, la mascella serrata, lo sguardo carico di fuoco.  
‘Conto così poco per te da non dirmi che era la tua cazzo di cerimonia? Che oggi ti sei sposato in segreto?’ 
È questo che vorrei dirgli. 
Di cosa aveva paura? Che gli rovinassi il giorno più importante della sua vita? 
Ma non ho diritto di fare piazzate, lo so. Mi coprirei di ridicolo e soprattutto lo perderei. 
Non so cosa sono per lui, ma sono qualcosa, anche se meno di quel che pensavo e speravo. 
Oltretutto viviamo uno di fronte all’altro, ormai. Dovrò convivere con questo fatto, mi deve andare bene. Lo vedrò anche quando smetteremo con la F1. 
Wow, lo vedrò per sempre a meno che uno di noi non trasloca?
Tale consapevolezza mi colpisce con l’ennesimo pugno in faccia. 
Ma perché, perché cazzo non mi ha detto che è lui quello che si è sposato? 
Non se la sente? Non si sente a suo agio a dirmelo? 
Se glielo chiedo ora, con la rabbia e la delusione che c’ho addosso, faccio un casino e non voglio allontanarlo. 
Quello che abbiamo, qualunque cosa sia, anche se per me è una cosa e per lui chiaramente è un’altra, voglio che rimanga. 
So che mi piace da un po’, ma non ho mai pensato che mi ricambiasse; semplicemente ero contento di essere considerato una specie di amico, non di quelli stretti con cui esci al di fuori delle corse, ma abbiamo sempre parlato al punto che ci hanno dato dei soprannomi. Il rapporto c’era.
Perché parlo al passato? 
C’è ancora, no? 
Sì, ma quale? 
Che rapporto sarebbe, se lui si sposa e non me lo dice nemmeno se lo becco? 
Ha diritto a sentirsi come vuole e a dirmi ciò che vuole; devo solo spingerlo ad aprirsi con me, a sentirsi a suo agio a dirmelo. 
Prima, quando l’ho incontrato sulle scale, mi sono sentito malissimo e paralizzato.
Era così bello.
Lo dovevo incontrare proprio oggi? 
Come se non bastasse lo trovo anche splendido! 
La verità è che ho invidiato Alexandra. 
Volevo essere io al fianco di Charles. 
Dopo aver visto quanto fosse bello, dopo che è riuscito a piacermi ancora di più, il vero colpo l’ho subito quando non mi ha voluto dire che era lui ad essersi sposato. 
Che la fottuta cerimonia a cui era andato oggi, era proprio la sua. 
Beh, cazzo. Sono fottutamente bravo a gestirmi e trattenermi, molto più di quel che ho sempre pensato. 
Tanto che non ha capito che mi piace da tempo. Tanto che non ha capito che poco fa, là fuori, ci sono rimasto di merda. 
Forse ha pensato che gli avrei chiesto come mai non me l’ha detto prima, non siamo amici? Non siamo qualcosa? E allora lui non avrebbe saputo come dirmi ‘no, non siamo niente. Per questo non ho pensato a dirtelo prima’.
Non lo so, mille opzioni mi frullano per la testa, ma Kelly mi viene incontro dopo avermi sentito entrare senza avermi visto avanzare in casa, così quando la vedo, un sorriso tirato mi si forma sulla faccia.  
Prossimo weekend si inizia con la F1, abbiamo la prima gara dell’anno dopo i test di questo mese. 
Con che faccia gli starò davanti e gli dirò un entusiasta ‘congratulazioni’ come se fosse normale non averlo saputo poco fa? 
Con la stessa con cui sorrido a Kelly e la bacio leggero sulle labbra facendo finta di nulla. 
Alla fine sono cresciuto, suppongo che sia questo che mi è successo. Una volta non mi sarei tenuto dentro un cazzo, oggi sono un asso. 
Ma quanto andrò avanti? 
Probabilmente tutto il tempo che serve. Anche per sempre, se necessario. 
Perché quando ho accettato di fare un figlio con Kelly, l’ho fatto proprio perché avevo capito di non piacere a Charles nello stesso senso in cui lui piaceva a me. Perciò ho solo cercato qualcosa di potente e bellissimo che mi distraesse da quel pensiero fisso che mi aveva penetrato il cervello ed il petto ed il cuore e l’anima. 
Ma non so se sta funzionando. 
Sono felice di essere padre, ma Charles continua ad essere il mio pensiero fisso. E lui continua a non essere mio. 
Eh sì, caro Max. 
Quando l’avrai davanti, il prossimo fine settimana, dovrai proprio tirare fuori tutta la fottuta faccia di merda di cui sei capace e dirgli ‘congratulazioni per il matrimonio’. 
E poi dovrai stare zitto senza chiedergli ‘perché non me l’hai detto, quel giorno?’ 
Zitto, assolutamente zitto. 
Ma ce la farò davvero, proprio io, a starmene zitto?