EPILOGO.
UNA MATTINA DA COPPIA
Era nel dormiveglia quando percepì le sue dolci labbra carnose baciargli in mezzo agli occhi e poi scendere giù sulla punta del naso.
Intuendo cosa sarebbe venuto dopo, Jannik sorrise svegliandosi senza però aprire gli occhi.
- Buongiorno. - mormorò accompagnando il terzo bacio sulle labbra con un movimento della testa che li agevolò per quel speciale saluto.
Dormendo si erano girati e spostati, ma alla fine erano finiti comunque rivolti uno verso l’altro, le mani risalirono per trovare le guance e muoversi in sincronia, carezzandosi.
Jannik si decise ad aprire gli occhi e quando lo fece, il volto splendido di Carlos si materializzò illuminato da un dolce sorriso; lì gli sembrò di venir colpito da un pugno in pieno stomaco.
Un pugno ed un’ondata bollente che invase ogni particella del proprio essere facendolo sentire come non si era mai sentito.
- Cazzo, sono fottuto! - mormorò spontaneo coprendosi la faccia con la stessa mano che era appena finita sulla guancia di Carlos.
Questi, sorpreso di quella reazione, si tese continuando comunque a tenerlo a sé. Le dita scivolarono sui ricci della nuca, probabilmente il suo punto debole.
- Te ne sei già pentito? - chiese con una logica che forse era abbastanza comprensibile. Jannik spalancò gli occhi uscendo dal nascondiglio.
- Eh? - chiese senza capire, spaventato che fosse Carlos ad essersene pentito. Ma lui era lì coi suoi occhioni da cucciolo sexy e capì subito che doveva averlo travisato.
- Sembri pentito. Sei fottuto in che senso? - chiese con l’ansia che gli cresceva in un buongiorno che ora sembrava meno bello.
Jannik a quel punto tornò a prendergli il viso con le dita e glielo carezzò dolcemente indugiando sul labbro che lo rilassò subito.
- Che sono cotto per te come non lo sono mai stato in vita mia per nessun altro. Questa cosa mi sfuggirà di mano, ma non posso farci nulla. Già so che mi perderò in te.
Carlos, ancora incerto su come prendere la notizia, lo guardò con ansia.
- E non è bello? - Jannik rise sciogliendo subito quel po’ di tensione che gli era caduta addosso capendo di essere fottuto.
Erano così diversi. Per lui l’idea di perdere il controllo era una tragedia annunciata, per Carlos era solo la cosa più bella del mondo.
Alla fine scosse il capo e si strinse nelle spalle annullando la breve distanza.
- Sì, lo è.
Le loro labbra si ritrovarono di nuovo e quella risposta bastò a Carlos per rilassarsi e accoccolarsi contro di lui, intrecciando gambe e piedi ai suoi.
Sicuramente non poteva capire il suo stato d’animo e quel tipo di preoccupazione, ma non era di certo il momento ed il posto di parlargliene.
Lì c’era solo spazio per un dolce e splendido buongiorno e per vivere quel che la giornata gli avrebbe portato. La giornata e Carlos, ovviamente.
“A volte lasciarsi semplicemente andare non è male.”
L’unica conclusione sensata, dopotutto.
Una breve conclusione tenera e fluffosa per due che insieme stanno davvero troppo bene. Ho immaginato questa piccola scena al mattino, con Jannik che guarda Carlos sorridergli come solo lui sa fare e Jannik che si sente male da quanto sta bene. Grazie per avermi seguito. Attualmente non ho scritto altro su di loro, ma presumo di rimediare presto. Per sapere quando pubblico e su cosa scrivo, seguite la mia pagina su FB. Alla prossima. Baci Akane